Chiusa Sclafani

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Chiusa Sclafani
comune
Chiusa Sclafani – Stemma
Chiusa Sclafani – Veduta
Dati amministrativi
Stato bandiera Italia
Regione Sicilia – stemma Sicilia
Provincia Palermo – stemma Palermo
Sindaco Francesco Di Giorgio (centrodestra) dal 27/05/2002 riconfermato il 14/05/2007
Territorio
Coordinate 37°41′0″N 13°16′0″E / 37.68333°N 13.26667°E / 37.68333; 13.26667 (Chiusa Sclafani)Coordinate: 37°41′0″N 13°16′0″E / 37.68333°N 13.26667°E / 37.68333; 13.26667 (Chiusa Sclafani)
Altitudine 658 m s.l.m.
Superficie 57 km²
Abitanti 2 994[1] (31-12-2010)
Densità 52,53 ab./km²
Frazioni San Carlo
Comuni confinanti Bisacquino, Burgio (AG), Caltabellotta (AG), Corleone, Giuliana, Palazzo Adriano
Altre informazioni
Cod. postale 90033
Prefisso 091
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 082029
Cod. catastale C654
Targa PA
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti chiusesi o chiusalini
Patrono san Nicola
Giorno festivo 6 dicembre
Localizzazione
Chiusa Sclafani è posizionata in Italia
Chiusa Sclafani
Posizione del comune di Chiusa Sclafani all'interno della provincia di Palermo
Posizione del comune di Chiusa Sclafani all'interno della provincia di Palermo
Sito istituzionale

Chiusa Sclafani è un comune italiano di 3.293 abitanti della provincia di Palermo in Sicilia.

Indice

[modifica] Geografia fisica

[modifica] Territorio

Situato a 658 metri sul livello del mare su di un pendio delimitato in parte dalla Serra dell'Omo Morto, dista 77 km da Palermo e 80 km da Agrigento. Posto al margine sud-occidentale dei cosiddetti "Monti Sicani", nella regione del corleonese, il territorio di Chiusa si estende nello spartiacque tra la Valle del fiume Belice e quella del fiume Sosio. L'orografia è prevalentemente collinare, tuttavia presenta, in alcune contrade, terreni fortemente accidentati e impervi che non consentono coltivazioni di alcun genere. Nella parte orientale ed in quella meridionale il territorio è delimitato dal corso del Sosio, che scorre qui tra profonde gole boscose, per aprirsi, oltre lo stretto di Chiusa e il Castello Gristia verso la pianura di San Carlo; al limite occidentale scorre il torrente Maltempo; nella parte settentrionale, il Monte Triona e il Monte Colomba separano il territorio di Chiusa Sclafani da quelli di Bisacquino, di Campofiorito e Prizzi.

[modifica] Storia

La cittadina fu fondata agli inizi del 1300 dal conte Matteo Sclafani,che ampliò il casale preesistente di periodo siculo-bizantino.Ma si parla di una contrata chiamata "Chiusa la vecchia", a circa due chilometri dall'attuale centro abitato. La scoperta di una necropoli, avvenuta nel 1877, lascerebbe pensare che sia esistito davvero un agglomerato urbano più antico, in un sito poco distante dall'attuale paese. Comunque, la storia di Chiusa ( Sclafani, il cognome del conte venne agiunto nel 1860) è legata all'avvicendarsi delle famiglie feudali che l'hanno posseduta: dagli Sclafani ai Peralta, dai Cordona, ai Gioeni e ai Colonna. Il massimo dello splendore economico artistico e religioso si ebbe nel 500, con la presenza di molte botteghe, conventi e monasteri, che ancora oggi testimoniano la bellezza di un passato ricco e florido; la chiesa di San Sebastiano, ad una sola navata, che conserva stucchi decorativi di scuola serpottiana. La chiesa di San Antonio Abate ad unica navata, che conserva stucchi e pitture di fine 700 ad essa vi era l'ex convento dei pp. conventuali. La Chiesa Madre, dedicata San Nicola di Bari, dove si trovano diverse opere d'arti. Nella chiesa dì Santa Caterina v.m., sono conservati dipinti settecenteschi: la Madonna del Rosario, un'acquasantiera del 1500 decorata con un rilievo di Santa Caterina (del Gaginie) due altari in alabastro del XVII secolo. La chiesa di Santa Maria Assunta con la facciata barocca. La chiesa del Carmine, il monastero di San Leonardo, e tante altre chiese tutte ricche di arte e storia. Appartiene al comune di Chiusa Sclafani la frazione di S. Carlo, fondata da Ido Lercari con "licentia populandi" del 15 luglio 1628. Fino a 50 anni fa era un'importante stazione ferroviaria, punto di snodo della linea Palermo-Corleone-Sciacca-Ribera.

[modifica] Società

[modifica] Evoluzione demografica

Nel 1951 il centro abitato contava a 6.193 abitanti, che si sono notevolmente ridotti in seguito a fenomeni di emigrazione, dovuti probabilmente all'evento sismico del 1968. Oggi il paese ha una popolazione di circa 3.200 unità. L'abitato, adagiato sulle pendici del colle Omo Morto, è segnato dal solco di un torrente o "Vallone" (oggi coperto) si tratta di una fascia scarsamente urbanizzata, soggetta a frane e smottamenti, che separa, ma nello stesso tempo connette i quartieri orientali e quelli occidentali e che certamente ha reso problematica la comprensione delle varie fasi di formazione e di sviluppo dell'abitato stesso.


