Cividale del Friuli
| Cividale del Friuli comune |
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Panorama di Cividale del Friuli |
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| Dati amministrativi | |||||
| Stato | |||||
| Regione | |||||
| Provincia | |||||
| Sindaco | Stefano Balloch (centrodestra) dal 18/05/2010 | ||||
| Territorio | |||||
| Coordinate | 46°5′25.8″N 13°26′6″E / 46.0905°N 13.435°ECoordinate: 46°5′25.8″N 13°26′6″E / 46.0905°N 13.435°E | ||||
| Altitudine | 135 m s.l.m. | ||||
| Superficie | 50,45 km² | ||||
| Abitanti | 11 615[1] (31-12-2010) | ||||
| Densità | 230,23 ab./km² | ||||
| Frazioni | Carraria, Fornalis, Gagliano, Grupignano, Purgessimo, Rualis, Rubignacco, San Giorgio, Sanguarzo, Spessa[2] | ||||
| Comuni confinanti | Corno di Rosazzo, Moimacco, Premariacco, Prepotto, San Pietro al Natisone, Torreano | ||||
| Altre informazioni | |||||
| Cod. postale | 33043 | ||||
| Prefisso | 0432 | ||||
| Fuso orario | UTC+1 | ||||
| Codice ISTAT | 030026 | ||||
| Cod. catastale | C758 | ||||
| Targa | UD | ||||
| Cl. sismica | zona 2 (sismicità media) | ||||
| Cl. climatica | zona E, 2 676 GG[3] | ||||
| Nome abitanti | cividalesi | ||||
| Patrono | san Donato | ||||
| Giorno festivo | 21 agosto | ||||
| Localizzazione | |||||
Posizione del comune di Cividale del Friuli nella provincia di Udine |
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| Sito istituzionale | |||||
| (FUR)
« Cividât no jè une vile, ma une ponte di citât »
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(IT)
« Cividale non è un paese ma una piccola città »
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(villotta popolare)
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Cividale del Friuli (Cividât in friulano standard[4], Zividât in friulano centro-orientale[4][5], Čedad in sloveno[6]) è un comune italiano di 11.632 abitanti[7] della provincia di Udine in Friuli-Venezia Giulia.
Fondata da Giulio Cesare con il nome di Forum Iulii, da cui poi ha preso il nome tutta la regione, divenne la capitale longobarda del Friuli.
Indice |
[modifica] Geografia fisica
Cividale del Friuli sorge ai piedi dei colli del Friuli orientale, sulle sponde del Natisone, a 17 km da Udine, sulla strada che collega la pianura friulana alla media e alta valle dell'Isonzo in territorio sloveno. Si estende su una superficie di 49,50 km², da un'altitudine minima di 97 metri, ad una massima di 508 metri[8].
Il comune confina a nord con Torreano, ad est con San Pietro al Natisone, ad ovest con Moimacco, a sud con Prepotto, Premariacco e Corno di Rosazzo[9].
[modifica] Sismologia
Secondo la Classificazione sismica, il comune appartiene alla zona 2 (sismicità medio-alta)[10][11].
[modifica] Clima
| Per approfondire, vedi la voce Stazione meteorologica di Cividale del Friuli. |
Secondo la classificazione climatica, Cividale del Friuli appartiene alla zona E, gradi giorno 2.676[12][13]. Gode di un tipico clima temperato delle medie latitudini, piovoso o generalmente umido in tutte le stagioni e con estati molto calde.
