Campo di internamento di Renicci
Renicci è una località del comune di Anghiari che fu sede di un campo di concentramento fascista per civili jugoslavi, per lo più rastrellati dalle truppe italiane in Slovenia e in particolare nell'allora Provincia di Lubiana.
Si stima che in undici mesi di attività (dall'ottobre 1942 al settembre 1943) il campo abbia ospitato circa diecimila prigionieri[1], 159 dei quali persero la vita a causa delle proibitive condizioni di detenzione[2][3]. I resti della maggior parte delle vittime sono conservati presso il Sacrario degli Slavi situato all'interno del cimitero di Sansepolcro[4].
Dopo decenni di oblio, recentemente all'interno dell'area del campo di concentramento di Renicci è stato realizzato un Parco della Memoria che ospita ogni anno le celebrazioni legate alla Giornata della Memoria[5].
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[modifica] Storia
Le prime deportazioni a Renicci sono datate 10 ottobre 1942, mentre a dicembre i prigionieri sono già oltre 3.800. Tra il luglio e l'agosto del 1943, con la caduta del fascismo e in coincidenza con l'arrivo a Renicci di centinaia di confinati politici trasferiti da Ustica, Ventotene e Ponza, si diffondono all'interno del campo scioperi, proteste e deportazioni. Iniziano anche le diserzioni dei soldati di guardia che, dopo l'8 settembre, temono l'arrivo dei Tedeschi. Il 14 settembre 1943 i prigionieri, senza più sorveglianza, fuggono disperdendosi nelle zone circostanti, quasi tutti unendosi alle formazioni partigiane attive nell'Appennino Tosco-Marchigiano[6][7].
Fra i caduti combattendo assieme ai partigiani le fonti citano Anton Firman, caduto a Villa Santinelli il 27 marzo 1943, Valentino Marinko e Dušan Bordon, morti in uno scontro a fuoco a Caprese Michelangelo il 13 aprile, Luka Pelovič, fucilato a Caprese il 28 aprile, Stefano Recek, fucilato durante la strage di San Polo il 14 luglio e Carlo Zimperman, ucciso dai Tedeschi a Ponte alla Piera il 16 luglio[7]. Non è chiara invece la sorte di Jose Skuli e Alois Bukovac[8].
[modifica] Note
- ^ Il campo di Renicci (PDF) in Provincia di Arezzo - Progetto Memoria. 2004. URL consultato il 24-05-2009.
- ^ I morti nel campo di Renicci in Provincia di Arezzo - Progetto Memoria. 2004. URL consultato il 24-05-2009.
- ^ Il campo di Renicci - Le condizioni sanitarie (PDF) in Provincia di Arezzo - Progetto Memoria. 2004. URL consultato il 24-05-2009.
- ^ Roderico Grisak, Andrea Bertocci (a cura di), Sansepolcro. I muri raccontano, vol. 1, Sansepolcro, Via Maior, 2010, Pp. 18-19-76-77.
- ^ Emanuele Calchetti. Ricordate le vittime jugoslave del campo di concentramento fascista di Renicci. Arezzo Notizie, 27-01-2007. URL consultato il 24-05-2009.
- ^ Il campo di Renicci - L'arrivo dei confinati politici (PDF) in Provincia di Arezzo - Progetto Memoria. 2004. URL consultato il 24-05-2009.
- ^ a b Enzo Gradassi; Ezio Raspanti, Prigionieri ad Anghiari, Arezzo, Biblioteca Città di Arezzo, 1998, pp. 50-51.
- ^ Secondo A. Curina, Fuochi sui monti dell'Appennino toscano, Arezzo, 1957, pag. 150, i due furono «fucilati alla stazione di Subbiano il 28 marzo 1944», ma Gradassi e Raspanti, Prigionieri ad Anghiari, cit., obiettano che «quella notte, a Subbiano, vennero fucilati due giovani di Capolona (Vasco Lastrucci e Ezio Zavagli)», concludendo che «l'errore non consente di comprendere se Skuli e Bukovac siano effettivamente caduti, in quale luogo ed in quali circostanze».
[modifica] Bibliografia
- Enzo Gradassi; Ezio Raspanti, Prigionieri ad Anghiari, Arezzo, Biblioteca Città di Arezzo, 1998. ISBN 88-8024-037-4
- Roderico Grisak, Andrea Bertocci (a cura di), Sansepolcro. I muri raccontano, vol. 1, Sansepolcro, Via Maior, 2010.
[modifica] Voci correlate
- Campi per l'internamento civile nell'Italia fascista
- Crimini di guerra italiani
- Campo di concentramento di Arbe
- Campo di concentramento di Gonars
- Dušan Bordon
- Rado Bordon
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