Biblioteca Ambrosiana

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Coordinate: 45°27′48.97″N 9°11′09.65″E / 45.463603°N 9.186014°E45.463603; 9.186014

« ...questa biblioteca ambrosiana che Federigo ideò con sì animosa lautezza ed eresse, con tanto dispendio, dai fondamenti. »
(Promessi Sposi, Cap. XXII - Alessandro Manzoni)
Biblioteca Ambrosiana
Biblioteca Ambrosiana
Indirizzo Piazza Pio XI, 2 - 20123 Milano, Italia
Tipo Pubblica
Sito Sito ufficiale

La Biblioteca Ambrosiana è una biblioteca situata nel comune di Milano.

Storia [1][modifica | modifica sorgente]

Federico Borromeo (1564-1631), cardinale arcivescovo di Milano, durante i soggiorni a Roma tra il 1585 e il 1595 e dal 1597 al 1601, maturò l’idea di un’istituzione culturale di alto livello artistico, letterario e scientifico, « per un servizio universale » a gloria di Dio e per la promozione integrale dei valori umanistici. Rientrato a Milano inviò emissari a raccogliere manoscritti e stampati da ogni parte del mondo e pose mano alla costruzione dell’Ambrosiana, affidandone l'edificazione a Lelio Buzzi e Francesco Maria Richini nel 1603, e nel 1611 a Fabio Mangone, che aggiunse all’edificio della Biblioteca anche i due saloni per l’Accademia e le raccolte d’arte. Tra il 1826 e il 1836 Giacomo Moraglia sull’area della preesistente chiesa di S. Maria della Rosa realizzò il cortile neoclassico e rovesciò l’ingresso sul lato nord, incorporando anche l’aula rinascimentale della Confraternita del Pio Istituto di Santa Corona. Nel 1923 il cortile neoclassico fu trasformato nella Sala di lettura attuale, e nel 1928 fu annesso all’Ambrosiana l’edificio appartenente agli Oblati fondati da san Carlo Borromeo, con la chiesa di S. Maria Maddalena al Santo Sepolcro di origini millenarie, antecedente la prima Crociata. Dopo i bombardamenti del 1943 i lavori di ripristino furono affidati a Luigi Caccia Dominioni. Dal 1990 al 1997 sono stati eseguiti lavori di restauro e ristrutturazione realizzando un ammodernamento completo di quasi tutti gli ambienti, grazie al contributo di Cariplo, poi Intesa-Bci.

Istituzione[modifica | modifica sorgente]

Il cardinale Federico Borromeo affidò nel 1604 l’attività scientifica e culturale dell’Ambrosiana a un Collegio di Dottori, presieduto da un Prefetto che, secondo le Norme promulgate nel 1998 dall'arcivescovo di Milano, Carlo Maria Martini, è nominato dall’Arcivescovo. Il Collegio dei Dottori e la Biblioteca Ambrosiana ebbero sorte felice, sostenuti da sapienti norme stabilite dal fondatore, che ne assicurò la continuità istituendo anche una Congregazione di Conservatori e dotandola di adeguate risorse. I Dottori erano originariamente previsti fino a un numero di dodici ecclesiastici, affiancati da quattro Dottori laici. Motori della ricerca, dell’insegnamento e dello studio dovevano essere i membri di tre Collegi che avrebbero dovuto svolgere un’azione coordinata: dei Dottori, dei Professori e degli Alunni. Era così tracciata la missione e l’identità dall’Ambrosiana quale centro letterario, scientifico e artistico di eccellenza a carattere interdisciplinare e universitario, secondo il motto tuttora vigente Singuli singula. Dal 2008 è stata costituita la Fondazione Cardinal Federico Borromeo, per offrire sostegno finanziario alle sempre più numerose attività culturali dell’Ambrosiana, ora ampliate e potenziate.

