Cantiere navale di Palermo

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1leftarrow.pngVoce principale: Fincantieri.

Il cantiere navale di Palermo ha origine nel 1897, fondato dall'imprenditore Ignazio Florio, nipote del capostipite Vincenzo Florio, per le esigenze della sua compagnia di navigazione. Lo stabilimento è ubicato nella parte nord - est del Porto di Palermo, contiguo al vecchio arsenale borbonico, attualmente sede del museo del mare.

Cantiere navale di Palermo

Vincenzo Florio già nel 1841 aveva fondato a Palermo una fabbrica di macchinari a vapore, l'unica dell'isola e successivamente la fonderia Oretea,[1] moderna industria metallurgica complementare alle esigenze dell'attività armatoriale. Nella Sicilia preunitaria, Vincenzo Florio aveva fondato la compagnia di navigazione "Società battelli a vapore siciliani" che assicurava il collegamento tra Napoli, Palermo e Marsiglia e tra i diversi porti della Sicilia e dopo l'unità d'Italia costituì la "Società Piroscafi Postali" che stabilì una convenzione con il governo.[2]

La nascita del Cantiere Navale di Palermo avrebbe segnato una svolta nella storia della città, modificandone sia la stessa fisionomia, sia la vita sociale.

Nel 1893, una convenzione fra lo Stato e la municipalità di Palermo aveva previsto un piano d’ammodernamento del porto che prevedeva anche la costruzione di un bacino di carenaggio per la manutenzione e la riparazione delle imbarcazioni a levante dello scalo di alaggio già presente che con l'aumento della stazzatura dei piroscafi era ormai inadeguato. Il progetto tuttavia era rimasto lettera morta, in quanto, a causa della crisi politico-finanziaria del Comune di Palermo, i lavori del porto nell’estate del 1896, erano ancora bloccati, ma nel settembre dello stesso anno venne presentato da Ignazio Florio un progetto per la costruzione di un cantiere navale insieme al bacino di carenaggio.[3]

Il padre del giovane Florio il senatore Ignazio Florio, figlio di Vincenzo aveva costituito la società Navigazione Generale Italiana, nata dalla fusione delle flotte Florio e Rubattino, che aveva costituito la Società Esercizio Bacini, per la gestione di due bacini di carenaggio in costruzione a Genova.

Grazie anche ai buoni rapporti tra Florio e il capo del governo, il Marchese di Rudinì, la convenzione per la costruzione del bacino di carenaggio e del cantiere venne firmata il 16 marzo 1897 e ad assumersi l'onere della costruzione è, oltre alla famiglia Florio, in parte lo Stato, in parte il Comune e della Provincia di Palermo e per una piccola quota a fondo perduto la Cassa di Risparmio di Palermo.

L'avvio dei lavori viene ritardato da una serie di intoppi burocratici e solo il 14 maggio 1898 venne costituita la Società Anonima prevista dalle convenzioni del 16 marzo 1897, che assume la denominazione di Cantieri Navali, Bacini e Stabilimenti Meccanici Siciliani di cui i Florio detenevano i due terzi delle azioni, avendone così il completo controllo. Per i finanziamenti relativi alla sua quota, Florio dovette ricorrere ad un prestito della Banca Commerciale Italiana, cui i Florio cedettero a sua volta una parte della quota di azioni da loro detenuta.

Nel 1899 vennero appaltati i lavori per la costruzione del bacino di carenaggio ed anche se il cantiere navale era stato ultimato nelle sue strutture principali, nel 1901 non era stato ancora del tutto completato. i gravi ritardi nella sua realizzazione pesarono notevolmente nei primi anni di vita del cantiere, che non essendo ancora completato venne escluso dalle commesse militari ed al momento della sua apertura, avvenuta nel 1903, si ritrovò senza commesse.

