Carlo Bergonzi

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Carlo Bergonzi
Nazionalità Bandiera dell'Italia Italia
Genere Opera lirica
Periodo di attività 1947 – 2001

Carlo Bergonzi (Polesine Parmense, 13 luglio 1924) è un tenore italiano, considerato in particolare uno dei più autorevoli interpreti del repertorio verdiano.

Indice

[modifica] Biografia e carriera

[modifica] Gli esordi

Nel corso della seconda guerra mondiale, all'età di 19 anni, è internato in un campo di concentramento in Germania. Al termine della conflitto torna in Italia, e si iscrive al Conservatorio Arrigo Boito di Parma per seguire, come baritono, i corsi del baritono Edmondo Grandini e di Ettore Campogalliani.

In un'intervista rilasciata a una stazione radio americana[1], Bergonzi indica nel 1947 la data del suo debutto in un piccolo teatro parrocchiale a Varedo, presso Milano, come Figaro ne Il barbiere di Siviglia di Gioachino Rossini, cui segue l'esordio, nello stesso ruolo, in un vero teatro a Lecce. Durante la carriera da baritono si esibisce in diversi ruoli: Metifio (L'Arlesiana), Dottor Malatesta (Don Pasquale) , Belcore (L'elisir d'amore) , Lord Enrico Ashton (Lucia di Lammermoor), Ghirlino (Le astuzie di Bertoldo), Silvio (Pagliacci), Fritz Kobus (L'amico Fritz), Alfio (Cavalleria rusticana), Albert (Werther), Marcello (La bohème), Sharpless (Madama Butterfly), Giorgio Germont (La traviata), Lescaut, Rigoletto.

Trovando difficoltà ad espandere il suono, ottenendo un volume vocale limitato, sembra avviato a una carriera non di primo piano di baritono lirico, essendogli preclusi i grandi personaggi donizettiani e, soprattutto, verdiani, ma, scrupoloso come sempre, inizia a studiare il modo di superare il problema. Alla fine del 1950, nel corso di una recita di Madama Butterfly a Livorno, accanto al celebre tenore Galliano Masini, in camerino prova ad emettere il Do sovracuto che conclude il primo atto, rendendosi conto che le difficoltà che incontra sono dovute in realtà a un errore d'impostazione vocale. Passa quindi al registro tenorile, studiando in solitudine e all'insaputa persino dei familiari, aiutato solo da un diapason, e debuttando nel 1951 a Bari nell'Andrea Chénier di Giordano. Le critiche sono subito favorevoli, ma non entusiasmanti; la strada tuttavia è tracciata.

Nello stesso anno, in occasione delle celebrazioni per il cinquantenario dalla morte di Verdi, viene scritturato dalla RAI per interpretare in radio Giovanna d'Arco, Simon Boccanegra e I due Foscari. L'anno successivo, sempre per la RAI, affronta Canio nei Pagliacci.

La carriera tenorile non tarda a dargli soddisfazioni: nel 1953 debutta alla Scala, allo Stoll Theatre di Londra (La forza del destino) e al Teatro Colon di Buenos Aires, dove ritrova una cara amica e collega di studi: Renata Tebaldi. Il 1955 è l'anno del debutto negli Stati Uniti, alla Lyric Opera di Chicago (Il tabarro di Puccini, L'amore dei tre re di Montemezzi). Nel 1956 gli si schiudono le porte del Metropolitan Opera di New York.

