Barbania
| Barbania comune |
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| Dati amministrativi | |||||
| Stato | |||||
| Regione | |||||
| Provincia | |||||
| Sindaco | Giovanni Battista Drovetti (lista civica) dal 07/06/2009 secondo mandato | ||||
| Territorio | |||||
| Coordinate | 45°18′0″N 7°38′0″E / 45.3°N 7.63333°ECoordinate: 45°18′0″N 7°38′0″E / 45.3°N 7.63333°E | ||||
| Altitudine | 385 m s.l.m. | ||||
| Superficie | 12,8 km² | ||||
| Abitanti | 1 632[1] (31-12-2010) | ||||
| Densità | 127,5 ab./km² | ||||
| Frazioni | Boschi, Colli, Fandaglia, Gianotti, Perrero, Piana, Seita, Vignali, Zaccaria | ||||
| Comuni confinanti | Busano, Levone, Rivara, Rocca Canavese, Vauda Canavese | ||||
| Altre informazioni | |||||
| Cod. postale | 10070 | ||||
| Prefisso | 011 | ||||
| Fuso orario | UTC+1 | ||||
| Codice ISTAT | 001021 | ||||
| Cod. catastale | A625 | ||||
| Targa | TO | ||||
| Cl. sismica | zona 4 (sismicità molto bassa) | ||||
| Nome abitanti | barbaniesi | ||||
| Patrono | san Giuliano di Brioude | ||||
| Giorno festivo | ultima domenica di agosto e lunedì successivo | ||||
| Localizzazione | |||||
Localizzazione del Comune di Barbania nella Provincia di Torino. |
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| Sito istituzionale | |||||
Barbania, pronunciato Barbanìa, (Barbanià in piemontese), è un comune della provincia di Torino. Si trova nella parte sud-occidentale del Canavese, al confine con la zona di Ciriè.
Indice |
[modifica] Geografia
Il territorio comunale comprende, da nord a sud, parte della pianura alluvionale del Malone nel suo medio corso, il pianalto settentrionale del conoide di deiezione formato in epoche glaciali dalla Stura di Lanzo e il tratto finale della piccola valle del torrente Fandaglia.
[modifica] Storia
La tribù celtica dei Salassi colonizzò il territorio verso la fine del V secolo a.C., fondando un villaggio sul pianoro da cui si domina l'intero Canavese occidentale e un bar, cioè un villaggio fortificato, a poche centinaia di metri, su un gradiente che ne facilitava la difesa.
La romanizzazione avvenne molto lentamente poiché i villaggi non si trovavano lungo le grandi vie che consentivano di oltrepassare le Alpi: lo dimostra il fatto che il Cristianesimo vi giunse solamente nel VII secolo, per opera dei monaci irlandesi di San Colombano.
Intorno all'anno mille i due abitati risultano ormai unificati ed infeudati ad Emerico, un nobile di probabili origini borgognone che dominava la valle del Malone dal suo castellazzo di Camagna, oggi frazione di Rivara.
[modifica] Libero Comune
A partire dall'XI secolo gli abitanti si svincolarono dal sistema feudale: rimasero solamente alcune rendite al locale consortile delle famiglie Dro, anch'esse di probabile origine borgognona. Il paese assunse la tipica conformazione di ricetto a "insulae" e vennero rinforzate le opere difensive con recinzioni e fossati. Risale a questo periodo la costruzione della torre-porta, unico accesso ben protetto all'abitato.
Nel 1305, nel corso di una campagna espansionistica verso il Canavese, il principe Filippo I di Savoia-Acaia conquistò Barbania con le armi: la Comunità ne riconobbe i diritti ottenendo in cambio ampie concessioni.[2] Da allora il paese rimase fedele alla casa sabauda, godendo di numerose franchigie e privilegi; tra questi il singolare diritto di tutti i barbaniesi di non poter essere imprigionati e di venire processati esclusivamente in paese.
Al 1326 risale la prima visita pastorale da parte del Vescovato di Ivrea.[3] Dai verbali risultano due parrocchie: una dedicata a San Giuliano di Brioude e costruita extra moenia, l'altra, definita "antiquissima", Sancta Maria de Rucha Veteri era ubicata dove sorgeva l'antico villaggio celtico. Numerose le cappelle, tra le quali quella dedicata a Sant'Antonio Abate, di proprietà della Comunità.
Nell'ultimo ventennio del XIV secolo nel Canavese scoppiò la rivolta del Tuchinaggio" che vide la popolazione insorgere contro lo strapotere dei feudatari locali. La comunità di Barbania partecipò attivamente, essendo in perenne contrasto con i confinanti conti di Valperga.[4]
[modifica] Periodo sabaudo
In seguito i Savoia iniziarono a vendere titoli di nobiltà. I Barbaniesi, orgogliosi di non aver mai dovuto sopportare feudatari, raccolsero il denaro necessario ed acquisirono la signoria del loro paese.
