Becco Giallo
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Il Becco Giallo è stata la più importante[1] rivista satirica antifascista degli anni venti e trenta.[1] La rivista settimanale venne fondata da Alberto Giannini nel 1924. Nel 1926 il regime fascista lo costrinse a chiuderla ed emigrare in Francia.[2] L'editoriale del primo numero si schierava apertamente contro il fascismo:[1]
| « [...] appoggiamo [...] con tutte le nostre energie l’opposizione la quale, al regime fascista di dittatoriale violenza che ha invertito tutti i valori morali e col terrorismo ha asservito l’Italia ad una banda di predoni, resiste eroicamente sfidando ogni giorno le più brutali aggressioni e lotta per la libertà soppressa, per la millenaria giustizia italiana conculcata, per la riconquista delle guarentigie costituzionali, per ridare prestigio all’Italia nel mondo. » |
Uno dei bersagli culturali fu lo scrittore Luigi Pirandello, che per la sua devozione a Mussolini fu ribattezzato P.Randello.[3][4]
[modifica] Note
- ^ a b c Un novecento da ridere di Alessandro Frigerio
- ^ BeccoGiallo: fumetti impegnati e resistenza editoriale su Fanzin-Arte
- ^ Chiesa, Adolfo (1990) La satira politica in Italia: con un'intervista a Tullio Pericoli p.38
- ^ Daniele Luttazzi (2009) Pozzi per pazzi che cadono a pezzi intervista su INscena Magazine, a cura di Francesco Villari, pp.48-51, 15 aprile 2009
[modifica] Bibliografia
- Il becco giallo, a cura di Oreste Del Buono e Lietta Tornabuoni, Feltrinelli, 1972
- Il becco giallo. La satira di sinistra, a cura di Walter Marossi, Milano, M&B Publishing, 1999
[modifica] Voci correlate
- L'Asino, rivista satirica dei decenni precedenti. Si schierò contro il regime fascista e venne costretta alla chiusura nel 1925.
- Altre riviste umoristiche durante il regime fascista: Il Bertoldo, Omnibus, diretta da Leo Longanesi, e il Marc'Aurelio
- Le spregiudicate riviste satiriche della fine degli anni settanta: Il Male, Cannibale e Frigidaire