Betlemme

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Betlemme
città
بيت لحم
Betlemme – Stemma
Betlemme – Veduta
Localizzazione
Stato Palestina Palestina
Governatorato Betlemme
Amministrazione
Sindaco Vera Baboun (Fatah) dal 20/10/2012
Territorio
Coordinate 31°42′11″N 35°11′44″E / 31.703056°N 35.195556°E31.703056; 35.195556 (Betlemme)Coordinate: 31°42′11″N 35°11′44″E / 31.703056°N 35.195556°E31.703056; 35.195556 (Betlemme)
Superficie 30 km²
Abitanti 29 927 (2006)
Densità 997,57 ab./km²
Altre informazioni
Fuso orario UTC+2
Cartografia
Mappa di localizzazione: Palestina
Betlemme

Betlemme (in arabo: بَيْتِ لَحْمٍ, Bayti Laḥmin, Bayt Laḥm, lett. "Casa della Carne", in ebraico בֵּיִת לֶחֶם, [Beit Lehem], lett. "Casa del Pane", in greco Βηθλεέμ [Bethleém]) è una città della Cisgiordania, capitale del Governatorato di Betlemme dell'Autorità Nazionale Palestinese, ed è famosa soprattutto perché i Vangeli e la tradizione cristiana la indicano quale luogo di nascita di Gesù Cristo; per questo motivo vi sorge la Basilica della Natività.

Si trova a circa 10 km a sud di Gerusalemme, ad un'altezza di 765 m sul livello del mare. Il suo agglomerato urbano comprende anche le cittadine di Beit Jala e Beit Sahour.

Secondo la Bibbia, a Betlemme nacque anche David, secondo re di Israele; essa è quindi menzionata da Luca evangelista come "la città di David". Secondo una profezia biblica (cfr. Michea 5,1), il Messia doveva essere suo discendente e nascere nella sua città. Secondo i Vangeli, la nascita di Gesù adempì questa profezia. Betlemme ("بيت لحم") significa "Casa del pane" (che deriva dall'ebraico, dove "לחם" = "Pane"), ma "بيت لحم" potrebbe anche significare "Casa della carne" se viene tradotta dall'arabo ("لحم" = "Carne"), ma non mancano altre etimologie che fanno riferimento a un antico santuario ( bayt ) di una divinità femminile siriaca (Lehem). La stella di Betlemme viene comunemente chiamata stella cometa.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Il primo riferimento storico alla città appare nelle "Lettere di Amarna" (circa 1400 a.C.) quando il re di Gerusalemme chiese aiuto al re d'Egitto nella riconquista di Bit-Lahmi, persa in seguito alle incursioni degli Apiru.[1] Dal momento che giudei e arabi non erano ancora arrivati nella zona si pensa che la somiglianza di questo nome alla sua forma moderna indichi che qui si stanziarono popoli della terra di Canaan, che condivisero un'eredità culturale e linguistica semitica con i successivi arrivati.[2]

Epoca biblica[modifica | modifica sorgente]

Secondo il libro di Rut, la valle a est è dove Rut di Moab racimolò nei campi e tornò in città con Naomi. Betlemme è la tradizionale città natale di David, il secondo re di Israele, e il luogo dove è stato unto re da Samuele. È stato dal pozzo di Betlemme che tre dei suoi guerrieri gli portarono l'acqua quando si era nascosto nella grotta di Adullam.

Periodo romano e bizantino[modifica | modifica sorgente]

Vista della chiesa della Natività nel 1833, dipinto da M. N. Vorobiev

Tra il 132 e il 135 la città fu occupata dai Romani dopo la sua cattura nel corso della terza guerra giudaica. Gli abitanti ebrei furono espulsi dagli ordini militari di Adriano.[3] Mentre dominavano Betlemme, i Romani costruirono un santuario dedicato alla mitica figura del culto greco Adone sul luogo della Natività. Una chiesa fu eretta nel 326, quando Elena, la madre del primo imperatore bizantino Costantino, andò in visita a Betlemme.[4]

