Bàssora

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Bàssora
città
بصرة
Bàssora – Veduta
Dati amministrativi
Stato bandiera Iraq
Governatorato Bassora
Distretto Parametro obbligatorio mancante Divisione amm grado 2 mancante (man)
Territorio
Coordinate 30°30′00″N 47°49′00″E / 30.5°N 47.816667°E / 30.5; 47.816667 (Bàssora)Coordinate: 30°30′00″N 47°49′00″E / 30.5°N 47.816667°E / 30.5; 47.816667 (Bàssora)
Abitanti 2 600 000 (2003)
Altre informazioni
Fuso orario UTC+3
Localizzazione
Bàssora è posizionata in Iraq
Bàssora

Bàssora (in arabo بصرة, ovvero Baṣra) è la seconda città per popolazione dell'Iraq.

Sita nell'estremo sud, a circa 420 km a Sud di Baghdad, nei pressi della confluenza tra il Tigri e l'Eufrate, il cui corso comune che sbocca dopo una cinquantina di chilometri nell'Oceano Indiano è chiamato Shaṭṭ al-ʿArab (Riva degli Arabi), Bassora ha una lunga e complessa storia.

Indice

[modifica] Storia

Malgrado l'area fosse stata inurbata forse già in età persiana (Vahishtābādh Ardashēr), il primo impianto dell'attuale città si ricollega alla volontà del comandante arabo ʿUtba b. Ghazwān di erigere nel 638 d.C. un campo fortificato (misr) per i suoi eserciti che avevano sconfitto i Persiani sasanidi e i loro alleati lakhmidi. (Si trova notizia che la città di Bassora fu fondata nel 636 per ordine di ʿOmar, terzo Califfo, in Antoine Galland "Mille e una notte: Primo viaggio di Sindbad il marinaio, nota 1")

La trasformazione in città si ebbe all'epoca del primo califfato omayyade, con l'edificazione di un'imponente moschea, di un Palazzo governatoriale cui più tardi si unirono un muro di cinta e un fossato.

La città nel restante VII secolo e nella prima metà dell'VIII secolo non conobbe una crescita significativa fin quando, in età abbaside, con la costruzione da parte del califfo al-Mansūr della capitale di Baghdad, il volume degli scambi che prese a transitare attraverso il Golfo Persico - da e per le contrade del Vicino, Medio ed Estremo Oriente e dell'Africa orientale - si accrebbe in maniera talmente significativa e accelerata da indurre a un maggior impiego degli impianti di Bassora. In base a testimonianze di fonte islamica, la lunghezza dei moli e delle banchine d'attracco del naviglio commerciale superava abbondantemente i 10 chilometri e la popolazione avrebbe raggiunto l'inverificabile cifra di 600 mila unità.

La città fu celebre per la sua notevole attività culturale nel campo della filologia araba, e così pure della teologia islamica, con personalità d'eccezione quali al-Hasan al-Basrī, e i mutaziliti Wāsil b. ʿAtāʾ e ʿAmr b. ʿUbayd. Divenne così uno dei più importanti centri abitati dell'intero mondo islamico ma, nel periodo delle rivolte servili -Zott (820-835) e Zanj (869-883)- e infine a causa dei Carmati nel 923, dovette patire talmente tante distruzioni ed eccidi da ridurne significativamente e per sempre il numero degli abitanti e il volume di redditi prodotti.

Ulteriori danni Bassora patì nel periodo della decadenza califfale abbaside e nel periodo delle invasioni mongole, nonché nel successivo periodo ilkhanide, tanto che a metà del secolo XIV il viaggiatore maghrebino Ibn Baṭṭūṭa la descrisse come un centro in piena rovina materiale e morale, che viveva essenzialmente del microscopico traffico marittimo che ancora la raggiungeva e della produzione abbondante di datteri, tanto che la città antica veniva progressivamente abbandonata per privilegiare l'antico insediamento urbano e commerciale di al-Ubulla, a suo tempo ampiamente devastato dai rivoltosi Zanj.

La situazione non migliorò che di poco sotto i Safavidi di Persia e sotto gli Ottomani che presero la città nel 1534.

Fu solo con l'arrivo della Gran Bretagna, potenza mandataria per l'Iraq per disposizione della Società delle Nazioni dopo la sconfitta del regime ottomano e lo smembramento del suo Impero, che la situazione di Bassora cominciò rapidamente a migliorare. Massimo interesse di Londra era infatti mantenere facili i collegamenti fra la madrepatria e l'Impero indiano attraverso i possedimenti vicino-orientali, specie se essi potevano contare, come era il caso del meridione iracheno, sui campi petroliferi di recente scoperta.

[modifica] Bibliografia

  • U. Abū l-Nasr, al-ʿIrāq al-jadīd (Il nuovo Iraq), Beirut, 1937.
  • A. al-Azzawī, Taʾrīkh al-ʿIrāq bayna ihtilālayn (Storia dell'Iraq fra due occupazioni), Baghdad, 1955.
  • R.W. Bullard, Britain and the Middle East, Londra, 1950.
  • H.A. Foster, The Making of Modern Iraq, Oklahoma, 1935.
  • Kāmil al-Jādirjī, Mudhakkirāt Kāmil al-Jādirjī (Ricordi di Kāmil al-Jādirjī), Beirut, 1970.
  • M. Khadduri, Independent Iraq. A Study in Iraqi Politics since 1932, Oxford, 1951.
  • S.H. Longrigg, Four Centuries of Modern Iraq, Londra, 1925.
  • Costanzo Marinucci de' Reguardati, Iraq, Roma, 1956.
  • B. Vernier, L'Irak d'aujourd'hui, Parigi, 1963.

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