Le precipitazioni si concentrano nei periodi compresi tra marzo e maggio, con un leggero calo nei mesi estivi, e un riacutizzarsi nel periodo compreso tra ottobre e novembre inoltrato.
| CIVIDALE DEL FRIULI | Mesi | Stagioni | Anno | ||||||||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Gen | Feb | Mar | Apr | Mag | Giu | Lug | Ago | Set | Ott | Nov | Dic | Inv | Pri | Est | Aut | ||
| T. max. media (°C) | 3,5 | 5,1 | 9,2 | 14,1 | 19,3 | 22,5 | 25,0 | 24,6 | 21,0 | 15,7 | 8,9 | 4,8 | 4,5 | 14,2 | 24 | 15,2 | 14,5 |
| T. min. media (°C) | -3,0 | -2,3 | 0,8 | 4,5 | 8,2 | 11,6 | 13,5 | 13,3 | 10,6 | 6,7 | 2,5 | -1,2 | -2,2 | 4,5 | 12,8 | 6,6 | 5,4 |
[modifica] Storia
| Per approfondire, vedi la voce Storia del Friuli. |
La presenza umana nella zona ove oggi sorge Cividale risale a epoche piuttosto antiche poiché, appena fuori della città, sono state trovate stazioni preistoriche del Paleolitico e del Neolitico, mentre abbondanti sono le testimonianze dell'Età del Ferro e delle presenze veneta e celtica sin dal IV secolo a.C. La strategica posizione di questo primitivo insediamento indusse i Romani a stabilirvisi, fondando forse alla metà del II secolo a.C. un castrum, di ovvia natura militare, il quale fu in seguito elevato da Giulio Cesare a forum (mercato), assumendo così il nome di "Forum Iulii" poi divenuto identificativo di tutta la regione. Successivamente la località fu elevata a municipium, venendo ascritta alla tribù romana Scaptia, assurgendo infine a capitale della Regio X Venetia et Histria allorché Attila rase al suolo Aquileia nel V secolo.
Nel 568 giunsero dalla Pannonia i Longobardi, di origine scandinava, il cui re Alboino elesse subito la romana Forum Iulii a capitale del primo ducato longobardo in Italia e ponendovi duca il proprio nipote Gisulfo. Qui sorsero edifici imponenti e prestigiosi e nei dintorni si eressero luoghi fortificati assegnati alle fare, ossia le stirpi nobili di quel popolo germanico; nel 610 Forum Iulii venne saccheggiata e incendiata dagli Avari, chiamati dal re longobardo (con sede a Pavia) per punire la riottosità del duca friulano. Nel 737, durante il regno di Liutprando e per sfuggire alle incursioni bizantine, il patriarca di Aquileia Callisto decise di trasferire qui la propria sede, così come già fece il vescovo di Zuglio che venne scacciato. La città ebbe così aumentato il suo ruolo anche grazie a quest'importante presenza ecclesiastica; già pochi decenni più tardi, nel 769, qui si tenne il concilio che riconfermò l'indissolubilità del matrimonio.
Nel 775 il ducato del Friuli fu invaso dai Carolingi e i nobili longobardi, col loro duca Rotgaudo in testa, per l'ultima volta impugnarono le armi per fronteggiare l'arrivo dei Franchi. Sconfitti gli antichi dominatori, i Carolingi istituirono la marca orientale del Friuli, ponendo come capitale Forum Iulii che cambiò così il nome in "Civitas Austriae". La città divenne sede di un'importante corte, soprattutto durante il marchesato di Eberardo che attirò uomini colti da tutta Europa. Dalle famiglie che ressero la marca, poi declassata a contea in epoca ottoniana, ebbero i natali importanti uomini politici tra cui l'imperatore Berengario. La ricomposizione dei poteri a livello centroeuropeo e norditaliano lasciò un importante spazio ai patriarchi, i quali nel 1077 divennero liberi feudatari del Sacro Romano Impero su un vasto territorio. Sorse così lo Stato patriarcale durato sino al 1419.
Cividale rimase comunque il massimo centro politico e commerciale di tutto il Friuli, rivaleggiando dal XIII secolo con Udine, la quale era in forte ascesa favorita da una più congeniale posizione geografica. La città vide sorgere monasteri e conventi, palazzi e torri, qui posero residenza le più importanti casate parlamentari del Friuli e ne fiorirono di altrettanto dignitose. Nel 1353 l'imperatore Carlo IV, dopo una sanguinosa vendetta operata da suo fratello il patriarca Lodovico (scatenata anche contro i cividalesi per punire l'assassinio del predecessore Bertrando), concedette a Cividale l'apertura dell'Università. Le lotte intestine friulane, durante le quali Cividale era spesso alleata dei conti di Gorizia e dei nobili castellani contro Udine, trovarono via via una più serrata intensità sino a concludersi convulsamente nel 1419, quando Venezia si decise di invadere la regione. Cividale si diede alla Serenissima stipulando una solenne pace. Nei decenni successivi alcuni nobili progettarono di aprir le porte allo spodestato patriarca Lodovico di Teck, tornato nel 1431 alla testa di 4.000 ungari.
