Cervaro
| Cervaro comune |
|||||
|---|---|---|---|---|---|
|
|
|||||
| Dati amministrativi | |||||
| Stato | |||||
| Regione | |||||
| Provincia | |||||
| Sindaco | Ennio Marrocco (Popolo della libertà) dal 29/05/2007 | ||||
| Territorio | |||||
| Coordinate | 41°29′0″N 13°54′0″E / 41.48333°N 13.9°ECoordinate: 41°29′0″N 13°54′0″E / 41.48333°N 13.9°E | ||||
| Altitudine | 250 m s.l.m. | ||||
| Superficie | 39,19 km² | ||||
| Abitanti | 7 209[1] (31-12-2010) | ||||
| Densità | 183,95 ab./km² | ||||
| Comuni confinanti | Cassino, San Vittore del Lazio, Sant'Elia Fiumerapido, Vallerotonda, Viticuso | ||||
| Altre informazioni | |||||
| Cod. postale | 03044 | ||||
| Prefisso | 0776 | ||||
| Fuso orario | UTC+1 | ||||
| Codice ISTAT | 060026 | ||||
| Cod. catastale | C545 | ||||
| Targa | FR | ||||
| Cl. sismica | zona 1 (sismicità alta) | ||||
| Nome abitanti | cervaresi | ||||
| Patrono | Maria SS. de' Piternis | ||||
| Giorno festivo | 8 settembre | ||||
| Localizzazione | |||||
Posizione del comune di Cervaro nella provincia di Frosinone |
|||||
| Sito istituzionale | |||||
Cervaro è un comune italiano di 7.209 abitanti della provincia di Frosinone nel Lazio.
Indice |
[modifica] Geografia fisica
Il centro storico di Cervaro è collocato in panoramica sulla piana cassinate. Da qui si diparte la strada provinciale Cervaro-Viticuso per raggiungere il Parco Nazionale d'Abruzzo.
Il territorio comunale è ricco di vegetazione e include vette superiori ai 1000 m che spesso portano neve anche al paese. Il monte Aquilone, 1250 m, domina Cervaro: si dice che quando è circondato da nebbia sta per arrivare la pioggia, in dialetto Négghia agl’Aquilone, acqua aglj c_pone.
[modifica] Storia
[modifica] Origini leggendarie
Una leggenda vuole che Enea, approdato presso Gaeta, si sia diretto verso l'interno fondando varie città, tra le quali spiccava Cervaro.
Ci sono giunte due tradizioni popolari che spiegano l'origine del toponimo: la prima racconta del giovane patrizio Tertullo che nel VI secolo, cercando di difendere la città, fu ucciso dai Goti; il giovane fu sepolto presso un altare per sacrifici posto in una zona aspra, chiamato l'Acerba ara, espressione trasformatasi poi in Cervaro. La seconda racconta di un cervo bianco che usava pascolare sul monte Pesculum, dove nacque l'acropoli e poi il castello; il cervo è effigiato sullo stemma comunale.
[modifica] Vicende storiche
Nell'alto medioevo, l'abate di Montecassino Petronace fece erigere un castello detto Castrum Cerbari.
Nel 757 vi si ritirò come monaco benedettino il re longobardo Rachis, che vi fondò una piccola comunità monastica ispirata al culto mariano e alla coltivazione dell'ulivo.
Fu centro artigianale, rinomato in particolare per l'oreficeria.
Alla fine dell'Ottocento nel territorio si sviluppò il fenomeno del brigantaggio, e numerose furono le ribellioni e saccheggi.
Cervaro nel corso della seconda guerra mondiale venne liberata il 12 gennaio 1944 dalla 34 divisione americana. Costituì l'avamposto dei generali delle forze alleate durante la battaglia di Montecassino, ospitando i generali statunitensi Clark, Devers, Alexander, Eaker e Freyberg). In seguito ai bombardamenti venne distrutto al 98% e fu insignito della medaglia d'argento al merito civile.
[modifica] Onorificenze
| Medaglia d'argento al merito civile | |
| «Centro strategico sulla linea Gustav, occupato dalle truppe tedesche impegnate a bloccare l’avanzata alleata, veniva sottoposto a violenti bombardamenti ed efferate azioni di guerra, che provocavano numerose vittime civili e la quasi totale distruzione dell’abitato. La cittadinanza sopportava con indomito coraggio e dignitosa fierezza la rappresaglia e la violenza nazista e dava testimonianza di numerosi episodi di solidarietà e di eroica resistenza all’oppressore.» — Cervaro (FR), novembre 1943 |
[modifica] Monumenti e luoghi d'interesse
Vi si trovano la chiesa della Madonna de'Piternis, patrona del paese, il castello sul monte Trocchio, fontane monumentali e sentieri escursionistici sui monti del territorio comunale.