Durante la rivolta samaritana del 529, Betlemme è stata saccheggiata e sono state distrutte le sue mura e la basilica della Natività, ma sono state subito ricostruite per ordine dell'imperatore Giustiniano I. Nel 614, l'impero persiano sasanide invase la Palestina e prese Betlemme. Una storia raccontata in fonti successive sostiene che si astennero dal distruggere la chiesa vedendo i Magi raffigurati con abiti persiani in un mosaico.[4]

Luogo nativo di Gesù[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Basilica della Natività e Nascita di Gesù.
Stella d'argento che segna il luogo dove Gesù è nato secondo la tradizione cristiana

Due narrazioni nel Nuovo Testamento descrivono Gesù come nato a Betlemme. Secondo il Vangelo di Luca, i genitori di Gesù vissero a Nazaret, ma si recarono per un censimento a Betlemme, e Gesù vi nacque prima che la famiglia tornasse a Nazaret.

Il Vangelo secondo Matteo sembra invece implicare che la famiglia viveva già a Betlemme quando Gesù nacque e che successivamente si spostò a Nazaret.[5] Matteo riporta che Erode il Grande, sentito che un 're dei Giudei' era nato a Betlemme, ordinò l'uccisione di tutti i bambini di due anni o più piccoli nella città e nelle zone circostanti. Giuseppe, padre putativo di Gesù, è avvertito di questo in un sogno; la famiglia sfugge a questo destino fuggendo in Egitto e ritornando solo dopo che Erode era morto. Ma avvertito in un altro sogno di non tornare in Giudea, Giuseppe conduce la famiglia in Galilea, e va a vivere a Nazaret.

I primi cristiani interpretarono un versetto del Libro di Michea come una profezia della nascita del Messia a Betlemme.[6] Molti studiosi moderni mettono in discussione la nascita di Gesù a Betlemme, e suggeriscono che i diversi racconti evangelici siano stati inventati per presentare la nascita di Gesù come compimento delle profezie e a creare una connessione con il lignaggio di Re Davide.[7][8][9][10] Il Vangelo di Marco e il Vangelo di Giovanni non presentano un racconto della Natività o accenni al fatto che Gesù nacque a Betlemme, e riportano solamente che fosse di Nazaret.[11] In un articolo del 2005 nella rivista Archaeology, l'archeologo Aviram Oshri ha sottolineato la mancanza di prove di un insediamento in quell'area al tempo in cui Gesù è nato, e ipotizza quindi una sua nascita a Betlemme di Galilea.[12] Opponendosi a lui, Jerome Murphy-O'Connor sostiene invece la posizione tradizionale.[13]

L'antichità della tradizione della nascita di Gesù a Betlemme è attestata dall'apologeta cristiano Giustino martire, che ha dichiarato nel suo Dialogo con Trifone (c. 155-161) che la Sacra Famiglia si era rifugiata in una grotta al di fuori della città.[14] Origene di Alessandria, che scriveva intorno all'anno 247, si riferisce ad una grotta nella città di Betlemme che la popolazione locale riteneva fosse il luogo di nascita di Gesù.[15] Questa grotta è stata forse in precedenza un luogo di culto di Tammuz.[16]

La dominazione araba e le Crociate[modifica | modifica sorgente]

La Moschea di ʿOmar è stata costruita nel 1860 per commemorare la visita del califfo ʿOmar a Betlemme, al momento della sua conquista da parte dei musulmani. È l'unica moschea di Betlemme.

Nel 637, poco dopo la conquista di Gerusalemme da parte delle forze musulmane, 'Omar ibn al-Khattāb, il secondo califfo, visitò Betlemme e promise che la basilica della Natività sarebbe rimasta a disposizione dei cristiani.[4] Una moschea dedicata a Omar fu edificata vicino alla basilica, sul luogo nella città dove egli pregò.[17] Betlemme passò poi sotto il controllo dei califfati islamici degli Omayyadi nell'VIII secolo e degli Abbasidi nel IX secolo. Un geografo persiano musulmano scrisse nella metà del IX secolo che nella città sorgeva una chiesa ben conservata e molto venerata. Nel 985, il geografo arabo al-Muqaddasi visitò Betlemme, e si riferì alla sua chiesa come alla "basilica di Costantino, il cui uguale non esiste in tutto il paese".[18] Nel 1009, durante il regno del sesto califfo fatimide al-Hakim bi-Amr Allah, la basilica della Natività fu demolita per suo ordine ma, al contrario della Chiesa del Santo Sepolcro di Gerusalemme, essa fu in parte risparmiata dai musulmani della città, dal momento che era stato loro consentito l'accesso per le loro pratiche religiose, a sud del transetto. Ciò era dovuto al fatto che Gesù è venerato anche dalla religione islamica, che non lo considera tuttavia incarnazione divina (come i cristiani) ma profeta, predecessore immediato di Maometto.[19]
Fu presto riportata alla sua veste precedente dal successore di al-Hakim, l'Imam Ali al-Zahir per riprendere buone relazioni tra Fatimidi e Impero bizantino.[20]

