Associazioni Calcio Riunite Messina 1947

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A.C.R. Messina 1947
Calcio Football pictogram.svg
Acrmessina stemma.svg
Biancoscudati, Giallorossi, Peloritani
Segni distintivi
Uniformi di gara
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Casa
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Trasferta
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Terza divisa
Colori sociali Rosso con Croce Gialla.svg Giallo e Rosso
Dati societari
Città Messina
Paese Italia Italia
Confederazione UEFA
Federazione Flag of Italy.svg FIGC
Campionato Lega Pro
Fondazione 1900
Rifondazione 1994
Rifondazione 2009
Proprietario Italia Pietro Lo Monaco
Presidente Italia Isidoro Torrisi
Allenatore Italia Gianluca Grassadonia
Stadio Stadio San Filippo
(37.895 a sedere, 42.000[1] posti)
Sito web www.acrmessina.it
Palmarès
Titoli nazionali 1 Campionato di Serie B
Soccerball current event.svg Stagione in corso
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L’Associazioni Calcio Riunite Messina 1947, abbreviato in A.C.R. Messina o piú semplicemente Messina, è una società calcistica italiana che milita in Lega Pro, con sede nella città di Messina. Disputa le partite interne presso lo stadio San Filippo.

Nella sua complessiva storia centenaria il Messina ha disputato 5 campionati di Serie A e 32 di Serie B. Il miglior piazzamento in Serie A è il settimo posto raggiunto nella stagione 2004-2005. Il miglior piazzamento nelle coppe è rappresentato dagli ottavi di finale di Coppa Italia.

Storia del calcio a Messina[modifica | modifica sorgente]

Messina Football Club[modifica | modifica sorgente]

Il Messina F.C. nel 1910
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Messina Football Club (1900).

Con molta probabilità a Messina veniva già praticato il "calcio ginnico" alla fine del XIX secolo dalla Società Ginnastica Garibaldi[2]. Si è tuttavia soliti indicare, come data di nascita del calcio a Messina, il 1º dicembre 1900: giorno in cui venne fondato il Messina Football Club[2]. Quasi tutti i soci fondatori erano inglesi; facevano eccezione quattro notabili messinesi.

Al vertice dell'organigramma societario figurava il presidente l'inglese Walter F. Becker. Armatore navale, era il titolare della "Peirce, Becker & Ilardi", un'agenzia di navigazione con sede a Messina[3]; nel 1899 aveva inoltre fondato la compagnia di navigazione "Peirce & Becker"[3].

Vicepresidente era il console statunitense Charles M. Caughy[3]; il segretario era Walter Oates (inglese, socio della fabbrica di derivati agrumari "W. Sanderson & Sons"); i consiglieri erano: Horace Gooding, W. May, Alfredo (o Adolfo) Marangolo, Giulio Arena Ainis, J. Giorgianni, G. Lovatelli[3]. Soci onorari erano: William Robert Sanderson, Guglielmo Sarauw, George Oates, Herbert Hoates, Edward James Eaton, Eduard Jacob, Carlo Sarauw.

Consigliere era anche F. L. Padgett, primo allenatore e capitano della squadra[2]. È probabile che tra le persone chiave della società figurassero anche i reverendi anglicani Charles B. Hulleatt e Caulfield.

La figura più rilevante era quella di Marangolo. Il giovane messinese era appena tornato da un lungo soggiorno a Londra; in Gran Bretagna aveva scoperto il neonato gioco del calcio, ed aveva portato con sé alcuni manuali con le regole del gioco, un pallone di cuoio, alcune scarpe, una divisa da arbitro ed una da gioco[2]. Marangolo legò con la colonia inglese di Messina: molti dei cittadini d'oltremanica avevano già praticato il gioco del calcio, e ciò portò alla fondazione della nuova squadra.

Il primo incontro del Messina Football Club è datato 18 aprile 1901, organizzato da Alfredo Marangolo e disputato contro l'"Anglo Panormitan Athletic and Football Club" (l'attuale Palermo) fondato dall'amico Ignazio Majo Pagano, con il quale era emigrato a Londra[2]. L'incontro finì 3-2 per i palermitani; la formazione scesa in campo era la seguente: Gooding, Pappin, Padgett, Way, Caulfield, Oates, Arena, Vaccaro, Greco, Falorsi, Crisafulli[2].