[modifica] Santuario della Madonna de' Piternis
Il santuario della Madonna de' Piternis sorge all'ingresso di una gola ai piedi del monte Aquilone, nei pressi della provinciale Cervaro-Viticuso.
"In piternis" è una trasformazione dialettale dell'espressione "in sempiternis grati".
Il santuario fu consacrato nel 1408. Come testimoniato nei documenti dell'abbazia di Montecassino, fu costruito attorno ad una nicchia antecedente all'anno 1000 nata sul luogo di un'apparizione della Madonna ad una pastorella di Cervaro; tale apparizione è forse il primo evento del genere in Italia. Qui sono conservati affreschi del XVI e XVII secolo.
[modifica] Chiesa di Santa Lucia di Trocchio
Situata a circa 5 km a ovest dal capoluogo comunale, nella piccola frazione di Santa Lucia, di circa 600 abitanti. Vi si celebra la prima domenica di settembre la festa di Santa Lucia.
[modifica] Ruderi del castello medievale di Monte Trocchio
Il castello di Monte Trocchio denominato "Torrocolo" fortificato nel 1057 per il timore di attacchi da parte dei Normanni ai possedimenti dell'Abbazia di Montecassino.-
[modifica] Società
[modifica] Evoluzione demografica
Abitanti censiti 
[modifica] Il dialetto "cervarolo"
Perché il dialetto di Cervaro è tanto strano? I Saraceni, stabiliti alle foci del Garigliano (880), assaltarono e diedero alle fiamme il Monastero di Montecassino (4/Sett/883). Per anni, fino alla battaglia del Garigliano (915) in cui gli infedeli furono rigettati in mare, tutto rimase incolto e devastato. I monaci tornarono nel 949, trovando le terre deserte e disabitate dato che le incursioni saracene non risparmiarono nulla. La popolazione contadina era fuggita o era stata massacrata dalle scorribande degli infedeli. Solo piccoli gruppi erano sopravvissuti: uno di quelli si era dato una difesa inespugnabile sulla rocca "Torroculum", l'odierno monte Trocchio sul quale cocuzzolo si vedono i resti della fortezza. Per lo spirito battagliero ed indomito i tenutari della fortezza che dopo il 915 si insediarono sulla collina di "castrum cerbarii", poi Cerbarium e quindi Cervaro, furono sempre una spina nel fianco della Badia di Montecassino. La comunità monastica ristabilitasi a Montecassino, ritenne poco opportuno lasciare le terre di sua proprietà infruttuose ed incolte e così pensarono di ripopolare le zone del cassinate chiamando agricoltori dalle regioni vicine che non avevano terre da coltivare. Per maggiormente invogliarli, data la gran miseria, concessero a quelli disposti a venire grandi appezzamenti di terreno a condizioni vantaggiosissime. Si inserisce così nella storia l'Abbazia benedettina di Calena con annessa una chiesa, chiamata appunto S. Maria di Calena che nel 1059, durante il Concilio di Melfi, il principe normanno Riccardo d'Aversa donò al potente abate Desiderio di Montecassino. Situato a poche centinaia di metri dal mare, nel comune di Peschici, l'ex-convento benedettino di Calena ha goduto per molti secoli di autonomia e ricchezza, finendo per essere conteso fra due abbazie, quella di Montecassino e quella di S. Maria di Tremiti. Numerose bolle papali, che vanno dal 1097 al 1474, attestano la sua presenza tra i possessi della Badia cassinese. A causa el collegamento tra le due comunità benedettine alcuni nuclei familiari di contadini dell’entroterra pugliese seppe dell’offerta e si avviò verso destini migliori. Attraverso la gola tra monte Sammucaro e l’Aquilone approdarono nelle terre promesse dal monastero di Montecassino. Terre collinari simili alla Murgia coltivabili ad oliveti, prive di umidità e nebbia che soffocava il cassinate; Cervaro e la sua signoria ebbe i suoi contadini. Il dialetto di Cervaro è come quello di quelle zone.
- Esempi di scrittura e lettura
In ordine alla rivalutazione dei dialetti e per capire in che modo si può scrivere e soprattutto poi pronunciare il dialetto cervarolo, facciamo qualche esempio ma chiariamo che è striminzito trattandosi esso prevalentemente di un dialetto consonantico con le vocali che assumono pirandellianamente uno nessuno e centomila suoni. Le inflessioni cambiano addirittura il significato dei termini, ed anche genere e numero; l’intensità della voce e le flessioni di essa giocano quindi un ruolo importante e non superfluo. Per dare un minimo di possibilità interpretativa, le vocali sono pronunziate come in lingua ad eccezione della "e" che è sempre semimuta, quasi non udibile nel corso ed in fine di parola, mentre va pronunciata se è accentata, ad esempio : t[e] lèf[e] n[e] – telefono.
