Battaglie del Mortirolo

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Vai a: navigazione, cerca
Battaglie del Mortirolo
Partigiani in azione sul Mortirolo
Partigiani in azione sul Mortirolo
Data 22 - 27 febbraio 1945 (prima)
9 aprile - 2 maggio 1945 (seconda)
Luogo Monno
Esito Vittorie partigiane che impediscono la ritirata
dei nazi-fascisti verso la Svizzera
Schieramenti
Comandanti
Effettivi
3.000 partigiani per la RSI[1] Legione Tagliamento
2.000 compresi i tedeschi[2]
Voci di battaglie presenti su Wikipedia

Le Battaglie del Mortirolo furono due battaglie combattute nel 1945 a Monno, nell'Alta Vallecamonica, tra i partigiani delle Fiamme Verdi e i militi della Repubblica Sociale Italiana, vedendo la vittoria dei primi.

La Prima battaglia del Mortirolo, combattuta dal 22 al 27 febbraio del 1945, fu la più modesta e terminò con esiti negativi per le forze di Salò.

La Seconda battaglia del Mortirolo vide invece gli schieramenti fronteggiarsi per quasi un mese, dal 9 aprile al 2 maggio del 1945, ultimo giorno della guerra. È considerata da molti storici come la più grande battaglia campale sostenuta dalla Resistenza in Italia.[3][4]

Indice

[modifica] Le premesse

Il gruppo delle Fiamme Verdi in Val Camonica si era formato nel 1944 grazie a un maestro elementare, Antonio Schivardi, e ad uno studente di veterinaria, Clemente Tognoli.[1] La prima azione di rilievo avvenne il 9 giugno quando fu ucciso da alcuni partigiani di Sonico Enrico Tognù, segretario politico del fascio di Edolo.[1]

Il 14 agosto i ribelli subirono la loro prima perdita importante: durante un'imboscata finalizzata alla cattura di un ufficiale tedesco il gruppo d'attacco fu sorpreso dall'arrivo di alcuni rinforzi e Antonio Schivardi, il comandante, per coprire la ritirata dei suoi uomini, fu colpito a morte.[1]

La RSI, per riprendere il controllo della zona tra Corteno, Edolo e Ponte di Legno, richiamò in ottobre dal Friuli il Reggimento volontari friulani "Tagliamento"[1], già impiegato per combattere i partigiani nella zona tra Gemona e Cividale.

I partigiani erano molto preoccupati dell'arrivo del reggimento e trasmisero questa preoccupazione, in un messaggio radio, agli Alleati:
«Dal 25 ottobre continua concentramento di truppe Sonico et Edolo et Ponte di Legno con mortai, cannoni, autoblinde et intenzioni nemiche liberare la Val Camonica dal pericolo dei patrioti annientando le formazioni di Fiamme Verdi. Nostri mezzi non permettono ulteriore resistenza se non portate vostro aiuto.»[5]

Anche le forze fasciste, tuttavia, ritenevano di essere in pericolo:
«Nella zona di Edolo persiste la nota situazione di reciproco rispetto tra fuorilegge e comando germanico. La zona è diventata, conseguentemente, rifugio di banditi e ricercati che ivi si recano per sfuggire ai rastrellamenti che avvengono in altre zone. Al Tonale sono concentrati e addetti ai lavori di fortificazione circa 3.000 uomini che si ritengono indipendenti e palesano apertamente la loro avversione per la RSI. I germanici non vengono toccati, ma se nella zona i banditi riescono a catturare militi o fascisti, li uccidono.»[6]

[modifica] La prima battaglia

All'inizio di febbraio del 1945 la maggior parte delle forze tedesche si ritirò lasciando al Tagliamento il controllo della zona, sotto il comando del colonnello Zuccari. I partigiani erano stati però nel frattempo avioriforniti dagli americani ed avevano eseguito numerosi lavori di fortificazione sul passo.[1]

Le truppe fasciste, col supporto di alcuni soldati e poliziotti tedeschi, avevano progettato l'attacco per il mese di febbraio ma i partigiani, avverititi dei preparativi, poterono organizzarsi e reperire anche un cannoncino da campagna. Il 22 partì l'azione ma gli attaccanti furono bloccati dal pesante fuoco di sbarramento e si ritirarono rimanendo impacciati nella neve. Le divise invernali, inoltre, erano di panno scuro e questo permise ai partigiani di bersagliarli con precisione.[2]

Il giorno successivo gli attaccanti provarono un attacco con più uomini e riuscirono ad avvicinarsi pericolosamente alle linee dei difensori. Nonostante tutto non riuscirono però a sfondare e dovettero ritirarsi lasciando sul campo i corpi dei compagni morti che avevano con sè molto materiale, tra cui bombe a mano, fucili Modello 91 e mitragliatrici.[2]

Gli attacchi dei giorni successivi furono meno convinti e i difensori riuscirono così ad ottenere una prima importante vittoria sugli uomini comandati da Zuccari.

[modifica] La seconda battaglia

La mattina del 9 aprile Merico Zuccari ordinò al battaglione "M" della Legione Tagliamento di risalire la vallata e di portare nuovi attacchi, più forti dei precedenti. Ne furono portati molti ma nessuno di questi riuscì a piegare le linee dei partigiani.[1] Fondamentale per la vittoria fu la posizione delle Fiamme Verdi: queste erano infatti sistemate in trincee e fortificazioni sulla cima della montagna, da cui bersagliavano facilmente le truppe nazi-fasciste.[2]

Lo scontro più aspro si ebbe il 19 aprile: alle 6:00 di mattina gli obici tedeschi, situati nel fondovalle, iniziarono a bombardare la sommità del passo. Il bombardamento terminò all'incirca a mezzogiorno e si concentrò su una cascina dove era stato localizzato il comando partigiano.[2] Seguì quindi un attacco coordinato tra le forze del Tagliamento, preponderanti, e alcuni reparti della Wehrmacht che cercavano di ritirarsi dalla Val Camonica: l'offensiva fu su un ampio fronte e proseguì anche oltre l'inbrunire.[2] A nulla servirono il coraggio e l'ottimo comportamento degli attaccanti poiché le posizioni erano site troppo in alto; quando giunse la sera, protetti da granate fumogene, i nazi-fascisti si ritirarono lasciando però sul campo i feriti.[2]

Nei giorni successivi continuarono gli assalti ma furono portati avanti per la maggior parte da sbandati in ritirata senza creare problemi ai difensori.[2]

Il 2 maggio, ultimo giorno di guerra, furono sparati anche gli ultimi colpi. Anche questa battaglia vide la piena vittoria dei partigiani.[1]

[modifica] Note

  1. ^ a b c d e f g h Riassunto degli scritti di Mimmo Franzinelli sul sito del Voli. URL consultato il 17-05-08.
  2. ^ a b c d e f g h Storia della Val Camonica da Intercam. URL consultato il 17-05-08.
  3. ^ Sito della BPS URL consultato il 10-05-08
  4. ^ Sito del mensile Orobie URL consultato il 17-05-08
  5. ^ Radiomessaggio n. 143, trasmesso il 4 novembre del 1944 dal partigiano Romolo Ragnoli al QG degli Alleati, tratto dal riassunto degli scritti di Mimmo Franzinelli sul sito del Voli. URL consultato il 18-05-08.
  6. ^ Appunto per il Duce, inoltrato il 30 dicembre del 1944, tratto dal riassunto degli scritti di Mimmo Franzinelli sul sito del Voli. URL consultato il 18-05-08.
Strumenti personali
Namespace

Varianti
Azioni