Chiesa ortodossa greca
La Chiesa ortodossa greca è una chiesa cristiana autocefala, afferente alla comunione della Chiesa ortodossa.
Il suo territorio canonico è limitato ai confini della Grecia precedenti alle guerre balcaniche del 1912-13, mentre il resto del Paese rimane soggetto alla giurisdizione formale del Patriarcato ecumenico di Costantinopoli. In realtà, la maggior parte delle diocesi sono de facto amministrate come parte della Chiesa greca per ragioni pratiche, grazie a un accordo tra le chiese di Atene e Costantinopoli.
Soltanto le diocesi di Creta e del Dodecaneso, nonché la repubblica monastica del Monte Athos rimangono sotto la diretta giurisdizione del Patriarcato di Costantinopoli, e non fanno parte della Chiesa ortodossa greca.
L'arcivescovo di Atene è il primate della Chiesa ortodossa di Grecia. Egli infatti porta il titolo di «Sua Beatitudine l'Arcivescovo di Atene e di tutta la Grecia». Dal 7 febbraio 2008 la carica è ricoperta da Ieronymus II (al secolo Ioannis Liapis, nato a Oinofyta nel 1938).
L'autorità suprema è attribuita al sinodo di tutti i vescovi diocesani metropolitani (il Santo Sinodo della Chiesa di Grecia, in greco: Ἱερὰ τῆς Ἐκκλησίας τῆς Ἑλλάδος Hiera synodos tes Ekklēsías tes Helládos) sotto la presidenza de jure del primate. Questo sinodo si occupa delle questioni della chiesa di ordine generale. La gestione più direttamente amministrativa è affidata al Sinodo permanente, formato da 12 vescovi e dal primate, che lo presiede.
La chiesa è organizzata in 81 diocesi. Trentasei di queste diocesi, nel nord della Grecia e nelle isole maggiori nel nord e nord-est dell'Egeo, sono nominalmente e spiritualmente sotto la giurisdizione del Patriarcato Ecumenico di Costantinopoli, che conserva alcuni privilegi più che altro formali. Queste diocesi sono rappresentate da 6 dei 12 vescovi del Sinodo permanente.
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