Calvello

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Calvello
comune
Calvello – Stemma
Dati amministrativi
Stato bandiera Italia
Regione Basilicata – stemma Basilicata
Provincia Potenza – stemma Potenza
Sindaco Mario Domenico Gallicchio (lista civica) dal 29/05/2007
Territorio
Coordinate 40°29′0″N 15°51′0″E / 40.48333°N 15.85°E / 40.48333; 15.85 (Calvello)Coordinate: 40°29′0″N 15°51′0″E / 40.48333°N 15.85°E / 40.48333; 15.85 (Calvello)
Altitudine 730 m s.l.m.
Superficie 105,03 km²
Abitanti 2 000[1] (31-12-2010)
Densità 19,04 ab./km²
Comuni confinanti Abriola, Anzi, Laurenzana, Marsico Nuovo, Marsicovetere, Viggiano
Altre informazioni
Cod. postale 85010
Prefisso 0971
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 076015
Cod. catastale B440
Targa PZ
Cl. sismica zona 1 (sismicità alta)
Nome abitanti calvellesi
Patrono san Nicola
Giorno festivo 6 dicembre
Localizzazione
Calvello è posizionata in Italia
Calvello
Posizione del comune di Calvello all'interno della provincia di Potenza
Posizione del comune di Calvello all'interno della provincia di Potenza
Sito istituzionale

Calvello è un comune di 2.018 abitanti della provincia di Potenza.

La piazza del comune è stata intitolata al Sottotenente Filippo Merlino, caduto nell'attentato di Nassiriya del 12 novembre 2003.

Indice

[modifica] Geografia

Sorge a 730 m s.l.m. nella parte centro-settentrionale della provincia.

Confina con i comuni di: Abriola (13 km), Anzi e Laurenzana (15 km), Marsicovetere (18 km), Viggiano (24 km) e Marsico Nuovo (25 km). Dista 40 km da Potenza e 100 km dall'altra provincia lucana Matera.

[modifica] Storia

Calvello, il cui nome deriva probabilmente dal latino caro et vellus (carne e lana), è un paese da vedere, da scoprire. Con le sue case in pietra e i suoi vicoli raggiungibili solo a piedi, conserva un fascino ed un' atmosfera particolari. Il consiglio che si può dare al turista è quello di fermarsi inizialmente in piazza Falcone, ristrutturata nel 1992, e quindi attraverso corso Vittorio Emanuele, proseguire per piazza Marconi e piazza del Sedile. Questo spazio coincide con il centro storico. Il patrimonio artistico e monumentale di Calvello è considerevole.

Nelle sue chiese si conservano opere d'arte di gran pregio. La chiesa Madre sorta intorno al '400, contiene, in prossimità dell'altare maggiore una tela raffigurante S. Giovanni Battista giovane, di scuola napoletana del' 600, Altre due tele sono sistemate in sagrestia e sulla porta di un a delle entrate della stessa. Raffigurano l' Ultima cena, opera del'600, dai colori vivi e delicati, di autore ignoto e la Madonna di Costantinopoli (scuola fiorentina del'500), la più preziosa che si abbia a Calvello. Lungo la parete della navata laterale laterale destra sono visibili due importanti sculture lignee: Cristo crocifisso e Vergine SS. Ma della Pietà.

Ma I tesori artistici non finiscono qui. La chiesa di S. Maria del Piano, del sec. XII, ritenuta una delle più belle della regione, conserva un notevole portale romantico nella facciata e un' altro nel fianco sinistro; nell' interno, a tre navate divise da pilastri, si trovano dipinti murali di eccezionale qualità,un'interessante statua lignea raffigurante la Madonna col bambino che si fa risalire al sec. XII, con influssi ancora bizantineggianti; un pregevole coro ligneo dei primi dell'800, due altari lignei e un fastoso altare maggiore barocco.

