Battaglia di Aquisgrana

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Colonna di prigionieri di guerra tedeschi, arresisi ad Aquisgrana.

La Battaglia di Aquisgrana, durante la Seconda guerra mondiale, si riferisce ai combattimenti, nell'ottobre del 1944 che coincisero con la presa, da parte Alleata, della prima grande città della Germania nazista: Aquisgrana.

Durante la battaglia, la città, abitata prima della guerra da circa 160.000 abitanti, ospitava solamente 20.000 civili, e una guarnigione di circa 5.000 guidate dall'Oberst (colonnello) Gerhardt Wilck.

I comandanti alleati decisero di prendere d'assedio la città, tagliando i rifornimenti di viveri e truppe, per prendere la città per sfinimento. Tuttavia i comandi tedeschi erano decisi a resistere ad oltranza, dato che la città era il luogo di nascita e la sede dell'incoronazione di Carlo Magno, oltre ad essere la sede del Sacro Romano Impero, quello che Hitler definì il "Primo Reich". Inoltre, proprio perché si trattava della prima grande città tedesca ad essere investita dall'avanzata alleata il Führer aveva ordinato di resistere ad ogni costo.

La 9ª Armata statunitense avvolgendo la città a nord e a sud della città si rese ben presto conto che la guarnigione tedesca era in realtà una potenziale minaccia, ma decisero ugualmente di prenderla con un assalto frontale. Gli scontri si trasformarono ben presto in una lotta casa per casa, con i tedeschi avvantaggiati dal fatto della perfetta conoscenza del territorio: a sud due battaglioni di fanteria della 1ª Divisione di fanteria, supportato dal 745º Battaglione carri, e a nord la 30ª Divisione di fanteria USA con il supporto della 29ª Divisione di fanteria, riuscirono, grazie al rapporto numerico ma a prezzo di gravi perdite a raggiungere il centro della città.

Al termine della battaglia si contarono 5.000 perdite da entrambi le parti con oltre 5.600 prigionieri di guerra tedeschi.

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