Carlo Bernardino Ferrero
Carlo Bernardino Ferrero (... – 3 aprile 1924) è stato uno scrittore italiano.
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[modifica] Biografia
Fratello di Alfonso Ferrero, sua madre si chiamava Teresa Pasta. Ha avuto quattro figli maschi: Felice (nato nel 1890), Giuseppe (1891), Luigi (1893) e Bernardino (1896). Aveva un negozio di biciclette in piazza Statuto.
Carlo Bernardino Ferrero è stato direttore del giornale satirico 'L Birichin per otto anni, dal n. 28 del 1888 fino al 4 aprile 1896 quando gli successe Gio. Dopo i primi anni di gestione del Birichin ne era diventato da direttore a proprietario. Così come era proprietario della tipografia che lo stampava, al numero 12 di via Giulia di Barolo. Si tratta di certo di una delle persone che più ha pagato di persona il suo amore per la lingua piemontese. Infatti negli anni in cui diresse il Birichin Ferrero finì in carcere più volte per la violazione delle norme sulla stampa da parte dei suoi collaboratori e per coprire le spese di tasca sua finì per perdere la casa (che si trovava al numero 6 di corso Casale).
Negli ultimi anni di vita gli toccò vedere suo fratello Alfonso, anche lui scrittore ma conosciuto ancor più come poeta, colpito da disturbi psichiatrici. Di sua madre ci è rimasto il necrologio pubblicato sul Birichin della fine di marzo del 1921. Nel 1917 era morto in guerra anche il figlio Bernardino, tenente del Terzo Alpini sul fronte del Carso. Segnato da tutti questi dolori, morì il 3 di aprile del 1924.[1]
[modifica] Un piccolo Zola piemontese
L'influenza di Émile Zola è molto forte nelle sue opere. Quella di Ferrero è una scrittura con una forte componente sociale, nella quale scompare l'accentuato moralismo che sovente piglia il sopravvento negli scrittori dell'Ottocento, per lasciare il posto ad un più generico buon senso. Ferrero non nasconde gli aspetti più crudi della vita del popolo torinese della fine del XIX secolo. Le disgrazie della povera gente si trovano addirittura esibite, e d'altra parte si trattava di letture proibite, cose che per certi versi a quel tempo equivalevano a ciò che oggi è la pornografia. Da questo punto di vista le opere di Ferrero si trovano ad esempio in corrispondenza con il romanzo "Ij delit 'd na bela fija" di Carolina Invernizio (anch'esso pubblicato sul Birichin). A livello letterario però Ferrero vola molto più alto, nonostante che parlando di successo di pubblico alla fine sia andata meglio alla Invernizio. Il torinese di Ferrero è un dialetto rude e colorito, adatto a rappresentare vita e sentimenti del popolo.
[modifica] Opere
I tre romanzi principali di Bernardino Ferrero sono:
- La cracia, romanzo dal vero, pubblicato sul Birichin, dal 1888
- Ij mòrt 'd fam, romanzo sociale (1891)
- La bassa russia, scene 'd Pòrta Palass (pubblicato in trenta puntate su 'L Birichin dal n. 3 del 17 gennaio 1891, fino al n. 36).
Altre opere:
- 'L delit d' via dla Palma (1890);
- Un drama 'd via San Maurissi (1892);
- Le neuve (1895);
- L'òm dël martel (1900);
- 'L sacagn (1891).
[modifica] Collegamenti esterni
[modifica] Note
- ^ Il suo necrologio su 'l Birichin diceva: "Martedì scorso Bernardino Ferrero, lo scrittore dialettale in prosa, in versi e commediografo..." Vannucci e Andrea Viglongo (1981). Prefazione a "La Cracia", Torino, Andrea Viglongo & C Editori.
[modifica] Bibliografia
Gianrenzo P. Clivio - Profilo di storia della letteratura in piemontese, Volume 1, ISBN 8882620727