Cibo da strada
Secondo la definizione della FAO, il cibo da strada è costituito da quei prodotti alimentari, incluse le bevande, già pronti per il consumo, che sono preparati o venduti soprattutto in strada o in altri luoghi pubblici, come mercatini o fiere, anche da commercianti ambulanti e spesso su un banchetto provvisorio, da furgoni o da carretti ambulanti[1].
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[modifica] Caratteristiche
Il consumo di cibo per strada consente generalmente di mangiare in maniera più informale, più rapida, e meno costosa che al ristorante o in altro luogo deputato, e per questo motivo questa forma di alimentazione viene spesso preferita, tanto da occupare un posto importante nell'alimentazione umana: stime della FAO indicano in ben 2,5 miliardi il numero di persone che giornalmente si alimentano in questo modo[2].
Il cibo da strada fa parte del più ampio fenomeno del cibo informale (informal food sector), un settore che, nei paesi in via di sviluppo, rappresenta una delle strategie adottate per provvedere ai propri bisogni alimentari[3].
Alcuni cibi da strada rientrano nella categoria del finger food e del fast food.
In altri casi, il consumo alimentare per strada si rivolge ad alimenti che, per lo scarso valore alimentare e culturale, sono classificati nella categoria del cibo spazzatura (junk food).
Il cibo di strada è strettamente legato al fenomeno del cibo da asporto (take away/take-out), e ad altri fenomeni di consumo informale di cibo, come gli snack, gli spuntini, e il fast food.
[modifica] Distribuzione automatica
In alcuni casi, il cibo da strada può essere somministrato ai consumatori attraverso distributori automatici, una modalità in forte espansione, con macchine di distribuzione collocate in luoghi particolari, come stazioni di treni o pullman, fermate di autobus e metropolitane, luoghi di lavoro, ospedali, scuole, centri commerciali, stazioni di servizio per auto[4].
Nel campo della distribuzione automatica, prevale la tipologia del cibo da spuntino (snack), spesso in preparazioni e confezionamenti industriali[4], e delle bevande sia calde sia fredde.
La distribuzione automatica offre di suo un peculiare vantaggio, la possibilità di garantire un servizio ininterrotto su 24 ore, e la possibilità di distribuzione nei luoghi più svariati, anche in aree prive di servizi commerciali tradizionali[4].
[modifica] Aspetti economici, antropologici e culturali
L'ampiezza del fenomeno alimentare, messa in risalto dalle statistiche FAO[2], si collega ad altri aspetti antropologici, come il rilevante ruolo occupato nell'economia umana, ma anche la messa in gioco di importanti valori culturali, identitari ed etnici. Spesso, infatti, i prodotti da consumare per strada sono specialità locali o regionali, come nel caso del pani ca meusa palermitano, il 'O pere e 'o musso della cucina campana e napoletana, o il kalakukko della Regione dei laghi finlandese. In altri casi, invece, i prodotti non hanno un particolare legame culturale con il territorio in cui vengono offerti, o non lo conservano più, perché andato perduto a seguito della loro diffusione al di fuori delle zone di origine. In alcuni casi, tuttavia, la diffusione al di fuori dei confini culturali originari, anche ampia, non ne ha cancellato la connotazione etnica e identitaria.
[modifica] Ruolo femminile
Altro aspetto socio-economico molto importante è legato al ruolo che hanno le donne nel fenomeno del cibo da strada, nelle varie fasi produttive, comprendenti la preparazione, il trasporto, la vendita finale per strada[5]. Soprattutto nei paesi in via di sviluppo, le donne giocano un ruolo importante e, in alcuni contesti economici ed etnici, rappresentano addirittura la componente lavorativa largamente maggioritario[5].
Alcune realtà, come l'India e il Bangladesh, sono in netta controtendenza, con una consuetudine di mercato che vede dominare la tradizionale componente maschile dei venditori, con percentuali dal 90 al 99%[5]. Tuttavia, anche in simili contesti, si registrano significative percentuali di impiego di lavoro femminile, nella preparazione del cibo o come aiutanti alla vendita[5].
Una caratteristica del cibo preparato da mani femminili, appare essere la sua maggiore vicinanza alla tradizione, nella varietà e nell'uso di ingredienti, rispetto al cibo di produzione maschile[5]. Secondo alcuni studi, il cibo da strada di preparazione femminile è anche di miglior qualità per quanto riguarda la presenza di cariche batteriche[6] (si veda la sezione Sicurezza alimentare del cibo da strada).
[modifica] Aspetti alimentari
Data la dimensione economica e culturale del fenomeno, il cibo da strada riceve un notevole interesse da parte di studiosi di alimentazione e di antropologia, e da parte di organizzazioni internazionali che si occupano di alimentazione e salute.
[modifica] Sicurezza alimentare
Uno degli aspetti è quello della sicurezza e della qualità nutrizionale delle preparazioni. L'Organizzazione mondiale della sanità ha individuato tre punti critici qualificanti[1]:
- I processi di preparazione devono essere adeguati a eliminare i rischi alimentari o a ridurli a livelli considerati accettabili.
- Le modalità di preparazione dovrebbero prevenire la proliferazione di patogeni, lo sviluppo di tossine, e da non comportare rischi sul lavoro
- Le modalità di preparazione dovrebbero garantire che i cibi non siano suscettibili di contaminazioni successive
Studi compiuti in India, nella città di Pune, dall'International Development Research Centre (IDRC), hanno mostrato come, dal punto di vista della carica batterica, la qualità del cibo preparato in casa dalle donne per essere venduto per strada è molto migliore di quella del cibo preparato in altro modo[6]. Esiste inoltre il rischio che la tendenza a una maggiore economicità del prodotto spinga i produttori a preferire l'utilizzo di grassi e oli alimentari meno costosi, e quindi meno pregiati da un punto di vista alimentare.
[modifica] Valore nutritivo
Altro aspetto di interesse investe la qualità dei nutrienti: mentre la presenza di alcuni nutrienti stabili, come vitamine liposolubili e i sali minerali è abbastanza ben garantita, esiste il rischio che alcune componenti nutritive poco stabili, come le vitamine idrosolubili, siano depauperati o distrutti dai processi di preparazione e conservazione[1]. Date le dimensioni del fenomeno alimentare, ne risulterebbe uno scarso apporto nella dieta di persone che fanno largo e abituale ricorso al cibo da strada[1].
[modifica] Note
- ^ a b c d Artemis P. Simopoulos, Ramesh Venkataramana Bhat, Street Foods, Karger Publishers, 2000, p. vii.
- ^ a b Spotlight: School Children, Street Food and Micronutrient Deficiencies in Tanzania. Food and Agriculture Organization of the United Nations, febbraio 2007. URL consultato il 20 febbraio 2008.
- ^ AA.VV., Promises and challenges of the informal food sector in developing countries, FAO, 2007, p. 2
- ^ a b c Artemis P. Simopoulos, Ramesh Venkataramana Bhat, Street Foods, Karger Publishers, 2000, pp. 50.
- ^ a b c d e Artemis P. Simopoulos, Ramesh Venkataramana Bhat, Street Foods, Karger Publishers, 2000, pp. 57.
- ^ a b AA.VV., Promises and challenges of the informal food sector in developing countries, FAO, 2007, p. 17
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[modifica] Voci correlate
[modifica] Collegamenti esterni
- AA.VV., Promises and challenges of the informal food sector in developing countries, FAO-Food & Agriculture Organization, 2007, ISBN 9789251057155 (visualizzazione completa su Google book)