Biblioteca Ambrosiana
Coordinate: 45°27′49.58″N 9°11′9.17″E / 45.4637722°N 9.1858806°E
| Veneranda Biblioteca Ambrosiana | |
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Il palazzo della Biblioteca Ambrosiana, su piazza Pio XI. |
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| Indirizzo | Piazza Pio XI, 2 |
| Tipo | Pubblica |
| Sito | Sito ufficiale |
| « Il lavoro dello scrivano è il ristoro del lettore; il primo toglie le forze al corpo, l'altro favorisce lo spirito. Pertanto chiunque tu sia non disprezzare, mai stato piuttosto attento al lavoro di colui che fatica per portarti profitto....Se non sai scrivere non lo considererai una fatica, ma se non vuoi un racconto dettagliato ti dirò che il lavoro è duro; rende gli occhi annebbiati, curva la schiena, schiaccia le costole e il ventre, fadolere le reni e tutto il corpo. Pertanto, o lettore, gira le pagine delicatamente e tieni le dita lontano dalle lettere, poiché come la tempesta di grandine rovina il raccolto della terra, cosò fa lo stolto lettore, distrugge il libro e la scrittura. Come al marinaio è gradito trovare il porto ultimo del suo viaggio, così per lo scrivano l'ultima riga. Sia sempre grazie a Dio » |
| (Copista anonimo di molti secoli fa, citato da monsignor Gianfranco Ravasi a una inaugurazione di una importante mostra dell'anno 2000 nella biblioteca ambrosiana. - [1]) |
La Biblioteca Ambrosiana è una storica biblioteca milanese fondata nel 1607 dal cardinale Federigo Borromeo.
È ospitata all'interno del palazzo dell'Ambrosiana nel quale si trova anche la Pinacoteca Ambrosiana, anch'essa fondata da Federico.
Fu la quinta biblioteca aperta al pubblico (dal 1609), preceduta dalla Biblioteca Malatestiana aperta a Cesena nel 1454[2][3], dalla biblioteca dei Girolamini di Napoli aperta nel 1586[4] dalla Biblioteca Bodleiana, sorta a Oxford nel 1602, e dalla Biblioteca Angelica, aperta a Roma nel 1604.
Indice |
Storia[modifica]
| « questa biblioteca ambrosiana, che Federigo ideò con sì animosa lautezza, ed eresse, con tanto dispendio, da' fondamenti » |
| (Promessi Sposi (Cap. XXII) - Alessandro Manzoni) |
Nel corso dei suoi soggiorni romani (dal 1585 al 1595 e poi dal 1597 al 1601) Federico Borromeo maturò l'idea di creare a Milano una biblioteca con lo scopo di costruire, tramite la raccolta e lo studio delle origini e delle tradizioni cattoliche, un baluardo contro l'avanzare della Riforma protestante.
Rientrato a Milano incaricò i suoi emissari di raccogliere manoscritti in tutta Europa e in Oriente; a questo periodo risale l'acquisizione dei manoscritti del monastero benedettino di Bobbio (1606), tra i quali il celebre Antifonario di Bangor e della biblioteca del bibliofilo padovano Gian Vincenzo Pinelli (1608), comprendente 70 casse di libri con oltre 800 manoscritti, tra i quali la celebre Ilias Picta.
La prima fase della costruzione dell'edificio destinato ad ospitare le raccolte, iniziata nel 1603, fu diretta da Lelio Buzzi e Francesco Maria Ricchino. Per prima fu realizzata la Sala Federiciana nella quale vennero ospitati i primi libri a stampa e circa 8.000 manoscritti.
L'8 dicembre 1609 fu aperta la sala di lettura, primo esempio di sala con i libri riposti entro scansie lungo le pareti e non incatenati ai tavoli di lettura come usuale in altre biblioteche dell'epoca. Facevano parte della Biblioteca anche una stamperia e una scuola per lo studio delle lingue classiche e orientali.
Le continue acquisizioni, anche tramite lasciti, resero necessaria l'espansione dell'edificio, i cui lavori iniziarono nel 1611.
Nel 1618 il cardinale donò alla biblioteca la sua raccolta di dipinti e disegni che costituirono il nucleo iniziale della Pinacoteca, e nel 1625 aprì l'Accademia; fra i primi insegnanti vi furono personalità come il Cerano e Giovanni Andrea Biffi.
Nonostante la morte del cardinale (1631) le acquisizioni e le donazioni rimasero costanti: nel XVII secolo furono donati 12 manoscritti leonardeschi fra i quali il celeberrimo Codice Atlantico, un album di disegni di Rubens, e altri preziosi manoscritti. Parte del patrimonio venne requisito durante la dominazione francese e solo in parte restituito in seguito. Fu reso il Codice Atlantico ma non gli altri manoscritti di Leonardo e solo due dei quattro dipinti degli Elementi di Jan Brueghel il Vecchio.
Tra il 1826 ed il 1836 l'architetto neoclassico Giacomo Moraglia, fra i più apprezzati della Milano della prima metà del XIX secolo, realizzò il chiostro che serve da sala di lettura, e rovesciò l'ingresso, non più da piazza San Sepolcro ma dalla attuale sede in piazza Pio XI, allora piazzetta della Rosa. Le nuove costruzioni occupavano circa due terzi della sede della preesistente chiesa di Santa Maria della Rosa, appositamente demolita nel 1831.
Nello stesso periodo venne costituita la raccolta di disegni - iniziata in epoca federiciana - e diverse donazioni portarono il patrimonio a migliaia di volumi di disegni e stampe. Al 1909 risale l'acquisto di circa 1600 codici arabi, grazie all'iniziativa di Eugenio Griffini, incrementati dal lascito di quest'ultimo nel 1926 (altri 56 codici). L'edificio era nuovamente al limite della capienza e nel 1923 il cortile neoclassico venne quindi trasformato in sala di lettura.
