Bombardamento di Roma

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Primo bombardamento di Roma
Il quartiere San Lorenzo, duramente colpito dalle bombe
Il quartiere San Lorenzo, duramente colpito dalle bombe
Data 19 luglio 1943
Luogo Quartiere San Lorenzo, Roma
Coordinate 41°53′35″N 12°28′58″E / 41.89306°N 12.48278°E / 41.89306; 12.48278Coordinate: 41°53′35″N 12°28′58″E / 41.89306°N 12.48278°E / 41.89306; 12.48278
Bombardamento di Roma è posizionata in Italia
Forze in campo
Eseguito da US flag 48 stars.svg Stati Uniti
Ai danni di bandiera Regno d'Italia
Forze attaccanti 662 bombardieri scortati da 268 caccia
(in tutto 930 aerei)
Comandate da Bandiera degli Stati Uniti Franklin D. Roosevelt
Forze di difesa contraerea superata, con pezzi risalenti talvolta alla Prima guerra mondiale
pochissimi aerei
Comandate da Bandiera dell'Italia Vittorio Emanuele III
Bandiera dell'Italia Benito Mussolini
Bilancio
Esito Ordine del giorno Grandi,
Arresto di Mussolini,
Caduta del fascismo
Dichiarazione di Roma "città aperta"
Perdite civili 3.000 morti
11.000 feriti
Perdite attaccanti 0,26%[1]

[senza fonte]

voci di bombardamenti aerei presenti su Wikipedia

Il primo bombardamento di Roma avvenne il 19 luglio del 1943, durante la seconda guerra mondiale, ad opera di bombardieri statunitensi.

Indice

[modifica] Il bombardamento

San Lorenzo fu il quartiere più colpito dal primo, sino ad allora, bombardamento degli alleati mai effettuato su Roma, insieme al quartiere Tiburtino, al Prenestino, al Casilino, al Labicano, al Tuscolano e al Nomentano. Le 4.000 bombe (circa 1.060 tonnellate) sganciate sulla città, provocarono circa 3.000 morti ed 11.000 feriti, di cui 1.500 morti e 4.000 feriti nel solo quartiere di San Lorenzo. Al termine del bombardamento Papa Pio XII si recò a visitare le zone colpite, benedicendo le vittime sul Piazzale del Verano.

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Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi le voci Ordine del giorno Grandi e Caduta del fascismo.

Il 14 agosto 1943, il Governo Badoglio dichiara Roma città aperta e attraverso il suo ministro degli Esteri, Raffaele Guariglia, con l'aiuto della Santa Sede ed il canale diplomatico dei paesi neutrali, Svizzera e Portogallo, viene comunicata ai governi di Londra e Washington la nota ufficiale, contenente tale dichiarazione.

Il Comando Supremo italiano, in seguito a tale nota, ordina immediatamente alle batterie antiaeree della zona di Roma di non reagire in nessun modo in caso di passaggio aereo nemico sulla città; comanda poi lo spostamento di sede dei comandi italiani e tedeschi e delle rispettive truppe; si impegna a trasferire gli stabilimenti militari e le fabbriche di armi e munizioni e a non utilizzare il nodo ferroviario romano per scopi militari, né di smistamento, né di carico o scarico, né di deposito.

Tuttavia ciò non impedì a Roma di venire bombardata dagli Alleati altre 51 volte sino alla data del 4 giugno 1944, giorno della sua liberazione.

[modifica] Citazioni

Al bombardamento del 19 luglio il cantautore romano Francesco De Gregori ha dedicato il brano musicale San Lorenzo, contenuto nell'LP Titanic («Cadevano le bombe come neve/ il 19 luglio a San Lorenzo»).

[modifica] Bibliografia

[modifica] In lingua italiana

«....e in mezzo a San Lorenzo spalancò le ali»: Pio XII in visita al quartiere San Lorenzo il 20 luglio del 1943, il giorno dopo il bombardamento
  • De Simone, Cesare. Venti angeli sopra Roma. I bombardamenti aerei sulla Città Eterna (19 luglio 1943 e 13 agosto 1943). Milano, Mursia Editore, 1993.
  • Gentiloni Silveri, Umberto e Carli, Maddalena. Bombardare Roma. Gli Alleati e la «Città aperta» (1940-1944). Bologna, Il Mulino, 2007. ISBN 978-88-15-11546-1.

[modifica] In lingua inglese

Iscrizione di propaganda di guerra su una casa di Roma distrutta dai bombardamenti Alleati
  • Jackson, W. G. F. 1969. The Battle for Rome. London: B. T. Batsford Ltd.
  • Katz, Robert. 2003. The Battle for Rome: The Germans, the Allies, the Partisans, and the Pope, September 1943 – June 1944. New York: Simon & Schuster. ISBN 0-7432-1642-3.
  • Kurzman, Dan. 1975. The Race for Rome. Garden City, New York: Doubleday & Company, Inc. ISBN 0-385-06555-8.
  • Murphy, Paul I. and Arlington, R. Rene. (1983) La Popessa: The Controversial Biography of Sister Pasqualina, the Most Powerful Woman in Vatican History. New York: Warner Books Inc. ISBN 0-446-51258-3.
  • Roosevelt, Franklin D.; Myron C. Taylor, ed. Wartime Correspondence Between President Roosevelt and Pope Pius XII. Prefaces by Pius XII and Harry Truman. Kessinger Publishing (1947, reprinted, 2005). ISBN 1-4191-6654-9.
  • Trevelyan, Raleigh. 1982. Rome '44: The Battle for the Eternal City. New York: The Viking Press. ISBN 0-670-60604-9.

[modifica] Note

  1. ^ Corrado Augias, I segreti di Roma, Mondadori, pagina 34

[modifica] Collegamenti esterni

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