I colori sociali del Messina F.C. erano differenti dagli attuali: le maglie erano infatti di colore bianco e blu[4]. Così riportò infatti il Giornale di Sicilia nella cronaca dell'incontro contro il Palermo:

« I rappresentanti del Club Messina [...] vestivano un elegantissimo costume in maglia bleu con calzoni bianchi, gambali di legno e berretto bleu e bianco. »
(F. Rosso su il Giornale di Sicilia, 19 aprile 1901[4])

Nel luglio 1901 fu nominato presidente il neo console inglese di Messina, Arthur Barret Lascelles, il quale pertanto succedette a Walter Becker[2].

In questo periodo fu svolta attività in ambito locale. Ad esempio nel 1902 furono organizzati due incontri contro gli equipaggi di alcune navi attraccate nel porto di Messina: il primo fu vinto dal Messina per 2-1 contro l'equipagio dello Yacht Hohenzollern di Guglielmo II di Germania; il secondo fu perso dai siciliani per 5-1 contro i marinai inglesi del Royal Steamer Aurani[5].

Nel 1905 nacque la Whitaker Challenge Cup, disputata contro il Palermo; le fonti sono discordanti: alcune attribuiscono la vittoria al Messina per 1-0, altre per 3-2[6]. I messinesi bissarono il successo anche nel 1906, vincendo contro i palermitani per 2-1[7]. La Whitaker Challenge Cup non fu disputata nel 1907, ma tornò ad essere giocata - per l'ultima volta nella storia - il 15 febbraio 1908: vinse il Palermo 3-0, nell'incontro disputato presso lo spiazzale di San Raineri[8].

Il terremoto del 1908 causò la morte di numerosi giocatori della squadra; l'attività riprese solamente nel giugno 1909, grazie ai fondi dell'inglese Arthur Barret Lascelles ed all'aiuto dei marinai presenti in città, alcuni di essi giocatori di Venezia, Gorizia e Triestina[9]. Nel 1910 la squadra prese parte alla seconda edizione della Coppa Lipton, perdendo però sia contro il Naples sia contro il Palermo[10]; la stagione proseguì a livello locale.

Lentamente la disponibilità economica di Barrett andò diminunendo sempre di più; la società si sciolse ed i giocatori confluirono nella Società Ginnastica Garibaldi (società che aveva inglobato in precedenza anche la Società Sportiva Umberto I), capitanata da Nazzareno Allegra[10].

Ginnastica Garibaldi[modifica | modifica sorgente]

La Società Ginnastica Garibaldi era una società polisportiva nata ben prima del 1910; tuttavia la sezione calcistica nacque proprio in quell'anno, inglobando la S.S. Umberto I e il Messina Football Club. La divisa della Ginnastica Garibaldi era di colore rosso[11].

Nel 1911 vennero disputate partite esclusivamente in ambito locale; l'anno successivo la Garibaldi disputò la Coppa Lipton a Palermo, dove perse contro i locali per 3-1[11]. Nel 1913 la squadra vinse la Coppa Agordad a Catania, e la Coppa Restuccia a Messina.

Inevitabilmente, con l'inizio della Prima guerra mondiale la Garibaldi si sciolse[12].

Unione Sportiva Messinese[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Unione Sportiva Messinese.

La storia del Messina riprese ufficialmente il 10 novembre 1919 alle 16:30, data ufficiale della fondazione dell’Unione Sportiva Messinese[13]. Nello stesso anno la squadra arrivò seconda nella Coppa Maggiacomo, e nel 1920 perse la finale della Coppa Federale Siciliana contro il Palermo; nel 1921 l'U.S. Messinese si aggiudicò la Coppa Sant'Agata[13]. Nella stagione 1921-1922 la squadra si piazzò al 3º posto in Prima Divisione Lega Sud.

L'U.S. Messinese vestì per la prima volta una maglia "biancoscudata". Infatti la Difesa Marittima donò al presidente Allegra dodici giacche da marinaio di colore bianco, sulle quali fu poi applicato un colletto di colore nero e lo stemma della città[14]. Tra i giocatori più rappresentativi della squadra vi erano Nazzareno Allegra, Alfredo Lucchesi e Giovanni Stracuzzi.

Dopo tre anni dalla fondazione dell'U.S. Messinese, si avvertì l'esigenza di contrastare lo strapotere calcistico in Sicilia del Palermo; si decise pertanto di riunire più squadre in un'unica società. Nacque così il Messina Football Club, dalla fusione tra U.S. Messinese-Umberto I (nata dalla fusione delle due squadre) e Messina Sporting Club[13].

