Carlo Dapporto

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Carlo Dapporto

Carlo Dapporto (Sanremo, 26 giugno 1911Roma, 1 ottobre 1989) è stato un attore italiano di varietà.

Indice

[modifica] Carriera teatrale

Dopo essersi inizialmente esibito come fantasista in un circo (1927) e interprete di canzoni e ballerino, Carlo Dapporto debuttò nel teatro di rivista nei primi anni trenta.

Carlo viene scritturato con Carlo Campanini nella compagnia di avanspettacolo dove assieme reinterpretano le figure di Stanlio & Ollio. Siamo nel 1935.

L'affermazione sulla scena pubblica avvenne nel primo dopoguerra grazie a sfavillanti spettacoli accanto alla soubrette Wanda Osiris. Sono gli anni d'oro del varietà e Carlo, grazie alla sua poliedricità, passando dal canto alle barzellette riesce a diventare l'anima dello spettacolo. È nel 1947 che come capo-comico costituisce una propria compagnia mettendo in scena numerose riviste e commedie musicali.

I suoi personaggi stupiscono il pubblico con un infinito repertorio di doppi sensi, incentrati sul comune senso del pudore. I più famosi sono stati essenzialmente due: quello del "Maliardo", raffigurazione grottesca del viveur dannunziano impomatato e in frac con l'occhio sempre rivolto a Montecarlo, e quello della macchietta regional popolare: l'ingenuo "Agostino", che parla e storpia in piemontese, personaggio che oltre ad aver portato con successo in teatro rese protagonista di alcuni spot televisivi per Carosello.

Durante la sua lunga carriera ha avuto modo di lavorare accanto ai più importanti partner dell'epoca, tra cui ricordiamo Isa Barzizza, sua giovane concittadina sanremese; Carlo Campanini, Walter Chiari, Dario Fo, Cosetta Greco, Sophia Loren, Lauretta Masiero, Piero Mazzarella, Sandra Mondaini, Amedeo Nazzari, Ave Ninchi, Silvana Pampanini, Nilla Pizzi, Franca Rame, Renato Rascel, Mario Riva, Delia Scala, Tino Scotti, Nino Taranto, Ugo Tognazzi, Totò, Bice Valori, Raimondo Vianello.

L'8 agosto del 1945 nasce Massimo, il figlio che seguirà le orme paterne nel mondo dello spettacolo dedicandosi soprattutto al teatro e agli sceneggiati televisivi.

[modifica] Il cinema

A parte il film di Eduardo De Filippo del 1958 Fortunella, Carlo Dapporto non compare come protagonista nelle molte produzioni cinematografiche. Per lo più Dapporto appare in ruoli di mero supporto in una trentina di film d'evasione, il più famoso dei quali è Polvere di stelle (1973) di e con Alberto Sordi. Negli ultimi anni ottiene grande successo interpretando il ruolo di uno scrittore fallito da anziano (suo figlio Massimo interpreta lo scrittore da giovane) nel drammatico La famiglia (1986), diretto da Ettore Scola, per cui si aggiudica un Nastro d'argento. Va anche ricordato che nel 1958 Dapporto doppiò Fernandel nel film La legge è legge. Partecipò inoltre, in certi casi anche come coprotagonista, nei film di genere musicale (i musicarelli): da notare che nel musicarello Lisa dagli occhi blu del 1969, interpreta il suo noto personaggio teatrale e televisivo Agostino.

[modifica] Riconoscimenti

Il francobollo che ricorda Dapporto a cento anni dalla nascita
  • Nel 1987 venne premiato con il Nastro d'argento come migliore attore non protagonista per il suo ruolo ne La famiglia (1986) di Scola.
  • Il piazzale antistante il Teatro del Mare a Sanremo è dedicato a Carlo Dapporto
  • Esiste una scuola di teatro a lui dedicata e una prova di gran fondo ciclistica che richiama in Riviera oltre mille partecipanti nell'anniversario della scomparsa.
  • Nel giugno 2011, in occasione del centenario dalla nascita, le Poste Italiane hanno ricordato Dapporto con un francobollo commemorativo in cui viene raffigurato in una tipica espressione: sullo sfondo dell'immagine si staglia un sipario scarlatto, simbolo di quel teatro del quale l'attore è stato protagonista per anni. Il francobollo, del taglio da sessanta centesimi di euro, è stato stampato in due milioni di esemplari.[1]

[modifica] Filmografia

[modifica] Programmi radiofonici

[modifica] Bibliografia

  • Carlo Dapporto, Il maliardo: mito, personaggio, vita (a cura di Marcello Marchesi e Gustavo Palazio), Milano, Rusconi, 1977

[modifica] Note

  1. ^ Fonte: Repubblica.it

[modifica] Collegamenti esterni

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