Civitella in Val di Chiana

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Civitella in Val di Chiana
comune
Civitella in Val di Chiana – Stemma Civitella in Val di Chiana – Bandiera
Civitella in Val di Chiana – Veduta
Dati amministrativi
Stato bandiera Italia
Regione Toscana – stemma Toscana
Provincia Arezzo – stemma Arezzo
Sindaco Ginetta Menchetti (Solidarietà e progresso - Partito Democratico) dal 16/05/2011
Territorio
Coordinate 43°24′19″N 11°46′14″E / 43.40528°N 11.77056°E / 43.40528; 11.77056 (Civitella in Val di Chiana)Coordinate: 43°24′19″N 11°46′14″E / 43.40528°N 11.77056°E / 43.40528; 11.77056 (Civitella in Val di Chiana)
Altitudine 280 m s.l.m.
Superficie 100,37 km²
Abitanti 9 183[1] (31-12-2010)
Densità 91,49 ab./km²
Frazioni Albergo, Badia al Pino (sede comunale), Ciggiano, Cornia, Oliveto, Pieve a Maiano, Pieve al Toppo, Ponticino, Spoiano, Tegoleto, Tuori, Viciomaggio
Comuni confinanti Arezzo, Bucine, Laterina, Monte San Savino, Pergine Valdarno
Altre informazioni
Cod. postale 52041
Prefisso 0575
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 051016
Cod. catastale C774
Targa AR
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Nome abitanti civitellini
Giorno festivo 24 agosto
Localizzazione
Civitella in Val di Chiana è posizionata in Italia
Civitella in Val di Chiana
Posizione del comune di Civitella in Val di Chiana all'interno della provincia di Arezzo
Posizione del comune di Civitella in Val di Chiana all'interno della provincia di Arezzo
Sito istituzionale

Civitella in Val di Chiana è un comune sparso di 9.127 abitanti[2] della provincia di Arezzo.

Indice

[modifica] Geografia

Civitella sorge sulla sommità di un colle a oltre 500 m s.l.m., 15 km a sud-ovest di Arezzo. Il territorio comunale si può dividere in due zone: una di bassa montagna, nella quale è situata la stessa Civitella, ricoperta di boschi e costituente una propaggine dei preappennini; ed una pianeggiante, che forma la parte settentrionale della Val di Chiana. In effetti il territorio civitellino, delimitato a sud dal comune di Monte San Savino e a nord-est da quello di Arezzo, giunge fino ai primi comuni del Valdarno, Laterina a nord est, Bucine e Pergine a nord-ovest.

È nella fascia pianeggiante, intensamente coltivata, che sorgono i centri più popolati del comune, quali Badia al Pino, Pieve al Toppo, Tegoleto e Viciomaggio. Di fatto lo spopolamento montano ha fatto sì che tali frazioni superino di gran lunga per popolazione la stessa Civitella, tanto che nel 1917 la sede comunale fu trasferita proprio nella frazione più grande, Badia al Pino. Nonostante ciò il comune ha conservato l'antica denominazione, un riconoscimento verso l'antico borgo civitellino.

Nella fascia collinare e montuosa invece si trovano moltitudini di oliveti da cui è prodotto un olio di ottima qualità. I vigneti civitellini meritano una citazione, essendo il comune compreso nelle vie del Chianti.

[modifica] Storia

Il Castello di Civitella

Già popolata in epoca romana, Civitella divenne roccaforte longobarda e vi fu costruito il castello che tutt'oggi è visibile. Nell'XI secolo il feudo di Civitella passò sotto il Vescovo di Arezzo, che la designò quale capoluogo del Viscontado della Valdambra. Fu all'epoca che il centro venne ribattezzato "Civitella del Vescovo".

Nel XIII secolo il territorio comunale fu messo a dura prova, prima dalla battaglia di Pieve al Toppo fra Siena e Arezzo (ricordata da Dante nel XIII canto dell'Inferno: «Lano, sì non furo accorte le gambe tue alle giostre del Toppo»), vinta da quest'ultima, poi la stessa Civitella fu distrutta. Nel 1272 il Vescovo aretino Guglielmino degli Ubertini la ricostruì, ma dopo la sconfitta aretina a Campaldino (1289), Civitella fu presa da Firenze.

Nel 1311 tornò ad Arezzo e proprio a Civitella fu stipulata la pace tra il vescovo Ildebrandino Guidi di Romena e l'imperatore Enrico VII di Lussemburgo, che garantì alcuni anni di relativa pace. Dopo un "tira e molla" tra Arezzo e Firenze, Civitella entrò definitivamente a far parte del territorio di quest'ultima del 1348, divenendo sede di Podesteria. Nel 1554 fu assediata da Siena, ma venne difesa con successo da Paolo da Castello, capitano di ventura a servizio di Cosimo I de' Medici.