Il nuovo Messina F.C.[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Messina Football Club (1922).

Il 28 novembre 1922, presso il Bar Irrera di Messina, nacque ufficialmente il Messina Football Club[15]. La nuova società assumeva pertanto la medesima denominazione della storica squadra fondata il 1º dicembre 1900, rimasta in vita fino al 1910. Primo presidente fu Augusto Salvato, già portiere della Ginnastica Garibaldi.

Anche il nuovo Messina F.C. vestiva in maglia bianconera[16].

La squadra affrontò il campionato di Prima Divisione 1922-1923, chiudendo al primo posto in classifica. Tuttavia il campionato fu annullato per irregolarità negli accordi fra le società nella definizione del calendario ufficiale; la Lega Sud ne dispose la ripetizione, obbligando le squadre a giocare un girone di sola andata e partite in campo neutro. Nella ripetizione, il Messina chiuse al secondo posto dietro la Libertas di Palermo. Stesso piazzamento anche nella Prima Divisione 1923-1924, stavolta alle spalle del Palermo.

Il Messina Football Club si sciolse definitivamente nel dicembre 1924, dopo sole due stagioni[15].

La nuova U.S. Messinese[modifica | modifica sorgente]

Dopo lo scioglimento del Messina F.C., gran parte del parco giocatori della squadra confluì nell’Unione Sportiva Messinese. Una società denominata allo stesso modo era esistita tra il novembre 1919 ed il novembre 1922. La nuova U.S. Messinese era rinata già nel 1923[13].

La squadra disputò la Prima Divisione 1924-1925, chiudendo al 1º posto nel campionato regionale, ed al 4º posto nel girone B delle semifinali di Lega. Al termine della stagione successiva l'U.S. Messinese retrocesse in Seconda Divisione, dove rimase fino al 1927-1928. Nel 1928 la società mutò nome in "Associazione Calcio Messina".

Associazione Calcio Messina[modifica | modifica sorgente]

L'A.C. Messina nel 1928-1929
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Associazione Calcio Messina (1928-1940).

L’Associazione Calcio Messina nacque ufficialmente nell'autunno 1928, in seguito alla lunga crisi dirigenziale in seno all'U.S. Messinese[17]. Presidente era Augusto Salvato, già ai vertici del Messina F.C.; ricopriva il doppio incarico di allenatore-giocatore il messinese Giovanni Panosetti[18]. La divisa di gara era di colore bianco, bordata con i colori della città: rosso e giallo oro[18].

L'A.C. Messina rimase in vita fino al 1941; riuscì a conquistare la Serie B al termine della Prima Divisione 1931-1932. La squadra mantenne la categoria per sei stagioni consecutive, dal 1932-1933 fino alla retrocessione del 1937-1938. Disputò poi due campionati in Serie C, ma dopo solamente due giornate della Serie C 1940-1941 si ritirò; la società sparì dal panorama calcistico, riapparendo brevemente nel 1946[17].

Unione Sportiva Tenente Mario Passamonte[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Unione Sportiva Tenente Mario Passamonte.

Dopo la scomparsa dell'A.C. Messina, il calcio messinese fu rappresentato dall’Unione Sportiva Tenente Mario Passamonte[19]. La società, fondata ufficialmente il 7 aprile 1941, venne intitolata a Mario Passamonte, eroe di guerra morto in Africa ed ex giocatore dell'U.S. Peloro (storica formazione messinese nata già nel 1906)[19].

La squadra non venne ammessa alla Serie C 1941-1942, ma prese parte alla Serie C 1942-1943, chiudendo al 5º posto nel girone N. Tra il 1943 ed il 1945 fu svolta solo attività a livello locale, a causa delle vicende belliche[19].

Nel 1945 la Passamonte si fuse con la S.S. Lega Arsenale (nata nel 1944) e con l'U.S. Peloro, dando vita all'Associazione Sportiva Messina[19].

Associazione Sportiva Messina[modifica | modifica sorgente]

L'A.C. Messina nel 1938
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Associazione Sportiva Messina (1945-1946).

L’Associazione Sportiva Messina nacque pertanto nel 1945 dalla fusione di tre squadre (Peloro, Arsenale, Passamonte); presieduta da Vincenzo Nicotra, venne ammessa in Serie C 1945-1946[20], chiudendo al 6º posto nel girone F della Lega Centro-Sud, non riuscendo a centrare l'accesso al girone finale[20].