[modifica] La Scala

Come accennato, il debutto alla Scala avviene nel 1953, nel ruolo di Masaniello dell'omonima opera di Jacopo Napoli. Interpreta negli anni successivi La forza del destino, Simon Boccanegra, Aida, Messa di requiem, Mefistofele, L'elisir d'amore, Il trovatore e Un ballo in maschera, oltre a numerosi concerti e recital. Inaugura la stagione scaligera una sola volta, il 7 dicembre 1965, con La forza del destino diretta da Gianandrea Gavazzeni, in una storica edizione trasmessa in diretta dalla radio, che vede schierati Ilva Ligabue, Piero Cappuccilli, Giulietta Simionato e Nicolai Ghiaurov. Nel 1976, dopo otto anni di assenza dal massimo teatro milanese, accetta di sostituire Placido Domingo nell'Aida diretta da Thomas Schippers, con la regia di Franco Zeffirelli e un cast formato da Montserrat Caballé, Grace Bumbry, Piero Cappuccilli e Ruggero Raimondi. Nel 1994, a settant'anni, calca per l'ultima volta il palcoscenico del teatro milanese con un recital di arie e canzoni; memorabile al riguardo un articolo su La Repubblica, firmato da Angelo Foletto, che titola "Che lezione di canto, diavolo di un Bergonzi".

[modifica] Il Metropolitan

Nel 1956, grazie anche all'interessamento di Mario Del Monaco, che rinuncia a una recita, debutta al Metropolitan Opera nell'Aida. Del Monaco in persona lo accoglie a New York, assiste alle prove al pianoforte e si presta perfino a truccare il giovane collega[2]. Il pubblico e la critica gli tributano un autentico trionfo. Il New York Times scrive a tutta pagina: "Forse è arrivato il Radames che sognava Verdi". A distanza di pochi giorni interpreta il ruolo di Manrico nel Trovatore e da allora diviene un idolo del pubblico newyorkese. Nel 1959 inaugura la stagione ancora con Il trovatore e debutta nella Messa di requiem di Verdi, diretta dal Bruno Walter, con Zinka Milanov e Cesare Siepi. Rimane ospite fisso nel più importante teatro americano fino al 1988, accomiatandosene interpretando Edgardo nella Lucia di Lammermoor di Donizetti, ruolo che nel 1958 lo aveva visto trionfare accanto a Maria Callas. Tornerà nel 1996 in occasione delle celebrazioni per il 25º anniversario del debutto di James Levine, interpretando "Quando le sere al placido" dalla Luisa Miller di Verdi e il celebre terzetto da I Lombardi alla prima crociata, insieme a June Anderson e Ferruccio Furlanetto.

[modifica] Il Covent Garden di Londra

Nel 1962 debutta al Covent Garden di Londra in una storica edizione de La forza del destino diretta da Georg Solti. Da allora diventa un beniamino del pubblico londinese fino al 1985, quando, al fianco di Joan Sutherland, interpreterà nuovamente il ruolo di Edgardo in Lucia di Lammermoor. A Londra canta praticamente tutti i suoi ruoli preferiti: Aida, Tosca, Il trovatore, Un ballo in maschera, Luisa Miller, L'elisir d'amore, Andrea Chenier. L'ultima apparizione londinese è per ritirare il premio "Tenore verdiano del secolo" nel centenario verdiano del 2001, quando si esibisce, alla non verde età di 77 anni, nel duetto della Traviata con Angela Gheorghiu, accompagnati da Antonio Pappano.

[modifica] L'Arena di Verona

Da ricordare anche la lunga collaborazione con l'Arena di Verona. Pur non essendo dotato di una voce particolarmente potente, è stato uno dei pochissimi cantanti che si potevano udire persino all'esterno del grande anfiteatro, grazie a un'emissione perfettamente impostata. All' "Arena" Bergonzi ha interpretato tutti i grandi ruoli verdiani: Radames in Aida, Manrico nel Trovatore, Riccardo in Un ballo in maschera, Alfredo nella Traviata, Messa di requiem, oltre al grande repertorio tardo romantico e verista, con Enzo nella Gioconda, Faust nel Mefistofele, Canio nei Pagliacci, Turiddu in Cavalleria rusticana. E' tornato nel grande teatro veronese nel 1990 per un concerto in memoria di Beniamino Gigli, con la partecipazione di 16 tenori; suo è stato l'onore di chiudere la serata.

