Chiesa Abbaziale di Santa Maria Assunta

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Chiesa Abbaziale di Santa Maria Assunta
La facciata in Piazza Beverini
La facciata in Piazza Beverini
Paese Italia
Regione Liguria
Località La Spezia
Religione Cattolica
Diocesi La Spezia - Brugnato - Luni
Anno consacrazione 1471
Architetto
Stile architettonico
Inizio costruzione 1443
Completamento 1550
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Sito web

La Chiesa Abbaziale di Santa Maria Assunta della Spezia è una chiesa cattolica e sorge nel centro storico cittadino in piazza Giulio Beverini.

Indice

[modifica] Storia

[modifica] Le origini e le guerre

Scorcio delle mura medievali.

Pur non esistendo dati o documenti che attestino l'anno della sua fondazione, la storia della chiesa di Santa Maria Assunta è legata alla storia della città della Spezia indissolubilmente. Alla data in cui l'edificio religioso compare per la prima volta nei documenti storici, La Spezia è un piccolo e vivace borgo mercantile che da neppure trent'anni s'è conquistato una posizione di rilievo nel territorio soggetto alla potente Repubblica genovese diventando su nomina del doge Simone Boccanegra, nell'anno 1343 sede di una podesteria (generatasi da quella di Carpena) con vicariato su buona parte della Riviera di Levante.

L'8 giugno 1371 venne siglato l'accordo tra i sinadaci delle due podesterie per deciderne la fusione sotto il consenso genovese, proprio all'interno della Chiesa di Santa Maria Assunta. A questa data dunque, il santuario religioso già esisteva, ma non era ancora sede parrocchiale in quanto era una pertinenza dell'antica chiesa di Marinasco; la diventerà nel 1434.

In questo periodo di cruente guerre, l'edificio religioso viene abbattuto nel 1436, per paura che il famoso condottiero Niccolò Piccinino, al servizio del Duca di Milano in guerra contro Genova, potesse servirsene come avamposto per assaltare le mura cittadine. Infatti il percorso delle antiche mura forma una cinta rettangolare che scendeva dal Castello San Giorgio verso l'attuale via Biassa e, seguendo l'odierna via Colombo e passando per la via Sapri, ripiegava verso la chiesa dei Santi Giovanni e Agostino risalendo verso il forte. La cinta muraria però provocò un grosso problema per la comunità spezzina: escluse completamente l'edificio della Chiesa di Santa Maria Assunta che rimaneva così indifesa alle truppe viscontee.

Nel 1443 venne ricostruita nello stesso luogo, ma all'interno della cinta difensiva, e nel 1471 venne consacrata. La nuova pianta della chiesa era a croce latina, suddivisa in tre navate da sei colonne a rocchi di marmo bianco di Carrara in stile tardo gotico, con volte a crociera, archi a sesto acuto, i muri decorati a fasce bianche e nere e con un rosone centrale, (che è tuttora presente). I lavori però terminarono solo nel 1550 con la definitiva realizzazione di una facciata rinascimentale in arenaria di Biassa.
Dal 12 ottobre 1685 la parrocchia è elevata a rango di Prevostura e il rettore assume il titolo di "Prevosto". Nel 1712, viene innalzata a collegiata semplice con Bolla papale di Clemente X e dotata di un "capitolo collegiale", cioè una comunità di sacerdoti in servizio per le necessità religiose.

Nel 1734 viene ulteriormente insignita del titolo di collegiata insigne abbaziale e il suo parroco assume il titolo di abate che conserva tuttora.
Nel corso degli anni e dei diversi abati che si sono susseguiti, numerose opere e restauri sono stati voluti e realizzati dagli stessi, che hanno segnato modificazioni anche importanti alla struttura esterna ed interna dell'edificio religioso.

[modifica] L'abate Domenico Battolla

Il Campanile di Santa Maria.

Tra il 1850 e il 1884 la chiesa è retta da una figura di grande rilievo, l'abate Domenico Battolla al quale si devono la chiamata alla Spezia dei primi Salesiani e delle Madri Pie franzoniane, come pure l'istituzione, il 14 maggio 1858, della Conferenza di San Vincenzo de' Paoli.

Nel 1864 dispone il trasferimento dell'icona della Madonna della Neve, dall'omonimo oratorio sulle rive del torrente Lagora alla cappella del SS. Sacramento in Santa Maria, a seguito di un'inondazione. Questa icona, molto venerata dagli spezzini, rimane custodita in Santa Maria fino al 1881, data in cui viene consegnata ai Salesiani nel nuovo tempio di N.S. della Neve.

