Carlo Martello d'Angiò
Carlo Martello d'Angiò, noto anche come Carlo I Martello (Napoli, 8 settembre 1271 – Napoli, 12 agosto 1295), era il figlio primogenito di Carlo II di Napoli e di Maria Arpad d'Ungheria. Fu Principe di Salerno dal 1289 e Re titolare d'Ungheria dal 1290 fino alla sua morte.
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[modifica] Erede al trono d'Ungheria
Destinato al trono ungherese per diritto ereditario, non divenne mai sovrano a tutti gli effetti. Sua madre Maria era figlia di Stefano V e sorella di Ladislao IV, ultimo discendente senza eredi del ramo principale della dinastia degli Arpadi, il che investiva Carlo Martello del pieno diritto di successione. Re Ladislao morì il 10 luglio 1290 e Carlo Martello, diciannovenne, fu formalmente eletto Re d'Ungheria, incoronato ad Aix due anni dopo. Ma ad occupare di fatto il trono magiaro, grazie anche al sostegno di alcuni nobili, fu Andrea III, discendente di un altro ramo della dinastia degli Arpadi, di cui fu ultimo sovrano. A Carlo Martello non restò che il puro titolo formale, destinato comunque a tramandarsi a suo figlio Caroberto, e non tentò mai di recarsi direttamente in Ungheria a pretendere il rispetto dei propri diritti ereditari. Carlo Martello d'Angiò adottò quale suo stemma di blasone uno scudo di Francia (azzurro con gigli dorati) con una bruisura all'interno raffigurante dei martelli da fabbro neri: il tutto allusivo al suo nome. Tale stemma è noto come scudo di San Gimignano che appare anche in una biccherna senese raffigurante Guido del Monte Santa Maria podestà a Siena nel 1321 e nel 1331.
[modifica] Matrimonio e figli
L'11 gennaio 1281 a Vienna sposò Clemenza d'Asburgo, figlia dell'imperatore Rodolfo I e di Gertrude di Hohenberg. Dall'unione nacquero tre figli:
- Carlo Roberto (1288-1342), Re d'Ungheria;
- Beatrice (1290 - Grenoble, 1354), il 25 maggio 1296 sposò Giovanni II de la Tour-du-Pin, delfino del Viennois;
- Clemenza (febbraio 1293 – Parigi, 12 ottobre 1328), Regina di Francia, il 13 agosto 1315 sposò a Parigi il Re Luigi X di Francia.
[modifica] L'incontro con Dante Alighieri e il ricordo nella Divina Commedia
Nel 1294 Carlo Martello si recò a Firenze, dove incontrò i suoi genitori che rientravano dalla Francia. In questa occasione, per accoglierlo con tutti gli onori del caso, la città toscana inviò una delegazione della quale pare facesse parte anche Dante Alighieri. In ogni caso appare quasi certo che il Sommo Poeta e il giovane principe angioino abbiano avuto modo di conoscersi di persona ed apprezzarsi vicendevolmente, anche per il fatto di condividere gli stessi gusti letterari.
Dante dedica a Carlo Martello un lungo brano della Divina Commedia (Paradiso VIII 31-148 e Paradiso IX 1-12[1]) che racconta l'intenso incontro che il poeta immagina di avere con l’anima del principe nel terzo cielo (Cielo di Venere) del Paradiso:
- Dante Alighieri, Divina Commedia – Paradiso VIII 31-148
- Dante Alighieri, Divina Commedia – Paradiso IX 1-12
[modifica] Note
- ^ Dante Alighieri, La Divina Commedia - Paradiso, a cura di Umberto Bosco e Giovanni Reggio, Le Monnier, Firenze, ottava ristampa gennaio 1993. ISBN 88-00-41293-9
[modifica] Voci correlate
- Elenco di reggenti d'Ungheria
- Carlo Roberto d'Angiò
- Stefano V d'Ungheria
- Ladislao IV d'Ungheria
- Carlo II di Napoli
- Dante Alighieri
- Divina Commedia
- Angiò (dinastia)
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| Predecessore | Principe di Salerno | Successore |
|---|---|---|
| Carlo II | 1289 - 1295 | Tristano d'Angiò |
| Predecessore | Re titolare d'Ungheria | Successore | |
|---|---|---|---|
| Ladislao IV | 1290 - 1295 | Caroberto |