Nel 1946 l'A.S. Messina si fuse con il Gazzi, dando vita alla nuova Associazione Calcio Messina.

La nuova A.C. Messina[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Associazione Calcio Messina (1946-1947).

L’Associazione Calcio Messina, già esistita dal 1928 al 1940, rinacque nel 1946 dalla fusione tra A.S. Messina e A.C. Gazzi; quest'ultima era una società nata nel 1928[21].

L'A.C. Messina disputò la Serie C 1946-1947, terminando la stagione al 5º posto nel girone finale della Lega Sud. Fu l'ultima occasione in cui si parlò di Associazione Calcio Messina: la società si fuse infatti con l'U.S. Giostra nel 1947, dando vita all'Associazioni Calcio Riunite Messina[17].

Associazioni Calcio Riunite Messina[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Associazione Calcio Riunite Messina.

Fusione AC Messina e Giostra[modifica | modifica sorgente]

L'A.C.R. Messina nel 1953-1954
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Unione Sportiva Giostra.

Alla Serie C 1946-1947 aveva preso parte, oltre all'A.C. Messina, anche l'Unione Sportiva Giostra. Quest'ultima era una società nata nei primi anni dieci con la denominazione "Società Sportiva Aurora Giostra"; nel corso degli anni venti e trenta disputò più volte la Terza Divisione[22]. Nel 1945-1946 vinse il campionato di Prima Divisione, venendo promossa in Serie C; il Giostra riuscì ad arrivare alle finali della Lega Interregionale Sud di C, chiudendo al quarto posto.

Nel 1947 l'opinione pubblica messinese spinse per la creazione di un'unica realtà calcistica cittadina ad alto livello; spinti da progetti ambiziosi, i dirigenti del Giostra e dell'A.C. Messina avviarono le trattative per mettere in atto la fusione[23]. Dopo una lunga serie di discussioni sulle modalità di fusione e sulla denominazione da adottare, si giunse alla definitiva determinazione: Associazione Calcio Riunite Messina[23][24][25].

Nella prima stagione disputata (1947-1948) l'A.C.R. Messina chiuse al settimo posto con 37 punti nel girone T della serie C, venendo però ripescata grazie al "Caso Napoli". L'anno successivo, sotto la presidenza del Marchese Carlo Stagno d'Alcontres, si classificò quarta con 40 punti nel girone D della nuova Serie C. Nel 1949-1950 arrivò la promozione in Serie B, dopo uno spareggio con il Cosenza.

L'A.C.R. Messina mantenne la Serie B consecutivamente dalla stagione 1950-1951 alla stagione 1962-1963, al termine della quale centrò la prima storica promozione in Serie A.

Serie A[modifica | modifica sorgente]

Il Messina esordì in Serie A con una sconfitta per 3-1 contro la Sampdoria. La prima rete in Serie A venne segnata da Paolo Morelli. L'esordio casalingo avvenne il 25 settembre 1963, e fu subito vittorioso: il Messina sconfisse 2-0 il Lanerossi Vicenza grazie a una doppietta di Marcelo Pagani. Tuttavia al termine del girone d'andata la squadra figurava all'ultimo posto in classifica, con otto punti. Nel mercato di novembre, per far fronte al brutto inizio di campionato, il Messina prese in prestito dal Milan il peruviano Victor Benitez. In rosa figuravano giocatori di spessore come Egidio Morbello, Gianvito Geotti, Paolo Morelli, Roberto Derlin[26]. Grazie ad un eccellente girone di ritorno in cui conquistò 20 punti (frutto di 7 vittorie[27], 6 pareggi e 4 sconfitte), il Messina centrò la salvezza all'ultima giornata grazie al pareggio per 0-0 contro il Modena.

La seconda stagione in serie A culminò con la retrocessione, frutto del penultimo posto in classifica. Da allora il Messina ebbe una parabola discendente, che vide la squadra retrocedere in Serie C dopo soli tre anni di cadetteria e, dopo la Serie C 1972-1973, in Serie D.

Dagli anni bui all'era Massimino[modifica | modifica sorgente]

Il Messina nel 1986-1987

La prima esperienza in Serie D del Messina terminò con la risalita in Serie C, grazie anche ai 22 gol del bomber Lando Bertagna[28]. Tuttavia saranno solo tre i campionati di Serie C disputati dal Messina, prima di ripiombare ancora in Serie D[29].