I bombardamenti del 1943 causarono gravi danni all'edificio e al patrimonio; fra le altre andò persa l'intera raccolta dei libretti d'opera della Scala. I lavori di ripristino iniziarono solo nel 1952 su progetto di Luigi Caccia Dominioni.
Dal 1990 al 1997 l'edificio è stato nuovamente ristrutturato.
Nel 2009 si è celebrato il IV centanario della fondazione della Biblioteca.[5]
Patrimonio[modifica]
Il patrimonio della Biblioteca Ambrosiana, costituito da oltre 30.000 manoscritti, 12.000 pergamene, 2.300 incunaboli, 10.000 disegni, 30.000 incisioni, oltre 1000 legature medievali e raccolte numismatiche e archeologiche, ne fa una delle più prestigiose biblioteche al mondo.
Fra gli innumerevoli capolavori spiccano i 51 frammenti con 58 miniature dell'Ilias Picta, risalente al V secolo, i 1119 fogli del Codice Atlantico, il De Divina Proportione di Luca Pacioli annotato da Leonardo, il De Prospectiva Pingendi di Piero della Francesca e una serie immensa di manoscritti autografi da Petrarca al Boccaccio, Ariosto, Machiavelli, Galileo, Parini, Manzoni, Porta, Tommaso d'Aquino, Piero della Francesca, le lettere di Lucrezia Borgia a Pietro Bembo.
Opere principali[modifica]
- Orosius D 23 sup., inizio del VII secolo
- Commento di Servio a Virgilio (Ms. S.P. 10/27), miniato da Simone Martini per Francesco Petrarca, 1340
Collegio dei Dottori[modifica]
L'attività scientifica e culturale dell'Ambrosiana è affidata ai Dottori, riuniti in un Collegio[6], presieduto da un Prefetto. Da Statuto[7], il Collegio deve essere composto da almeno cinque ecclesiastici. I nuovi dottori sono cooptati, per elezione, dal Collegio. Il Prefetto è nominato dall'Arcivescovo di Milano, che ha il titolo di "Patrono dell'Ambrosiana".
Dal settembre 2007 il prefetto è Mons. Franco Buzzi[8].
Nel corso della sua storia la Biblioteca Ambrosiana ha avuto Dottori illustri, tra cui lo storico milanese Giuseppe Ripamonti, Ludovico Antonio Muratori, Giuseppe Antonio Sassi, il cardinale Angelo Mai, Antonio Maria Ceriani, il cardinale Giovanni Mercati, Achille Ratti (divenuto in seguito papa Pio XI), il cardinale Gianfranco Ravasi, il biblista Gianantonio Borgonovo.
Note[modifica]
- ^ Mille anni di manoscritti della Biblioteca Ambrosiana di Massimo Dradi nel Bollettino del Centro di Studi Grafici di Milano , Anno 52° , n°2, giugno 2000 , pag. 12
- ^ Strada dei vini e dei sapori – Cesena. URL consultato in data 25-08-2009.
- ^ Comune di Cesena – Biblioteca Malatestiana. URL consultato in data 25-08-2009.
- ^ Biblioteca statale oratoriana del monumento nazionale dei Girolamini - Napoli. URL consultato in data 27 settembre 2012.
- ^ 07 maggio 2009. Celebrazioni del IV centenario della Biblioteca Ambrosiana Notizia sul sito del Ministero Beni Culturali.URL consultato il 2 novembre 2009.
- ^ Elenco dei Dottori dell'Ambrosiana, dal sito istituzionale. URL consultato il 2010-12-17.
- ^ Statuto in lingua italiana, in lingua inglese, in lingua araba, dal sito istituzionale. URL consultato il 2010-12-17.
- ^ Franco Buzzi è nato nel 1948 ed è stato ordinato sacerdote per la Diocesi di Milano nel 1972. Ha compiuto gli studi teologici e filosofici a Milano, Roma e Monaco di Baviera. Ha conseguito la licenza in teologia presso la Facoltà teologica dell'Italia settentrionale ed il dottorato in filosofia presso la Pontificia Università Gregoriana, a Roma. È stato insegnante di antropologia filosofica, etica, epistemologia, storia della filosofia e teologia fondamentale presso il Seminario Teologico di Milano (dal 1975 al 1991) e presso la Facoltà teologica dell'Italia settentrionale (dal 1983 al 1996 ). Dal 1992 è entrato nel Collegio dei Dottori della Biblioteca Ambrosiana; dal 1993 è direttore dell’ "Accademia di San Carlo"; dal 1996 è Dottore Ordinario a vita e Canonico del Capitolo di S. Ambrogio. I suoi studi si sono occupati, fra l'altro, dell’idealismo tedesco e della cultura filosofico-religiosa nei secoli XV e XVI, con una particolare attenzione alla Riforma e Controriforma, e del cristianesimo nei secoli XVI-XVIII, in particolare della teologia e delle dottrine del diritto e della politica in età moderna. Nel 2007 è succeduto a Gianfranco Ravasi nella carica di Prefetto. Biografia di Franco Buzzi da www.rotary-giardini.it (URL consultato il 2010-12-17); Bibliografia e ricerche in corso di Franco Buzzi dal sito istituzionale dell'Ambrosiana (URL consultati il 2010-12-17).
Voci correlate[modifica]
Altri progetti[modifica]
Commons contiene immagini o altri file su Biblioteca Ambrosiana
Collegamenti esterni[modifica]
- Catalogus codicum graecorum Bibliothecae Ambrosianae (Mediolani 1906) Tomus I
- Catalogus codicum graecorum Bibliothecae Ambrosianae (Mediolani 1906) Tomus II
- Sito ufficiale