Fra il 1860 e il 1872 fa eseguire alcuni importanti lavori di restauro.

[modifica] L'abate Nicolò Filippini

È grazie al nuovo abate che vengono eseguite le più importanti e radicali opere di trasformazione esterne ed interne del tempio. Nel 1927 l'architetto spezzino Franco Oliva progetta la nuova facciata della chiesa che, rispettando il disegno cinquecentesco originale, è più adatta alle ampie dimensioni dell'edificio.

Nel 1927, Papa Pio XI istituisce la nuova Diocesi della Spezia-Sarzana-Brugnato che diviene così sede episcopale. In attesa che sia costruita una nuova cattedrale, il 19 marzo 1929, Santa Maria è elevata a procattedrale della nuova diocesi.

[modifica] L'abate Giovanni Battista Cafferata

Nel 1935 fa eseguire i lavori di demolizione dell'antico ma fatiscente campanile risalente al Cinquecento, di Simone da Pistoia, che ospitava l'antica e celebre campana chiamata affettuosamente dagli spezzini Lavezàa (in spezzino paiolo), che suonava a mezzogiorno, segnando la sospensione del lavoro per recarsi a casa per il pranzo.

[modifica] Durante la Seconda guerra mondiale e il dopoguerra

Il 19 aprile 1943, durante uno dei più devastanti bombardamenti che colpirono la città nel secondo conflitto mondiale, l'edificio religioso viene distrutto quasi completamente. Si salva soltanto la parte del presbiterio con le due colonne ad esso prospicienti che risultano pertanto essere le uniche due "originali" ancora esistenti ai giorni nostri.
Dopo l'armistizio e la cessazione delle ostilità, la chiesa venne ricostruita e ampliata con un ulteriore allungamento delle navate in direzione della piazza Beverini. La ricostruzione della facciata viene affidata nuovamente a Franco Oliva che propone e realizza una soluzione architettonica di stampo moderno che ricorda le vecchie forme ormai andate perdute, nella dicromia delle fasce bianche e nere, la decorazione tipica dello stile gotico genovese.

Il 20 novembre 1954, durante l'Anno Mariano solennemente dichiarato da Papa Pio XII per ricordare la proclamazione del dogma dell'Immacolata Concezione, il vescovo della Spezia, monsignor Giuseppe Stella, celebra il rito di consacrazione della ricostruita chiesa di Santa Maria Assunta. La messa è celebrata dall'abate Cafferata in presenza di tutto il seminario e con l'esecuzione di una messa a quattro voci composta dal Maestro Domenico Cortopassi.

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Navata centrale

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L'8 dicembre 1954 il vescovo Stella rinnova la consacrazione della Spezia e della sua Diocesi al Cuore Immacolato di Maria.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Vescovi della Diocesi della Spezia-Sarzana-Brugnato.

[modifica] L'abate Antonio Mori

A fine anni cinquanta il nuovo abate Mori, colloca in un'apposita Cappella, il crocifisso ligneo datato tra il 1460 e il 1480, al quale la comunità spezzina è stretta da particolare venerazione, poiché ritenuto miracoloso e legato ad alcune grazie concesse in momenti difficili della storia spezzina.

[modifica] L'abate Giacinto Bertonelli

Sarà l'abate Bertonelli ad adottare le nuove direttive del Concilio Vaticano II facendo realizzare dall'ingegner Ferdinando Carrozzi un'attenta opera di risistemazione dell'interno del tempio: viene spostato l'altare maggiore verso il fondo del coro, trasformandolo in cattedra vescovile; inoltre viene collocata una nuova mensa sacra, scolpita in un unico blocco di marmo da parte di Ferruccio Vezzoni da Pietrasanta, raffigurante sul lato temi dell'Antico e Nuovo Testamento e sull'altro il Concilio Vaticano II (consacrata l'8 settembre 1969).

[modifica] L'abate Dino Viviani e la nuova Cattedrale

È per iniziativa dell'abate Viviani, che l'antico pulpito viene collocato come ambone nel presbiterio.

Nel 1975 viene inaugurata la nuova Cattedrale di Cristo Re dei Secoli, eretta nella zona ricavata dallo sbancamento del colle dei Cappuccini; la Chiesa di Santa Maria perde così il suo ruolo di procattedrale.

