Ballando con uno sconosciuto
| Ballando con uno sconosciuto | |
|---|---|
| Titolo originale | Dance with a Stranger |
| Paese | Gran Bretagna |
| Anno | 1985 |
| Durata | 102 min |
| Colore | colore |
| Audio | sonoro |
| Genere | biografico |
| Regia | Mike Newell |
| Sceneggiatura | Shelagh Delaney |
| Produttore | Roger Randall-Cutler |
| Fotografia | Peter Hannan |
| Montaggio | Mick Audsley |
| Musiche | Richard Hartley |
| Interpreti e personaggi | |
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Ballando con uno sconosciuto (Dance with a Stranger) è un film drammatico britannico del 1985 diretto da Mike Newell.
Il film racconta la storia di Ruth Ellis, l'ultima donna a essere impiccata in Inghilterra negli anni '50.
Fu presentato alla Quinzaine des Réalisateurs del 38º Festival di Cannes.[1]
[modifica] Trama
Ruth Ellis, entraîneuse madre di due bambini, conosce nell'estate del 1953 David Blakely, un affascinante pilota di gare automobilistiche. La loro relazione è costellata da frequenti liti, cui testimonia anche Desmond Cussen, uno spasimante della donna che vorrebbe offrirle una vita tranquilla ma che viene preso in considerazione solo quando può dare un aiuto nei momenti difficili. Il rapporto tra Ruth e David peggiora: lui si dà all'alcool; lei, perduti casa e lavoro, si trasferisce da Cussen, illudendolo di aver rotto con il suo compagno. Ma i due in realtà continuano a vedersi, fino a che Cussen scopre l'inganno e Ruth se ne va. La donna non vuole credere che David sia stanco di lei; dopo aver subito un aborto, inizia anche lei a bere e ad assumere forti quantità di tranquillanti. David, che vuole sfuggire all'insistenza di Ruth, si trasferisce in casa degli amici Anthony e Carole, ma la mattina di Pasqua del 1955 Ruth lo rintraccia e, fuori da un pub, gli spara. Ruth viene processata e condannata a morte. Il 13 luglio 1955 la sentenza viene eseguita mediante impiccagione: è l'ultima donna ad essere uccisa in questo modo prima dell'abolizione della pena di morte in Gran Bretagna.
[modifica] Note
- ^ (FR) Quinzaine 1985. quinzaine-realisateurs.com. URL consultato il 23 giugno 2011.
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