La particolare situazione in cui il cantiere venne a trovarsi, costrinse la società Cantieri Navali, Bacini e Stabilimenti Meccanici Siciliani ad indebitarsi maggiormente con la Banca Commerciale Italiana, ma l’esposizione di Florio con la Banca Commerciale Italiana era notevole e nel 1905 Florio fu costretto a vendere la sua quota azionaria della società Cantieri Navali, Bacini e Stabilimenti Meccanici Siciliani ad Attilio Odero, socio di Florio nella società Navigazione Generale Italiana e proprietario dei cantieri di Sestri Ponente e della Foce di Genova e socio delle Acciaierie di Terni.

Cantiere navale: ingresso

Nel 1906 il cantiere navale di Palermo insieme ai cantieri di Ancona e Muggiano, legati nella loro attività alla società Navigazione Generale Italiana, confluì nella società Cantieri Navali Riuniti, con sede a Genova e successivamente trasformata in Società per Azioni, il 20% delle quali era controllato dalla Terni, a sua volta controllate dalla Banca Commerciale Italiana.

Nel 1925 nel cantiere navale venne allestita la nave reale "Savoia" e nello stesso anno c'è la fusione tra i Cantieri Navali Riuniti con il Cantiere navale di Riva Trigoso, lasciato dai Piaggio, che dà origine alla società Cantieri Navali del Tirreno, cui si aggiunse anche il cantiere Ansaldo di Genova.

In conseguenza della grande depressione del 1929 l'inizio degli anni trenta, fu particolarmente critico per l’equilibrio del sistema bancario italiano e per la cantieristica, che era stata fino ad allora legata ai finanziamenti statali e bancari e fu così che i Cantieri Navali del Tirreno entrarono a far parte della galassia IRI.

Nel periodo tra le due guerre nel cantiere navale di Palermo vennero realizzate varie unità della Regia Marina.

Tra le unità militari costruite i cacciatorpediniere della classe Soldati Bersagliere e Granatiere, le torpediniere Classe Orsa Orione e Orsa e l'incrociatore leggero Classe Capitani Romani Ulpio Traiano, varato il 30 novembre 1941 e affondato il 3 gennaio 1943, con l'allestimento completato al 90% durante le prove in mare.

Nel 1948 nel cantiere vennero effettuati alcuni piccoli lavori di riparazione alle parti elettromeccaniche alla corazzata Giulio Cesare immediatamente prima del trasferimento all'Unione Sovietica.

Sempre nel 1948 venne fondata, come organizzazione dopolavoristica, la società calcistica Cantieri Navali Palermo, che negli anni assumerà una certa notorietà a livello locale.

Nel secondo dopoguerra, il cantiere ebbe altalenanti vicissitudini e nel 1966 venne escluso dal processo di riorganizzazione della cantieristica.

Nel 1973, dopo un periodo di crisi e di riduzione di organico, il cantiere è entrato a far parte della Italcantieri che nel 1984 venne a sua volta incorporata dalla Fincantieri che da holding finanziaria,[4] delle partecipazioni statali assumeva in proprio l'attività operativa, incorporando per fusione otto società che prima controllava, tra cui appunto la Italcantieri.

Con la gestione della Fincantieri dai primi anni ottanta è stato avviato un radicale processo di riorganizzazione.

Lo stabilimento è il più grande complesso cantieristico del Mediterraneo per la trasformazione e le riparazioni navali, in grado di progettare e costruire tutti i tipi di navi per il trasporto di merci e passeggeri: dalle portacontainer alle portarinfuse, dalle petroliere alle gasiere e ai traghetti, fino alle navi da crociera.

Il cantiere dispone di due bacini di carenaggio in muratura e due bacini di carenaggio galleggianti e di officina meccanica per la riparazione di turbine, motori diesel, macchinari ausiliari, riparazioni eliche, sostituzione camicie cilindri, tornio per alberi a gomito a largo diametro e dispone anche di officine carpenteria leggera e pesante attrezzate per la prefabbricazione, impianto di sabbiatura, officina tubi, officina elettrica.

