Chiesa maronita
| Chiesa maronita | |
|---|---|
| Classificazione | Chiesa sui iuris della Chiesa cattolica |
| Fondatore | San Marone |
| Fondata | ca. 400 |
| Separata da | Chiesa ortodossa siriaca di Antiochia |
| Diffusione | Libano, Siria, Cipro, Israele, Argentina, Brasile, Canada, Messico, Stati Uniti d'America, Australia |
| Primate | Papa Benedetto XVI Bechara Boutros Raï |
| Sede | Bkerke, in Libano |
| Forma di governo | episcopale |
| Fedeli | 3 milioni |
La Chiesa maronita è una chiesa cattolica sui iuris, perché, nell'ambito della Chiesa cattolica, mantiene riti e liturgia derivanti dalla tradizione siro-antiochena. È l'unica Chiesa d'Oriente rimasta sempre fedele alla Sede Apostolica. Il patriarca viene eletto dal Sinodo dei vescovi e soltanto dopo l'elezione fa professione di comunione con il pontefice romano.
Indice |
[modifica] Storia
La Chiesa maronita prende il nome dal suo fondatore, san Marone († 410), un asceta siriano amico di San Giovanni Crisostomo che la istituì nel IV secolo. Dopo la sua morte, nel 452 i suoi discepoli costituirono un monastero nei pressi del suo sepolcro, ad Apamea, sulle rive del fiume Oronte. Fin dalle origini la comunità maronita seguì il Patriarca di Antiochia. Quando la regione divenne a maggioranza monofisita (V-VI secolo), la comunità dovette trasferirsi in una regione più interna del Libano.
Nel VII secolo la comunità maronita fu rifondata e organizzata da un santo monaco, l'abate del monastero di Brad, in Siria. Giovanni Marone fu il primo maronita a ricoprire la dignità episcopale; l’ordinazione avvenne nel 676 e in seguito - nel 685 - fu eletto Patriarca di Antiochia. Fu il primo maronita a ricoprire questo incarico. Per sfuggire a una persecuzione, decise di lasciare la Siria e dirigersi verso il Libano. Si stabilì a Kfarhy, dove fece costruire un nuovo monastero nel quale depositò la reliquia più preziosa per i maroniti: il cranio di San Marone. Da esso deriva il nome del monastero: Monastero di Ras Marun (cranio di Marone). Da quell'epoca il monastero è la sede patriarcale maronita.
Dopo il 685 la Chiesa di Antiochia si divise tra calcedonesi e non calcedonesi, che divennero la maggioranza. La comunità maronita scelse di rimanere calcedonese e non si riconobbe più nel Patriarca Teofane. Iniziò un periodo di autonomia: i monasteri diventarono sedi vescovili.
All'epoca delle Crociate la Chiesa maronita riallacciò i rapporti con la Chiesa di Roma, da cui non si era mai formalmente separata. L'unione venne suggellata alcuni secoli dopo, nel 1584, con la fondazione, durante il pontificato di Gregorio XIII, del Collegio maroniano di Roma.
I maroniti furono protetti anche dalla Francia, durante il dominio ottomano del Vicino oriente.
Fino al XVIII secolo il patriarcato maronita era solo formalmente suddiviso in eparchie: di fatto i vescovi erano tutti considerati come ausiliari del patriarca, l'unica vera guida della nazione maronita. In più occasioni Propaganda Fide era intervenuta per ordinare la suddivisione canonica del patriarcato, ma i suoi decreti erano rimasti lettera morta. Il sinodo del Monte Libano del 1736 istituì canonicamente le eparchie in numero di 8, oltre la sede patriarcale, definendone per ciascuna le giurisdizioni territoriali: Aleppo, Beirut, Jbeil (Byblos) unita a Batrun (Botrys), Cipro, Damasco, Baalbek (Heliopolis), Tripoli e Tiro-Sidone. La Santa Sede approvò le decisioni del sinodo con la bolla Apostolica praedecessorum di papa Benedetto XIV del 14 febbraio 1742. Questa suddivisione è rimasta fino agli inizi del XX secolo, quando fu creato il vicariato patriarcale d'Egitto (1904; oggi eparchia del Cairo) e furono distinte le sedi di Tiro e di Sidone (1906).
