Ca' Granda

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Coordinate: 45°27′37″N 9°11′40″E / 45.460148°N 9.19445°E / 45.460148; 9.19445

Facciata su via Festa del Perdono
Chiostro dei Bagni
Chiostro Maggiore, detto del Filarete o cortile d'onore
Dettaglio del fregio di terracotta che circonda le finestre della facciata

La Ca' Granda, già sede dell'Ospedale Maggiore di Milano, è un edificio situato tra via Francesco Sforza, via Laghetto e via Festa del Perdono, a ridosso della basilica di San Nazaro in Brolo. Opera dell'architetto fiorentino Filarete, fu uno dei primi edifici rinascimentali a Milano ed ebbe un ampio seguito in tutta l'Italia settentrionale.

Oggi è sede dell'Università degli Studi di Milano.

Indice

[modifica] Storia

Il progetto iniziale (la prima pietra venne posata il 12 aprile 1456) venne ideato infatti da Antonio Averulino detto Filarete, e prevedeva un grande quadrilatero con cortili interni; questo progetto venne attuato da Guiniforte Solari e dal suo allievo e genero Giovanni Antonio Amadeo solamente in parte nell'ala destra verso la Chiesa di San Nazaro, presentando l'intera facciata in cotto prodotto dalla fornace Curti.

Il corpo centrale dell'edificio prende invece il nome dal commerciante Pietro Carcano che alla sua morte, avvenuta nel 1624 lasciò all'ospedale tutte le sue ricchezze (un'ingente cifra) per i sedici anni seguenti; con questo si poté proseguire nell'opera di ingrandimento sotto la direzione dell'ingegnere Giovanni Battista Pessina coadiuvato dagli architetti Francesco Maria Richini, Fabio Mangone e dal pittore Giovanni Battista Crespi, detto il "Cerano". Pur riprendendo il progetto iniziale, i lavori furono modificati dando come risultato finale l'attuale sovrapposizione tra stile gotico e stile rinascimentale.

A sinistra infine si ha l'ala più recente, di scarso valore artistico, costruita nella fine del 1700 grazie al lascito testamentario del notaio Giuseppe Macchio; i lavori vennero completati nel 1805.

Durante la seconda guerra mondiale, tra il 15 e 16 agosto 1943 la struttura fu gravemente danneggiata dai bombardamenti, riparati alla fine della guerra recuperando quanto più possibile il materiale originario. La sua ricostruzione è considerata un capolavoro del restauro.[1]

[modifica] Architettura

L'edificio che nacque come Ospedale Maggiore (Ca' Granda), fu una delle opere più significative di Filarete a Milano, nonché esempio paradigmatico del gusto rinascimentale lombardo prima dell'arrivo di Bramante (1479). Lo stile è ibrido, improntato a linee nitide, ma addolcite da una certa ricchezza decorativa, senza un'applicazione di estremo rigore della "grammatica degli ordini" brunelleschiana.[2]

L'Ospedale maggiore, commissionato secondo una volontà del nuovo principe Francesco Sforza di promuovere la propria immagine, mostra con chiarezza le diseguaglianze tra il rigore del progetto di base, impostato a una funzionale divisione degli spazi e una pianta regolare, e la mancata integrazione con il minuto tessuto edilizio circostante, per via del sovradimensionamento dell'edificio. La pianta dell'Ospedale è quadrangolare, con due bracci ortogonali interni che disegnano quattro vasti cortili. Alla purezza ritmica della successione di archi a tutto sesto dei cortili, derivata dalla lezione di Brunelleschi, fa da contraltare un'esuberanza delle decorazioni in cotto (anche se in larga parte furono dovute ai continuatori lombardi).[2]

Grazie ad alcune sponsorizzazioni, è in corso il restauro della facciata principale e del portale monumentale su via Francesco Sforza, che dovrebbe concludersi nel periodo 2009-2012,[3] e la realizzazione di un "piano di conservazione programmata" per il cortile d'onore;[4] Inoltre, fra il 2009 ed i primi mesi del 2010 ci sono stati interventi sul loggiato del cortile di Farmacia e sui fregi più pesanti del cortile d'onore, rafforzati in modo invisibile per eliminare il rischio di crollo.

[modifica] Note

  1. ^ "Milano 1943-1955 Bombardata e ricostruita", a cura di Maria Antonietta Crippa, Daniela Mericio, Ferdinando Zanzottera (edito da Istituto Ortopedico Gaetano Pini, 2001)
  2. ^ a b De Vecchi-Cerchiari, cit., pag. 115.
  3. ^ Restauri della Ca’ Granda a costo zero e Ca’ Granda, il punto sul restauro (aprile 2010), unimi.it.
  4. ^ Il restauro del cortile d’onore, unimi.it.

[modifica] Bibliografia

  • Pierluigi De Vecchi ed Elda Cerchiari, I tempi dell'arte, volume 2, Bompiani, Milano 1999. ISBN 88-451-7212-0
  • Stefano Zuffi, Il Quattrocento, Electa, Milano 2004. ISBN 88-370-2315-4
  • Maria Antonietta Crippa, Daniela Mericio, Ferdinando Zanzottera, Milano 1943-1955: bombardata e ricostruita, Milano, Istituto [Ortopedico] Gaetano Pini, 2001.

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