Nella Serie D 1977-1978 i messinesi chiusero al 6º posto nel girone I, venendo ammessi alla nuova Serie C2. La squadra rimarrà in C2 per 5 stagioni, rischiando anche la retrocessione nella stagione 1980-1981. La promozione arrivò al termine della stagione 1982-1983, quando i giallorossi guidati da Alfredo Ballarò conclusero il campionato con un punto di vantaggio sull'Akragas[30]. Nella stagione 1983-1984 i giallorossi, con Michelangelo Alfano presidente, ottennero la salvezza, mettendo le basi per le future vittorie sotto la proprietà della famiglia Massimino.

Salvatore Massimino divenne infatti presidente dell'A.C.R. Messina nel 1984-1985. La squadra era allenata da Franco Scoglio e in rosa figuravano calciatori di grande talento come Schillaci, Caccia, Napoli e Catalano[31]. Quell'anno il Messina si classificò al 3º posto, tre punti dietro Catanzaro e Palermo.

La promozione arrivò al termine della stagione seguente 1985-1986, dopo 18 anni dall'ultima apparizione in serie B[29]. Il Messina si classificò al 1º posto del girone B Serie C1. Quell'anno rimase memorabile anche la vittoria per 1-0 in Coppa Italia, in un Celeste stracolmo, contro la Roma vice-campione d'Europa (scesa in campo in formazione pressoché tipo), alla fine vincitrice della stessa competizione. Nel medesimo girone il Messina batté in casa anche il Bari, che militava in Serie A, ed eliminò tre squadre di Serie B: l'Ascoli (in quella stagione classificatosi 1º in Serie B), il Campobasso ed il Catanzaro. Il Messina giunse agli ottavi di finale, miglior risultato di sempre nella storia giallorossa.

Alla vigilia della stagione 1986-87, l'ambiente giallorosso fu scosso in ritiro dalla notizia della squalifica per cinque anni di uno dei suoi uomini più rappresentativi, Franco Caccia, coinvolto nello scandalo del calcio italiano del 1986. L'organico fu rinforzato con l'acquisto di tre forti elementi di categoria: i centrocampisti Gobbo e Mossini, reduci dalla promozione in serie A conquistata col Brescia, ed il portiere Paleari. Quel Messina rimase famoso perché andava in gol soprattutto su azione da "palla inattiva" (termine coniato dal suo stesso allenatore Scoglio): tra i finalizzatori di questo sistema di gioco si distinse il terzino destro Nicolò Napoli con 6 reti. La stagione fu inaspettatamente positiva, considerato che il Messina era una neopromossa in Serie B: la squadra si mantenne in zona promozione per tutto il campionato ed a sei giornate dalla fine aveva un calendario favorevole che faceva sognare ai tifosi la promozione in massima serie. Il Messina però nelle ultime sei partite ottenne soltanto quattro pareggi interni e due sconfitte esterne, arrivando 7º a tre punti dalla zona promozione.

La stagione seguente vide un Messina rinnovato piazzarsi soltanto a metà classifica (12º posto), soprattutto a causa del pessimo andamento fuori casa, dove racimolò appena una vittoria e 3 pareggi su 19 incontri. Importante fu il contributo in fase realizzativa di Schillaci e Catalano, autori rispettivamente di 13 e 10 reti. A fine anno Franco Scoglio, già da tempo entrato in contrasto con il presidente Massimino che a suo dire non aveva intenzione di rafforzare la squadra per poter competere alla promozione in Serie A, lasciò la panchina, venendo sostituito da Zdeněk Zeman. Fu ceduto anche il talentuoso fantasista Catalano, duramente contestato da una frangia di tifosi in una delle ultime partite casalinghe.

Nel campionato 1988-89 Zeman guidò la squadra ad una tranquilla ottava posizione finale[32]. Come nella precedente stagione, all'ottimo andamento casalingo si contrappose un andamento esterno negativo, con soli 6 pareggi ottenuti in trasferta. Quel torneo vide l'esplosione di Schillaci, capocannoniere della serie B con 23 reti (a fine stagione ceduto alla Juventus) e la valorizzazione di Pierleoni, autore di 10 gol, che l'allenatore boemo trasformò da anonimo terzino a pericoloso esterno d'attacco.