Quando il Libano ottenne l'indipendenza, nel 1943, i poteri del nuovo stato furono ripartiti fra le principali comunità religiose. I maroniti, che costituivano la maggioranza relativa della popolazione, ebbero la presidenza della repubblica, carica che esercitano tuttora.
Dopo la guerra civile che ha insanguinato il Paese (1975-90), il gruppo più numeroso è diventato quello degli arabi musulmani.
[modifica] Caratteristiche
Il Patriarcato di Antiochia dei Maroniti ha sede a Bkerke, in Libano; il patriarca ha il titolo di "Patriarca di Antiochia e di tutto l'Oriente", sebbene sussistano dubbi circa il suo diritto di fregiarsi del titolo antiocheno, diversamente dagli altri quattro Patriarchi di Antiochia (siriaco-ortodosso, greco-ortodosso, siro-cattolico e greco-cattolico), le cui origini affondano nella storia delle antiche divisioni cristiane.
il penultimo patriarca maronita, Nasrallah Pierre Sfeir, è cardinale della Chiesa cattolica.
I maroniti più famosi del mondo, al di fuori dell'ambito ecclesiastico, sono probabilmente il poeta libanese Khalil Gibran e il cantante canadese Paul Anka, i cui nonni paterni erano Maroniti del Libano. Nel campo degli affari è invece nota la famiglia Sursock.
[modifica] Struttura ecclesiastica
La Chiesa è organizzata in 26 diocesi in 12 Paesi:
Libano
- eparchia di Joubbé, Sarba e Jounieh, eparchia propria del patriarca di Antiochia dei Maroniti
- arcieparchie di Antélias, di Beirut, di Tripoli, di Tiro, e le eparchie di Baalbek-Deir El-Ahmar, di Batrun, di Jbeil, di Sidone e di Zahleh;
Siria: arcieparchia di Aleppo, l'arcieparchia di Damasco e l'eparchia di Lattaquié;
Cipro: arcieparchia di Cipro;
Israele: arcieparchia di Haifa e Terra Santa;
Egitto: eparchia del Cairo;
Brasile: eparchia di Nostra Signora del Libano di San Paolo;
Messico: eparchia di Nostra Signora dei Martiri Libanesi di Città del Messico;
Stati Uniti d'America: eparchie di Nostra Signora del Libano a Los Angeles e di San Marone di Brooklyn;
Australia: eparchia di San Marone di Sydney;
Canada: eparchia di San Marone di Montréal;
Argentina: eparchia di San Charbel di Buenos Aires;
Stato di Palestina: esarcato patriarcale di Gerusalemme e Palestina
Giordania: esarcato patriarcale di Giordania
[modifica] Voci correlate
- Chiesa cattolica in Libano
- Ordine Libanese Maronita
- Ordine Maronita Mariamita
- Ordine Antoniano Maronita
- Patriarcato di Antiochia
[modifica] Altri progetti
Commons contiene file multimediali su Chiesa maronita
[modifica] Altri progetti
Wikiversità contiene informazioni di Storia della liturgia
[modifica] Fonti
- (FR) Pierre Dib, Maronite (Eglise), in Dictionnaire de Théologie Catholique, Tome Dixième, première partie, Paris 1928, coll. 1-142
- (LA) Bolla Apostolica praedecessorum, in Raffaele de Martinis, Iuris pontificii de propaganda fide. Pars prima, Tomo III, Romae 1891, pp. 48–53
[modifica] Collegamenti esterni
- Sito ufficiale del patriarcato maronita
- Lista delle diocesi della chiesa maronita
- Sito del Sinodo patriarcale maronita
- (EN) Sito della Chiesa maronita di Cipro
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