Per convenzione, nelle parentesi quadre è racchiusa la "e" muta così come descritto, ad esempio gu[e] nucchi[e] – ginocchio.
Il plurale in molti termini avviene sia all’interno della parola sia alla fine , assumendo la desinenza "a" come il neutro plurale in latino. Il primo caso è evidente con ì prèu[e] t[e] – il prete e al plurale ì[e] prìu[e] t[e] - i preti ; il secondo caso si nota con ì[e] gli[e] bbr[e] – il libro e al plurale l[e] glièbbra – i libri. L’articolo "il" molto spesso assume il suono "ì" secco, ma anche il suono "gli[e]" dolce con la "i" molto nascosta. La testa in dialetto si dice ì cuàp[e] ma pure gli[e] cuàp[e] in maniera indistinta, mentre il plurale - le teste - suona l[e] càp[e] ra. L’articolo "la" al plurale si trasforma in “l[e]” , così la casa, come in lingua, diventa al plurale l[e] cas[e].
Da sottolineare come l’avverbio di stato in luogo qui in dialetto sia ìcca, in latino hic.
Ulteriori esempi :
ì pi[e] l[e] - il pelo e al plurale l[e] pèl[e] ra - i peli ;
ì cùcchiar[e] – il cucchiaio e così l[e] cucchiàra – i cucchiai ;
la pàgnotta – come in lingua , l[e] pagnòtt[e] ra – le pagnotte ;
ì gù[e] nucchi[e] e l[e] gù[e] nòcchi[e] ra significano il ginocchio e il suo plurale.
I' pèd[e] - il piede, diventa al plurale ì pìd[e]- i piedi.
Quest'ultimo caso mostra ancora come il plurale si determini all'interno della parola laddove la "è" di piede diventa "ì", confermando quello che si era detto qualche riga più sopra nel caso della parola prete .
Questo tentativo è stato fatto con la sola intenzione di porre l’accento sulla enorme difficoltà che si incontra nel rappresentare uno scarno prontuario a fronte di una estesa gamma terminologica ricca di variabilità fonetiche. Per non perderne le sonorità, bisognerebbe realizzare una registrazione parlata e stabilire in seguito un insieme di regole e segni di scrittura capaci di poter riprodurre tutta la variabilità del "linguaggio", prima che tutto si dimentichi. Qui si è solo dato qualche esempio per offrire una minima idea della sonorità di alcuni termini dialettali e descriverne la sua complessità.
Fonti :
L.Fabiani, La terra di S. Benedetto,1968
S.De Micco, Eulogimenopoli-S.Germano-Cassino,1994
www.970ad.it
V.Tivalotti - I miei ricordi,1960
A.Pacitti - CERVARO Mondanara e dintorni (1920-1940), 1989
[modifica] Cultura
[modifica] Istruzione
[modifica] Biblioteche
- La "Biblioteca comunale" comprende tre sezioni specializzate sull'antropologia culturale, sulla seconda guerra mondiale e sulla questione meridionale.
[modifica] Musei
- Museo demoantropologico
- Museo laboratorio sulla lavorazione dell'oro nella tradizione locale, nel centro storico.
[modifica] Personalità legate a Cervaro
- Gaetano Curtis (1866-1944), magistrato e scrittore.
- Vittorio Marandola (1922-1944), medaglia d'oro al valor militare alla memoria, carabiniere che offrì insieme a Fulvio Sbarretti e Alberto La Rocca la sua vita in cambio di quella di dieci civili a Fiesole (FI).
- Giuseppe Cataldi, magistrato presidente della Corte dei Conti
[modifica] Eventi
- 8 settembre Maria S.S. de Piternis
- Infiorata di Cervaro
- Corpus Domini
- Carnevale cervarese
- 10 settembre "Antica Tradizione - mestieri e antichi saperi e sapori "Pizz Fritt e mortadella"
[modifica] Economia
Vi viene prodotto l'olio di oliva extravergine e vino.
[modifica] Collegamenti esterni
http://www.forestaclub.it
- [1] CERVARO FACEBOOK
[modifica] Amministrazione
Sindaco: Angelo D'Aliesio (Lista Civica "Cervaro nuova") dal 07/05/2012 (1º mandato)
- Classificazione climatica: zona D, 1527 GR/G
Il comune fa parte dell'Unione dei comuni delle Mainarde e della Comunità montana Valle del Liri
[modifica] Note
- ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.