Superato il pericolo dei turchi, i quali pure qui compirono razzie e violenze sino al 1499, a causa della guerra tra Venezia e la Lega di Cambrai, nel primo Cinquecento l'Impero tentò di occupare la città assediandola con le armate del duca di Brunswick nel 1509, ma dopo epica lotta i cividalesi riuscirono a far desistere l'esercito alemanno. Quest'ultimo, tuttavia, riuscì comunque a occupare Cividale due anni più tardi, ma solo per poche settimane, dovendo abbandonare la città anche a causa di un terremoto e di una pestilenza. Con la pace di Worms (1530) la città perdette il castello di Tolmino sull'Isonzo e le miniere di mercurio d'Idria e ciò ne decretò un'inesorabile decadenza economica oltre a una marginalizzazione geografica dalla quale non ebbe mai più modo di riprendersi. Più di una volta si tentò di riportare a Cividale la sede del patriarcato d'Aquileia ma invano, con l'eccezione di Nicolò Donà nel XV secolo.
Nel 1553 ebbe istituito da Venezia un proprio provveditore ordinario, scelto dal Senato nel novero del patriziato veneto, e nel 1559 venne finalmente sancita l'autonomia del suo territorio dalla Patria del Friuli e quindi Udine. Tra il 1598 e il 1599 si sviluppò una drammatica epidemia di peste. Tra la fine del Cinquecento e l'inizio del Seicento, Cividale fu teatro di una lunga faida che coinvolgeva pressoché tutte le famiglie nobili locali creando non pochi grattacapi ai rettori veneti. Nello stesso periodo, alcuni cividalesi si distinsero con le armi durante la guerra di Gradisca (1615-1617), combattuta anche in questo territorio, così come in varie armate d'Europa. Malgrado il drastico ridimensionamento politico ed economico, qui ebbero i natali parecchi uomini di cultura, talvolta di rilevanza internazionale, nonché importanti uomini d'arme e di chiesa e non si cessò mai di abbellire i palazzi e le chiese, avvalendosi di celebri nomi quali il Palladio, Palma il Giovane, e così via.
Nel 1797 con il trattato di Campoformido tra Napoleone e l'Austria Cividale passò all'Impero asburgico, al quale, dopo il breve periodo in cui fece parte del napoleonico Regno d'Italia, fu confermata dal Congresso di Vienna (1815). Fra il 1848 ed il 1866 vi fu la presenza di un vivace movimento risorgimentale; nel 1866, dopo la terza guerra di indipendenza, fu annessa al Regno d'Italia con il Veneto ed il Friuli. Durante la Prima guerra mondiale fu sede, per un breve periodo, del comando della II armata e rimase anche danneggiato da bombardamenti aerei. Fu occupata dagli austriaci in seguito alla disfatta di Caporetto e liberata alla fine di ottobre 1918 dopo la vittoria italiana sul Piave.
Nel secondo dopo guerra è stata la sede del comando e di alcuni reparti della Brigata meccanizzata "Isonzo", posta a difesa della frontiera orientale in caso di un'ipotetica invasione del patto di Varsavia.
