Carlo III il Grosso

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Dinastia carolingia
(Sovrani dei Franchi dell'est)
Charlemagne autograph.svg

Ludovico II il Germanico
Figli
   Carlomanno di Baviera
   Ludovico il Giovane
   Carlo il Grosso
Carlomanno di Baviera
Figli
   Arnolfo di Carinzia
Ludovico il Giovane
Carlo III il Grosso
Arnolfo di Carinzia
Figli
   Ludovico il fanciullo
   Sventibaldo,
   re di Lotaringia
Ludovico IV il Fanciullo

Carlo III, detto il Grosso (Donaueschingen, 13 giugno 839Donaueschingen, 13 gennaio 888[1]), fu re di Alemannia (876-887), poi Re d'Italia (879-887), Imperatore (881-887), Re dei Franchi orientali (882-887) e infine Re dei Franchi occidentali, re d'Aquitania e re nominale di Provenza (884-887).

Fu l'ultimo imperatore della (discendenza legittima) dinastia carolingia ed era il figlio maschio terzogenito di Ludovico il Germanico.

Indice

[modifica] Biografia

Rappresentazione di Carlo il Grosso tratta da un libro del XIX secolo.

Nell'862 Carlo il Grosso aveva sposato Riccarda di Svevia, figlia del conte palatino Ercangero, della famiglia degli Ahalolfingi. Dal matrimonio non nacquero figli. Carlo ebbe comunque un figlio illegittimo, Bernardo, nato probabilmente nell'876, che Carlo - contro l'opinione dei maggiorenti dell'impero - avrebbe voluto legittimare con l'appoggio di papa Adriano III, che però morì (8 luglio 885) prima della legittimazione e non se ne fece più nulla. Dopo la morte del padre, Carlo il Grosso, Bernardo capeggiò una ribellione contro il cugino, Arnolfo di Carinzia, che era succeduto a Carlo il Grosso sul trono dei Franchi orientali, sino a che venne ucciso nell'891 o nell'892.

Nel 865 il padre assegnò a Carlo il Grosso il governo dell'Alemannia, di cui divenne re alla morte del padre, nel 876.

Quando nell'871 si era sparsa la voce che l'imperatore Ludovico II era stato messo a morte dal principe di Benevento (Adelchi), suo padre Ludovico il Germanico inviò Carlo in Italia per raccogliere adesioni contro il proprio fratellastro Carlo il Calvo, ambedue desiderosi di occupare il regno d'Italia. La notizia che l'imperatore era vivo giunse prima che si arrivasse allo scontro armato.

Così quando l'imperatore Ludovico II morì, il 12 agosto 875, Carlo il Grosso fu nuovamente inviato in Italia alla guida di un esercito, ma fu costretto a ritirarsi e fu sostituito nell'incarico dal fratello Carlomanno.

Ludovico il Germanico morì il 28 agosto 876 e il regno dei Franchi orientali o di Germania fu diviso tra i suoi tre figli:

Nel novembre dell'879 suo fratello Carlomanno re di Baviera, il quale nell'877 era riuscito a farsi incoronare re d'Italia, pochi mesi prima di morire gli lasciò il regno d'Italia, mentre la Baviera andò all'altro fratello: Ludovico III il Giovane.
Nell'880 di ritorno da Ravenna, dove era stato incoronato re d'Italia, si incontrò coi cugini, Luigi III, re de Franchi occidentali e Carlomanno II, re d'Aquitania, per portare guerra a Bosone, eletto re di Provenza al posto di Luigi III, cui sarebbe spettato di diritto. Conquistata Mâcon ed una parte del regno di Provenza, in agosto, fu posto l'assedio a Vienne, dove Bosone si era asserragliato.

A novembre dello stesso anno, Carlo il Grosso, lasciato l'assedio di Vienne, si recò a Roma per ricevere la corona imperiale dalle mani di papa Giovanni VIII (12 febbraio 881).

