Cammarata

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Cammarata
comune
Cammarata – Stemma
Cammarata – Veduta
Dati amministrativi
Stato bandiera Italia
Regione Sicilia – stemma Sicilia
Provincia Agrigento – stemma Agrigento
Sindaco Vito Mangiapane (lista civica) dal 1/06/2010
Territorio
Coordinate 37°37′52″N 13°37′56″E / 37.63111°N 13.63222°E / 37.63111; 13.63222 (Cammarata)Coordinate: 37°37′52″N 13°37′56″E / 37.63111°N 13.63222°E / 37.63111; 13.63222 (Cammarata)
Altitudine 682 m s.l.m.
Superficie 191,80 km²
Abitanti 6 453[1] (31-12-2010)
Densità 33,64 ab./km²
Frazioni Borgo Callea
Comuni confinanti Acquaviva Platani (CL), Casteltermini, Castronovo di Sicilia (PA), Mussomeli (CL), San Giovanni Gemini, Santo Stefano Quisquina, Vallelunga Pratameno (CL), Villalba (CL)
Altre informazioni
Cod. postale 92022
Prefisso 0922
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 084009
Cod. catastale B486
Targa AG
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti cammaratesi
Patrono san Nicola da Bari
Giorno festivo 6 dicembre
Localizzazione
Cammarata è posizionata in Italia
Cammarata
Posizione del comune di Cammarata nella provincia di Agrigento
Posizione del comune di Cammarata nella provincia di Agrigento
Sito istituzionale

Cammarata (Camaràta in siciliano) è un comune italiano di 6.441 abitanti[2] della provincia di Agrigento in Sicilia.

Indice

[modifica] Geografia fisica

[modifica] Territorio

Cammarata si trova alle pendici del monte Cammarata (mt. 1578), posto in un territorio ricco di boschi e caratterizzato dall'aria salubre. Dista 51 km da Agrigento, 81 da Caltanissetta e 83 da Palermo. Cammarata confina con San Giovanni Gemini.

[modifica] Storia

Il nome Cammarata deriva probabilmente dal greco bizantino Kàmara e significa stanza a volta. Cammarata si estende su una superficie di 19.203 ettari con una densità abitativa di 958 abitanti per Km quadrato e si trova a 989 metri s.l.m. Il primo documento nel quale viene citato il territorio di Cammarata è del 1141, un atto di donazione della chiesa di Santa Maria (oggi distrutta) da parte della normanna Lucia di Cammarata al vescovo di Cefalù; insieme alla chiesa Lucia la normanna dona anche cinque casali dal nome inequivocabilmente arabo, segno che il territorio a quell'epoca era abitato almeno dal tempo dell'occupazione araba della Sicilia; ma reperti archeologici trovati in tutto il territorio di Cammarata testimoniano che esso era abitato anche in epoca romana e addirittura preistorica. La contea di Cammarata seguì le vicissitudini storiche della Sicilia, passando dai Normanni agli Svevi e con Federico II diventò per breve tempo città demaniale. Passato il periodo di grande incertezza dovuto alla guerra del Vespro, nel 1397 in seguito alla ribellione del conte di Cammarata a Martino il Giovane che nel frattempo era diventato re di Sicilia, Cammarata subì l'assedio da parte di Bernardo Cabrera, braccio destro del Re. Cammarata fu possesso e residenza di diverse famiglie nobili fra cui quella dei Vinciguerra, Moncada e dei Branciforte. Cammarata visse un periodo florido e di pace nel XV secolo, sotto gli Abatellis che, grazie alla loro origine di mercanti, sfruttarono al meglio le risorse del territorio, soprattutto l'estrazione del salgemma. Il castello, il cui aspetto si può fare risalire all'architettura aragonese, venne abitato stabilmente dai signori di Cammarata fino al XVII secolo. Poi cominciò la decadenza, fino alla fine del feudalesimo in Sicilia nel 1812. Nel settore artistico monumentale Cammarata conserva nella Chiesa Madre una splendida statua della Madonna della Catena e un dipinto opera di Pietro D'Asaro, mentre nella chiesa dell'Annunziata eretta nel XIV secolo si trova una mirabile Croce d'oro opera di uno sconosciuto intagliatore siciliano del XVI secolo. Esistono molte persone che hanno il cognome omonimo emigranti dalla Regione Siciliana al mondo e comunque di origine siciliana.

[modifica] Società

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti

[modifica] Tradizioni e folclore

La Cavalcata

È una manifestazione caratteristica di alcune feste che si svolgono a Cammarata. La più nota delle quali è la cavalcata del SS. Crocifisso degli Angeli, che si festeggia l'ultima domenica di maggio. In questa occasione cavalli e cavalieri sfilano tra due ali di folla festante per le vie del paese. Si parte dalla casa del Paliante, cioè colui che ha promesso un' offerta di ringraziamento per una grazia da ricevere e che porterà il Palio, e arriva al suo culmine nei pressi della chiesa dove si celebra la festa e dove si dona l'offerta. Suggestiva è la processione del SS. Crocifisso, con l'artistico fercolo in legno del 1863, che passa per le caratteristiche vie di Cammarata, ma molto più suggestivo è il "grido di fede" degli uomini portatori del SS. Crocifisso.

Festa di San Giuseppe e Maria Santissima di Cacciapensieri

La festa di San Giuseppe è divisa in festa religiosa celebrata a marzo e festa civile che si celebra il 18 agosto di ogni anno. La processione inizia dalla Chiesa di Maria SS di Cacciapensieri con l'uscita dei simulacri di San Giuseppe e della Madonna di Cacciapensieri, portati a spalla, rispettivamente dagli uomini (San Giuseppe) e dalle donne (la Madonna). Prosegue poi attraversando le vie di Cammarata con la banda musicale locale al seguito, sino a giungere in Piazza Marrelli, per poi risalire e rientrare in Chiesa. In tutto questo percorso la gente che ha fatto le proprie promesse dona soldi e gioielli che vengono appesi davanti all'effigie di San Giuseppe o della Madonna. All'interno delle festività per San Giuseppe riveste una particolare importanza lo spettacolo di intrattenimento musicale che, contrariamente a quanto avveniva in passato, si svolge da qualche anno nella serata antecedente alla processione.

[modifica] Amministrazione

Sindaco: Vito Mangiapane (lista civica) dal 1/06/2010

[modifica] Altre informazioni amministrative

Il comune di Cammarata fa parte delle seguenti organizzazioni sovracomunali: regione agraria n.1 (Versante meridionale dei Sicani)[3].

[modifica] Note

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Dato Istat al 31/12/2008.
  3. ^ GURS Parte I n. 43 del 2008. URL consultato il 08-07-2011.

[modifica] Voci correlate

[modifica] Collegamenti esterni

[modifica] Altri progetti

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