Nel 1099, Betlemme fu conquistata dai crociati, che la fortificarono e costruirono un nuovo monastero e convento sul lato settentrionale della basilica della Natività. Il clero della chiesa greco-ortodossa fu rimosso dalla propria sede e sostituito dai chierici latini. Fino a quel momento la presenza ufficiale cristiana nella regione era stata greco-ortodossa. Nel giorno di Natale del 1100, Baldovino I, primo re di Gerusalemme, fu incoronato a Betlemme; quell'anno è stato anche istituito un episcopato latino nella città.

Un dipinto di Betlemme, 1882

Nel 1187, Saladino, il sultano di Egitto e Siria che ha guidato i musulmani Ayyubidi, prese Betlemme dai crociati. I chierici latini furono costretti ad andarsene, consentendo al clero greco-ortodosso di tornare. Saladino acconsentì il ritorno di due sacerdoti e due diaconi latini nel 1192. Betlemme perse così il commercio legato ai pellegrinaggi, giacché ci fu una netta diminuzione di pellegrini europei.[4]

Guglielmo IV di Nevers aveva promesso al Vescovo di Betlemme che se la città fosse caduta sotto il controllo musulmano, lui li avrebbe accolti nel piccolo paesino di Clamecy, nella regione della Borgogna in Francia. Immediatamente il Vescovo si trasferì a Clamecy nel 1223. Da quel momento, in Clamecy, rimase la sede del Vescovato di Betlemme per altri 600 anni, fino allo scoppio della Rivoluzione Francese nel 1789.[21]

Betlemme — con Gerusalemme, Nazareth e Sidone - venne ceduta per un breve periodo ai crociati per annetterle nuovamente al Regno di Gerusalemme grazie ad un accordo del 1229 tra l'imperatore delSacro Romano Impero, Federico II e al-Kamil, sultano ayyubide in cambio di una tregua di 10 anni tra i Crociati e gli ayyubidi. Nel 1239, quando la tregua si concluse l'accordo venne meno e Betlemme venne riconquistata dai musulmani nel 1244.[22]

Nel 1250, l'ultimo sultano ayyubide venne ucciso e salirono al potere i Mamelucchi guidati da Rukn al-Din Baybars. La tolleranza verso il Cristianesimo venne meno e gli ecclesiastici vennero allontanati dalla città, le cui mura verranno distrutte nel 1263. Parte del clero tornerà a Betlemme solo il secolo successivo, stabilendosi nel monastero adiacente alla Basilica della Natività. Ai greci ortodossi fu affidato il controllo della basilica e il controllo della Milk Grotto, condividendone il possesso con i cattolici e con gli armeni.[4]

L'epoca ottomana ed egiziana[modifica | modifica sorgente]

Veduta di Betlemme, 1898

Dal 1517, durante gli anni del controllo ottomano, la custodia della Basilica fu aspramente contesa tra la Chiesa cattolica e le chiese greco-ortodosse.[4] Verso la fine del XVI secolo, Betlemme era divenuta uno dei più grandi borghi nel Distretto di Gerusalemme, e fu suddivisa in sette quartieri.

Musulmani e cristiani vennero organizzati in quartieri separati, ognuno con un proprio leader: cinque capi-comunità regnavano sulla Betlemme di metà XVI secolo, tre di questi erano musulmani.

