Calogero Vizzini
Calogero Vizzini, soprannominato Don Calò[1] (Villalba, 24 luglio 1877 – Villalba, 12 luglio 1954), è stato un criminale italiano. È considerato un capo della mafia siciliana il cui agire si ricollega soprattutto al periodo dell'occupazione della Sicilia da parte delle truppe alleate.
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[modifica] Biografia
Nacque a Villalba, in provincia di Caltanissetta. Il padre era un agricoltore, i suoi fratelli Giovanni e Giuseppe, diventarono entrambi preti, e in particolare Giuseppe Vizzini fu vescovo di Noto e professore negli atenei pontifici. Diversamente da loro, Calogero non completò le elementari rimanendo un semi-analfabeta. Rimase a lungo sotto la protezione di Francesco Paolo Varsallona, considerato un uomo d'onore con qualche conto in sospeso con la giustizia.
[modifica] Attività criminale ed ascesa al potere mafioso
Nel 1902 viene imputato per una rapina, ma termina il processo con una assoluzione, così come l'anno successivo la stessa sorte tocca al processo che lo vede imputato per associazione a delinquere[2].
Il giovane Calogero era già molto conosciuto "nel giro" e fu, dopo poco, condannato a 20 anni per truffa, ma scagionato grazie all'intervento di alcuni amici che gli offrirono solidi alibi[3].
Nel 1931, durante il regime fascista, fu inviato lontano dalla Sicilia, precisamente a Chianciano, dal prefetto Cesare Mori[4], perché si sospettava avesse legami strettissimi con la mafia e fece ritorno nella sua terra solo nel 1937. Durante il periodo di esilio riuscì comunque a gestire i propri affari a Villalba, consistenti soprattutto nella compravendita irregolare di bestiame.[5].
Dopo lo sbarco degli alleati, fu imposto come sindaco di Villalba dall'AMGOT, il governo militare statunitense dei territori occupati[6] probabilmente per l'aiuto che la Mafia siciliana, e Don Calò in particolare, aveva dato alla cacciata dei tedeschi dall'isola.
Il 16 settembre 1944, mentre a Villalba si teneva un comizio (inizialmente permesso da Don Calò e dal sindaco, nipote del Boss) di Girolamo Li Causi, esponente del Pci, un attentato mafioso messo in atto con il lancio di alcune bombe, provocò 14 feriti, tra cui lo stesso Li Causi.[7].
Alla fine della guerra molti boss mafiosi incarcerati, od al confino, furono rimessi in libertà, anche con il suo interessamento. Don Calò diede quindi un contributo importantissimo alla rinascita della nuova mafia.
Vizzini è da più parti considerato come uno dei primi Boss di Cosa Nostra a livello globale[8][9], riconosciuto anche oltreoceano[10]. Insieme a lui nel ricoprire questo ruolo si trovava Giuseppe Genco Russo, che di Vizzini assumerà il ruolo dopo la morte[11].
«Don Calò» è morto di vecchiaia all'età di 77 anni nel 1954.
[modifica] Curiosità
Don Calò appare nella prima missione del videogioco Mafia II durante l'Operazione Husky.
[modifica] Cronologia
| Predecessore: |
Padrino di Villalba Calogero Vizzini Anni '20 - Anni '50 |
Successore: Giuseppe Genco Russo Anni '40 - Anni '70 |
[modifica] Bibliografia
- I padrini. Da Vito Cascio Ferro a Lucky Luciano, da Calogero Vizzini a Stefano Bontate, fatti, segreti e testimonianze di Cosa Nostra di Marino Giuseppe - Editore Newton & Compton 2007
- Villalba - Storia e memoria di Luigi Lumia - Edizioni Lussografica 1991
[modifica] Note
- ^ GIU' LE MANI, QUESTA È TUTTA ROBA DI DON CALO' da La Repubblica del 17 agosto 1991
- ^ GIU' LE MANI, QUESTA È TUTTA ROBA DI DON CALO' da La Repubblica del 17 agosto 1991
- ^ GIU' LE MANI, QUESTA È TUTTA ROBA DI DON CALO' da La Repubblica del 17 agosto 1991
- ^ La mafia e la crociata del prefetto Mori Corriere della Sera 12 maggio 2001
- ^ GIU' LE MANI, QUESTA È TUTTA ROBA DI DON CALO' da La Repubblica del 17 agosto 1991
- ^ Puntata di La Storia siamo noi
- ^ Villalba e la «tentata strage» Pagina 35 di La Sicilia del 5 agosto 2007
- ^ Chi sono i pezzi da novanta di Cosa nostra? Corriere della Sera - 17 febbraio 1992
- ^ Il <Regno di Sicilia>, un sogno lungo 50 anni Dai delitti del bandito Giuliano al patto con massoni e Sindona La Stampa 2 settembre 1993
- ^ Lucky, un Alleato scomodo Corriere della Sera 10 settembre 1993
- ^ GIU' LE MANI, QUESTA È TUTTA ROBA DI DON CALO' da La Repubblica del 17 agosto 1991
[modifica] Voci correlate
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