[modifica] Onorificenze
Cividale è tra le Città decorate al Valor Militare per la Guerra di Liberazione perché è stata insignita della Medaglia d'Argento al Valor Militare per i sacrifici patiti durante la seconda guerra mondiale.[14]
[modifica] Monumenti e luoghi d'interesse
Numerose testimonianze artistiche confermano l'importanza storica della città:
- Ipogeo celtico, ambiente ricco di fascino e di mistero scavato nel sottosuolo, diverse sono le interpretazioni sull'origine e la funzione, si ipotizza un uso per i riti funerari o come carceri romane e longobarde
- Oratorio di Santa Maria in Valle (Tempietto Longobardo), straordinario compendio di architettura e scultura altomedievale
- Duomo di Santa Maria Assunta (XV - XVI secolo), dopo il crollo del 1502 fu riedificato con gusto rinascimentale dall'architetto Pietro Lombardo da Carona; all'interno si ammira la Pala d'argento di Pellegrino II, capolavoro dell'oreficeria medioevale italiana e due tele di Palma il Giovane
- Museo cristiano, attiguo al Duomo da cui vi si accede, ospita il battistero di Callisto (VIII secolo) e l'ara di Rachtis (730-740 circa), capolavori della scultura longobarda
- Palazzo comunale, costruito tra il 1545 ed il 1588 su preesistente edificio del 1286, all'interno del cortile sono stati rinvenuti attraverso degli scavi i resti di una domus romana risalente al I-II secolo d.C.
- Palazzo dei Provveditori veneti, costruito tra il 1565 ed il 1596 su progetto attribuito al Palladio, ospita il Museo archeologico nazionale di Cividale del Friuli che conserva, in particolar modo, reperti archeologici di età longobarda e importanti codici medioevali
- Casa medievale, in Borgo Brossana, risalente al '300
- Ponte del Diavolo con la suggestiva vista sul Natisone, che la leggenda vuole costruito dal diavolo in cambio dell'anima del primo passante. La tradizione vuole che i cividalesi non fossero stati in grado di costruire un ponte sul Natisone in un punto considerato troppo pericoloso. Allora ricorsero all'aiuto del diavolo, che promise di risolvere il problema in cambio dell'anima del primo che avesse attraversato il ponte. I cittadini accettarono questa condizione e il diavolo costruì rapidamente il ponte facendosi aiutare da sua nonna diavolessa, che portò nel suo grembiule il grande masso che sta al centro del fiume, tre le arcate. I cividalesi però non erano sciocchi: facendo attraversare il ponte ad un cane ingannarono il diavolo, che dovette accontentarsi dell'anima dell'animale.
- Dimore nobiliari: palazzo de Nordis (sec. XVI); palazzo Conti-Paciani (secc. XVI-XVIII); castello Craigher-Canussio (secc. XIV-XIX); palazzo Pontotti-Brosadola (sec. XVIII); palazzo Bonessa (secc. XV-XVIII); palazzetto de Puppi (secc. XVII-XVIII); palazzo de Portis (secc. XV-XVIII); casa Levrini (sec. XVI); villa Foramiti-Moro (sec. XVIII); palazzo de Claricini (sec. XVIII); villa Gàbrici (sec. XIX); villa Di Lenardo (sec. XIX)
[modifica] Società
[modifica] Evoluzione demografica
Abitanti censiti 
[modifica] Etnie e minoranze straniere
Di seguito viene riportato l'elenco dei dieci gruppi più consistenti della popolazione straniera residente[15]:
| Pos. | Cittadinanza | Popolazione |
|---|---|---|
| 1 | 168 | |
| 2 | 137 | |
| 3 | 111 | |
| 3 | 90 | |
| 5 | 49 | |
| 6 | 45 | |
| 7 | 44 | |
| 8 | 31 | |
| 9 | 24 | |
| 10 | 22 |
[modifica] Lingue e dialetti
| Per approfondire, vedi le voci Lingua friulana, Lingua slovena e Diffusione dello sloveno in Italia. |
A Cividale del Friuli, accanto alla lingua italiana, la popolazione utilizza il friulano centro-orientale, una variante della lingua friulana. Nel territorio comunale vige la Legge regionale 18 dicembre 2007, n. 29 "Norme per la tutela, valorizzazione e promozione della lingua friulana"[16], con la quale la Regione Friuli Venezia Giulia stabilì le denominazioni ufficiali in friulano standard e in friulano locale dei comuni in cui effettivamente si parla il friulano.