[modifica] Parma

Bergonzi ha studiato al conservatorio di Parma, la cui provincia gli ha dato i natali. Ha interpretato al Teatro Regio diversi ruoli baritonali e grandi ruoli verdiani come tenore in Un ballo in maschera, Il trovatore, La forza del destino e Aida. Nel 1959, nel corso di una recita di Aida, avendo cantato la frase del terzo atto "Il ciel dei nostri amori" con un Si-bemolle acuto pianissimo, come prescrive Verdi in partitura, è apostrofato da un loggionista che gli grida con tono critico "Tajoli !", assimilando un volume vocale ridotto al genere della musica leggera e considerandolo estraneo all'ambito lirico. Bergonzi rimane esterrefatto e ottiene di salire in loggione per spiegare, spartito alla mano, il motivo della sua scelta (gli viene risposto, essendo talvolta la fede lirica dei melomani a senso unico: "Allora ha sbagliato anche Verdi", affermazione evidentemente paradossale, per non dire altro). Dopo alcuni giorni, sempre al Teatro Regio, è prevista una serie di recite della Forza del destino, con protagonista Franco Corelli. Il grande tenore marchigiano si rifiuta di cantare, forse spaventato dal putiferio accaduto durante Aida, e Bergonzi accetta di sostituirlo: è uno dei più grandi trionfi della storia di quel teatro, nel quale, nonostante pressanti inviti, Bergonzi non canterà più. La pace coi suoi concittadini verrà siglata formalmente solo nel 2004, quando al Teatro Regio viene organizzata una serata in suo onore per festeggiare l'ottantesimo compleanno. Intervistato da Angelo Foletto, Bergonzi ripercorse le tappe della carriera; seguì un concerto con la partecipazione dei suoi allievi Vincenzo La Scola, Michele Pertusi, Alberto Gazale e Roberto Aronica e al termine, a sorpresa, Bergonzi cantò "Niun mi tema" dall'Otello di Verdi e la canzone Non ti scordar di me.

[modifica] Altri teatri

Oltre alle sedi citate in precedenza, ha cantato in tutti i principali teatri italiani, europei (Barcellona, Berlino, Lisbona, Madrid, Mosca, Parigi, Vienna, Salisburgo) e del Sudamerica (Buenos Aires, Teatro Municipal di Caracas), a Tokyo e nei più importanti teatri statunitensi (Philadelphia, San Diego, San Francisco, Chicago).

[modifica] I direttori d'orchestra

Ha cantato sotto la direzione di grandi bacchette, quali Herbert von Karajan, Georg Solti, Riccardo Muti, Thomas Schippers, Tullio Serafin, Bruno Walter, Dimitri Mitropoulos, James Levine, Gianandrea Gavazzeni, Georges Prêtre, Lorin Maazel, Bruno Bartoletti, Leonard Bernstein, Antonino Votto.

[modifica] I colleghi

Ha cantato con tutti i più celebri soprani e mezzosoprani della sua epoca: Maria Callas, Renata Tebaldi, Montserrat Caballé, Leontyne Price, Magda Olivero, Zinka Milanov, Birgit Nilsson, Renata Scotto, Joan Sutherland, Raina Kabaivanska, Gabriella Tucci, Antonietta Stella, Giulietta Simionato, Marilyn Horne, Fiorenza Cossotto, Fedora Barbieri, Grace Bumbry, Shirley Verrett, ma con la curiosa eccezione di Mirella Freni.

Ha cantato numerose recite con i baritoni Leonard Warren, Dietrich Fischer-Dieskau, Piero Cappuccilli, Renato Bruson, Ettore Bastianini, Cornell MacNeil, Leo Nucci, Giuseppe Taddei.

Tra i bassi vanno ricordate le collaborazioni con Boris Christoff, Giulio Neri, Nicolai Ghiaurov, Cesare Siepi, Fernando Corena, fino al suo allievo Michele Pertusi.

Nel corso della breve carriera di baritono ha avuto l'occasione di cantare accanto a colossi della corda tenorile quali Beniamino Gigli, Aureliano Pertile, Tito Schipa, Galliano Masini e Francesco Merli.

Carlo Bergonzi è stato un grande amico di Luciano Pavarotti, dal quale veniva affettuosamente chiamato "il campione".

