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Carlo Orelli (Perugia, 23 dicembre 1894 – Roma, 22 gennaio 2005) è stato un militare italiano, ultimo superstite della prima guerra mondiale fra i chiamati alle armi nell'esercito all'inizio del conflitto.
Nato a Perugia, si trasferì con la famiglia a Roma, dove visse per la maggior parte della sua vita. Proveniva da una famiglia con tradizioni militari: il nonno Tommasso aveva partecipata all'insurrezione di Perugia contro le armate papaline nella seconda metà dell'Ottocento, il fratello maggiore aveva combattuto nel 1911 nella guerra italo-turca. Meccanico di commercio, Orelli aderì all'Esercito Italiano nel maggio 1915 e fu impegnato in operazioni di combattimento in Italia. I suoi ricordi sono segnati da esperienze particolarmente brutali della guerra di trincea, compresa la morte violenta di molti dei suoi amici. Dopo aver ricevuto lesioni alla gamba, è stato sollevato dall'incarico e tornò a casa. Orelli si sposò ed ebbe sei bambini. Durante la seconda guerra mondiale, nonostante la sua avversione alla Germania nazista e al fascismo, fu costretto a lavorare come direttore d'artiglieria in Italia. Alla fine della guerra, è tornato a lavorare come meccanico, per poi andare in pensione nel 1960. Nel 2003 fu fatto Grande ufficiale dell'Ordine al merito della Repubblica Italiana[1]. Morì il 22 gennaio 2005[2], un mese dopo aver compiuto 110 anni ed essere diventato un supercentenario. Al momento della sua morte era in Italia il più longevo sopravvissuto della Prima guerra mondiale, tra gli ultimi superstiti della guerra delle trincee e dell'immediato ingresso in guerra del suo paese.
- ^ www.quirinale.it
- ^ È morto Carlo Orelli nonno della Garbatella
- ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.
[modifica] Voci correlate
[modifica] Collegamenti esterni
L'ultimo fante della Grande Guerra «Non dimenticate il nostro sacrificio»