Carlo Margottini
Carlo Margottini (Roma, 19 gennaio 1899 – Canale di Sicilia, 12 ottobre 1940) è stato un militare italiano. Prestò servizio con la Regia Marina durante la prima e la seconda guerra mondiale. Fu tra le vittime dell'affondamento dell'Artigliere e gli fu conferita la Medaglia d'Oro al Valor Militare alla memoria.
[modifica] Biografia
Dal 1913 al 1916 frequentò l'Accademia Navale di Livorno uscendone con il grado di Guardiamarina e partecipo alla prima guerra mondiale prestando servizio sul Conte di Cavour, sul cacciatorpediniere Nibbio e su altre unità siluranti di superficie. Nel maggio 1917 venne promosso Sottotenente di Vascello e nel novembre 1918 Tenente di Vascello, diventando Aiutante di Bandiera dell'ammiraglio Enrico Millo, governatore della Dalmazia.
Nel 1927 venne promosso Capitano di Corvetta e nel 1933 Capitano di Fregata ed ebbe il comando del Gruppo Sommergibili dell'Egeo e successivamente di una squadriglia Torpediniere.
Nel 1936 partecipò alla Conferenza Navale di Londra, in qualità di esperto militare, per conto del governo italiano. Durante la guerra civile spagnola, al comando dell'incrociatore Fiume, partecipò all'occupazione militare di Ibiza e diede il suo apporto alla riorganizzazione politica e militare delle Baleari venendo insignito della Croce di Cavaliere dell'Ordine militare di Savoia.
Al ritorno dalla Spagna venne promosso Capitano di Vascello e nominato Addetto Navale a Parigi.
Allo scoppio della seconda guerra mondiale ebbe il comando della XI Squadriglia Cacciatorpediniere con insegna sull'Artigliere al cui comando il 9 luglio 1940, a Punta Stilo, attaccò una formazione navale inglese con lancio di siluri a col cannone, ottenendo per questa azione la Medaglia di Bronzo al Valore Militare.
Nei mesi successivi effettuò varie missioni dalle basi di Messina e Augusta, da dove l'11 ottobre 1940, prese il mare con le unità della propria squadriglia impegnato in una ricerca notturna di una forza navale nemica segnalata nel canale di Sicilia, in un'azione coordinata e con le unità della I Squadriglia Torpediniere.
Nello scontro notturno che ne seguì, presso Capo Passero venne affondata la torpediniera Airone. Dopo l'avvistamento del nemico, avvenuto alle ore 01,40, l'Artigliere, dopo aver lanciato un siluro contro le unità nemiche, venne investito da numerosi colpi in rapida successione e, pur gravemente colpito dal fuoco dell'incrociatore pesante HMS York, riuscì a sparare due salve che provocarono a bordo dall'incrociatore leggero inglese HMS Ajax, che nel corso del conflitto sarebbe stata la vera bestia nera per le unità della Regia Marina, seri danni ad un cannone da 100mm, al radar ed alla bussola.
Immobilizzato ed in preda alle fiamme, l'Artigliere rimase per sei ore con pochi uomini a bordo, con gran parte dell'equipaggio messo in salvo dal gemello Camicia Nera, dal quale venne preso a rimorchio all'alba, quando era ormai sul punto di affondare; verso le 8, con il sopraggiungere di forze aeronavali inglesi, venne di nuovo cannoneggiato ed abbandonato al suo destino. Per i nuovi danni subiti, la nave affondò, alle ore 09.05, a circa 50 miglia a Est di Capo Passero.
Carlo Margottini, colpito gravemente, morì al suo posto di comando in plancia[1] , continuando ad incitare al combattimento il suo equipaggio. Insieme a lui cadde anche il suo assistente di squadriglia, il Tenente di Vascello Corrado Del Greco[2] . Entrambi vennero decorati con Medaglia d'Oro al Valor Militare.
Nel dopoguerra una fregata della Marina Militare Italiana è stata intitolata a Carlo Margottini. La nave costruita nei cantieri di Castellammare di Stabia è stata in servizio nella Marina Militare Italiana dal 1962 al 1988 e faceva parte della classe Bergamini, le cui unità dopo essere state inizialmente classificate come corvette veloci, sono state le prime unità scorta al mondo ad avere attrezzature per l'imbarco e il ricovero di elicotteri antisom. Anche una delle nuove fregate europee multi-missione (FREMM) dovrebbe essere intitolata a Carlo Margottini.
[modifica] Onorificenze
| Medaglia d'oro al valor militare | |
| «Comandante di una squadriglia di cacciatorpediniere, ne curò con appassionato fervore la preparazione materiale e spirituale, prodigandovi singolarissime doti di organizzazione e di animatore. La portò una prima volta il 9 luglio all'attacco del nemico di pieno giorno, allo scoperto, con mirabile audacia.
l'11 ottobre, avuto l'ordine di eseguire con la propria squadriglia e con una squadriglia di torpediniere una ricerca notturna in prossimità di base nemica, condusse l'operazione con grande perizia. Incontrato il nemico, gli lanciò contro le sue siluranti e, nonostante la violentissima reazione di fuoco, magnifico esempio di spirito aggressivo che non conosce ostacolo, portò arditissimamente la propria unità all'attacco ravvicinato finché, lanciati i siluri, venne colpita in pieno da tre salve ed incendiata. Al termine dell'azione conclusasi con il siluramento di un grande incrociatore avversario, il comandante Margottini, sebbene colpito a morte, prodigava ancora parole di incitamento alla sua gente trasfondendo in essa il suo spirito eroico, e spirava sulla plancia al suo posto di combattimento invocando un'ultima volta il nome della Patria.» |
| Cavaliere dell'Ordine Militare di Savoia | |
| — Palma di Maiorca, 1936 - 37 |
| Medaglia di bronzo al valor militare | |
| — Mare Ionio, 9 luglio 1940 |
[modifica] Note
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