[modifica] I personaggi

Il repertorio ha spaziato dai ruoli di tenore lirico o di grazia come Nemorino nell'Elisir d'amore di Donizetti, fino alle parti di tenore lirico-spinto o drammatico, come Des Grieux nella Manon Lescaut, Il Principe Ignoto nella Turandot di Puccini, Enzo Grimaldo nella Gioconda di Ponchielli. Tuttavia la fama e la carriera sono dovute principalmente all'interpretazione delle opere verdiane, che, rifacendosi scrupolosamente alle indicazioni scritte dall'autore, riuscìva ad evidenziare aspetti inediti o dimenticati di molteplici personaggi: raramente infatti era possibile ascoltare, come prescritto da Verdi, un Manrico che eseguisse i trilli o un Radames che cantasse pianissimo il finale dell'opera. Ha inoltre trovato accenti originali come Alfredo, Duca di Mantova, Riccardo, Don Alvaro, Don Carlo.
Numerosi sono stati anche i titoli del primo Verdi, di frequente affrontati in importanti riprese: Giovanna d'Arco alla RAI nel 1951, I due Foscari ancora alla RAI, all'Opera di Roma e alla Carnegie Hall, Macbeth al Metropolitan di New York nel 1959, Ernani. Non vanno inoltre dimenticati Il corsaro, Luisa Miller, I Lombardi alla prima crociata e, sebbene solo in disco, Oberto, Conte di San Bonifacio e I masnadieri.

[modifica] Il ritiro

Nel 1986 a Busseto, nella piazza dedicata a Giuseppe Verdi, interpreta assieme ad alcuni dei suoi allievi la Luisa Miller di Giuseppe Verdi, diretta da Angelo Campori. Per l'occasione il quotidiano milanese Il Giorno dedica la prima pagina del giornale all'avvenimento, sottolineando come a sessantadue anni sia stato ancora in grado, e senza nessuna apparente difficoltà, di affrontare uno dei più temibili ruoli di tutto il repertorio verdiano.

Termina la carriera artistica nel 1995 con una serie di concerti a Vienna, alla Carnegie Hall di New York, alla Scala di Milano ed al Theatre de l'Athénée di Parigi.

Il 3 maggio del 2000, alla Carnegie Hall di New York, affronta per la prima volta il ruolo di Otello nell'omonimo capolavoro di Giuseppe Verdi, ma, nonostante avesse cantato splendidamente nel corso della prova generale, come testimoniano le registrazioni, al termine del secondo atto un'indisposizione lo costringe ad abbandonare la scena.

Successivamente, a parte qualche sporadica esibizione, si dedica esclusivamente all'insegnamento del canto. Suoi allievi sono stati tra gli altri, oltre ai già citati Roberto Aronica, Vincenzo La Scola, Michele Pertusi e Alberto Gazale, Filippo Lo Giudice, Philip Webb, Giorgio Casciari, Paul Caragiulo, Lance Clinker, Salvatore Licitra, Marco Chingari.

In occasione degli 80 anni sono state organizzate celebrazioni in suo onore, oltre che, come già detto, al Teatro Regio di Parma, al Teatro Comunale di Firenze, al Teatro alla Scala di Milano, al Teatro Verdi di Padova e al Teatro Bellini di Catania, al Metropolitan di New York ed alla Lyric Opera di Chicago.

Nel 2007 ha presieduto il Concorso Internazionale di Voci Verdiane di Busseto, ruolo che aveva ricoperto in precedenza per tantissimi anni, ridando così a questa manifestazione il lustro che le compete.

Amplissima è la discografia lasciata da Bergonzi, sia in studio che dal vivo. Tra le tante registrazioni degne di nota, nel 1975 ha inciso, primo tenore nella storia, un album di tutte le trentuno arie per tenore di Verdi, da Oberto, Conte di San Bonifacio fino a Falstaff.

