Bhaisajyaguru

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Dipinto raffigurante il Buddha della Medicina

Bhaisajyaguru — dal sanscrito "Maestro della Medicina"; in cinese Yàoshī Fó (藥師佛sempl.); giapponese Yakushi Nyorai (薬師如来?); coreano Yaksa Yeorae (약사여래); tibetano Sman-bla — o più formalmente Bhaisajyaguruvaidūryaprabha ("Maestro della Medicina dalla Luce Lapislazzuli"), in giapponese Yakushirurikō Nyorai (薬師瑠璃光如来?), noto anche come Buddha della Medicina o Maestro delle Cure, è il Buddha che rappresenta la medicina, o nel Buddhismo Mahāyāna l'aspetto curativo del Buddha "storico" Śākyamuni.

Indice

[modifica] Origine

Bhaisajyaguru è descritto nel Bhaisajyaguru-sutra ("Sutra del Maestro della Medicina" da cui prende il nome) come un bodhisattva che ha mantenuto 12 voti, due dei quali relativi alle cure; all'ottenimento dello stato di Buddha, si reincarnò nel Paradiso Vaidūryanirbhāsa, in giapponese Jōruri (浄瑠璃?), nel quadrante orientale, dove è servito da due bodhisattva, noti in Giappone come Nikkō (日光 "luce del sole"?) e Gakkō (月光 "chiaro di luna"?). Sempre in Giappone, Yakushi è assente dal Mandala dei Due Reami, ma è uno dei Tredici Buddha della scuola Shingon.

[modifica] Iconografia

Bhaisajyaguru è tipicamente rappresentato seduto, con vesti monacali, un vasetto blu di erbe medicinali nella mano sinistra e la mano destra sul ginocchio destro con uno stelo di pianta tra il pollice e l'indice.

[modifica] Culto

[modifica] Giappone

A partire dal VII secolo il culto di Yakushi è diventato molto popolare in Giappone, soppiantando in gran parte quello di Ashuku (Akshobhya). Parte del ruolo di Yakushi è passato poi a Jizo (Ksitigarbha), ma Yakushi presiede ancora alle cerimonie delle ricorrenze funebri nel buddhismo giapponese.

[modifica] Tibet

Meditare sul Buddha della Medicina, il Supremo Curatore (o Sangye Menla in tibetano) è non solo un metodo molto potente per curare e aumentare le capacità curative proprie e altrui, ma anche per superare le malattie interiori dell'affezione, dell'astio, e dell'ignoranza. È quindi molto venerato per alleviare le malattie e le sofferenze fisiche e mentali. Nel Buddhismo tibetano il potere del Buddha della Medicina è la benedizione più potente per curare e per risvegliare l'innata saggezza curativa che è presente in ogni individuo.

[modifica] Mantra

Ci sono due versioni del Mantra del Buddha della Medicina in sanscrito, la "lunga":

Om Namo Bhagavate Bhaishajyaguru Vaidūryaprabharājāya Tathāgatāya Arhate Samyaksambuddhāya Tadyathā: Om Bhaishajye Bhaishajye Mahābhaishajye Bhaishajye Rāja Samudgate Svāhā

E la "corta", nota come "Mantra del Cuore del Buddha della Medicina":

(Tadyathā) Om Bhaishajye Bhaishajye Mahābhaishajye Bhaishajye Rāja Samudgate Svāhā


Si ritiene che la recitazione di questo mantra sia molto efficace per curare dalle sofferenze fisiche e per purificarsi dal karma negativo.

Un rituale molto in uso in caso di malattia è di recitare ogni giorno il mantra nella sua forma lunga per 108 volte su un bicchiere d'acqua e poi berne il contenuto: si crede che questo santifichi l'acqua con la benedizione del Buddha della Medicina ed abbia così effetti curativi.

È d'uso inoltre nel buddhismo tibetano recitare il mantra prima di ogni pasto non vegetariano; si crede che l'animale defunto possa così essere liberato dal suo karma negativo e reincarnarsi quindi in un'esistenza più felice.

In Giappone il mantra più diffuso recita:

Om huru huru candāli mātàngi svāhā (sanscrito)
On koro koro sendari matōgi sowaka (giapponese)

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