Nel decennio 1831-1841, la Palestina fu governata dalla dinastia di Muhammad Alì d'Egitto. Durante questo periodo, la città subì un violento terremoto e, nel 1834, il quartiere musulmano venne distrutto dalle truppe egiziane come rappresaglia per l'assassinio di un fedele di Ibrahim Pascià.[23] Nel 1841, Betlemme ritornò ancora una volta sotto il controllo dell'impero ottomano, e vi rimase sino alla fine della prima guerra mondiale. Con gli ottomani, molti abitanti di Betlemme rimasero senza occupazione, costretti alla leva militare obbligatoria e colpiti da un feroce aumento delle tasse. Il risultato di questa politica fu un enorme migrazione verso il Sud America.[4] Un missionario americano nel 1850 descrisse Betlemme come una piccola cittadina con una popolazione inferiore ai 4.000 abitanti, molti dei quali appartenenti alla Chiesa Greco-Ortodossa.[24]

XX secolo[modifica | modifica sorgente]

Betlemme è stata amministrata dal mandato britannico dal 1920 fino al 1948.[25] Nell'Assemblea generale delle Nazioni unite del 1947 per la partizione della Palestina, Betlemme è stata inclusa nell'enclave internazionale speciale di Gerusalemme per essere amministrato dalle Nazioni Unite.[26]

La Giordania ha annesso la città durante la Guerra arabo-israeliana del 1948.[27] Molti rifugiati della zona furono catturati dalle forze israeliane nel 1947-48; essi erano fuggiti nella zona di Betlemme, soprattutto per stabilirsi in quello che divenne il campo profughi ufficiale di Gazanel Dheisheh.[28] L'afflusso di rifugiati ha significativamente trasformato la maggioranza cristiana di Betlemme in una musulmana.[29]

Soldati israeliani in città, 1978.

La Giordania ha mantenuto il controllo della città fino alla Guerra dei sei giorni nel 1967, quando fu occupato da Israele, insieme al resto della Cisgiordania. Il 21 dicembre 1995, le truppe israeliane si ritirarono da Betlemme,[30] e tre giorni più tardi la città passò sotto la completa gestione e il controllo militare dell'Autorità Nazionale Palestinese in conformità con l'accordo ad interim sulla Cisgiordania e la Striscia di Gaza nel 1995.[31]

Seconda Intifada[modifica | modifica sorgente]

Durante la Seconda Intifada, che iniziò nel 2000-01, le infrastrutture e l'industria turistica di Betlemme furono gravemente danneggiate.[32][33] Nel 2002 le Forze di Difesa Israeliane (IDF) lanciarono un'importante offensiva, chiamata Operazione Scudo Difensivo.[34]

Durante questa operazione, l'IDF assediò la Basilica della Natività, dove circa 200 Palestinesi, incluso un gruppo di militanti, avevano cercato riparo dall'avanzata dell'IDF nella città. L'assediò durò 39 giorni e 9 militanti e il campanaro della basilica vennero uccisi. L'attacco si concluse con un compromesso, in base al quale 13 militanti ricercati sarebbero stati esiliati in varie nazioni europee e in Mauritania. Il Papa Giovanni Paolo II condannò le azioni dell'esercito israeliano, descrivendole come "intollerabili" e il ministro degli Esteri britannico le classificò come "totalmente inaccettabili".[34]

Geografia[modifica | modifica sorgente]

La posizione di Betlemme

Betlemme si trova ad un'altitudine di circa 775 m sul livello del mare, 30 m più in alto della vicina Gerusalemme.[35] . La città si trova a 73 km in direzione nord-est da Gaza ed il Mar Mediterraneo, 75 km ad ovest di Amman, Giordania, 59 km a sud-est di Tel Aviv, Israele e 10 km a sud di Gerusalemme.[36] Altre importanti città situate nelle vicinanze sono Beit Safafa a nord, Beit Jala a nord-ovest, Husan ad ovest, al-Khadr e Artas a sud-ovest, e Beit Sahour a est.