[modifica] Vocalità e personalità interpretativa - tenore verdiano

La voce chiara, morbida, di volume buono, ma non debordante, e sorretta da un’eccellente preparazione tecnica, forse la più raffinata del periodo in ambito tenorile[3] (famosi in particolare gli straordinari filati, possibili grazie a un perfetto controllo della respirazione), oltre alla dizione scandita e al senso del fraseggio, gli hanno permesso di imporsi al pubblico e alla critica, pur senza essere provvisto di doti naturali propriamente eccezionali. L'estensione era ragguardevole, coprendo la gamma dal LA sotto il rigo fino al RE bemolle sopracuto (Reb4)[4]

Anche se il repertorio ha spaziato da Monteverdi a Pizzetti, il compositore che più si addiceva alle sue caratteristiche tecniche e interpretative era sicuramente Verdi. Oltre a rispettarne scrupolosamente la scrittura, Bergonzi sapeva infondere alla pagina verdiana un accento sempre ampio, vibrante e in sintonia con il momento psicologico del personaggio; magistrale in particolare era la capacità di differenziare nel modo più appropriato recitativo, aria e cabaletta. A differenza di altri colleghi non ricorreva ad artifizi quali l'accentuazione dell'articolazione della parola, il parlato o taluni effetti "strappa applausi" gratuiti, ma sapeva unire canto e accento con grande tecnica e fantasia.

A riprova dell'impronta lasciata nei principali ruoli verdiani, si cita in particolare Manrico nel Trovatore, in cui ha saputo conciliare la baldanza giovanile del personaggio con la difficile scrittura musicale; i già sottolineati trilli correttamente impostati, le duine scandite, i pianissimi e le legature indicati da Verdi non sono solo un'esibizione virtuosistica, ma parte integrante dell'interpretazione. Ha poi saputo fondere spensieratezza e dramma in Un ballo in maschera, nobiltà e fierezza nella Forza del destino, mezze voci e piglio eroico in Aida, segnando altrettanti punti di riferimento nella storia dell'interpretazione.

A giudizio di Elvio Giudici, Bergonzi non è stato forse il più grande tenore del dopoguerra, ma sicuramente è stato il più artista.[5]

[modifica] Premi e riconoscimenti

Innumerevoli sono i premi ricevuti durante la lunga carriera:

  • Nel 1972 ha ricevuto il premio "Verdi d'Oro - Città di Busseto" dall'Associazione Amici di Verdi.
  • Ha ricevuto il Disco d’oro, La rosa d’oro, Sagittario d’oro, Ghirlandina d’oro, Medaglia d’oro dell’Associazione generale dello spettacolo. Ha vinto il Premio Caruso e, nel 1983, ha il premio Cappelli.
  • Il 10 ottobre 2000 è stato insignito della Gramophone’s Lifetime Achievement Award alla Royal Festival Hall di Londra con la motivazione: "Principe tra i tenori, miglior tenore verdiano del secolo".
  • Il 31 agosto 2010 ha riceuto all'Arena di Verona l'Oscar della Lirica alla carriera (Golden Opera Award 2010).
  • L'11 dicembre 2010, alla Teatro la Fenice di Venezia, ha avuto il premio "Una vita nella musica - Artur Rubinstein", scatenando in teatro un delirio di ovazioni quale, a detta dello stesso Presidente dell'"Associazione Rubinstein" Bruno Tosi, mai si era vista nelle precedenti edizioni.
  • Il 7 dicembre 2011 il consiglio comunale di Milano lo ha insignito dell'Ambrogino d'oro.
  • E' cittadino onorario di Busseto e Parma.

[modifica] Vita privata

Carlo Bergonzi e' sposato dal 1950 con la signora Adele Aimi. Ha due figli, Maurizio e Marco. Vive tra Milano e Busseto. Per il sessantesimo anniversario di matrimonio Sua Santità Benedetto XVI, grande appassionato di musica classica, ha inviato ai coniugi Bergonzi la sua speciale benedizione.