La biblioteca[modifica | modifica sorgente]

Con l’apertura al pubblico della Biblioteca Ambrosiana, l’8 dicembre 1609, nasceva quella che nel 1623 Galileo Galilei scrivendo al cardinale Federico definì « ...l'eroica et immortal libreria ». Il patrimonio originario comprendeva circa 30.000 stampati e 8.000 manoscritti, acquistati da ogni parte del mondo, fino dalle lontane terre d’Arabia, Cina, Russia, Indie e Giappone, tra i più preziosi della storia della cultura e della scienza sia occidentale sia orientale. Possiamo ricordare tra questi l’ Ilias picta del V secolo, già appartenuta a G. V. Pinelli, il Virgilio di Francesco Petrarca, il كتاب لاحيوان Kitāb al-Hayawān miniato di Amr b. Bahr al-Giāhiz, la mappa cinese《萬國全圖》 di Giulio Aleni. La fama dell’Ambrosiana le attirava altre eccezionali donazioni, come i codici di Leonardo offerti da Galeazzo Arconati nel 1637, e il meraviglioso Museo di Manfredo Settala. Le donazioni continuarono nei secoli, consentendo nel 1909 l’acquisizione dei 1600 codici arabi del fondo Caprotti, fino a quelle più recenti dell’indologo Enrico Fasana, dell’Istituto Italo-Cinese Vittorino Colombo e di altre istituzioni culturali italiane e straniere. Dal 2009 è iniziata, nella Sala Federiciana dell’Ambrosiana e nella Sacrestia Monumentale del Bramante presso Santa Maria delle Grazie, la serie di Mostre che - culminando nel 2015, anno dell’Expo mondiale in Milano - espongono progressivamente nella sua integralità il capolavoro del genio di Leonardo da Vinci, con gli oltre 2000 suoi disegni raccolti nei 1119 fogli del Codice Atlantico.[2]

La pinacoteca[3][modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Pinacoteca Ambrosiana.

Federico Borromeo era stato il primo sostenitore e successivamente Patrono dell’Accademia di San Luca, progettata da papa Gregorio XIII nel 1577 e inaugurata a Roma da Federico Zuccari nel 1593. Giunto nel 1595 a Milano come arcivescovo, progettava di fondarvi un’Accademia artistica, pari a quelle di Firenze e di Roma; Mentori del programma del cardinale erano, tra i molti, Giusto Lipsio docente a Lovanio, Ericio Puteano professore alle Scuole Palatine di Milano e, tra gli artisti, i Brueghel e i fratelli Brill. Nel 1618 Federico donò all’Ambrosiana la sua raccolta di dipinti e disegni, costituendo così il nucleo iniziale della Pinacoteca, con opere di Raffaello, Caravaggio, Leonardo, Tiziano, Bernardino Luini. La fondazione dell’Accademia di disegno, pittura, scultura e architettura avvenne il 25 giugno 1620, con la nomina dei tre Maestri Giovanni Battista Crespi detto il Cerano, Giovanni Andrea Biffi e Fabio Mangoni, direttori rispettivamente per la pittura, la scultura e l’architettura; i primi allievi furono in numero di nove. Oggi la Pinacoteca comprende 24 Sale, consentendo di ammirare circa 300 capolavori dei massimi artisti italiani e europei[4], con un piano pluriennale di mostre anche all’estero, la più recente delle quali a Tokyo nell’aprile-giugno 2013[5]. (cfr. Newsletter 2013/6)

L'accademia[modifica | modifica sorgente]

Le ricerche accademiche si sono fatte più intense con la fondazione, nel 1963, dell’Accademia di S. Carlo Borromeo da parte dell’Arcivescovo, Cardinale Giovanni Battista Montini, poi Papa Paolo VI; nel 1976 il Cardinale Giovanni Colombo con nuovo Statuto ne affidava la direzione a Monsignor Carlo Marcora Dottore dell’Ambrosiana. Dopo un ulteriore rinnovamento dello Statuto nel 1994 voluto dal Cardinale Carlo Maria Martini, nel 2003 avvenne la fondazione dell’Accademia di Sant’Ambrogio, entrambe fuse nel 2008 dall’Arcivescovo di Milano, Cardinale Dionigi Tettamanzi in un’unica Accademia Ambrosiana con 7 Classi di Studi: Borromaici, Ambrosiani, Greci e Latini, di Italianistica, di Slavistica, sul Vicino Oriente e sull’Estremo Oriente. Queste ultime due Classi comprendono a loro volta 7 Sezioni di studi arabi, armeni, ebraici, siriaci e, in Asia orientale, studi sulle diverse culture dell’area, in particolare cinese, giapponese e indiana. L'Accademia è governata da un proprio Statuto. Il raccordo tra l’Accademia e il Collegio è assicurato mediante la nomina del Direttore di ciascuna Classe, scelto tra i Dottori del Collegio. Sono oggi membri dell’Accademia circa 250 professori universitari di ogni parte del mondo, assistiti da 14 Segretari Accademici. Ciascuna Classe pubblica una propria serie di volumi miscellanei con saggi e ricerche specifiche, mentre nella serie di Fonti e studi si pubblicano opere monografiche d’interesse generale per l’intera Accademia. (cfr. Newsletter 2012/10).