La Città Vecchia[modifica | modifica sorgente]

La Città Vecchia si trova al centro di Betlemme. La Città Vecchia è composta da otto quartieri, organizzati in stile mosaico, intorno la Piazza Principale. Questi quartieri sono: al-Najajreh, al-Farahiyeh, al-Anatreh, al-Tarajmeh, al-Qawawsa e Hreizat, che sono cristiani e al-Fawaghreh l'unico quartiere musulmano.[37] La maggior parte dei quartieri cristiani hanno nomi arabi a causa dell'influenza degli Arabi Ghassanidi che si stabilirono qui.[38] Il quartiere Al-Qawawsa venne fondato dagli arabi cristiani emigrati dalla vicina città di Tuqu' nel XVIII secolo.[39] C'è anche un quartiere Siriaco fuori dalla Città Vecchia[37] i cui abitanti sono originari di Midyat e Ma'asarte in Turchia.[40] La popolazione nella Città Vecchia conta 5.000 abitanti.[37]

Clima[modifica | modifica sorgente]

Betlemme ha un Clima mediterraneo, con estati calde e secche e inverni freddi. Le temperature invernali possono essere molto basse e le giornate spesso sono piovose. Gennaio è certamente il mese più rigido, con temperature che oscillano tra 1-13 °C (33–55 °F). Da maggio a settembre, il clima è mite e soleggiato. Il mese più caldo è agosto, con massime fino a 27 °C (81 °F). Annualmente, su Betlemme cadono 700 mm di pioggia, il 70% dei quali tra novembre e gennaio.[41]

L'umidità media annuale è del 60%, con punte di massimo tra gennaio e febbraio e minimi nel mese di maggio. Il fenomeno della rugiada notturna può arrivare a verificarsi fino anche 180 giorni in un anno. Inoltre, verso mezzogiorno, la città è colpita dalla brezza che spira dal Mar Mediterraneo e da annuali ondate del caldo, secco e sabbioso vento Khamaseen proveniente dal deserto Arabico nei mesi di aprile, Maggio e a metà giugno.[41]

Dati demografici[modifica | modifica sorgente]

Popolazione[modifica | modifica sorgente]

Anno Abitanti
1867 3,000-4,000
1945 8,820[42]
1961 22,450
1983 16,300[43]
1997 21,930[44]
2004 (Proiez.) 28,010[45]
2006 (Proiez.) 29,930[45]
2007 25,266[44]

Stando al censimento del 1997 della PCBS (Palestinian Central Bureau of Statistics) la città contava 21.670 abitanti, inclusi 6.570 rifugiati palestinesi[44][46] residenti nei campi profughi Dheisheh e Aida. Inoltre tale censimento rivelò che nel '97 il 27.4% degli abitanti erano minori di 10 anni, il 20% oscillava tra 10 e 19, il 17.3% tra 20-29, 17.7% da 30 a 44, 12.1% tra 45-64 ed infine il 5.3% superavano i 65 anni d'età. Vennero contati 11.079 maschi e 10.594 femmine.[44]

Sempre secondo le stime della PCBS, la popolazione di Betlemme crebbe a 29.930 abitanti a metà 2006.[45] Il censimento successivo (2007), invece, rivelò una diminuzione a 25.266 abitanti di cui 12.753 maschi e 12.513 femmine. Vennero contate 6.709 unità abitative, di cui 5.211 abitate da famiglie, con una media di 4,8 membri a famiglia.[47]

La popolazione nei secoli[modifica | modifica sorgente]

Basandosi sulle registrazioni fiscali ai tempi ottomani, i cristiani erano circa il 60% della popolazione agli inizi del XVI secolo, ma raggiunsero l'equilibrio con la popolazione musulmana nella metà dello stesso secolo.

Nel 1948, il melting-pot della città consisteva nell'85% di Arabi cristiani, molti dei quali Greci Ortodossi e Cattolici Romani,[48] il 13% musulmani sunniti. La quantità di abitanti Cristiani diminuì drasticamente nel corso degli anni, e nel 2005 erano circa il 20% della popolazione di Betlemme.[49] L'unica moschea nella Città Vecchia è la Moschea di Omar, situata in Manager Square.[17]

La popolazione Cristiana[modifica | modifica sorgente]

La maggior parte dei Cristiani di Betlemme sono discendenti clan cristiani provenienti dalla Penisola araba: al-Farahiyya e al-Najajre. Quelli di al-Farahiyya sono i successori dei Ghassanidi che migrarono dallo Yemen fino alla zona Wadi Musa, chiamata Giordania ai giorni nostri; mentre il clan an-Najajreh include gli eredi dagli arabi di Najran, nel sud di Hejaz. Un ulteriore clan, al-Anantreh, ha anch'esso origine nella Penisola Araba.[50]