Cividale del Friuli è situata inoltre al confine con la Slavia friulana, zona dove viene utilizzata la lingua Nediško altrimenti detta Natisoniano.
[modifica] Istituzioni, enti e associazioni
Nel comune è attivo l'Ospedale Civile, affiliato all'Azienda Ospedaliera Universitaria di Udine.
[modifica] Cucina
| Per approfondire, vedi le voci Cucina friulana e Prodotti agroalimentari tradizionali friulani e giuliani. |
La cucina cividalese è tipica della valle del Natisone e del Friuli orientale. Alcuni piatti caratteristici sono la Gubana (un tipico dolce delle valli del Natisone, a base di pasta dolce lievitata con un ripieno di noci, uvetta, pinoli, zucchero, liquore, scorza grattugiata di limone, dalla forma a chiocciola e cotto al forno), il Frico, la Brovada e il formaggio Montasio.
[modifica] Cultura
Cividale è la città capofila del progetto Longobardi in Italia: i luoghi del potere (568-774 d.C.), inserito nella lista dei patrimoni dell'umanità dell'UNESCO nel giugno 2011; a Cividale fa parte del sito seriale l'area della Gastaldaga con il Tempietto longobardo e il Complesso episcopale, che include i resti del Palazzo patriarcale sottostanti al Museo archeologico nazionale.
[modifica] Musei
[modifica] Personalità legate a Cividale del Friuli
Innumerevoli sarebbero i personaggi da citare e ci li limiterà convezionalmente a quelli aventi una propria pagina su Wikipedia e che abbiano oggettivi requisiti di enciclopedicità.
- Adelaide Ristori, attrice teatrale
- Adone del Friuli, duca longobardo
- Antonio Mattioni, ingegnere
- Arnaldo Piutti, chimico
- Berengario del Friuli, marchese del Friuli, re d'Italia e imperatore
- Eberardo del Friuli, marchese del Friuli e santo
- Enrico Bonessa, generale e ingegnere
- Eugenio Cefis, dirigente d'azienda ed imprenditore
- Fiore dei Liberi, mastro d'arme e trattatista
- Francesco Chiarottini, pittore
- Giovanni Battista Boscutti, aviatore ed eroe di guerra
- Gisulfo I del Friuli, duca longobardo
- Guido Podrecca, giornalista e uomo politico
- Grimoaldo, re dei Longobardi
- Jacopo Stellini, abate, filosofo e professore di filosofia
- Leone Morandini, artigiano e scultore
- Marquardo di Randeck, patriarca
- San Paolino II d'Aquileia, patriarca
- Paolo Diacono, monaco, storico e poeta longobardo
- Ratchis, duca e re longobardo, santo
- Roberto Chiacig, cestista
- Vittorio Podrecca, marionettista
[modifica] Eventi
- Messa dello Spadone (6 gennaio), particolare rito religioso e corteo in costumi d'epoca con la rievocazione storica dell'entrata a Cividale del Patriarca Marquardo von Randeck (1366).
- Gioco del Truc (Pasqua), antico e tradizionale gioco che si svolge nelle piazze della città nel periodo pasquale.
- Mittelfest (luglio), importante appuntamento internazionale di spettacolo dell'area mitteleuropea.
- Palio di San Donato (agosto), rievocazione storica in costumi medioevali con botteghe artigiane, giochi, gare di corsa pedestre e di tiro con l'arco nell'atmosfera medioevale di Cividale.
- Natibongo (ultima settimana di agosto), festival di musica etnica che si svolge nel Parco "Lesa" adiacente il fiume Natisone.
- "Rally del Friuli e delle Alpi Orientali" ; "Rally Alpi Orientali Historic", rally validi per i massimi campionati italiani ed europei.
- Gara di velocità in salita Cividale-Castelmonte (ottobre),Cronoscalata automobilistica valida per il Trofeo Italiano Velocità Montagna, per il campionato Sloveno ed Austriaco senza dimenticare gli altri numerosi trofei.
- Fiera di San Martino (novembre), mercatini e bancarelle nelle vie e piazze del centro storico.