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ A. Paredi, Storia dell’Ambrosiana, Neri Pozza, 1981;; A. Paredi, A History of the Ambrosiana, University of Notre Dame Press, 1983; Storia dell’Ambrosiana, 4 volumi, Cariplo-Intesa Bci, Milano, 1996-2002; Mario Panizza, L’Ambrosiana…De Agostini, 2013; Mario Panizza, San Sepolcro [in stampa]
  2. ^ Disegni di Leonardo dal Codice Atlantico - Drawings by Leonardo from the Codex Atlanticus [in continuazione]; T. 1, Fortezze, bastioni e cannoni – Fortresses, Bastions and Cannons, PIETRO C. MARANI con ANNA MALIPIERO edd., Veneranda Biblioteca Ambrosiana, Milano – Istituto Geografico De Agostini, Novara, 2009; T. 2, La biblioteca, il tempo e gli amici di Leonardo – Leonardo’s Library, Times and Friends, EDOARDO VILLATA edd., Veneranda Biblioteca Ambrosiana, Milano – Istituto Geografico De Agostini, Novara, 2009; T. 3, L’architettura, le feste e gli apparati – Architecture, Festivities and Ephemeral Displays, PAOLO CORDERA ed., Veneranda Biblioteca Ambrosiana, Milano – Istituto Geografico De Agostini, Novara, 2010; T. 4, Leonardo, la politica e le allegorie – Leonardo, Politics and Allegories, MARCO VERSIERO ed., Veneranda Biblioteca Ambrosiana, Milano – Istituto Geografico De Agostini, Novara, 2010; T. 5, Le armi e le macchine da guerra: il De re militari di Leonardo. Disegni di Leonardo dal Codice Atlantico – Weapons and Machines of war: Leonardo’s De re militari. Drawings by Leonardo from the Codex Atlanticus, MATTHEW LANDRUS ed., Veneranda Biblioteca Ambrosiana, Milano – Istituto Geografico De Agostini, Novara, 2010
  3. ^ Pinacoteca Ambrosiana. Catalogo:
    T. I, Dipinti dal medioevo alla metà del Cinquecento, PIETRO C. MARANI, BERT W. MEIJER, MARCO ROSSI, ALESSANDRO ROVETTA edd., Mondadori Electa, Milano, 2005 ;
    T. II, Dipinti dalla metà del Cinquecento alla metà del Seicento, BERT W. MEIJER, MARCO ROSSI, ALESSANDRO ROVETTA edd., Mondadori Electa, Milano, 2006;
    T. III, Dipinti dalla metà del Seicento alla fine del Settecento – Ritratti, SIMONETTA COPPA, MARCO ROSSI, ALESSANDRO ROVETTA edd., Mondadori Electa, Milano, 2007;
    T. IV, Dipinti dell’Ottocento e del Novecento. Le miniature, LUCIANO CARAMEL, FERNANDO MAZZOCCA, MARCO ROSSI, ALESSANDRO ROVETTA, FRANCESCO TEDESCHI edd., Mondadori Electa, Milano, 2008;
    T. V, Raccolte archeologiche – Sculture, LUCIANO CARAMEL, FERNANDO MAZZOCCA, MARCO ROSSI, ALESSANDRO ROVETTA, FRANCESCO TEDESCHI edd., Mondadori Electa, Milano, 2009;
    T. VI, Collezione Settala e Litta Modignani – Arti applicate da donazioni diverse – Numismatica, ALESSANDRO ROVETTA ed., Mondadori Electa, Milano 2010.
  4. ^ M. Navoni e A. Rocca, La Pinacoteca Ambrosiana. Catalogo, De Agostini, 2013, ita/eng
  5. ^ Leonardo e la sua cerchia” dalla raccolta della Biblioteca-Pinacoteca Ambrosiana aprile - giugno 2013, Tokyo, Metropolitan Art Museum, Catalogo, pp. 350; opere 109; 2013.