Competenza comunicativa

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La competenza comunicativa è un termine linguistico collegato non solo all'abilità di applicare le regole grammaticali di una lingua per formare enunciati corretti, ma anche di sapere quando usare correttamente questi enunciati. Il termine è stato coniato da Dell Hymes nel 1966, in risposta all'inadeguatezza della distinzione di Noam Chomsky tra competenza e prestazione.

Secondo uno scritto del 1980 di Canale e Swain, diventato un classico della linguistica applicata, la competenza comunicativa consta di quattro componenti:

  1. competenza grammaticale: parole e regole
  2. competenza sociolinguistica: appropriatezza
  3. competenza discorsiva: coesione e coerenza
  4. competenza strategica: uso appropriato di comunicazioni strategiche

Una ricerca più recente sulla competenza comunicativa eseguita da Bachman (1990) la raggruppa nell'ampia titolatura di "competenza d'organizzazione", che include sia la competenza grammaticale e discorsiva (o testuale), e la "competenza pragmatica", che include sia la sociolinguistica che la competenza di eseguire atti illocutori.

Tramite l'influenza dell'"insegnamento linguistico comunicativo" si è ampiamente convenuto che la competenza comunicativa dovrebbe essere il fine dell'educazione linguistica, in contrasto con le posizioni precedenti che davano priorità alla competenza grammaticale. La comprensione della competenza comunicativa è stata influenzata dal campo della pragmatica e dalla filosofia del linguaggio che riguarda gli atti linguistici come venivano descritti da John Searle e da John Langshaw Austin.

Indice

[modifica] Le facce della piramide

La competenza comunicativa è lo spazio interno di una piramide a tre facce.

  1. saper fare lingua (comprendere, leggere, scrivere, dialogare ecc.)
  2. saper fare con la lingua (che include la dimensione sociale, pragmatica, culturale)
  3. sapere i linguaggi verbali e non verbali ossia la competenza linguistica ed extralinguistica.

[modifica] Eventi

La comunicazione avviene in contesti situazionali attraverso eventi ossia:il luogo, il tempo, l'argomento e il ruolo dei partecipanti. In ogni evento comunicativo vi sono:

  1. un testo linguistico
  2. dei messaggi extralinguistici
  3. scopi dichiarativi e non
  4. atteggiamenti psicologici
  5. una grammatica contestuale che prevede non solo gli eventi ma anche una sequenza prevista per un dato evento.

[modifica] La Competenza comunicativa in ambito linguistico

La competenza comunicativa impone la conoscenza del sistema linguistico (cioè sapere se o in che misura qualcosa è formalmente possibile all'interno di una data lingua), ma non si limita ad essa, in quanto la competenza puramente linguistica circoscrive la descrizione a un parlante-ascoltatore ideale; che conosce perfettamente la propria linua; che non è sottoposto ai condizionamenti di ordine psicologico e sociologico nell'applicazione delle proprie conoscenze ai fini dell'esecuzione; che appartiene, infine, a una comunità linguistica omogenea. Per formare una competenza comunicativa, concorrono, quindi, altre componenenti:

  1. la conoscenza psicolinguistica.
  2. la conoscenza socioculturale.
  3. la conoscenza de facto.

[modifica] La Competenza comunicativa nella sordità

La Competenza Comunicativa è quella capacità che ci permette di estrarre un certo numero di informazioni dalle frasi grazie alla comprensione di alcune parole, grazie alla capacità di interpretare il contesto in cui queste frasi sono emesse e grazie alla nostra logica e alla nostra conoscenza dei fatti del mondo. Immaginiamo di dover indovinare il significato di una frase di una lingua che non conosciamo. Se identifichiamo le parole GATTO TOPO MANGIARE possiamo pensare che voglia dire “Il gatto vuole mangiare il topo”, ma se scopriamo che tale frase è scritta in un racconto per bambini, nulla ci impedisce di ipotizzare che possa voler dire “Il topo si è mangiato il gatto”! La nostra Competenza Comunicativa, aiutata dalle nostre conoscenze del mondo e dalla nostra capacità di leggere i contesti e fare inferenze, ci permette dunque di orientarci, di capire alcune informazioni importanti anche senza mettere in gioco una Competenza Linguistica, ma ha dei forti limiti.

[modifica] Storia

La competenza appare il livello più alto delle conoscenze: in essa vengono combinate abilità e conoscenze, per eseguire un’attività. Si sviluppa lentamente, ma una volta formata è permanente. In un altro senso Chomsky ha introdotto negli anni Cinquanta nella sua teoria il contrasto tra competenza ed esecuzione (in inglese performance, che non è la “competenza performativa”): la competenza è il sistema di conoscenze, regole, cioè meccanismi di funzionamento che rende possibile la comprensione o produzione di frasi, anche mai sentite prima, mentre la realizzazione effettiva di tali frasi basate sulla competenza è chiamata esecuzione. Questi due concetti paiono richiamare la dicotomia saussuriana langue vs.parole, ma si tratta di una somiglianza superficiale: i concetti chomskyiani ad esempio sono concetti della psicolinguistica, si applicano al singolo parlante, all’individuo, mentre quelli saussuriani sono semiotico-linguistici che si riferiscono ad una comunità. La sociolinguistica degli anni Settanta, specialmente ad opera dell’antropologo Hymes, allargando il concetto di competenza chomskyano ha elaborato il concetto di “competenza comunicativa”, che include la competenza linguistica, quella sociolinguistica e quella pragmatica (cioè referenziale). “La competenza comunicativa è il sistema di conoscenze posseduto da un parlante per l’uso contestualmente appropriato ed efficace di una lingua.” La competenza comunicativa è in contrasto con la concezione tradizionale della linguistica che ha accentuato lo studio idealizzato e senza contesto della grammatica. Oggi gli studiosi sono d’accordo che la competenza non deve essere limitata alla capacità dell’individuo di decidere se una frase è grammaticale o agrammaticale. Il movimento linguistico che ha sottolineato l’importanza della competenza comunicativa ha avuto un forte impatto anche sulla glottodidattica e ha contributo in modo notevole alla formazione dell’approccio comunicativo.

[modifica] Bibliografia

  • Bachman, L., Fundamental considerations in language testing, Oxford, Oxford University Press, 1990, ISBN 0-19-437003-8
  • Canale M., Swain M., Theoretical bases of communicative approaches to second language teaching and testing, Applied Linguistics 1, 1-47, 1980.
  • Hymes D.H., On communicative competence, Philadelphia, University of Pennsylvania Press, 1971. Extracts available in:
Brumfit, C.J. & Johnson K. (Eds.), The communicative approach to language teaching, pp. 5-26, Oxford, Oxford University Press, 1979, ISBN 0-19-437078-X
  • P. Balboni, "Didattica dell'italiano a stranieri", Roma, Bonacci, 1994
  • P. Balboni, "Tecniche didattiche per l'educazione linguistica. Italiano, lingue straniere, lingue classiche", Torino, UTET, 1998
  • P. Balboni, "Parole comuni, culture diverse. Guida alla comunicazione interculturale", Venezia, Marsilio, 1999

[modifica] Collegamenti esterni

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