Chiesa di Santa Cristina (Torino)

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Chiesa di Santa Cristina
Chiesa di Santa Cristina (Torino)
Paese bandiera Italia
Regione Piemonte
Località Torino
Religione Cattolica
Diocesi Arcidiocesi di Torino
Anno consacrazione
Architetto {{{Architetto}}}
Stile architettonico barocco
Inizio costruzione 1640
Completamento
Demolizione {{{Demolizione}}}
Sito web

La chiesa di Santa Cristina è una delle chiese principali della città di Torino, sita in Piazza San Carlo, nel cuore della città. Assieme alla gemella Chiesa di san Carlo Borromeo, posta ad ovest del lato, delimita il lato sud della piazza, in direzione di Piazza Carlo Felice e della Stazione di Torino Porta Nuova.

Indice

[modifica] Storia

La chiesa nacque per volontà della reggente di Piemonte Maria Cristina di Francia, che acquistò nel 1639 i terreni sui quali sorge l'attuale tempio; volontà della reggente era di erigere una grande chiesa in memoria del figlioletto primogenito appena deceduto, Francesco Giacinto di Savoia. Nel 1640 iniziarono i lavori di costruzione, che videro la direzione di Carlo di Castellamonte prima, e poi, dopo la sua morte di Amedeo di Castellamonte.
Adiacente alla chiesa, era il convento delle suore Carmelitane Scalze, cui Maria Cristina fu molto legata in vita: proprio per questo motivo, la Madama Reale venne ivi sepolta, nel dicembre 1674.
Sotto Vittorio Amedeo II di Savoia venne realizzata l'imponente facciata, opera di Filippo Juvarra (1715-1718) e decorata con sei enormi sculture, tra cui Santa Cristina e Santa Teresa, di Pierre Legros. Nel 1666, Giacomo Casella con il cognato Giovanni Andrea affrescò la volta[1].

Con le secolarizzazioni napoleoniche, Santa Cristina venne trasformata in Borsa di Commercio, e l'adiacente convento soppresso. Solo con la restaurazione il tempio poté essere riconsacrato e, per volontà di Vittorio Emanuele I di Savoia, venne abbellita di nuovi marmi e di un nuovo altare, opera di Ferdinando Bonsignore.
Con il rifacimento di Via Roma, negli anni del Fascismo, la chiesa venne trasformata, privata di alcuni finestroni e del convento adiacente, che fu completamente demolito.

Illuminazione delle chiese di Santa Cristina e San Carlo in Piazza San Carlo, da uno studio di Guido Chiarelli, anni '60

[modifica] Note

  1. ^ Damiani Cabrini, 2011, 295.

[modifica] Bibliografia

  • Laura Damiani Cabrini, Giacomo e Giovan Andrea Casella. Due pittori caronesi nella Torino secentesca, in Giorgio Mollisi (a cura di), Svizzeri a Roma nella storia, nell'arte, nella cultura, nell'economia dal Cinquecento ad oggi, Edizioni Ticino Management, anno 11, numero 52, ottobre 2011, Lugano 294-309.

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