Benito Lorenzi

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Benito Lorenzi
Benito Lorenzi.jpg
Dati biografici
Nome Benito Lorenzi
Paese bandiera Italia
Nazionalità
Passaporto {{{Passaporto}}}
Altezza cm
Peso kg
Calcio Football pictogram.svg
Dati agonistici
Specialità
Categoria
Record
Ranking º
Best ranking º
Ruolo Attaccante
Società
Squadra
Ritirato
Carriera
Giovanili
1946 600px Azzurro2.png Borgo a Buggiano
Squadre di club1
1946-1947 600px Azzurro con Bande Bianche.png Empoli 40 (15)
1947-1958 600px Nero e Azzurro (Strisce)2.png Inter 305 (138)
1958-1959 600px Grigio Crociato.png Alessandria 25 (4)
1959-1960 600px Blu e Bianco (V sul petto).svg Brescia 14 (4)
1960 600px Rosso con V Bianca.png Varese 9 (1)
Nazionale
1949-1954
1950
Bandiera dell'Italia Italia
Bandiera dell'Italia Italia B
14 (4)
0 (0)
Carriera da allenatore
Incontri disputati
Palmarès
1 Dati relativi al solo campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
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Dati agonistici
Specialità
Categoria
Record
Ranking º
Best ranking º
Ruolo
Società
Squadra
Ritirato
Carriera
Giovanili
Squadre di club
Nazionale
Carriera da allenatore
Incontri disputati
Palmarès
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Dati agonistici
Specialità
Categoria
Record
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Squadra
Ritirato
Carriera
Giovanili
Squadre di club
Nazionale
Carriera da allenatore
Incontri disputati
Palmarès
 

Benito Lorenzi (Borgo a Buggiano, 20 dicembre 1925Milano, 3 marzo 2007) è stato un calciatore italiano, di ruolo attaccante.

Indice

[modifica] Carriera

Benito Lorenzi (soprannominato Veleno) trascorse gran parte della sua carriera agonistica nell'Inter, in cui esordì il 28 settembre 1947 (Inter-Alessandria 6-0) dopo la gavetta all'Empoli Football Club in Serie B: i toscani l'avevano comprato dal Borgo a Buggiano di Prima Divisione solo un anno prima, pagandolo 100 000 lire, e l'avevano rivenduto ai nerazzurri per 12 milioni di lire. Vestì per l'ultima volta la casacca nerazzurra il 13 luglio 1958 (Como-Inter 0-3). Con la squadra milanese vinse 2 scudetti (1952-53 e 1953-54) totalizzando 314 presenze e 143 reti nelle gare ufficiali: campionato italiano (305 presenze, 138 reti), Coppe europee (3 presenze, 3 reti) e Coppa Italia (6 presenze e 2 reti).

In questo periodo, durante una partita con la Pro Patria, subì un duro intervento: l'entrata violenta di un avversario colpì il piede-appoggio di Lorenzi durante un cross, spezzandogli il perone. Durante la caduta a terra, Lorenzi alzò le mani per proteggersi il volto e, sbilanciato, andò a colpire con la testa le sbarre di ferro della porta. L'infortunio si risolse con 13 punti alla gamba e 15 alla testa, e un lungo periodo di stop.

Esordì nella nazionale italiana a Madrid (Spagna-Italia 1-3) realizzando anche una delle tre reti italiane. Con la maglia della nazionale disputò 14 gare ed fu autore di 4 reti. Il suo esordio in azzurro coincise coll'ultima partita in nazionale di Valentino Mazzola, di lì a poco scomparso con lo squadrone torinese a Superga. Fece parte anche della Nazionale B, a livello di convocazioni.[1]

Molti lo ricordano come un "cattivo" in campo. Solo per citare due degli episodi che giustificarono il soprannome: nella sua prima partita con l'Inter contro l'Alessandria si fece espellere, e ai Mondiali di calcio Svizzera 1954 rifilò un calcio all'arbitro brasiliano Viana nella partita contro la squadra di casa. Quando contro la Fiorentina il compagno Stefano Nyers sbagliò un gol, Lorenzi lo colpì e l'ungherese si allontanò dal campo. Richiamato bruscamente all'ordine ("rientra che i conti li facciamo dopo"), alla seconda occasione segnò e rincorse Lorenzi per restituirgli il favore[2].

Era noto per strizzare di nascosto i testicoli degli avversari per sbilanciarli durante i contrasti aerei, e non si tratteneva dall'usare il suo taglientissimo vernacolo toscano per provocare gli avversari. Sua l'invenzione del soprannome Marisa, affibbiato a Giampiero Boniperti con grande disappunto dell'interessato. In pieno stile Veleno la provocazione sulla presunta "professione" praticata dalla Regina d'Inghilterra, sbandierata da Lorenzi per provocare il giocatore John Charles. La provocazione non ebbe effetto, il giocatore gallese rispose: «Non è la mia regina, sono gallese»[2].

