Blaze (romanzo)

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Blaze
Titolo originale Blaze
Autore Stephen King
1ª ed. originale 2007
Genere romanzo
Lingua originale inglese

Blaze è un romanzo scritto da Stephen King fra la fine del 1972 e l'inizio del 1973,[1] pubblicato solo nel 2007, con lo pseudonimo Richard Bachman, utilizzato in precedenza per un quintetto di opere pubblicate tra 1977 e 1984 (Ossessione, La lunga marcia, Uscita per l'inferno, L'uomo in fuga e L'occhio del male) e un'unica volta negli anni novanta (I vendicatori).

Nell'introduzione al romanzo, intitolata "Diciamola tutta", datata 30 gennaio 2007, King definisce Blaze il «quinto quarto» dei lavori giovanili pubblicati come Richard Bachman (L'occhio del male è, a detta dell'autore, un libro "di Stephen King", non di Bachman, benché pubblicato con quello pseudonimo)[2] e ne ricostruisce l'origine e il trentennio di oblio, fino alla riscoperta e alla pubblicazione in una versione revisionata, così concludendo: «questo è un vecchio romanzo, ma credo di essermi sbagliato giudicandolo a suo tempo un cattivo romanzo».[3]

I proventi generati dalla pubblicazione del romanzo sono destinati alla Haven Foundation, creata per sostenere gli artisti indipendenti.[3]

Indice

[modifica] Trama

Blaze ha un fisico possente, è alto più di due metri e ha una grossa incavatura sulla fronte. Blaze, soprannome di Clayton Blaisdell Jr., è però un po' tardo!

Blaze è stanco di vivere di piccoli furti e decidere di mettere in pratica il colpo del secolo: rapire un neonato, chiederne il riscatto e vivere di rendita. Il problema è che da solo non può farcela e neanche l'amico George può aiutarlo: è morto tre mesi prima! George, però, riesce a comunicare con Blaze: è la voce di un fantasma? O forse George è quella parte di Blaze intelligente che gli suggerisce tutte le mosse per rapire il piccolo e ricco Joe?

Il rapimento va a gonfie vele se non fosse che Blaze si lascia dietro una quantità enorme di indizi che mette la polizia sulla buona strada. Nel frattempo Blaze si è affezionato al piccolo Joe e vorrebbe scappare con lui, vederlo crescere, tirar fuori il suo lato amoroso. E nel raccontare le vicende post rapimento, vengono narrati una serie di flashback della vita di Blaze che spiegano il perché il ragazzotto abbia scelto la via del crimine: dalle percosse del padre (che gli creano un'incavatura sulla fronte), alla dura vita della Hetton House (l'orfanotrofio), alla morte prematura del suo unico amico, John, fino all'incontro con George.

Ma il cerchio della polizia si stringe, Blaze è costretto a darsi alla fuga tra le campagne innevate: nel finale il protagonista viene ucciso dai proiettili dei poliziotti e il bambino restituito ai genitori.

[modifica] Genesi dell'opera

All'epoca della prima stesura, l'autore non fu soddisfatto del risultato e non lo propose neppure ad un editore. Dopo aver pubblicato i primi romanzi sotto lo pseudonimo Richard Bachman, provò a riprenderlo in mano ma lo abbandonò dopo poche pagine, confermando il primo giudizio negativo.[2]

Un anno dopo aver pubblicato Colorado Kid (2005) nella collana Hard Case Crime, nata dall'idea di far rivivere i vecchi polizieschi tascabili noir e hard boiled, desiderando contribuire di nuovo a quel progetto editoriale King ripensò per la prima volta dopo anni a Blaze.[4] Malgrado i suoi timori che il dattiloscritto fosse andato perso, questo fu ritrovato da una sua assistente nella Fogler Library dell'Università del Maine, dov'era stato conservato per oltre trent'anni.[4] La rilettura fugò invece un altro timore, quello di trovarsi di fronte a un'imbarazzante opera giovanile: l'autore rivide il proprio giudizio sul romanzo, che stavolta trovò piuttosto buono, migliore per esempio di Uscita per l'inferno,[4] degno di essere pubblicato dopo un'adeguata riscrittura.[5]

Nell'aggiornare la storia, King scelse di lasciare nel vago i riferimenti temporali, perché non sembrasse troppo antiquato, ma non poté eliminare alcuni elementi datati, ma funzionali alla trama. L'ambientazione va quindi considerata «America, non molto tempo fa».[3]

[modifica] Riferimenti letterari

Nell'introduzione al romanzo, King scrive che rileggendo lo scritto a distanza di oltre trent'anni gli ricordò il neorealismo con taglio criminale di James M. Cain e Horace McCoy, la trilogia di Young Lonigan e il romanzo Tutto, ma non un cuore di James T. Farrell, oltre ad essere un evidente omaggio a Uomini e topi di John Steinbeck.[5] Nel riscriverlo, adottò lo stile asciutto e l'andatura sostenuta della miglior narrativa noir, pensando soprattutto a Jim Thompson e Richard Stark.[5]

Ma la citazione d'apertura, che precede l'introduzione, è tratta da un altro autore di genere particolarmente amato da King, John D. MacDonald: «Questi sono i bassifondi del cuore».

[modifica] Note

  1. ^ Stephen King, Blaze, Milano, Sperling & Kupfer, 2007. ISBN 9788820043834 p. VII
  2. ^ a b Stephen King, op. cit., p. VIII
  3. ^ a b c Stephen King, op. cit., p. XII
  4. ^ a b c Stephen King, op. cit., pp. IX-X
  5. ^ a b c Stephen King, op. cit., p. XI

[modifica] Edizioni

[modifica] Collegamenti esterni

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