Dopo la morte del fratello Ludovico (882), Carlo il Grosso, assunse anche il controllo sui territori su cui questi regnava (Baviera, Franconia, Sassonia e Turingia), ereditando il titolo regale dei Franchi orientali o di Germania, lasciando al figlio illegittimo di suo fratello Carlomanno di Baviera, Arnolfo, il ducato di Carinzia.

Dopo che, nell'884 Carlomanno II, subentrato, nell'882, al fratello Luigi III, morto per una caduta da cavallo, come re dei Franchi occidentali e pretendente al trono di Provenza era anche lui morto per una caduta da cavallo, Carlo il Grosso fu scelto dai maggiorenti del regno a succedergli come re dei Franchi Occidentali, re d'Aquitania e pretendente al trono di Provenza, perché il legittimo erede, Carlo, fratellastro di Carlomanno era ancora un bimbo: formalmente l'impero di Carlo Magno era unificato sotto un unico sovrano. Fu però incapace di contrastare le invasioni dei Vichinghi, perché, dopo alcune vittorie iniziali, tra cui quella su Ugo di Lotaringia e suo cognato uno dei capi dei vichinghi, Goffredo[2]venne sconfitto, nello stesso anno, a Lovanio, dai vichinghi là radunatisi, poiché dopo la morte di Carlomanno II, si erano sentiti sciolti dall'impegno[3] di dover lasciare il regno dei Franchi occidentali ed erano ritornati.

Nell'886, una imponente flotta di navi vichinghe pose l'assedio a Parigi. Il conte di Parigi, Oddone riuscì dopo una sortita ad avvisare l'imperatore, Carlo il Grosso, che convocò un'assemblea a Metz dove si decise di soccorrere la città. Fu inviato in avanscoperta il duca di Franconia, Enrico di Alamagna, che però fu ucciso mentre perlustrava l'accampamento nemico (28 agosto) e le sue truppe si ritirarono. Due mesi dopo Carlo si presentò con l'esercito davanti a Parigi, ma invece di dare battaglia, aprì le trattative, con il capo dei vichinghi, Sigfrido, che si conclusero con l'accordo che i Vichinghi avrebbero tolto l'assedio a Parigi, dietro il pagamento da parte dell'imperatore di 700 libbre d'argento ed il permesso di risalire la Senna per svernare in Borgogna, che poi fu messa a sacco.

Nell'887 Carlo promise protezione al figlio di Bosone (morto l'11 gennaio, senza essersi mai arreso), Ludovico III il Cieco, a cui garantì la successione sul trono di Provenza.

Carlo venne deposto da una dieta di Grandi dell'Impero, svoltasi a Tribur, nei pressi di Darmstadt nel novembre del 887, approfittando del fatto che l'imperatore era fisicamente impedito a causa di una grave malattia. A quel punto l'impero di Carlomagno fu definitivamente disgregato, le diverse fazioni cercarono di porre il proprio controllo sulla corona. I Tedeschi proclamarono re dei Franchi orientali Arnolfo di Carinzia, figlio naturale di Carlomanno, che era stato tra i maggiori avversari di Carlo III a Magonza. Oddone fu proclamato re di Francia da una dieta svoltasi a Compiègne[4]. In Italia, Berengario del Friuli e Guido II di Spoleto finirono per contendersi la corona di re d'Italia.

Carlo, dopo la deposizione, si ritirò sul Danubio, in Alemannia (oppure Svevia), a Neidingen, vicino a Costanza, dove morì miseramente il 13 gennaio 888 e venne seppellito nell'Abbazia di Reichenau, sull'omonima isola.

Carlo il Grosso, uomo colto e devoto, che non aveva l'energia e non possedeva la decisione per la posizione molto difficile che dovette ricoprire, viene generalmente indicato come un sovrano estremamente debole, ma ciò potrebbe essere dipeso anche dalla malattia di cui soffriva, probabilmente epilessia.

