Chiesa della Madonna del Carmine (Torino)
| Chiesa della Madonna del Carmine | |
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Interno della chiesa |
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| Località | |
| Religione | Cristiana cattolica di Rito romano |
| Diocesi | Arcidiocesi di Torino |
| Anno consacrazione | 26 aprile 1736 |
| Stile architettonico | Barocco |
| Inizio costruzione | 1732 |
| Completamento | 1736 |
| « "Ecclesiae Beatae Mariae Virgini de Carmelo – primum lapidem – Carolus Emmanuel Rex Sardiniae – XIII Maii MDCCXXXII" » |
La chiesa della Madonna del Carmine è un edificio di culto cattolico che si trova nella zona centrale di Torino, non lontano da via Garibaldi. Progettata da Filippo Juvarra viene costruita tra il 1732 il 1736. Nella notte dell'8 agosto 1943, un bombardamento aereo ha distrutto quasi completamente la chiesa. È stata riaperta solo nel 1955. La grande icona ospitata nell'abside rappresenta la Madonna del Carmine ed il beato Amedeo IX di Savoia, dipinta nel 1755 da Carlo Beaumont.
Indice |
[modifica] Cenni storici
Per insufficienza nel vecchio convento della chiesa di Santa Maria di Piazza, i carmelitani si trasferirono in un nuovo terreno acquistato nel 1718 e comincia la costruzione del nuovo convento. Il 7 aprile 1728 l'arcivescovo Gian Francesco Arborio di Gattinara decreta la costruzione della nuova chiesa. Nel 1732 il re Carlo Emanuele III approva il progetto dell'architetto di corte Filippo Juvarra. La prima pietra della chiesa viene solennemente posta il 13 maggio 1732 con la seguente iscrizione: "Ecclesiae Beatae Mariae Virgini de Carmelo – primum lapidem – Carolus Emmanuel Rex Sardiniae – XIII Maii MDCCXXXII". Filippo Juvarra non poté seguire gran che la costruzione della chiesa da lui progettata perché venne chiamato a Lisbona per costruire il nuovo Palazzo Reale. I Carmelitani scelsero di chiamare il capomastro Giacomo Pella per l'ultimazione dei lavori. La consacrazione della chiesa avvenne il 26 aprile 1736 con l'intitolazione alla Beata Vergine Maria del Monte Carmelo e al beato Amedeo IX di Savoia cui si aggiunse santa Maria Maddalena de' Pazzi quale rappresentante dei santi carmelitani.
[modifica] Descrizione generale
La chiesa è a una sola navata con quattro cappelle sfondate per tutta l'altezza della chiesa, per parte; le cappelle sono separate dalla navata centrale da un arco a giorno ciascuna, atteggiato a frontespizio sormontato da statue in legno dello scultore Stefano Maria Clemente. È una delle chiese più luminose di Torino grazie alle grandi finestre sopra gli altari delle cappelle. L'estremo della navata centrale si chiude in un'abside semiellittica ornata di tribune degli intercolunnii.
[modifica] Il campanile
Il campanile si erge presso la sacrestia e vi si accede per mezzo di una scala a chiocciola stretta e scomoda; fu eretto nell'anno 1734 su base quadrata con facce ondulate al piano delle campane. Inizialmente erano state ordinate a concerto nel 1764 dieci campane fuse da Alessandro Bianco di Torino. Purtroppo, durante l'occupazione francese, furono ridotte a tre; ma, nel 1911 i parrocchiani offrirono un nuovo concerto in mib3 di sei campane fuse dal noto costruttore di campane Giuseppe Mazzola.
[modifica] L'organo
L'organo costruito da Vegezzi-Bossi Carlo II, in sostituzione di quello celebre dello zio Carlo I, distrutto nel bombardamento è a tre tastiere e a trasmissione elettrica. L’organo è composto da 49 registri suddivisi fra le tre tastiere e la pedaliera, per un totale di circa 2750 canne. Lo strumento, non più funzionante a causa del lungo abbandono, ha la seguente disposizione fonica:
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[modifica] La comunità cattolica romena di Torino
La comunità cattolica romena è stata fondata nel 1997 con l'arrivo a Torino di don Miclăuş Gelu, inviato dal vescovo di Iaşi, Petru Gherghel. La comunità è stata ospitata da diverse chiese: Patrocinio di San Giuseppe, Santissima Trinità, Santa Teresa, San Domenico, Madonna degli Angeli. Dal 2005 la comunità romena è presente nella chiesa della Madonna del Carmine insieme alla comunità parrocchiale italiana.
[modifica] Galleria fotografica
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La pala dell'altar maggiore, opera di Carlo Beaumont
[modifica] Bibliografia
- Giuseppe Maria Pugno, Riaprendosi al culto la Chiesa Parrocchiale del Carmine semidistrutta da offesa aerea, Torino, 1955.