Biassa

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Biassa
frazione
Dati amministrativi
Stato bandiera Italia
Regione Liguria – stemma Liguria
Provincia La Spezia – stemma La Spezia
Comune La Spezia – stemma La Spezia
Territorio
Coordinate 44°05′52″N 9°46′26″E / 44.09778°N 9.77389°E / 44.09778; 9.77389 (Biassa)Coordinate: 44°05′52″N 9°46′26″E / 44.09778°N 9.77389°E / 44.09778; 9.77389 (Biassa)
Altitudine 323 m s.l.m.
Abitanti 650[1]
Altre informazioni
Cod. postale 19133
Prefisso 0187
Fuso orario UTC+1
Nome abitanti biassei
Patrono san Martino
Localizzazione
Biassa è posizionata in Italia
Biassa

Frazione del Comune della Spezia, Biassa è un borgo di circa 650 abitanti, situato a 323 metri sul livello del mare. A differenza di ciò che crede molta gente il territorio di Biassa non ricade all'interno del Parco Nazionale delle Cinque Terre. Il nome del paese parrebbe derivare dall'ammiraglio Baldassarre Biassa, ritenuto il suo fondatore.

La storia di Biassa è strettamente legata a quella di Tramonti, terra in riva al mare, caratterizzata da muretti a secco e piccoli poderi d'uva: questo territorio ha uno dei maggiori cantori in Giancarlo Natale, narratore della fatica impervia, della tenacia secolare, ma anche della gioia di abitare questi luoghi.


Una delle famiglie più antiche di Biassa è la famiglia Natale, detta dei Romano, coltivatori da sempre dei propri beni terrieri, situati nella maggior parte nella località di Tramonti, della quale però non si hanno riscontri antecedenti al 1563 a causa della distruzione dell'archivio parrocchiale. Oggi i componenti della famiglia sono ormai pochi anche se continuano ad amare la propria terra ed a essere biassei DOC.

Recentemente tra le vie di Biassa è transitato il Giro d'Italia

[modifica] Storia

La storia di Biassa ci porta a tempi molto antichi e la sua esistenza, sino ad ora, si può dividere in tre stadi: il primo nome che le assegnarono fu Roccanera negli anni prima del Mille. In quel periodo la popolazione di Biassa risiedeva sul Monte Parodi e alla base del Verugoli, in un centro chiamato appunto "Roccanera", molto probabilmente per le cave di arenaria presenti, che erano anche la principale fonte di lavoro per i biassei.

Nel mezzo di un abitato vi era una chiesa intitolata a San Martino, della quale ancora oggi rimangono i resti, in particolare l'abside.

Da questo splendido borgo passarono innumerevoli Santi, tra le quali possiamo citare San Martino, San Rocco e San Bernardo.

Pare che Biassa, Roccanera in quest'epoca, fosse un centro d'influenza anche per molte borgate vicine, soprattutto per la costruzione, nel XIV secolo, di una cappella dedicata a Santa Caterina da Siena e ancor di più per la presenza della sopracitata chiese di S. Martino.

La "Comunitas Blaxiae", comunità di Biassa, cessò pian piano di esistere quando la vicina borgata di Carpena si staccò dalla Parrocchia di S Martino, poco prima del 1300. Da chiesa matrica, Biassa, diventò pertanto filiale e perse dunque notevole importanza.

Inizia poi la nuova fase storica relativa al Castello Coderone (i cui resti si possono ancora vedere e visitare).

La seconda residenza fu proprio Coderone, castello fatto costruire verso la metà del XIII secolo dalla Repubblica di Genova per difendere questa zona contro la Repubblica di Pisa che tentava di occuparla. In quest'epoca parte degli abitanti di Roccanera si trasferirono su quel colle prestandosi a servizio come mezzadri-soldati presso i nuovi Conti Genovesi; il nuovo paese sorse quindi attorno al castello, con la sua chiesa dedicata a Santa Maria Maddalena.

Nel 1251 fu redatto lo statuto di Biassa e tutti i suoi uomini giurarono fedeltà al Comune di Genova.

Tra i vari signori che occuparono e abitarono il castello Coderone in seguito vi furono i Biassa, famiglia rimasta celebre nella storia della Spezia e negli annali marinari di Genova e d'Italia. Con i Conti Malaspina della Lunigiana i Biassa avevano rapporti di amicizia e parentela. Poco si sa di questa famiglia che verso la fine del XV secolo, quando il castello perse la sua importanza militare, si stabilì alla Spezia portando con sé parte dei dipendenti; gli abitanti rimasti si spostarono nella più comoda vallata vicina costituendo così, assieme ad altri che già da tempo vi abitavano, la definitiva residenza che risponde all'odierno paese di Biassa.

Nella dimora dei Biassa, la storia dice, furono ospitati illustri personaggi come Caterina de Medici, in viaggio per andare in sposa al figlio del re di Francia; Papa Clemente VII, che raggiungeva la suddetta nipote a Marsiglia per le nozze; Papa Paolo III, di ritorno da Nizza; l'Imperatore Carlo V, che proprio dal golfo della Spezia partirà per la sfortunata impresa in Algeria.

La terza residenza fu quindi il paese nella posizione che ancora oggi mantiene.

Verso la fine del 1400 venne costruita la nuova chiesa consacrata anch'essa come la precedente a San Martino. La popolazione continuerà a trovare sostentamento nella lavorazione della pietra arenaria o nella coltivazione delle viti a Tramonti, attività già iniziata da molti anni.

[modifica] Splendori d'arte

Il borgo di Biassa è posto dietro la costruzione dell'ormai diroccato castello di Coderone eretto circa nel 1000-1300 d.C. Inoltre Biassa presenta in una via del paese la chiesa monumentale di S. Martino. Lo stile generale della chiesa è romanico, se si eccettua la facciata nello stile rinascimentale. I muri sono fasciati di bozze martellinate in cemento del più resistente, eccettuate le bozze delle finestre, che sono di viva pietra arenaria del luogo.

L'abside si apre ad oriente a forma circolare in basso, e a tazza rovesciata in alto, mentre nello sfondo dà luce al coro l'unica finestra romanica a doppia strombatura, composta, come tutte le altre, di 56 bozze di arenaria finemente lavorate, con vetrata istoriata, rappresentante la Madonna del Rosario, di ottima fattura.

Il coro lavorato artisticamente in legno corre intorno all'abside, nel cui centro s'innalza l'altare maggiore di un bel barocco, tutto rifulgente di marmo bianco di Carrara, rosso di Francia e giallo di Siena. Sull'altare spicca un grande Crocifisso in legno di artistica fattura, scolpito nel secolo passato, e donato alla Chiesa da una famiglia del paese. Sul davanti chiude il Santa Sanctorum, un'elegante balaustra di marmo bianco e rosso, armonizzante con l'altare maggiore e che reca la data del 1792. A destra dell'altare maggiore, presso la porta della Sagrestia, si apre una finestra romanica, scoperta durante i lavori, risalente all'XI secolo, sul cui stile sono state sviluppate tutte le altre sette finestre.

[modifica] Note

  1. ^ circa
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