Nel 1774 la cittadina assunse grande importanza per la rivalutazione, voluta dal Granduca di Toscana Pietro Leopoldo di Lorena, dell'antica "strada dei mercanti", che collegava i centri chianini e valdambrini per il commercio del grano.

Gli anni del regno d'Italia condussero un'epoca di pace, ma questa fu violentemente turbata dalla Seconda guerra mondiale. La rocca longobarda, da secoli simbolo di Civitella, fu distrutta da un bombardamento alleato, poiché al proprio interno si era installato il locale comando tedesco. Ma, soprattutto, Civitella fu sconvolta da una delle più sanguinose stragi che la storia italiana ricordi. Si tratta del tristemente noto eccidio di Civitella.

[modifica] L'eccidio di Civitella

La piazza di Civitella, nella quale si verificò l'eccidio

La conformazione montuosa e la presenza di boschi nel territorio circostante il centro abitato di Civitella avevano contribuito, all'indomani dell'occupazione tedesca dell'Italia, alla nascita di diversi gruppi partigiani. In Civitella si era di conseguenza installato un comando tedesco, la divisione "Hermann Göring", agli ordini del generale Wilhelm Schmalz, la quale ripetutamente venne a trovarsi in scontri a fuoco con i partigiani.

Il 18 giugno 1944 quattro giovani soldati tedeschi entrarono nel circolo ricreativo di Civitella per bere un bicchiere di vino, rifocillandosi così dal caldo dell'incombente estate. Tra gli avventori del locale vi erano tuttavia alcuni partigiani che, notati i militi della Wehrmacht, imbracciarono i fucili, sparando contro di essi. Dallo scontro a fuoco che ne nacque furono i tedeschi ad avere la peggio: due soldati morirono subito, mentre un terzo spirò poche ore dopo, a causa delle gravi ferite riportate.

Immediatamente il comando tedesco impose alla popolazione locale di fare i nomi dei colpevoli. Gli occupanti lanciarono un ultimatum di 24 ore, trascorse inutilmente le quali sarebbe stata operata una rappresaglia tra i civili per vendicare i 3 soldati morti. Contemporaneamente i tedeschi avviarono perquisizioni nelle case di Civitella e delle due frazioni più vicine, Cornia e San Pancrazio (quest'ultima nel comune di Bucine), ritenute ospitanti diversi partigiani in quanto circondate dai boschi e non facilmente raggiungibili. Nessun civile osò collaborare con i tedeschi e, anzi, furono in molti a lasciare le case, temendo la rappresaglia.

Il 19 giugno l'ultimatum era scaduto, ma a sorpresa i tedeschi non fecero nulla. Il generale Schmalz assicurò che non sarebbe stata operata alcuna rappresaglia, facendo intendere che i numerosi partigiani caduti negli scontri con i tedeschi erano stati ritenuti sufficienti a vendicare i 3 militi uccisi il giorno prima. Come solo in seguito si potrà ricostruire, quella dei tedeschi era in realtà una trappola. Furono infatti lasciati trascorrere giorni tranquilli, durante i quali molti civitellini fecero ritorno nelle proprie case.

Ma il 29 giugno la tragedia si consumò. Al mattino, per la festa dei SS. Pietro e Paolo, il paese era pieno di persone. Molti non si erano recati nelle campagne o nei boschi per lavorare, restando così a casa o andando a Messa. La Chiesa di Santa Maria Assunta, a Civitella, era piena di fedeli, giunti anche dalle altre frazioni del comune.

Improvvisamente dal comando tedesco partirono 3 squadroni: uno destinato a Cornia, l'altro a San Pancrazio e un terzo, il più grande, si riversò nel centro di Civitella. I tedeschi irruppero nelle case, aprendo il fuoco sugli abitanti a prescindere dal sesso o dall'età. L'episodio più truce si consumò nella chiesa, mentre si stava celebrando la Messa. Entrati nell'edificio sacro, i tedeschi divisero i fedeli in piccoli gruppi. Quindi, indossati grembiuli mimetici in gomma per non sporcarsi di sangue, li freddarono con dei colpi alla nuca. Eroico fu il gesto del sacerdote, don Alcide Lazzeri: costui, in quanto religioso, sarebbe stato risparmiato dai tedeschi, ma scelse di condividere la sorte degli sfortunati parrocchiani.

Compiuta la strage, i tedeschi incendiarono le case di Civitella, provocando così la morte anche di coloro che avevano disperatamente tentato di salvarsi nascondendosi nelle cantine o nelle soffitte. Solo pochi abitanti riuscirono a salvarsi dal massacro. L'orrore di quel giorno fu percepito anche nelle campagne circostanti, specie nelle frazioni a valle: qui, nonostante la distanza, furono ben udite le grida disperate e ben visto il fumo delle case in fiamme.
Alla fine si contarono 244 morti: 115 a Civitella, 58 a Cornia e 71 a San Pancrazio[3].