Abitanti censiti

[modifica] Cultura

[modifica] Personalità legate a Chiusa Sclafani

  • Mons. Giuseppe Liberto, musicista, compositore e direttore della Cappella Musicale Pontificia Sistina.
  • Venerabile Innocenzo da Chiusa Frate minore osservante riformato detto " lo scalzo di Sant'Anna".
  • Lo Cascio da Chiusa celebre famiglia di scultori in legno attiva tra il 500 e 600, il cui capostipite Silvio è documentato nel 1542 a Palermo. Il figlio Marco, nato a Giuliana nel 1523 (ma detto anch'egli da Chiusa), sposò una tale Giulia Floreno in data 14 febbraio 1543, dalla quale ebbe due figli: Silvio junior, nato nel 1557, e Vincenzo, nato nel 1572. I Lo Cascio si resero famosi, nella storia dell'arte in Sicilia, oltre che per la fattura di statue lignee a carattere devozionale, d'impianto gaginesco, per l'esecuzione di "macchine" lignee processionali di gusto manieristico e spagnoleggiante, spesso arricchite di rilievi prospettici di ascendenza rinascimentale fiorentina. La prima opera documentata di Marco Lo Cascio è il perduto coro ligneo della Cattedrale di Agrigento, eseguito tra il 1568 e il 1573. Altra opera documentata di Marco è la vara lignea della Vergine Annunziata di Castronovo di Sicilia. Sempre a Castronovo, Marco Lo Cascio eseguì, nel 1588, assieme al figlio Silvio, il gruppo ligneo di S. Giorgio e il drago. Tale opera è stata replicata dai maestri di Chiusa anche per Sambuca di Sicilia. Altro lavoro documentato di Silvio junior è la statua di S. Lorenzo (1600) a Caltabellotta. Essi ebbero il merito, di aver dato vita in Chiusa ad una scuola d'intagliatori locali, di buon livello artistico, cui appartenne anche il Benedetto Marabitti.
  • Benedetto Marabitti, Scultore in legno del XVII sec. Nativo di Chiusa. Ideò e fece costruire nella Chiesa di Santa Caterina la cappella della santa scolpita in alabastro e del S.S. Crocifisso. È stato ipotizzato che il grande scultore palermitano Francesco Ignazio Marabitti sia discendente dei Marabitti di Chiusa."I legami di parentela sono suffragati dal fatto che anche due dei fratelli maggiori di Francesco Ignazio

(1719-1797), il principale esponente dei Marabitti di Palermo, portavano i nomi di Lorenzo e Benedetto", (A. G. Marchese).Tra le opere documentate di Benedetto Marabitti: Madonna col Bambino e S. Domenico (1630), gruppo ligneo della chiesa del SS. Rosario di Giuliana (perduta); Tronetto del SS. Crocifisso in legno dorato, nella chiesa di S. Caterina a Chiusa Sclafani (firmata:Totius operis autore Benedicto Marabit); Vara processionale del SS. Crocifisso di Palazzo Adriano, eseguita nel 1639 in legno di salice e toccata in oro, di gusto tondo-manieristico.

  • I Busacca, Famiglia di architetti, originaria di Ficarra (Me), il cui capostipite Paolo (nato tra il 1602 e il 1611), dopo aver lavorato nel cantiere di S. Maria del Bosco di Calatamauro, a fianco dell'architetto lombardo Antonio Muttone, si trasferì a Chiusa per attendere alla fabbrica del monastero olivetano di S. Leonardo. Il figlio Giuseppe senior, nato nel 1592, eseguì il progetto della chiesa di S. Caterina, a tre navate divise da colonne con archi centrici e con prospetto ancora di matrice gaginesca. Da Giuseppe nacquero Giacomo

(1637) attivo a Giuliana (monastero della SS.Trinità) e a Sciacca (Cattedrale), e Domenico (1645), autore, con i figli Giuseppe e Antonio, del bel prospetto barocco della chiesa di S. Maria Assunta di Chiusa Sclafani, ove l'uso della colonna tortile e la concezione compositiva d'insieme rimandano a prototipi di Paolo Amato. Domenico fu attivo anche a Sambuca e a S. Margherita Belice, mentre il figlio Giuseppe junior, fu oltre che lapicida anche stuccatore di cultura serpottesca, ma più vicino a Vincenzo Messina (decorazione della navata della chiesa di S. Sebastiano a Chiusa Sclafani). L'ultimo dei Busacca, Giovanni, detto Vanni, continuò la tradizione famigliare, (restaurò fra l'altro, il palazzo Filangeri di Cutò in S. Margherita Belice).

[modifica] Economia

La principale attività economica della cittadina è fondamentalmente agricola. Si coltivano: frumento, olivi, ciliegie, vite (con una produzione limitata a soddisfare i bisogni del centro) e, nella parte meridionale bagnata dal Sosio, pesche ed agrumi. Non sono presenti a Chiusa Sclafani insediamenti industriali; uniche strutture per la trasformazione dei prodotti agricoli sono un mulino ed i diversi frantoi. Sono presenti inoltre vari insediamenti di attività manufatturiere e artigiane di piccola o piccolissima entità.

Il territorio di Chiusa Sclafani è compreso nella zona di produzione dell'Arancia di Ribera D.O.P..

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Arancia di Ribera.

[modifica] Amministrazione

Sindaco: Giuseppe Ragusa dal 07 Maggio 2012

[modifica] Gemellaggi

[modifica] Note

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.

[modifica] Voci correlate

[modifica] Altri progetti

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