La percentuale dei cristiani a Betlemme è diminuita ragionevolmente negli ultimi cinquant'anni a causa di una continua ed intensa emigrazione. Nel 1947, i cristiani erano oltre il 75% della popolazione, ma nel 1998 questo valore è diminuito al 23%.[48] Il sindaco di Betlemme Victor Batarseh spiegò al Voice of America che "a causa dello stress, fisico e psicologico, e per l'avversa situazione economica, molte persone hanno deciso di emigrare, sia Musulmani che Cristiani, questo fenomeno è stato più apparente tra questi ultimi perché essi erano già una minoranza."[51]


Immagini[modifica | modifica sorgente]

Relazioni internazionali[modifica | modifica sorgente]

Città gemellate[modifica | modifica sorgente]

Persone legate a Betlemme[modifica | modifica sorgente]

Secondo i Vangeli, Gesù Cristo, sarebbe nato a Betlemme.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) "Oxford Archeological Guides: The Holy Land", Jerome Murphy-O'Connor, pp. 198-199, Oxford University Press, 1998, ISBN 0-19-288013-6
  2. ^ (EN) "International Dictionary of Historic Places: Vol 4, Middle East and Africa", Trudy Ring, K.A. Berney, Robert M. Salkin, Sharon La Boda, Noelle Watson, Paul Schellinger, p. 133, Taylor & Francis, 1996ISBN 1-884964-03-6
  3. ^ (EN) History of Bethlehem (Storia di Betlemme)
  4. ^ a b c d e f g (EN) History of Bethlehem (Storia di Betlemme), Bethlehem Municipality. URL consultato il 22 gennaio 2008 (archiviato dall'url originale il 13 gennaio 2008).
  5. ^ Vermes, 2006, p. 64.
  6. ^ Freed, 2004, p.77.
  7. ^ Vermes, 2006, p. 22.
  8. ^ Sanders, 1993, p. 85.
  9. ^ Crossan and Watts, p. 19.
  10. ^ Dunn, 2003, pp. 344-345.
  11. ^ Mills and Bullard, 1990, pp. 445-446. Vedi (EN) Mark 6:1-4; e (EN) John 1:46
  12. ^ (EN) Aviram Oshri, "Where was Jesus Born?", Archaeology, Volume 58 Number 6, November/December 2005.
  13. ^ (EN) Jerome Murphy-O’Connor, Bethlehem…Of Course, Biblical Archaeology Review
  14. ^ (EN) Taylor, 1993, pp. 99-100. "Joseph ... took up his quarters in a certain cave near the village; and while they were there Mary brought forth the Christ and placed him in a manger, and here the Magi who came from Arabia found him." (Justin Martyr, Dialogue with Trypho, chapter LXXVIII).
  15. ^ (EN) In Bethlehem the cave is pointed out where he was born, and the manger in the cave where he was wrapped in swaddling clothes. And the rumor is in those places, and among foreigners of the Faith, that indeed Jesus was born in this cave who is worshipped and reverenced by the Christians. (Origen, Contra Celsum, book I, chapter LI).
  16. ^ (EN) Taylor, 1993, pp. 96-104.
  17. ^ a b (EN) Mosque of Omar, Bethlehem, Atlas Travel and Tourist Agency. URL consultato il 22 gennaio 2008.
  18. ^ le Strange, 1890, pp. 298-300.
  19. ^ (EN) Church of the Nativity - Bethlehem, Bethlehem, West Bank, Israel, Sacred-destinations.com. URL consultato il 20 ottobre 2009.
  20. ^ (EN) Persian, Greek, Roman, Byzantine Eras, History of the Middle East Database. URL consultato il 22 gennaio 2008.
  21. ^ de Sivry, L: "Dictionnaire de Geographie Ecclesiastique", p. 375, 1852 ed. from ecclesiastical record of letters between the Bishops of Bethlehem 'in partibus' to the bishops of Auxerre
  22. ^ Paul Reed, 2000, p. 206.
  23. ^ (EN) Thomson, 1860, p. 647.
  24. ^ (EN) W. M. Thomson, p. 647.
  25. ^ Bethlehem
  26. ^ IMEU: Maps: 2.7 - Jerusalem and the Corpus Separatum proposed in 1947. URL consultato il 22 gennaio 2008.