[modifica] Curiosità

Nel 1967 Bergonzi incise per la RCA Italiana un 33 giri di canzoni italiane, con l'accompagnamento dell'orchestra diretta da Roberto Negri; sorprendentemente volle inserirvi alcuni dei successi di quel periodo o degli anni immediatamente precedenti, come L'immensità di Don Backy, Il mondo di Jimmy Fontana e Se non avessi più te di Gianni Morandi. Nel disco appare anche una canzone che Carlo Bergonzi scrisse ai tempi della lunga prigionia in Germania, intitolata "Alla mamma", orchestrata da Roberto Negri.

Da sempre appassionato di automobili potenti, Bergonzi era un convinto estimatore dei modelli Maserati. Nell'inverno 1971, mentre era alloggiato in un albergo sul lungomare di Trieste, la sua amatissima Quattroporte venne completamente sommersa da una forte mareggiata. L'anno seguente, dopo aver acquistato il modello Merak, si recò in vacanza con la famiglia in un albergo sul mare di Jesolo e la vettura subì la medesima sorte della precedente. Fu così che, per ragioni scaramantiche, decise di cambiare marchio[6].

Carlo Bergonzi e Luciano Pavarotti abitavano, durante i soggiorni a New York, nello stesso palazzo. Pavarotti era spesso solo e gli piaceva raggiungere i coniugi Bergonzi per la cena e passare la serata assieme a loro. Una sera, entrando nell'appartamento di Bergonzi, Pavarotti annusò un invitante profumo che proveniva dalla cucina e chiese a Carlo:"Cosa sta preparando tua moglie?" "Risotto con la salsiccia" - rispose Bergonzi. In quel periodo Pavarotti era a dieta e si era portato un barattolo contenente una gelatina verde ipocalorica che, in un battibaleno, finì nella pattumiera per fare posto ad un più invitante risotto. [7].

[modifica] Repertorio

[modifica] Discografia

Anno Titolo Ruolo Cast Direttore Etichetta
1951 I due Foscari Jacopo Foscari Giangiacomo Guelfi, Carlo Bergonzi, Maria Vitale Carlo Maria Giulini Cetra
Giovanna d'Arco Carlo VII Renata Tebaldi, Carlo Bergonzi, Rolando Panerai Alfredo Simonetto Opera d'Oro/