Gli importanti lavori di restauro compiuti nell'ultimo decennio, sotto la guida dell'abate monsignor Ilvo Corniglia, sono cronaca dei giorni nostri.

[modifica] Struttura e patrimonio artistico

La storia dell'Ancona robbiana

L'ancona di terracotta, attribuita dapprima a Luca della Robbia e successivamente al nipote Andrea, era originariamente conservata presso il coro della chiesa di San Francesco Grande, ma durante la dominazione napoleonica, il 26 novembre 1815, venne portata ad Arles.

L'Ancona robbiana.

L'anno seguente, con la disfatta di Waterloo, il destino dell'ancona mutò in quanto il Sindaco della Spezia presentò direttamente a Re Vittorio Emanuele la richiesta affinché la città potesse tornare in possesso della terracotta. Ciò avvenne il 4 settembre 1817 quando venne posta all'interno della Chiesa di Santa Maria sopra l'altare della Misericordia, visto che il convento di San Francesco era stato, nel frattempo, soppresso.

I frati però ottennero la restituzione dell'opera nel 1823 e la conservarono sino al 1863 quando il vecchio convento venne demolito in quanto sorgeva nell'area destinata al costruendo Arsenale Militare.

L'ancona venne quindi "prestata" all'Accademia Ligustica di Belle Arti (fino al 1892) e al Museo di Palazzo Bianco di Genova, nonostante la Giunta comunale fosse contraria a questo temporaneo trasferimento. Finalmente il "prestito" terminò nel 1897, data in cui le autorità della Superba si decisero a restituire la terracotta alla cittadinanza spezzina, grazie all'intervento del Marchese Da Passano che investì del problema, anche la Società di Incoraggiamento Morale e Industriale della Spezia.

Finalmente nel 1903, l'ancona venne posizionata nella navata sinistra della Chiesa di Santa Maria, ove è tutt'oggi conservata.

La chiesa è divisa in ampie navate scandite da colonne e due navate minori, che confluiscono nelle due cappelle sopraelevate, che affiancano il presbiterio: la cappella della Misericordia a destra, quella dell'Immacolata a sinistra. Nella parte destra inoltre è situata la cappella del'Sacro Cuore mentre in quella sinistra le altre due cappelle del Crocifisso e di San Giuseppe (che è anche il Santo Patrono della città) La copertura del tempio è a volta con costoloni in pietra grigia su intonaco giallo chiaro.

Sulle pareti sono posizionate numerose opere d'arte provenienti da chiese soppresse e demolite tra la fine dell'Ottocento e i primi anni del Novecento per dare spazio alla "nuova città" ed alla sua viabilità (Chiesa di Sant'Antonio che sorgeva nei pressi dell'attuale sede della Banca d'Italia) oppure perché ricomprese all'interno del perimetro del costruendo Arsenale Militare (Convento di San Francesco). Dal refettorio del Convento infatti proviene l'enorme tela (datata 1642) rappresentante la Moltiplicazione dei pani e dei pesci di Giovan Battista Casone (1609-1681), collocata nella controfacciata.

Nella parte sinistra è possibile ammirare l'Annunciazione del genovese Andrea Semino risalente alla fine del Cinquecento. Inoltre vi sono altre importanti opere:

  • Terracotta policroma raffigurante l'Incoronazione della Vergine alta circa 3 metri e larga 2,50 circa alla base a forma di lunetta alla sommità che la tradizione ha voluto attribuire al fiorentino Luca della Robbia (1400-1481, ma che è sicuramente opera del nipote Andrea. Nella sua parte superiore è collocata la figura della Vergine, contorniata da una moltitudine di angeli, al cospetto del Signore che in posizione seduta la incorona. Al centro della scena lo Spirito Santo nella classica forma di colomba. Nella parte inferiore sono presenti figure di Santi e Sante in ginocchio col volto in estasi. A contorno della terracotta è posta una ghirlanda di frutta e foglie ad alto rilievo. Perduta per sempre è invece la predella che è mancante (collocazione: navata sinistra);
  • Dipinto opera del genovese Giuseppe Palmieri (1674-1740) raffigurante San Francesco in estasi (collocazione: navata destra);
  • Dipinto opera del genovese Giuseppe Palmieri raffigurante San Francesco in orazione (collocazione: navata destra);
  • Dipinto de Il martirio di San Bartolomeo del monegliese Luca Cambiaso (1527-1585), con il ritratto del committente in armi (collocazione: navata destra);
  • Fonte Battesimale del Cinquecento (collocazione: interno del recinto del battistero);
  • Dipinto de la Madonna del latte risalente al Seicento, realizzato dal savonese Bartolomeo Guidobono (1654-1709) (collocazione: interno del recinto del battistero).