Dagli inizi del 1400 fino a tutto il 1700 la Comunità di Barbania, forte dell'appoggio di Casa Savoia, ebbe frequenti scontri con i conti di Valperga e i paesi ad essi soggetti per la proprietà dei fertili pascoli lungo il torrente Malone chiamati "Pasquarole".[2] Si trattò di una vera campagna militare portata avanti per generazioni dalla Badìa, un corpo armato formato di borghigiani volontari.[5]
[modifica] Festa patronale
[modifica] Origini
La festa di Barbania affonda le sue radici nelle tradizioni celtiche: lo dimostrano innanzitutto i simboli utilizzati, tra cui si notano i bindéj (lunghi nastri colorati), i caritin (pani a forma di gallo, sole e luna infissi nelle armi di rappresentanza) e la Carità (grosso pane ornato di fronde); questi simboli sono riscontrabili in feste delle medesime origini, come ad esempio le Bahio occitane e le danze degli spadonari in valle di Susa.[6][7][8]
[modifica] Descrizione
La festa si svolge l'ultima domenica di agosto e il lunedì successivo. Vi partecipa buona parte del paese: tutti possono suonare, ballare, marciare, cantare e bere in allegria. I momenti più coinvolgenti avvengono nel pomeriggio del lunedì, dapprima con la Armëttià dël drapò (in italiano "la consegna della bandiera") a cui segue l'Obada granda (un ricevimento a cui sono invitati tutti i barbaniesi); la giornata si chiude con il Corenton, ballo in piazza a cui partecipano paesani di ogni età accompagnati dalla locale Banda musicale, che suona senza sosta fino a che scende la notte.[9]
[modifica] Patrono
Il patrono di Barbania è san Giuliano di Brioude, il cui culto fu portato dai monaci irlandesi di san Colombano, che convertirono il paese nel VI secolo.
[modifica] Monumenti e luoghi di interesse
[modifica] Torre Porta del Libero Comune
Costruita in pietre e legno a partire dall'XI secolo, venne ricoperta da una cortina di mattoni verso il 1500.
Nel XVIII secolo fu aggiunto un tetto in coppi per adibirla (fino al 1950 circa) a torre campanaria, benché sia lontana duecento metri circa dalla chiesa parrocchiale.
[modifica] Chiesa di Rua Veder
La piccola chiesa era considerata antichissima già nel XIV secolo. Ora dedicata a Maria Assunta in cielo, viene comunemente chiamata chiesa di Ravede, deformazione del nome medievale: Sancta Maria de Rucha Veteri.[10]
[modifica] Amministrazione
Sindaco: Giovanni Battista Drovetti (lista civica) dal 07/06/2009 secondo mandato
[modifica] Evoluzione demografica
Abitanti censiti 
[modifica] Personalità legate a Barbania
- Bernardino Drovetti (1776-1852), console di Francia in Egitto e collezionista di antichità egizie. La sua prima collezione detta "Drovettiana" fu acquisita da Carlo Felice nel 1824 e costituisce il nucleo principale del Museo Egizio di Torino.
- Luigi Calligaris 1808 - 1870, militare, architetto e orientalista.
- Pietro Audogianotti, impegnato nel mondo dell'istruzione.
- Giacinto Bianco, gentiluomo di bocca alla corte sabauda.
- Giovanni Drovetti, (1879 - 1958), scrittore di romanzi, commedie in piemontese, "vaudeville" e molto altro. Autore di un'apprezzata "Storia del Teatro piemontese", condusse vita da bohémienne.
[modifica] Note
- ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
- ^ a b Archivio di Stato di Torino
- ^ Ilo Vignono, Visite pastorali in diocesi di Ivrea negli anni 1329 e 1346, Istituto per le ricerche di storia sociale e religiosa onlus, Vicenza 1980
- ^ Stanislao Cordero di Pamparato, Il Tuchinaggio e le imprese di Facino Cane nel Canavese, in Eporediensia, Pinerolo 1900
- ^ Giuseppe Cesare Pola Falletti di Villafalletto, Le gaie compagnie dei giovani del vecchio Piemonte - Miglietta, Casale Monferrato 1937
- ^ Eleonora Dalla Gassa e Federico Fiandro, Un paese, una festa, La Grafica Nuova, Torino 2004
- ^ Jan Peire de Bousquier, Bahio de l'Ubac de Fraise, Soulestrelh, 1981
- ^ Beò de Blins 2006 - depliant tratto da Novel Temp - Lou temp Novel n. 6 e 7/78, Soulhestrel.
- ^ Eleonora Dalla Gassa e Federico Fiandro, Un Paese, una Festa, La Grafica Nuova, Torino 2004
- ^ Eleonora Dalla Gassa e Federico Fiandro, Un Paese, una Festa, La Grafica Nuova, Torino 2004
[modifica] Bibliografia
- Eleonora Dalla Gassa e Federico Fiandro, Un Paese, una Festa - La Grafica Nuova, Torino 2004
- Giuseppe Cesare Pola Falletti di Villafalletto, Le gaie compagnie dei giovani del vecchio Piemonte - Miglietta, Casale Monferrato 1937
- Giovanni Ferreri, Brevi cenni su Barbania Canavese - Doyen, Torino 1904
[modifica] Voci correlate
- Strage di Piazza principale di Barbania
- Lettere di condannati a morte della Resistenza italiana (8 settembre 1943 - 25 aprile 1945)
[modifica] Altri progetti
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