Melodram/IDIS

Simon Boccanegra Gabriele Adorno Paolo Silveri, Antonietta Stella, Carlo Bergonzi, Mario Petri Francesco Molinari-Pradelli Cetra
Pagliacci Canio Carlo Bergonzi, Carla Gavazzi, Carlo Tagliabue, Marcello Rossi Alfredo Simonetto Cetra
1958 Madama Butterfly F. B. Pinkerton Renata Tebaldi, Carlo Bergonzi, Mario Borriello, Fiorenza Cossotto Tullio Serafin Decca
1959 Aida Radames Renata Tebaldi, Carlo Bergonzi, Giulietta Simionato, Cornell MacNeil Herbert von Karajan Decca
La bohème Rodolfo Renata Tebaldi, Carlo Bergonzi, Ettore Bastianini, Cesare Siepi Tullio Serafin Decca
Macbeth Macduff Leonard Warren, Leonie Rysanek, Jerome Hines, Carlo Bergonzi Erich Leinsdorf RCA
1961 Un ballo in maschera Riccardo Carlo Bergonzi, Birgit Nilsson, Cornell MacNeil, Giulietta Simionato Georg Solti Decca
1962 La traviata Alfredo Germont Joan Sutherland, Carlo Bergonzi, Robert Merrill John Pritchard Decca
Il trovatore Manrico Carlo Bergonzi, Antonietta Stella, Ettore Bastianini, Fiorenza Cossotto Tullio Serafin DG
1963 Rigoletto Il duca di Mantova Dietrich Fischer-Dieskau, Renata Scotto, Carlo Bergonzi Rafael Kubelik DG
1964 Tosca Mario Cavaradossi Maria Callas, Carlo Bergonzi, Tito Gobbi Georges Prêtre EMI
1965 Cavalleria rusticana
Pagliacci
Turiddu
Canio
Carlo Bergonzi, Fiorenza Cossotto, Joan Carlyle, Giangiacomo Guelfi, Giuseppe Taddei, Rolando Panerai Herbert von Karajan DG
Don Carlo Don Carlo Carlo Bergonzi, Renata Tebaldi, Nicolaj Ghiaurov, Dietrich Fischer-Dieskau, Grace Bumbry Georg Solti Decca
Luisa Miller Rodolfo Anna Moffo, Carlo Bergonzi, Cornell MacNeil, Shirley Verrett Fausto Cleva RCA
1966 Un ballo in maschera Riccardo Carlo Bergonzi, Leontyne Price, Robert Merrill, Shirley Verrett Erich Leinsdorf RCA
Lucia di Lammermoor Edgardo Ravenswood Anna Moffo, Carlo Bergonzi, Mario Sereni, Ezio Flagello Georges Prêtre RCA
Madama Butterfly F. B. Pinkerton Renata Scotto, Carlo Bergonzi, Rolando Panerai, Anna Di Stasio John Barbirolli EMI
1967 Ernani Ernani Carlo Bergonzi, Leontyne Price, Mario Sereni, Ezio Flagello Thomas Schippers RCA
La Gioconda Enzo Grimaldo Renata Tebaldi, Carlo Bergonzi, Robert Merrill, Marilyn Horne, Nicolai Ghiuselev Lamberto Gardelli Decca
La traviata Alfredo Germont Montserrat Caballé, Carlo Bergonzi, Sherrill Milnes Georges Prêtre RCA
1969 La forza del destino Don Alvaro Martina Arroyo, Carlo Bergonzi, Piero Cappuccilli, Ruggero Raimondi Lamberto Gardelli EMI
1970 Lucia di Lammermoor Edgardo Ravenswood Beverly Sills, Carlo Bergonzi, Piero Cappuccilli Thomas Schippers Westminster Records
1972 Attila Foresto Ruggero Raimondi, Cristina Deutekom, Sherrill Milnes, Carlo Bergonzi Lamberto Gardelli Philips Records
1974 I masnadieri Carlo Moor Carlo Bergonzi, Montserrat Caballé, Piero Cappuccilli Lamberto Gardelli Philips Records
1983 Oberto, Conte di San Bonifacio Riccardo Rolando Panerai, Ghena Dimitrova, Carlo Bergonzi Lamberto Gardelli Orfeo
1988 Adriana Lecouvreur Maurizio di Sassonia Joan Sutherland, Carlo Bergonzi, Leo Nucci Richard Bonynge Decca

[modifica] Onorificenze

Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana
«Di iniziativa del Presidente della Repubblica»
— 11 gennaio 2011[8]
Grande ufficiale dell'Ordine al merito della Repubblica italiana - nastrino per uniforme ordinaria Grande ufficiale dell'Ordine al merito della Repubblica italiana
«Di iniziativa della Presidenza del Consiglio dei ministri»
— 2 giugno 1977[9]

[modifica] Note

  1. ^ Opera Fanatic,” on WKCR, October 12, 1985
  2. ^ Rivista Musica - Settembre 2009 - Intevista di Stephen Hastings a Carlo Bergonzi
  3. ^ R.Celletti: Voce di tenore, Idea Libri 1989
  4. ^ Si possono citare, ad esempio, le registrazioni radiofoniche dal vivo de Il trovatore e Rigoletto del 1960 e 64 da New York
  5. ^ Elvio Giudici: L'opera in CD e video, Il Saggiatore 2007
  6. ^ Lucio Bazioli "Carlo Bergonzi", Ruoteclassiche n. 114 del febbraio 1998
  7. ^ INTERVISTA A CARLO BERGONZI (prima parte) - YouTube
  8. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.
  9. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato. URL consultato il 08-9-2010.

[modifica] Bibliografia

  • Gustavo Marchesi, Carlo Bergonzi, I suoi personaggi, Azzali Editori, Parma, 2003.

[modifica] Collegamenti esterni

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