Alla vigilia della stagione 1989-90 la squadra fu rivoluzionata ed arrivarono diversi giovani promettenti, tra i quali si distinsero soprattutto Igor Protti (autore di 12 reti), e Massimo Ficcadenti. Dopo essere sfumato l'arrivo di Galeone, il presidente Massimino affidò la panchina a Francesco Scorsa, considerato un ripiego dai tifosi, che già mugugnavano per la campagna acquisti che vedeva il solo Primo Berlinghieri unico nome già affermato tra le tante giovani promesse portate in giallorosso. L'avvio di stagione fu esplosivo quanto illusorio, sia in coppa che in campionato: in Coppa Italia vi furono la vittoria interna contro il Torino, considerata la squadra più forte ai nastri di partenza della serie B, e quella esterna, clamorosa, per 4-1 a Cesena, compagine che partecipava al campionato di Serie A; alla terza giornata di campionato il Messina era sorprendentemente primo in classifica, con due vittorie ed un pareggio. Tuttavia lo scoppiettante Messina estivo si sgonfiò presto: in campionato dopo alcune giornate si assestò nella zona medio-bassa della classifica ed a gennaio in Coppa Italia prese 6 gol a San Siro dal Milan; soltanto l'esperienza di Adriano Buffoni, subentrato a Scorsa riuscì a portare il Messina al 16º posto in campionato[33] ed a raggiungere la salvazza dopo lo spareggio vinto 1-0 contro il Monza il 7 giugno 1990 allo stadio Adriatico di Pescara.

Nel campionato 1990-1991 la squadra fu puntellata con gente di esperienza e di categoria, quasi tutti con trascorsi da titolari in Serie A, come Beniamino Abate, De Trizio, Schiavi, Bonomi, Muro, Traini e Miranda. Il Messina, allenato da Giuseppe Materazzi, chiuse uno splendido girone di andata in piena zona promozione ed alla prima giornata del girone di ritorno sconfisse in casa il Verona (a fine stagione promosso), confermandosi al secondo posto in classifica a due punti dalla capolista Foggia. In seguito ad alcuni problemi dirigenziali, il 1º marzo 1991 Maria Leone, moglie del presidente Salvatore Massimino, estromise ufficialmente il proprio marito dalla carica[34], divenendo la prima donna a ricorprire la carica di presidente della società messinese[35]. Questo cambio dirigenziale coincise con un netto crollo della squadra che, sotto la guida dei subentrati Ruisi e Colomban, si salvò soltanto all'ultima giornata, chiudendo al nono posto di una classifica cortissima.

Nella stagione 1991-1992 le redini dirigenziali furono prese dai figli di Salvatore Massimino, i quali annunciarono di puntare alla promozione ed intrapresero una dispendiosa campagna acquisti che portò in giallorosso, tra gli altri, Simoni e Dolcetti, l'anno precedente titolari in serie A con il retrocesso Pisa. Nonostante i propositi, l'organico del Messina si rivelò incredibilmente carente: mancava in rosa un buon terzino destro (nel ruolo si alternarono con scarsi risultati i giovani Vecchio e Lampugnani) e non c'era un valido attaccante da affiancare ad Igor Protti (le giovani punte Spinelli, Battistella e Domenico Cicconi si rivelarono inadeguate al campionato di serie B). Il Messina, guidato inizialmente da Colautti, ebbe un pessimo avvio di stagione (solo 3 pareggi nelle prime 7 partite). Un altrettanto negativo finale, sotto la guida del subentrato Veneranda (3 pareggi e 4 sconfitte nelle ultime 7 partite)[36] sancì la clamorosa retrocessione del Messina.

Nel 1992-1993 concluse la Serie C1 al 12º posto. Al vertice societario figuravano ancora la signora Maria Leone ed il figlio Giovanni Massimino[35]. Nel 1993 l'ingente mole di debiti accumulati, e le inadempienze societarie nei confronti di COVISOC e Lega[37], portarono alla definitiva estromissione dell'A.C.R. Messina dai campionati professionistici: la squadra fu retrocessa in Eccellenza, e nel 1998 fallì definitivamente[37].

