Chiesa di Sant'Antonio abate (Milano)

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Coordinate: 45°27′41″N 9°11′36″E / 45.46139°N 9.19333°E / 45.46139; 9.19333

Chiesa di Sant'Antonio Abate
Il campanile visto dal chiostro dell'edificio che ospita una sede dell'Università degli Studi di Milano, la Casa del cardinale Ildefonso Schuster.
Il campanile visto dal chiostro dell'edificio che ospita una sede dell'Università degli Studi di Milano, la Casa del cardinale Ildefonso Schuster.
Paese bandiera Italia
Regione Stemma Lombardia
Località CoA Città di Milano.svgMilano
Religione Cristiana Cattolica di Rito Ambrosiano
Diocesi Arcidiocesi di Milano
Anno consacrazione
Architetto Dionigi Campazzo
Stile architettonico Manierismo
Inizio costruzione dopo il 1272
Completamento XVII-XVIII secolo
Demolizione {{{Demolizione}}}
Sito web

La chiesa di Sant'Antonio abate a Milano è situata tra il Duomo e l'Università statale. Il monumento attuale è una riedificazione del periodo manierista (1582) (del cui stile costituisce una sorta di "museo milanese"), come nuova sede milanese di Chierici regolari Teatini.

Indice

[modifica] La chiesa

La prima costruzione della chiesa, secondo le testimonanze sorta su un tempio risalente al IV sec, risale al XIII secolo, ed ha dato poi il nome alla contrada in epoche successive. Il complesso venne edificato dopo il 1272 dai frati Antoniani di Vienne, che vi si dedicavano a curare gli ammalati di fuoco sacro. Quando però Francesco Sforza decise di riunire tutti gli ospedali nella 'Cà Granda' (l'Ospedale Maggiore progettato dal Filarete), il convento perse la sua funzione e fu dato come commenda alla potente famiglia dei Trivulzio, che la conservò dal 1452 sino alla seconda metà del Cinquecento.

La sommità del campanile

Si ipotizza che appartengano a questo periodo il bel campanile quattrocentesco, restaurato da Luca Beltrami un secolo fa, ed il primo chiostro in cotto, dei primi anni del XVI secolo. A partire dal 1565 l'azione del vescovo Carlo Borromeo fece di Milano uno dei centri principali della Controriforma: per il complesso di Sant'Antonio Abate ebbe inizio un nuovo periodo quando, nel 1577, esso fu affidato all'ordine dei Chierici regolari Teatini.

L'interno della chiesa di Sant'Antonio verso la controfacciata

I Teatini sistemarono i chiostri e diedero l'incarico a Dionigi Campazzo, uno degli architetti della Cà Granda, di ricostruire la chiesa secondo la tipologia controriformistica: la pianta è a croce latina con una sola navata, tre cappelle laterali per lato, un breve transetto, volta a botte ed un profondo coro a pianta rettangolare. L'opera venne conclusa nel 1584 (alcuni tendono tradizionalmente ad attribuire il processo al Richini). La decorazione pittorica si sarebbe sviluppata negli anni successivi seguendo le tendenze controriformistiche e le richieste dei Teatini attraverso i temi iconografici della esaltazione della Croce e dei santi dell'ordine. La decorazione ebbe inizio, a fine Cinquecento, dalla cappella delle reliquie, nel transetto di sinistra, di cui erano patroni i Trivulzio, dove ai resti sacri già posseduti dalla chiesa si aggiunse un frammento della Santa Croce portatavi dai Teatini. I Reliquiari si trovano dietro la tela sull'altare, copia da Palma il Giovane del 'Cristo che porta la Croce'.

Nelle restanti cappelle si trovano opere dei più importanti artisti milanesi dei primi anni del Seicento, alcuni dei quali impegnati negli stessi anni nei due cicli dei Quadroni di San Carlo per il Duomo. Nella seconda cappella a sinistra troviamo l'Estasi del Beato San Gaetano da Thiene, di Giovan Battista Crespi detto Il Cerano, dipinto del primo decennio del secolo.