Di particolare valore è il chiostro, badia dei monaci benedettini, prima di passare ai francescani. La chiesa di S. Maria degli Angeli, sede delle cospirazioni antiborboniche del 1821-22, eretta alla fine del' 400. contienecinque pregevoli affreschi datati 1616 e firmati da Girolamo Todisco. Le chiese di S. Nicola (del'200) e di S. Giuseppe (del' 600), custodiscono rispettivamente un prezioso trittico su tavole che ritrae la Vergine col Bambino e Santi e una tela attribuita a Federico Fiore, detto “il Barocci”, un quadro stupendo dai colori caldi e luminosi. In cima all'abitato è il castello, sorto in epoca medioevale sui resti di una roccaforte longobarda del' 700. Il ventaglio delle offerte turistiche contempla anche un turismo didattico che propone al visitatore, in alternativa o in aggiunta a quello culturale di fruire del “percorso energetico” che inizia al Centro Didattico ”Energia e Territorio”, nel quale è possibile approfondire la conoscenza della prima fonte energetica, il petrolio, e visitare una mostra fotografica” Il petrolio in Basilicata dal tempo dei pionieri ai nostri giorni 1949-2009”, si snoda per circa 8 km., con una pista ciclo-pedonale, immersa nel verde dei boschi a 1200 mt. Di altitudine e si chiude presso la località “Autiero”, dove è possibile conoscere altre fonti di energia rinnovabile e soprattutto praticarle.

I moti carbonari di Calvello del 1821-1822

Già dal 1816 a Calvello è attiva una importante "Vendita Carbonara". Nonostante si tratti di un paese dell'interno della Basilicata, ci sono uomini che, in occasione degli studi effettuati presso l'Università di Napoli, sono entrati a contatto con le idee e le utopie affermate nella Rivoluzione Napoletana del 1799. Il movimento che nasce a Calvello diventa ben presto punto di riferimento per i carbonari di tutta la Basilicata e crea collegamenti importanti con i "Buoni Cugini" delle "Vendite" di Napoli. I carbonari di Calvello mascherano la propria attività politica clandestina dietro le iniziative della Congregazione del Santissimo Sacramento che si riunisce dentro la Cappella di Santa Maria degli Angeli. Capo riconosciuto del movimento carbonaro calvellese è il giovane medico del paese, Carlo Maria Vincenzo Mazziotta.

Il 10 febbraio 1822, sessanta uomini armati insorgono a Calvello. Sono i Patrioti Europei della Vendita carbonara del paese. La rivolta è guidata da Carlo Mazziotta e dai fratelli Giuseppe e Francesco Venita, due militari che sono giunti da Ferrandina. I rivoltosi danno l'assalto al carcere del paese per liberare un loro compagno - fra' Luigi Rosella ? che era stato arrestato. Durante gli scontri, un carbonaro rimane ferito. Una guardia uccisa.

I carbonari hanno vinto. Ma la loro vittoria è quanto mai effimera. Vengono traditi e i nomi di tutti i patrioti finiscono nella lista nera della Polizia. Il 18 febbraio 1822 si insedia a Calvello ? frattanto sottoposta al governo militare del maresciallo Roth - la Corte marziale asburgica. Si celebra il processo. Al suo termine vengono pronunciate 52 condanne a morte. Per molti l'esecuzione viene sospesa.

La pena capitale diventa invece esecutiva per nove dei carbonari condannati: si tratta del medico Carlo Mazziotta, 33 anni, (che mantiene, durante il processo, un comportamento di straordinaria dignità e coraggio), del prete don Eustachio Ciani (43 anni), del frate laico Luigi Rosella (40), del sarto Giuseppe Sagaria (32), della guardia rurale Giuseppe La Rocca (34), del lavorante Rocco Latella, detto Coccolone (26), dei militari Francesco Paolo Giusti (30), Francesco e Giuseppe Venita (di 38 e 48 anni). I nove patrioti di Calvello vennero fucilati in paese, in località Fontanella, all'alba del 13 marzo 1822.

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti

[modifica] Amministrazione

Sindaco: Mario Domenico Gallicchio (lista civica) dal 07/05/2012

[modifica] Note

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.

[modifica] Voci correlate

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