[modifica] L'altare

  • Nel presbiterio fa bella mostra una mensa sacra in marmo scolpita dal toscano Ferruccio Vezzoni (1908-1992) che ha come soggetto i temi della Redenzione di Cristo alla luce del Concilio Vaticano II;
  • Dietro al coro ligneo, risalente al XVIII secolo, è posizionato un grande olio su tela risalente al XVI-XVII secolo a lungo attribuito al sarzanese Domenico Fiasella (1589-1669) (in realtà si tratta di opera di bottega) rappresentante l'Assunzione della Vergine.Il quadro è stato appositamente commissionato in quanto il soggetto corrisponde alla dedicazione del tempio;

[modifica] Le Cappelle

La Cappella musicale di Santa Maria

La Cappella Musicale di Santa Maria è sorta alla fine del Cinquecento ed ha avuto un'attività durata almeno 370 anni scandendo le note ed i canti della vita religiosa cittadina, funzionando anche da punto di riferimento che però oramai è andato definitivamente perduto.

All'interno della documentazione e del materiale storico di Santa Maria sono conservate le testimonianze della fervente attività della Cappella, sotto forma di musiche autografe, orchestrazioni sacre a stampa o manoscritte risalenti al periodo tra il XIX-XX secolo, periodo in cui la direzione dell'istituzione venne assunta da Domenico Cortopassi (1875-1961) e poi da Mario Fiorentini, danno l'idea dell'intensa attività compiuta sin dalla sua creazione. Un esempio sono infatti i numerosi componimenti autografi del Cortopassi custoditi negli archivi della chiesa compiuti proprio durante il suo mandato di "Maestro di Cappella".

Degne di nota sono sicuramente la Pastorale, una messa scritta proprio dal Cortopassi per il Santo Natale del 1936 e la Messa a quattro voci composta sempre dal Maestro in occasione della celebrazione della consacrazione della nuova chiesa svoltasi il 20 novembre 1954.

  • La Cappella dell'Immacolata: è stata decorata dal pittore Navarrini e custodisce un altare di Baratta risalente al XVII-XVIII secolo. Ma il pezzo più pregiato è il prezioso Crocifisso ligneo intagliato soprannominato il Venerabile, opera di un anonimo scultore piemontese della seconda metà del Quattrocento. Recente è stata l'opera di restauro del Venerabile che ha restituito l'opera all'antico splendore mostrando a colui che l'ammira, tutta la drammaticità della crocifissione esaltata dal volto contratto e la posizione inarcata del corpo di Gesù. All'ingresso della Cappella è posta un'acquasantiera da poco restaurata risalente alla fine del XV secolo con lavorazioni a scanalature.
  • La Cappella del Sacro Cuore è stata invece affrescata negli anni trenta dallo spezzino Luigi Agretti (1877-1937) e custodisce una statua del Cristo Redentore (opera risalente all'anno 1936) realizzata da Angiolo Del Santo proprio per questo spazio.
  • La Cappella della Misericordia conserva alcune sculture lignee, un altare marmoreo datato attorno al XVII secolo e un quadro raffigurante la Madonna della Misericordia di Giovan Battista Casone cognato ed alunno del Fiasella.Vi sono rappresentati Gesù Bambino in Gloria che regge la sigla di San Bernardino e, ai lati, la Madonna, il Battista, San Giuseppe, San Bernardino ed altri santi francescani.

[modifica] I portali d'ingresso

Il portale bronzeo centrale, risalente al 1999, è opera dello scultore spezzino Guglielmo Carro (1913-2001): presenta otto pannelli a rilievo raffiguranti altrettante opere di misericordia. Sopra i tre portali d'ingresso sono collocate delle lunette in marmo dello scultore Angiolo Del Santo raffiguranti (da sinistra verso destra): il Trasporto delle spoglie di San Terenzio di Luni, l'Assunta e San Venerio che scaccia il drago.

[modifica] Galleria Fotografica

[modifica] Voci correlate

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