Biblioteca Gambalunghiana
| Biblioteca Gambalunghiana | |
|---|---|
| Indirizzo | Via Gambalunga, 27 - 47921 Rimini |
| Tipo | Pubblica, generalista |
| Sito | Sito ufficiale |
La biblioteca civica di Rimini fu aperta nel 1619, su lascito di Alessandro Gambalunga nell'omonimo palazzo (iniziato nel 1610 e terminato nel 1614), dove ha ancora la sua sede, nel centro di Rimini. Essa è la prima biblioteca civica d'Italia.
Il nobile Alessandro Gambalunga muore il 12 agosto 1619, lasciando al Comune sia il palazzo (costato settantamila scudi ed edificato fra 1610 e 1614) sia la biblioteca, posta «nella stanza da basso», che diventa pubblica, la prima in regione e la terza in Italia a essere tale dopo la biblioteca Ambrosiana di Milano (1609) e la biblioteca Angelica di Roma (1614). In Emilia si aprono molto dopo le biblioteche di Modena (1750), Ferrara (1753), Bologna (universitaria, 1756), Parma (1769) e Piacenza (1778).
La classifica consueta che pone la Gambalunghiana come terza biblioteca pubblica d'Italia non tiene conto però che essa a Rimini fu preceduta nel 1430 dalla biblioteca Malatestiana di San Francesco, che è in assoluto la prima a esser stata aperta al pubblico in Italia.
[modifica] I bibliotecari
Il primo bibliotecario fu Michele Moretti (1619-1649), raddoppiò la quantità dei volumi lasciati da Gambalunga e fece allestire le severe «scansie di noce» delle sale seicentesche. A lui si deve anche l'acquisto dei due splendidi mappamondi - il terraqueo e il celeste - del Blaeu, datati Amsterdam 1622 e 1640.
Gli successe il sacerdote Girolamo Avanzolini, cappellano di San Silvestro, mansionario della cattedrale e maestro di cappella, che sarà bibliotecario dal 1649 al 1678. Egli cercò di recuperare i manoscritti della biblioteca Malatestiana di San Francesco, ritrovando l'autografo dei poemi Hesperis e Argonauticon dell'umanista Basinio di Parma, dono dell'autore a Roberto Valturio, e una copia membranacea della seconda metà del Duecento dell’Anticlaudianus di Alano di Lilla, anch'essa appartenuta al Valturio.
Bibliotecario dal 1678 al 1694 fu il sacerdote Giuseppe Malatesta Garuffi. Tra le sue innumerevoli opere, edite e inedite, c'è L'Italia accademica (1688), censimento storico delle accademie italiane.
Dal 1711 al 1715, fu Ignazio Vanzi (1667-1715).
Nel 1741, va ricordata la presenza nella Biblioteca, come vice-custode, di un giovane nobile, Giuseppe Garampi (1725-1792), futuro arcivescovo, cardinale, nunzio apostolico e prefetto degli archivi vaticani. All'epoca era già in contatto col Muratori e in una lettera gli segnalava alcuni codici e gli chiedeva una lista di opere da acquistare.
[modifica] Voci correlate
[modifica] Collegamenti esterni
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