[modifica] Antenati

Carlo III il Grosso Padre:
Ludovico II il Germanico
Nonno paterno:
Ludovico I del Sacro Romano Impero
Bisnonno paterno:
Carlo Magno
Trisnonno paterno:
Pipino il Breve
Trisnonna paterna:
Bertrada di Laon
Bisnonna paterna:
Ildegarda
Trisnonno paterno:
Geroldo di Vinzgau
Trisnonna paterna:
Emma di Alemagna
Nonna paterna:
Ermengarda de Hesbaye
Bisnonno paterno:
Ingerman de Hesbaye
Trisnonno paterno:
Rodberto

Bisnonna paterna:
Edvige di Baviera


Madre:
Emma di Baviera
Nonno materno:
Guelfo I di Baviera
Bisnonno materno:
Rotardo di Metz


Bisnonna materna:
Ermelinda


Nonna materna:
Edvige di Baviera
Bisnonno materno:
Isanbarto





[modifica] Note

  1. ^ allora il luogo era conosciuto come Neidingen
  2. ^ Ugo di Lotaringia aveva tentato diverse volte (per una quindicina d'anni) di recuperare il suo ducato d'Alsazia ed il regno di suo padre (di Lotaringia), ma sempre senza successo, finché nell'884, dopo essersi alleato con Goffredo che aveva sposato sua sorella Gisella, parve che potesse realizzare il suo obiettivo, ma, nell'885, attirato in un'imboscata da Enrico di Alamagna duca di Franconia, fu fatto prigioniero, e per ordine dell'imperatore, il cugino Carlo il Grosso, fu accecato e rinchiuso nel monastero dell'abbazia di Prüm dove morì una decina d'anni dopo, senza lasciare discendenza. Nello stesso anno, prima di lui, il cognato Goffredo fu attirato in un'imboscata da Enrico di Alamagna e ucciso.
  3. ^ Ad Amiens, nell'883 i Vichinghi avevano obbligato Carlomanno II, a venire a patti: i vichinghi si sarebbero ritirati e avrebbero lasciato il suo regno in cambio di 12.000 libbre d'argento. L'accordo fu stipulato nell'884 e l'impegno fu mantenuto, la flotta fece rotta per le coste inglesi e solo una parte di vichinghi o si stabilì in Lorena o si accampò nei pressi di Lovanio.
  4. ^ Il legittimo erede al trono, della stirpe dei carolingi, Carlo, figlio postumo di Luigi il Balbo e fratellastro di Carlomanno era ancora un bimbo.
    Per questo motivo, che il nuovo re non era un carolingio, le contee della marca di Spagna, guidate dalla contea di Barcellona, non riconobbero Oddone come re, e cominciarono a guardare verso la penisola iberica e, di lì a poco, iniziarono a prendere parte alla reconquista della penisola contro i musulmani di al-Andalus
Predecessore Re di Alemannia Successore Bullet.png
Ludovico II il Germanico 876 - 887 Arnolfo di Carinzia
Predecessore Re dei Franchi Orientali Successore Autograf, Karl den store, Nordisk familjebok.png
Ludovico III il Giovane 882 - 887 Arnolfo di Carinzia
Predecessore Re dell'Alta Burgundia Successore Bullet.png
Carlomanno di Baviera 879 - 887 Rodolfo
Predecessore Re d'Italia Successore Corona ferrea.png
Carlomanno di Baviera 879 - 887 Berengario I
Predecessore Sacro Romano Imperatore Successore Armoiries Saint-Empire monocéphale.png
Carlo il Calvo
ante vacanza quadriennale
881 - 887 Guido da Spoleto
dopo vacanza quadriennale
Predecessore Re di Aquitania Successore Blason de l'Aquitaine et de la Guyenne.svg
Carlomanno 884 - 887 Ranulfo II
Predecessore Re dei Franchi Occidentali Successore Autograf, Karl den store, Nordisk familjebok.png
Carlomanno 884 - 887 Oddone di Parigi

[modifica] Voci correlate

[modifica] Altri progetti

[modifica] Collegamenti esterni

[modifica] Bibliografia

  • René Poupardin, I regni carolingi (840-918), in «Storia del mondo medievale», vol. II, 1999, pp. 583-635
  • Allen Mayer, I vichinghi, in «Storia del mondo medievale», vol. II, 1999, pp. 734-769
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