[modifica] Navi

Principali imbarcazioni realizzate:

  • 1937 - Orsa (F 558) - Fregata (Regia Marina)
  • 1937 - Orione F559 - Fregata (Regia Marina)
  • 1938 - Granatiere (D 550) - Fregata (Regia Marina)
  • 1939 - Ulpio Traiano - Incrociatore leggero (Regia Marina)
  • 1951 - Campania Felix - Nave passeggeri (Tirrenia di Navigazione)
  • 1952 - Sardegna - Nave passeggeri (Tirrenia di Navigazione)
  • 1952 - Sicilia - Nave passeggeri (Tirrenia di Navigazione)
  • 1953 - Calabria - Nave passeggeri (Tirrenia di Navigazione)
  • 1953 - Lazio - Nave passeggeri (Tirrenia di Navigazione)
  • 1961 - Tyrsus - Traghetto ferroviario (Ferrovie dello Stato)
  • 1962 - Hermaea - Traghetto ferroviario (Ferrovie dello Stato)
  • 1971 - Pascoli - Traghetto Ro/Ro (Tirrenia di Navigazione)
  • 1971 - Petrarca - Traghetto Ro/Ro (Tirrenia di Navigazione)
  • 1979 - Piero della Francesca - Traghetto Ro/Ro (Siremar)
  • 1979 - Pietro Novelli - Traghetto Ro/Ro (Siremar)
  • 1980 - Oglasa - Traghetto Ro/Ro (Toremar)
  • 1980 - Marmorica - Traghetto Ro/Ro (Toremar)
  • 1982 - Garibaldi - Traghetto ferroviario (Ferrovie dello Stato)
  • 1985 - Villa - Traghetto ferroviario (Ferrovie dello Stato)
  • 1986 - Paolo Veronese - Traghetto Ro/Ro (Siremar)
  • 1988 - Logudoro - Traghetto ferroviario (Ferrovie dello Stato)
  • 1989 - Isola di Santo Stefano - Traghetto bidirezionale (Saremar)
  • 1991 - Aethalia - Traghetto Ro/Ro (Toremar)
  • 1992 - Laurana - Traghetto Ro/Ro (Adriatica di Navigazione)
  • 1993 - Via Mediterraneo - Ro/Ro Cargo Ship (Viamare di Navigazione)
  • 1994 - Lazio - Ro/Ro Cargo Ship (Tirrenia di Navigazione)
  • 1995 - Puglia - Ro/Ro Cargo Ship (Tirrenia di Navigazione)
  • 1997 - Grande America - Multipurpose Ro/Ro (Gruppo Grimaldi)
  • 1998 - Grande Africa - Multipurpose Ro/Ro (Gruppo Grimaldi)
  • 1998 - Grande Atlantico - Multipurpose Ro/Ro (Gruppo Grimaldi)
  • 2000 - Grande Brasile - Multipurpose Ro/Ro (Gruppo Grimaldi)
  • 2001 - Grande Argentina - Multipurpose Ro/Ro (Gruppo Grimaldi)
  • 2003 - Grande San Paolo - Multipurpose Ro/Ro (Gruppo Grimaldi)
  • 2005 - Neptune Okeanis - Car Carriers (Thelisis Shipping Ltd)
  • 2006 - Neptune Thelisis - Car Carriers (Thelisis Shipping Ltd)
  • 2009 - UOS Challenger - AHTS (Hartmann Offshore)
  • 2010 - UOS Enterprise - AHTS (Hartmann Offshore)
  • 2010 - UOS Pathfinder - AHTS (Hartmann Offshore)
  • 2010 - UOS Navigator - AHTS (Hartmann Offshore)

[modifica] Note

  1. ^ Ascesa e declino dei Florio
  2. ^ La Sicilia industriale nel dualismo italiano
  3. ^ Il Cantiere navale di Palermo Dalla nascita alle prime agitazioni operaie
  4. ^ [1] Storia di Fincantieri

[modifica] Collegamenti esterni

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