Fortezza della Verrucola
La Fortezza della Verrucola[1] è una costruzione medievale che si trova a Fivizzano in provincia di Massa Carrara, nella Lunigiana.
La fortezza, le cui prime notizie documentate risalgono agli inizi del XII secolo, conserva tutti gli elementi di un castrum medievale con un vero sistema di fortificazioni che risponde all'organizzazione militare e giuridica di un dominio feudale. Le mura castellane includono la corte, la cappella, insieme con più torri, le quali rappresentano le più e divise signorie del castello.
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[modifica] Storia
Nella documentazione medievale il toponimo Verrucola viene associato al nome di una famiglia nobile, i Bosi, che detiene il dominio dell'insediamento. Strutture difensive vengono documentate a Verrucola dei Bosi già alle soglie del XII secolo.
L'importanza strategica dovuta alla presenza di percorsi viari transappenninici fa si che nel corso dei secoli XIII e XIV Verrucola sia contesa tra diverse forze. L'antica signoria dei Bosi, i Dallo, i Nobili di Castello Aghinolfi, i Lucchesi ed i Malaspina lottano tra loro per assumerne il dominio[2]. Questi ultimi rivendicano antichi privilegi imperiali basati su diritti legati alla propria genealogia. Sulla base di questi privilegi comprendono Verrucola nella loro prima divisione del 1221 tra Corrado e Opizzone Malaspina ma non ne avranno il pieno dominio che oltre un secolo dopo.
Nei primi del XIV secolo Verrucola viene in mano al comune di Lucca con una successiva lotta fra i Lucchesi di Castruccio Castracani e Spinetta Malaspina che ne diviene unico signore nel 1340 e la assegna per testamento ai figli di Isnardo II suoi nipoti. Niccolò, l'ultimo dei quattro figli di Isnardo II, e la sua famiglia, nel giugno del 1418 sono assaliti nel castello da sicari dei marchesi di Castel dell'Aquila, suoi congiunti. Gli unici scampati alla strage sono la giovane Giovanna e il fanciullo Spinetta che chiedono protezione alla Repubblica Fiorentina.
I marchesi dell'Aquila s'impadroniscono del feudo, ma incontrano l'opposizione di Firenze che lo recupera a favore del superstite Spinetta[3]. Tuttavia i coinvolgimenti bellici di Verrucola non sono ancora finiti ed il castello viene conquistato nel 1437 da Niccolò Piccinino, per conto del ducato di Milano, e ancora nel 1450 del marchese Iacopo di Fosdinovo. Spinetta prima di morire lascia il suo feudo per testamento alla Repubblica Fiorentina che vi consolida il suo dominio.
La struttura subisce gravi danneggiamenti nel 1481 a seguito a un terremoto. Parzialmente recuperata è trasformata per conto del monaco agostiniano Alessio Casani nel XVI secolo in un monastero di monache agostiniane.
Nel 1977 il castello viene recuperato dallo scultore Pietro Cascella e dalla moglie Cordelia von den Steinen che ne fanno la loro dimora. [4].
[modifica] Architettura
La planimetria della fortezza corrisponde ai caratteristici nuclei urbani medievali. La moltitudine di torri, edifici e palazzi costruiti dai diversi possessori fa sì che non si possa identificare un unico nucleo architettonico. Ciò nonostante sono evidenti i connotati medievali che sono rimasti anche in età rinascimentale.
L'imponenza e il prestigio del palazzo hanno fatto sì che i feudatari successivi a Spinetta, che apportò al complesso possenti torri di fiancheggiamento e completò la cinta muraria, non ne abbiano modificato la struttura.
Nella parte alta del colle sorge un edificio di ridotte dimensioni di pianta rettangolare. All'interno del borgo si erge un grande palazzo di forma quadrangolare che si articola su tre livelli sovrapposti nel quale possiamo riconoscere la residenza di Spinetta. Maestosa è la sala del pian terreno chiamata sala d'armi, coperta da una struttura voltata gravante in parte sulla muratura perimetrale e in parte su di un unico pilastro centrale di pianta ottagonale.
Una grossa torre rettangolare di architettura trecentesca si alza sul lato orientale. Sul perimetro dell'intero complesso si ergono circuiti murari. La porta principale della fortezza a nord è affiancata ad una torre quadrangolare[5].
[modifica] Note
- ^ Il toponimo, che deriva dal latino verrucola, diminutivo di verruca, è adoperato per indicare formazioni geomorfologiche prominenti.
- ^ Nicola Gallo, Guida storico-architettonica... , p. 235-236
- ^ E. Bassani, Castelli di Lunigiana, p. 74
- ^ Nicola Gallo, Guida storico-architettonica... , p. 240
- ^ Nicola Gallo, Guida storico-architettonica... , p. 239
[modifica] Bibliografia
- E. Bassani, Castelli di Lunigiana, Carrara, 1963
- Nicola Gallo, Guida storico-architettonica dei castelli della Lunigiana toscana, Prato, Istituto Valorizzazione Castelli, 2002
- Castelli e Fortificazioni, a cura di Massimo Bertozzi, Massa, Società Editrice Apuana, 1966
- Branchi E., Storia della Lunigiana Feudale, Pistoia, 1897-1898