Cappella dell'Annunciata

Nella cappella dell'Annunciata (seconda sulla parete sinistra) si trovano dipinti di Giulio Cesare Procaccini, raffiguranti l'Annunciazione, la Visitazione, la Fuga in Egitto, e l'Eterno in gloria. Negli stessi anni Giovan Battista Trotti, detto Il Malosso, lavorava all'Ascensione per l'altare della cappella del transetto destro. Alle pareti della stessa cappella troviamo la splendida Resurrezione di G. B. Crespi, Il Cerano, e la Venuta dello Spirito Santo del Vajani. Sulle pareti del transetto si fronteggiano l'Adorazione dei Magi del Morazzone e l'Adorazione dei Pastori di Ludovico Carracci, che mostra, nell'uso della luce, l'influenza della pala d'altare con lo stesso soggetto (detta anche la Notte) eseguita dal Correggio. Appartengono ancora al primo decennio del secolo gli affreschi della volta del Coro, con Storie di Sant'Antonio Abate di Guglielmo Caccia detto il Moncalvo.

Una seconda campagna decorativa ebbe inizio nel terzo decennio del Seicento: rimaneva da decorare la volta della navata, per la quale fu scelto il tema, caro ai Teatini, delle Storie della Vera Croce, coerente anche con l'importante reliquia conservata nella chiesa: gli affreschi, eseguiti tra il 1631 ed i 1632, durante l'infuriare di un'epidemia di peste, furono eseguiti dai fratelli Giovanni Carlone[1] e Giovanni Battista Carlone. Anche gli affreschi dell'archivolto della cappella del transetto destro sono posteriori al 1630: vi si trova rappresentata la figura, fortemente scorciata dal basso, del Cristo in glora tra angeli di Tanzio da Varallo. Nel 1635 il giovane Francesco Cairo dipinse per la seconda cappella a sinistra lo Svenimento di S. Andrea Avellino, altra figura fondamentale per l'ordine ed il monastero milanese.

Scorcio della facciata della chiesa di Sant'Antonio.

La facciata della chiesa è un'opera incompiuta di Giuseppe Tazzini (1832), e venne eseguita grazie alla munificenza del famoso chirurgo Paletta dell'Ospedale Maggiore del capoluogo milanese. Allo stesso modo rimase incompiuto anche un oratorio attiguo alla chiesa che non venne mai consacrato ed oggi è adibito ad uso dell'Università degli Studi.

A sinistra dell'ingresso della chiesa si trova l'ex convento dei Teatini, con un chiostro del XVI secolo con un doppio loggiato su colonne, che ospita oggi l'Azione Cattolica milanese (Casa del Cardinal Ildefonso Schuster).

Nella piazzetta davanti alla chiesa, anticamente si trovava (sino alla metà degli anni settanta del Settecento) una colonna con un tabernacolo di stile gotico, attribuita a Jacopino da Tradate. L'opera scultorea, alla caduta in disuso dell'ospedale ed al termine del ruolo dei frati locali, venne acquistata dalla famiglia Belgioioso, che la fecero rimontare nel loro castello. Nel 1899 passò al Castello Sforzesco.

La chiesa e il complesso sono stati dichiarati recentemente monumento nazionale.

[modifica] Opere

[modifica] Note

  1. ^ 1631, volta della navata, affreschi: La Croce appare a Costantino, La Prova della vera Croce, Eraclio riporta la Croce a Gerusalemme; volta del transetto, spazi intermedi, affreschi: Trionfo della Croce, Il Serpente di bronzo, Sacrificio di Isacco, Progenitori nel Paradiso terrestre, Passaggio del Mar Rosso (in collaborazione col fratello minore Giovanni Battista Carlone).

[modifica] Bibliografia

  • M. Bartoletti-L.Damiani Cabrini, I Carlone di Rovio, Fidia edizioni d'arte, Lugano 1997, 128-155.
  • (a cura di) Fiorio Maria Teresa, "Le chiese di Milano", Mondadori Electa, Milano, 2006 (prima ed. 1985).
  • AA. VV., "Milano", Guida Rossa del Touring Club Italiano, Milano, 2006.

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