Ai martiri di Civitella è stata intitolata la via principale del centro abitato. Il Comune fu insignito, nel 1963, della medaglia d'oro al valor civile.

Il gruppo de La casa del vento nel 2004 ha composto una canzone riguardo alla strage di Civitella intitolata "Renzino", che è all'interno dell'album "Sessant'anni di resistenza"[4].

Il 21 ottobre 2008 i giudici della prima sezione penale della Corte di Cassazione hanno condannato il governo tedesco a risarcire i danni a nove familiari delle vittime dell'eccidio, stabilendo un milione di euro come risarcimento[5].

Avverso la sentenza, la Germania ha adito la Corte Internazionale di Giustizia, che, il 3 febbraio 2012, ne ha accolto il ricorso, asserendo che un tribunale nazionale non può condannare uno Stato sovrano, in virtù dell'immunità garantitagli dal diritto internazionale. Conseguentemente, l'Italia dovrà privare di effetto la sentenza della Corte di Cassazione del 2008[6][7].

[modifica] Cultura

Via Martiri di Civitella, strada principale del centro abitato, che dal Castello conduce alla Chiesa di Santa Maria Assunta

[modifica] Monumenti e luoghi d'interesse

  • Il Borgo storico di Civitella (Tour virtuale)
  • Il Castello, eretto nel 1048 e circondato da un'imponente cerchia muraria; il castello, trasformato dalla Wehrmacht in quartier generale durante l'occupazione nazista, fu semidistrutto durante un bombardamento alleato nel 1944 e mai ricostruito.
  • Il Palazzo pretorio (XIV secolo);
  • L'antica Cisterna, che sorge al centro del paese;
  • Villa Oliveto, situata in località Oliveto e antica dimora dei Conti Barbolani di Montauto.

[modifica] Chiese

[modifica] Manifestazioni

  • Storie di Paese, concorso di teatro amatoriale, in gennaio e febbraio;
  • Il piacere di leggere, mostra mercato del libro per ragazzi, in marzo;
  • Soggettivamente: scultura moderna per un paese antico, mostra di scultura moderna, giugno;
  • Marcia per la pace, da Civitella a San Pancrazio in occasione della ricorrenza dell'eccidio, realizzata in collaborazione con il comune di Bucine;
  • Estate a Civitella, periodo di spettacoli teatrali, musicali e cinematografici, in agosto;
  • Pullman della musica, serie di concerti eseguiti nelle varie frazioni, in ottobre;
  • Iniziativa "L'olio nuovo", promozione dell'olio prodotto nelle colline comunali;
  • Concerto di Natale, organizzato dall'amministrazione comunale in dicembre.

[modifica] Onorificenze

Medaglia d'oro al valor civile - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al valor civile
«Sopportava con stoico coraggio la rappresaglia crudele del nemico invasore, subendo la quasi totale distruzione delle abitazioni ed il sacrificio di centocinquanta dei suoi figli, mai piegando nella fede in un'Italia migliore»
— Roma, 5 febbraio 1963[8]

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti

[modifica] Etnie e Minoranze Straniere

Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2010 la popolazione straniera residente era di 745 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

bandiera Romania 284 3,09%

bandiera Albania 143 1,56%

[modifica] Gemellaggi

Civitella in Val di Chiana è gemellata con:

[modifica] Amministrazione

Sindaco: Ginetta Menchetti (Solidarietà e progresso - Partito Democratico) dal 16/05/2011 (1º mandato)

[modifica] Riconoscimenti

Civitella in Val di Chiana fa parte di:

[modifica] Personalità legate a Civitella in Val di Chiana

[modifica] Sport

Il 12 maggio 2004 la 4ª tappa del Giro d'Italia 2004 si è conclusa a Civitella in Val di Chiana, presso la località di Tegoleto, con la vittoria di Alessandro Petacchi. L'arrivo fu posto di fronte allo stabilimento del mobilificio Del Tongo, che in passato ebbe una delle più prestigiose squadre ciclistiche italiane e internazionali.

[modifica] Note

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Bilancio demografico anno 2009 in ISTAT. URL consultato il 8-10-2009.
  3. ^ Cenni storici in Comune di Civitella in Val di Chiana. URL consultato il 7-8-2009.
  4. ^ Renzino-Casa del Vento in Canzoni contro la guerra. URL consultato il 7-8-2009.
  5. ^ La strage di Civitella in Il Sole 24 ore - Radio 24. 24-10-2008. URL consultato il 7-8-2009.
  6. ^ Storica sentenza all'Aja: la Germania non deve risarcire vittime italiane del nazismo in Adnkronos. 03-02-2012. URL consultato il 03-02-2012.
  7. ^ Stragi naziste, Berlino vince il ricorso bloccate le indennità alle vittime italiane in La Repubblica. 03-02-2012. URL consultato il 03-02-2012.
  8. ^ Atto di conferimento in Comune di Civitella in Val di Chiana. URL consultato il 7-8-2009.

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