- Baule del diavolo (ogni quarta domenica del mese), mercatino dell'usato e delle cose vecchie nelle piazze del centro storico.
- Mittelteatro (la prima settimana di giugno), rappresentazione artistica che si svolge al teatro Adelaide Ristori, fatti dai ragazzi delle scuole. Due rappresentazioni al giorno, una la mattina (per le scuole) e una la sera (per il pubblico)
[modifica] Infrastrutture e trasporti
[modifica] Strade
Il paese è attraversato dalla Strada statale 54 del Friuli.
[modifica] Ferrovie
La stazione di Cividale è scalo terminale della linea ferroviaria per Udine ed è servita dai treni regionali FUC a frequenza oraria.
Il nuovo terminale è stato aperto nel 2008 e funge da centro intermodale tra servizi ferroviari e su gomma.
[modifica] Dogane
Pulfero - 19 km da Cividale del Friuli
[modifica] Ospedali e ambulatori
Ambulatorio medico di Cividale del Friuli
Ospedale di Cividale del Friuli
Ospedale Santa Maria della Misericordia di Udine - 17 km da Cividale del Friuli
[modifica] Amministrazione
Sindaco: Stefano Balloch (centrodestra) dal 18/05/2010
[modifica] Note
- ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
- ^ Comune di Cividale del Friuli - Statuto.
- ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, pp. 151. Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011. URL consultato il 25 aprile 2012.
- ^ a b AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani , Milano, Garzanti, 1996, p. 213.
- ^ Toponomastica: denominazioni ufficiali in lingua friulana
- ^ DPR 12/09/2007 - Comuni slovenofoni del Friuli-Venezia.
- ^ Dati ISTAT sulla popolazione residente al 31/01/2011. URL consultato il 07/07/2011.
- ^ Dati Comuni Italiani.it. URL consultato il 7 ottobre 2011.
- ^ Cividale del Friuli: comuni limitrofi. www.comuni-italiani.it. URL consultato il 8 novembre 2011.
- ^ Zona Sismica - Cividale del Friuli
- ^ Classificazione sismica indicata nell'ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n°3274/03, aggiornata con la Deliberazione della Giunta Regionale del Friuli Venezia Giulia n. 845 del 6 maggio 2010 (BUR n. 20 del 19 maggio 2010).
- ^ Clima - Cividale del Friuli.
- ^ Comuni italiani.it - Comune di Cividale del friuli, clima e dati geografici. URL consultato il 8 novembre 2011.
- ^ la motivazione è visionabile sul sito http://www.istitutonastroazzurro.it/comunedicividaledelfriuli.html
- ^ Sono stati omesse alcune minoranze meno consistenti: per l'elenco completo consultare Dati Istat al 31 dicembre 2009. URL consultato il 7 marzo 2011.
- ^ lista ufficiale Denominazioni ufficiali in Lingua Friulana. Arlef. URL consultato il 26 ottobre 2011.
[modifica] Bibliografia
- Giusto Grion, Guida storica di Cividale e del suo distretto, Cividale 1899
- Valentino Ostermann, La vita in Friuli, seconda edizione riveduta da Giuseppe Vidossi, 1940, Del Bianco Editore.
- Anton von Mailly, Leggende del Friuli e delle Alpi Giulie, tradotto da Karin Hensel, 1986, Editrice Goriziana.
[modifica] Voci correlate
- Arte longobarda
- Comunità Montana del Torre, Natisone e Collio
- Pietro Lombardo
- Rinascenza liutprandea
- Bilinguismo
- Diffusione dello sloveno in Italia
- Slavia friulana
- Valli del Natisone
- Historia Langobardorum
[modifica] Altri progetti
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Wikiquote contiene citazioni su Cividale del Friuli
[modifica] Collegamenti esterni
- Cividale.com
- Castelmonte Guida Storico-Turistica
- Sito della comunità montatana del Torre, Natisone e Collio
- Di ca e di là del Nadison
- Pro Loco Nediške Doline
- Centro Studi Nediža
- Sito sulle Valli del Natisone
- Lega della Slavia friulana