Chiesa della Madonna del Pilone
| Chiesa della Madonna del Pilone | |
|---|---|
| Paese | |
| Regione | Piemonte |
| Località | Torino |
| Religione | Cattolica |
| Diocesi | Arcidiocesi di Torino |
| Stile architettonico | Barocco |
| Inizio costruzione | 1644 |
| Completamento | 1645 |
La chiesa della Madonna del Pilone è una chiesa cattolica di Torino, situata in corso Casale 195.
Indice |
[modifica] Storia
La chiesa prende il nome da un pilone votivo che rappresentava la Ss. Annunziata, eretto sulla riva del Po nel 1587, nei pressi del quale il 29 aprile 1644 si verificò un evento ritenuto miracoloso, in ringraziamento del quale fu eretta la chiesa che inglobò il pilone. La costruzione, finanziata con le offerte dei fedeli e sostenuta da Maria Cristina di Francia, iniziò nel 1644, e l'edificio venne aperto al culto il 25 marzo 1645[1]. Nel 1779 si effettuò un ampliamento, mentre il battistero e il coro risalgono rispettivamente al 1807 e al 1817.
[modifica] Il miracolo
La storia del miracolo all'origine della costruzione della chiesa e della devozione che ne seguì, ripresa dallo studio del Sacco, è riportata da Luigi Cibrario nella Storia di Torino:
| « Nel 1644, vedevasi sulla riva destra del Po, lungo la collina al nord-est di Torino, alla distanza d'un miglio, un mulino chiamato delle catene. Presso al medesimo rizzavasi un pilone o tabernacolo sul quale era dipinta la Vergine Ss. Annunziata dall'Angelo. Nel dì 29 d'aprile di quell'anno moveasi a quella volta con un sacco di grano da macinare, una Margherita Molar moglie d'Alessandro, calzolaio, e con una sua figliastra d'undici anni e dello stesso nome. Giunta la madre innanzi al pilone, salutò con un'ardente giaculatoria la diva imagine. Entrata poi nel molino, e posto il gran nella macina, si fermò appoggiata col gomito al recipiente della farina, mentre la figlia, spinta da pueril vaghezza, spinse una porticella, che s'apriva accanto alla ruota, e s'inoltrò sul ponte che d'una breve tavola si componeva, senza nissun parapetto. Ma sdrucciolando sull'umido legno cadde nel sottoposto vortice. Alzarono lamentevoli grida la madre e il mugnaio chiamando soccorso. Ma erasi l'infelice ragazza impegnata nella ruota, che tre volte l'alzò ed altrettante la rituffò nelle onde, in guisa che tutti la giudicarono stritolata e perduta. Non disperò la madre, e nel fallire d'ogni umano soccorso, si confidò del divino, e alla Vergine del Pilone prostrandosi le chiedette, con quel fervoroso entusiasmo che spira la fede, le restituisse la figlia. Frattanto v'era calca di gente, e chi cercava da un lato e chi dall'altro, e niuno trovava l'infelice sommersa nel fiume rapido e vorticoso, e per la stagione ingrossato. In queste ricerche erasi già consumato un'ora, e niuno più s'aspettava rinvenir altro che un cadavere lacerato e deforme, quando alla madre parve di vedere una matrona di celesti sembianze, che, dispiccatasi dal pilone, e camminando sulle acque fino a mezzo del fiume, si chinasse in atto di stender la mano a persone che là naufragasse. Ed ecco in quell'istante alzarsi dal mezzo del fiume, a vista di tutti, la fortunata fanciulla, e starsi ferma come una statua in mezzo all'impeto delle acque che le fremean d'intorno, gridando le centinaia di spettatori raccolti sopra le sponde: miracolo, miracolo! Le giunse intanto vicino una barchetta che la raccolse, e viva e sana la ricondusse alla riva.
Questo prodigioso successo, così pubblico, così evidente, crebbe sì fattamente la divozione verso l'imagine dipinta su quel pilone, che subito colle offerte de' fedeli si costrusse una cappella, in cui fu racchiuso, e poco dopo si cambiò da cappella in Chiesa, abbondando singolarmente in doni Madama Reale Cristina di Francia, che fe' l'altar maggiore di fini marmi, ed arricchì di preziose suppellettili la Chiesa; il principe Maurizio di Savoia, Madama Reale Maria Giovanna Battista, e la regina Anna d'Orleans, la quale una o più volte la settimana solea recarsi a piedi, nel 1697 e 1698, al Santuario, implorando dal cielo, per intercession della Vergine, conforto di prole maschile, che poi le nacque in maggio del 1699. Fervente nella divozione a questo Santuario era anche il celebre principe Tommaso, e più ancora Emmanuele Filiberto figliuolo di lui, che per molti anni, sino al fine della sua innocentissima vita, non lasciò quasi passar giorno, che solo od accompagnato dalla principessa Maria Catterina d'Este sua consorte, non andasse a prostrarsi a piè della Vergine propiziatrice. » |
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(Luigi Cibrario, Storia di Torino, Volume II, libro I, capo V)
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[modifica] Architettura e arte
La chiesa presenta interno a navata singola con due cappelle laterali, e cupola con tiburio ottagonale; la facciata è sormontata da un timpano semicircolare. L'altare maggiore conserva l'immagine cinquecentesca dell'Annunziata, che però è stata ridipinta nel corso degli interventi di restauro effettuati nel 1925 e negli anni 1960, che comportarono anche modifiche degli interni[2]. Tra gli artisti che lavorarono alle decorazioni originali Giovanni Antonio Mari, Giovanni Andrea Casella, di cui rimangono gli stucchi, e Bartolomeo Guidobono, al quale sono da attribuire gli affreschi della cupola[1].
[modifica] Note
- ^ a b Luciano Tamburini, Le Chiese di Torino, 2002
- ^ L'Italia, Volume 12: Torino e Valle d'Aosta, Touring Club Italiano/La biblioteca di Repubblica, 2005, p. 319
[modifica] Bibliografia
- M. A. Sacco, Origine miracolosa, progressi, e grazie della Vergine SS.ma del Pilone nelle Fini della Città di Torino, Torino, Boetto, 1726
- G. Bologna, Istoriche e fedeli notizie spettanti al Santuario Parrocchiale della Madonna del Pilone presso Torino, Torino, Davico e Picco, 1816
- Questa voce incorpora brani tratti da un testo di pubblico dominio: Luigi Cibrario, Storia di Torino, Volume II, Torino, Alessandro Fontana, 1846 (libro I, capo V, pagine 94-97)
- G. F. Baruffi, Passeggiate nei dintorni di Torino ai colti e gentili Torinesi memoria ed ossequio, Torino, Stamperia Reale, 1855 (parte IV, pagine 20-24)
- Luciano Tamburini, Le Chiese di Torino. Dal Rinascimento al Barocco, Torino, Edizioni Angolo Manzoni, 2002, ISBN 88-86142-64-1 (pagine 335-337, 547)
[modifica] Collegamenti esterni
- Chiesa della Madonna del Pilone sul sito del Comune di Torino