Il soprannome di Veleno però non deriva dai giornalisti, che si limitarono ad appropriarsene, ma dalla madre Ida Lorenzi, che lo chiamava così per i suoi trascorsi di bambino molto vivace. Anche il nome Benito nacque da uno scherzo, voluto dal nonno del calciatore come sfottò verso il nascente regime fascista che lo aveva costretto a chiudere la sua panetteria [3].

La sua azione più famosa fu anche una delle più "velenose": durante un derby Inter-Milan, venne fischiato un rigore assai dubbio a favore dei rossoneri. Lorenzi andò dal massaggiatore della sua squadra e si fece dare un pezzo di limone. Mentre l'arbitro Lo Bello era distratto dalle intemperanze dei giocatori in campo, lo posizionò rapidamente appena sotto il pallone sul dischetto degli undici metri.

Nonostante le grida dei tifosi il rigore venne tirato da Tito Cucchiaroni, ala sinistra del Milan, uscendo di oltre sei metri chiudendo la partita sull'1 a 0 per gli interisti e costringendo Veleno ad una rapida corsa verso gli spogliatoi per evitare l'invasione di campo dei tifosi avversari infuriati.

Nonostante la fama, Lorenzi è sempre stato un cattolico praticante e molto assiduo, tanto da aver dichiarato di aver mancato ad una sola messa durante la sua intera carriera, e solo perché non era stato in grado di trovare una chiesa nel paesino siciliano in cui si trovava. Addirittura, dopo l'episodio del limone, si confessò in chiesa dicendo ho fatto una scorrettezza: il prete, interista, si mise a ridere [4]. Arrivò a dichiarare, in un colloquio con Carlo Maria Martini, allora cardinale Arcivescovo di Milano: «Il corpo peccava, lo spirito cattolico rimaneva nello spogliatoio».

L'almanacco 1946-1947 riporta solo 39 presenze di Lorenzi nell'Empoli, contro le 40 effettivamente svolte. Questo deriva da uno scherzo fatto dal portiere compagno di squadra di Veleno, che per prendere il giro l'amico centravanti aveva dichiarato ai giornali nella partita domenicale il centravanti sarebbe stato Pirinai.

La notizia venne riportata sui giornali e sugli almanacchi, salvo poi scoprire che "Pirinai" era il matto del paese: la presenza rimase accreditata al fantomatico Pirinai. Chiuse la carriera nel 1960, dopo una stagione disputata nelle file dell'Alessandria (26 presenze e 4 reti) e quella successiva nel Brescia in serie B (14 partite 4 gol). A seguito di una lunga malattia è deceduto il 3 marzo 2007 all'Ospedale Luigi Sacco di Milano.

[modifica] Statistiche

Stagione Squadra Campionato Coppe nazionali Coppe continentali Altre coppe Totale
Comp Pres Reti Comp Pres Reti Comp Pres Reti Comp Pres Reti Pres Reti
1947-1948 Bandiera dell'Italia Empoli B 40 15 - - - - - - - - - 40 15
1947-1948 Bandiera dell'Italia Inter[5] A 29 14 - - - - - - - - - 29 14
1948-1949 A 30 14 - - - - - - - - - 30 14
1949-1950 A 31 15 - - - - - - - - - 31 15
1950-1951 A 37 21 - - - - - - - - - 37 21
1951-1952 A 32 15 - - - - - - - - - 32 15
1952-1953 A 30 12 - - - - - - - - - 30 12
1953-1954 A 28 12 - - - - - - - - - 28 12
1954-1955 A 20 12 - - - - - - - - - 20 12
1955-1956 A 24 10 - - - - - - - - - 24 10
1956-1957 A 28 8 - - - CdF 3 3 - - - 31 11
1957-1958 A 16 5 CI 6 2 - - - - - - 22 7
Totale Inter 305 138 6 2 3 3 - - 314 143
1958-1959 Bandiera dell'Italia Alessandria A 25 4 CI 2 1 - - - - - - 27 5
1959-1960 Bandiera dell'Italia Brescia B 14 4 CI - - - - - - - - 14 4
Totale 344 146 8 3 3 3 - - 355 152

[modifica] Cronologia presenze e reti in Nazionale

[modifica] Palmarès

Inter: 1952-1953, 1953-1954

[modifica] Note

  1. ^ «Domani a Torino giovedì azzurro». L'Unità, 12 aprile 1950, p. 6. URL consultato in data 30 aprile 2012.
  2. ^ a b Inter allo scudetto n.17 - Ecco la storia di tutti gli altri, La Gazzetta dello Sport, 16 maggio 2009
  3. ^ Lorenzi, ottant’anni in un sorso di Veleno - Sport - Pagina 1534 - ilGiornale.it
  4. ^ M U V I le storie
  5. ^ Benito Lorenzi. Archivio.inter.it

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