Campiglia Tramonti
| Campiglia Tramonti frazione |
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Panorama sull'abitato di Schiara e lo scoglio Ferale |
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| Dati amministrativi | |||||
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| Regione | |||||
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| Comune | |||||
| Territorio | |||||
| Coordinate | 44°04′26″N 9°47′45″E / 44.07389°N 9.79583°ECoordinate: 44°04′26″N 9°47′45″E / 44.07389°N 9.79583°E | ||||
| Abitanti | |||||
| Altre informazioni | |||||
| Cod. postale | 19132 | ||||
| Prefisso | 0187 | ||||
| Fuso orario | UTC+1 | ||||
| Nome abitanti | campioti o campigliesi | ||||
| Localizzazione | |||||
Campiglia Tramonti è un borgo, frazione del comune de La Spezia, situato sul crinale collinare che racchiude a occidente il golfo spezzino. Prossima alle Cinque Terre, offre scorci panoramici che si spingono oltre la zona orientale del golfo, fino alle Alpi Apuane.
In direzione di Porto Venere, il territorio di questa frazione è collegato attraverso numerosi sentieri alle vicine frazioni di Persico e Navone, verso il mare si espande fino alle rocce di Albana, dette le Rosse, una scogliera particolarmente ricca di ossidi di ferro grazie ai quali assume una colorazione rosso intenso molto suggestiva, e a quelle del Muzzerone, ovvero le Nere grazie all'affioramento superficiale di ardesia.
Probabile insediamento preromano, conserva resti archeologici nella limitrofa località di Castellana e resti megalitici al Monte della Madonna, nella contigua Tramonti di Biassa.
Campiglia Tramonti è conosciuta per la produzione di vino Sciachetrà - il Tramonti di Campiglia, simile al Tramonti di Biassa prodotto nella vicina frazione di Biassa - e per la raccolta di pregiato zafferano, un tempo di crescita spontanea ed oggi coltivato con regolarità.
[modifica] Storia
La storia di questa località è antica di almeno otto secoli. Il toponimo - di origine latina (campilia) - significa terre di proprietà comune destinate a coltivi è nominato in diversi atti storici.
La prima citazione (sia pure dubbia) di Campiglia Tramonti - o Tramonti di Campiglia, come viene ugualmente chiamata - è rintracciabile secondo fonti autorevoli in un atto dell'imperatore Ottone II che porta la data del 18 luglio dell'anno 981 (etiam Campilia cum piscatione et venatione sua). Tale atto è riportato nel Regesto del Codice Pelavicino pubblicato nel 1912 negli Atti della Società Ligure di Storia Patria di Genova.
Due successive citazioni - che paiono contrastare sia pure solo in parte con la precedente - risalgono rispettivamente al 1185 e al 1191 e, nella definizione logistica e consequenziale del territorio, riferiscono della prossimità del Castrum Campiliae e della Curtem Cararie (l'attuale Carrara).
Altri studiosi hanno preferito soffermarsi, nell'approfondimento della storia di questa località, sul castello di Campiglia, riconosciuto dall'imperatore Federico I del Sacro Romano Impero come appartenente al vescovo di Luni e definito dominante il golfo della Spezia, o anche castello di Campiglia sopra Porto Venere.
[modifica] Voci correlate
[modifica] Collegamenti esterni
- Comune della Spezia
- Tramonti di Campiglia, la settima terra
- Campiglia.net
- Tramonti
- Parco Nazionale delle Cinque Terre