Camposanto

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Camposanto
comune
Camposanto – Stemma Camposanto – Bandiera
Camposanto – Veduta
Dati amministrativi
Stato bandiera Italia
Regione Emilia-Romagna – stemma Emilia-Romagna
Provincia Modena – stemma Modena
Sindaco Antonella Baldini (centrosinistra) dal 15/04/2008
Territorio
Coordinate 44°47′0″N 11°8′0″E / 44.78333°N 11.13333°E / 44.78333; 11.13333 (Camposanto)Coordinate: 44°47′0″N 11°8′0″E / 44.78333°N 11.13333°E / 44.78333; 11.13333 (Camposanto)
Altitudine 21 m s.l.m.
Superficie 22 km²
Abitanti 3 218[1] (31-12-2010)
Densità 146,27 ab./km²
Frazioni Bosco, Bottegone, Cabianca, Cadecoppi, Ghirone, Gorzano, Passo, Passovecchio, Sant'Anna, Tre Case[2]
Comuni confinanti Bomporto, Crevalcore (BO), Finale Emilia, Medolla, Ravarino, San Felice sul Panaro, San Prospero
Altre informazioni
Cod. postale 41031
Prefisso 0535
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 036004
Cod. catastale B566
Targa MO
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Nome abitanti camposantesi
Patrono San Nicola di Bari
Giorno festivo 6 dicembre
Localizzazione
Camposanto è posizionata in Italia
Camposanto
Posizione del comune di Camposanto all'interno della provincia di Modena
Posizione del comune di Camposanto all'interno della provincia di Modena
Sito istituzionale

Camposanto (Campsànt in dialetto modenese, Campsènt nella variante locale) è un comune di 3.109 abitanti della provincia di Modena.

Indice

[modifica] Storia

La posizione sul Panaro assegnò a Camposanto un ruolo strategico quando papato e impero cercarono, in occasione della guerra di Parma, tra l'estate del 1551 e la primavera del 1552, di eliminare il fastidioso contrafforte alle proprie spalle costituito da Mirandola, che grazie alle formidabili fortificazioni realizzate da Galeotto Pico con il denaro assicurato da Francesco di Francia e da suo figlio Enrico resistette a forze dieci volte superiori fino all'uccisione del nipote del papa, che convinse il vecchio Giulio III ad abbandonare l'impresa [3]. I rifornimenti per il grande esercito acquartierato tra forti e trincee venivano da Crevalcore e San Giovanni in Persiceto passando su ponti tra Camposanto e Solara.

Camposanto fu teatro poi di una battaglia (8 febbraio 1743), che si svolse nel contesto della Guerra di successione Austriaca, fra l’esercito spagnolo, agli ordini del generale J.B. Gages, e l’esercito Austro-Piemontese, comandato dal Feldmaresciallo austriaco Otto Ferdinando von Traun. La battaglia, piuttosto aspra, si concluse con la ritirata delle truppe spagnole sconfitte.

[modifica] Origine del nome

La prima citazione ufficiale conosciuta del toponimo (Campus Sanctus) risale al 1445. L'origine del nome, qui si vuole sfatare un'inveterata quanto errata credenza, nulla ha a che fare con eventi drammatici o con fantomatici luoghi di sepoltura. In mancanza di ulteriori elementi probanti si deve accettare l'ipotesi più plausibile: cioè la correlazione del nome del paese con quello dei Santi, nobile famiglia ferrarese che, sul finire del secolo XIV, ottenne dagli Este (Signori di Modena e Ferrara) vaste investiture di terreno nel modenese.

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti

[modifica] Amministrazione

Stemma usato dal comune

Sindaco: Antonella Baldini (centrosinistra) dal 15/04/2008 (1º mandato)

[modifica] Infrastrutture e trasporti

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Stazione di Camposanto.

Il paese è servito da una propria fermata ferroviaria ubicata sulla ferrovia Verona-Bologna.

Il proprietario della stazione è Rete Ferroviaria Italiana mentre le imprese ferroviarie che effettuano il servizio sono Trenitalia e Ferrovie Emilia Romagna.

[modifica] Voci correlate

[modifica] Note

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Comune di Camposanto - Statuto.
  3. ^ L'attività diplomatica precedente l'assedio e le fasi dell'assedio, con la costruzione di un imponente accerchiamento di forti, sono stati ricostruiti, sulla base delle cronache coeve, da Antonio Saltini, in un romanzo storico titolato L'assedio della Mirandola. Vita, guerra e amore al tempo di Pico e di papa Giulio, Diabasis, Reggio Emilia 2004
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