  27. ^ A Jerusalem Timeline, 3,000 Years of The City's History (2001-02) National Public Radio and BBC News
  28. ^ About Bethlehem The Centre for Cultural heritage Preservation via Bethlehem.ps
  29. ^ Si veda il censimento della municipalità in http://www.bethlehem-city.org/index-4.php?Mid=NDk=
  30. ^ Palestine Facts Timeline: 1994-1995, Palestinian Academic Society for the Study of International Affairs. URL consultato il 29 marzo 2008.
  31. ^ Jerrold Kessel, Muslims, Christians celebrate in Bethlehem in CNN News, Cable News Network, 24 dicembre 1995. URL consultato il 22 gennaio 2008.
  32. ^ (EN) Office for the Coordination of Humanitarian Affairs (OCHA) & Office of the Special Coordinator for the Peace Process in the Middle East, Costs of Conflict: The Changing Face of Bethlehem, United Nations, dicembre 2004. URL consultato il 22 luglio 2009.
  33. ^ (EN) Middle East, Better times return to Bethlehem in BBC News, BBC MMVII, 22 dicembre 2007. URL consultato il 22 gennaio 2008.
  34. ^ a b (EN) Vatican outrage over church siege in BBC News, BBC MMIII, 8 aprile 2002. URL consultato il 29 marzo 2008.
  35. ^ (EN) Tourism In Bethlehem Governorate in Palestinian National Information Center.
  36. ^ Distance from Bethlehem to Tel Aviv, Distance from Bethlehem to Gaza Time and Date AS / Steffen Thorsen.
  37. ^ a b c (EN) Bethlehem’s Quarters [collegamento interrotto] Centre for Cultural Heritage Preservation
  38. ^ Clans -2 Mediterranean Voices: Oral history and Cultural Practice in Mediterranean Cities
  39. ^ Tqoa’ area [collegamento interrotto] Zeiter, Leila. Centre for Preservation of Culture and History.
  40. ^ Short Overview of the Bato Family BatoFamily.com
  41. ^ a b Bethlehem City: Climate in Bethlehem Municipality. (archiviato dall'url originale il 28 novembre 2007).
  42. ^ Sami Hadawi, Village Statistics of 1945: A Classification of Land and Area ownership in Palestine, Palestine Liberation Organization - Research Center.
  43. ^ Census by Israel Central Bureau of Statistics
  44. ^ a b c d Palestinian Population by Locality, Sex and Age Groups in Years: Bethlehem Governorate (1997) Palestinian Central Bureau of Statistics. Retrieved 2007-12-23.
  45. ^ a b c Projected Mid -Year Population for Bethlehem Governorate by Locality 2004-2006 in Palestinian Central Bureau of Statistics. URL consultato il 22 gennaio 2008.
  46. ^ (EN) Palestinian Population by Locality and Refugee Status, Palestinian Central Bureau of Statistics. URL consultato il 22 gennaio 2008.
  47. ^ 2007 PCBS Census (PDF), Palestinian Central Bureau of Statistics, p. 117. URL consultato il 16 aprile 2009.
  48. ^ a b (EN) Andrea Pacini, Socio-Political and Community Dynamics of Arab Christians in Jordan, Israel, and the Autonomous Palestinian Territories, Clarendon Press, 1998,  282, ISBN 0-19-829388-7.
  49. ^ Bethlehem Christians Worry About Islamic Takeover in Jesus' Birthplace, 19 maggio 2005. URL consultato il 22 gennaio 2008 (archiviato dall'url originale il 13 febbraio 2008).
  50. ^ Bethlehem, The Holy Land’s Collective Cultural National Identity: A Palestinian Arab Historical Perspective Musallam, Adnan. Bethlehem University.
  51. ^ (EN) Jim Teeple, Christians Disappearing in the Birthplace of Jesus, Voice of America, 24 dicembre 2005. URL consultato il 22 luglio 2009 (archiviato dall'url originale il 5 maggio 2008).
  52. ^ città gemellate con Milano. URL consultato il 14 novembre 2010.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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