A.S. Messina e U.S. Peloro[modifica | modifica sorgente]

In seguito all'esclusione dai campionati professionistici dell'A.C.R. Messina, la scena calcistica messinese fu occupata da una nuova società: l’Associazione Sportiva Messina[20]. L'A.S. Messina, nata nel 1993 e presieduta da Pietro La Malfa, fu ammessa per meriti sportivi al Campionato Nazionale Dilettanti 1993-1994; chiuse il campionato al 3º posto nel girone I.

Contemporaneamente nel 1994 nasceva la nuova Unione Sportiva Peloro, dalla fusione tra il Villafranca con il Tremestieri[38]. Una società con la stessa denominazione era esistita già a partire dal 1906, e nel 1945 aveva dato vita, insieme a S.S. Arsenale e U.S. Passamonte, all'A.S. Messina[38].

Il calcio messinese si trovò pertanto ad essere rappresentato da due squadre: A.S. Messina e U.S. Peloro. Entrambe si troveranno a disputare lo stesso campionato nel 1996: le squadre presero infatti parte al Campionato Nazionale Dilettanti 1996-1997. L'A.S. Messina aveva in precedenza disputato due stagioni nella categoria, mentre l'U.S. Peloro aveva centrato la promozione dopo due stagioni disputate in Eccellenza Sicilia[38].

Al termine della stagione 1996-1997 l'A.S. Messina retrocesse in Eccellenza, e l'U.S. Peloro chiuse al 6º posto. Dopo poco tempo l'A.S. Messina sparirà definitivamente[20], e l'U.S. Peloro diventerà la prima squadra cittadina[38].

Football Club Messina Peloro[modifica | modifica sorgente]

Il 17 luglio 1997 l'U.S. Peloro mutò ufficialmente denominazione, e nacque il Football Club Messina Peloro, sotto la presidenza di Emanuele Aliotta[39].

Dai dilettanti alla promozione in Serie A[modifica | modifica sorgente]

Messina-Bologna nel marzo 2005

Al termine del Campionato Nazionale Dilettanti 1997-1998 il Messina ottenne la promozione in Serie C2. La stagione seguente, perse la finale dei play-off allo Stadio Via del Mare di Lecce contro il Benevento. Il Messina fu promosso in Serie C1 nel 2000, come prima classificata della Serie C2 1999-2000.

Nella stagione 2000-2001 il Messina neopromosso allenato da Beruatto poi esonerato e sostituito da Florimbi, si classificò al secondo posto nella"regular season" dietro solo alla corazzata Palermo di Franco Sensi, dopo aver sciupato la possibilità della promozione diretta sfumata proprio all'ultima giornata allo Stadio Partenio contro l'Avellino.Infatti ad una giornata dal termine Messina e Palermo si trovavano appaiate a pari punti ma i giallorossi erano in vantaggio negli scontri diretti nei confronti dei rosanero.I giallorossi ad Avellino non solo sbagliarono un rigore con Vittorio Torino sullo 0-0 ma subirono un gol dagli irpini in pieno recupero.Ciò sancì la promozione diretta del Palermo vittorioso nella stessa giornata sull'Ascoli allo Stadio Barbera,ma comunque l'accesso del Messina ai play-off.In semifinale i peloritani superarono l'Ascoli accedendo così alla finale che mise di fronte il Messina ed il Catania di Luciano Gaucci. Il derby di andata, allo Stadio Cibali, terminò 1-1 con reti di Ambrosi su rigore per gli etnei e pareggio biancoscudato ad opera di Ciccio Marra; quello di ritorno fu caratterizzato dalla tragedia dovuta alla morte del giovane tifoso del Messina Tonino Currò causata da un petardo partito dal settore dei tifosi ospiti.Sul campo comunque la partita si concluse con il successo dei giallorossi allo Stadio Giovanni Celeste per 1-0 con gol su rigore di Salvatore Sullo[40]. Dopo 9 stagioni il Messina tornò in Serie B[29]. Nella Serie B 2001-02 il Messina allenato da Daniele Arrigoni riesce a salvarsi solo all'ultima giornata vincendo per 2-1 con doppietta di Grabbi allo Stadio Ezio Scida di Crotone proprio contro il Crotone ultimo e già retrocesso da tempo con soli 25 punti.Le sorprese di questa stagione furono la definitiva consacrazione dell'ariete Denis Godeas autore di 15 reti ed il clamoroso arrivo in prestito per sei mesi di Ciccio Grabbi(vicecapocannoniere della Serie B dell'anno precedente con 20 reti nella Ternana ed ex gioiello della Primavera della Juventus)arrivato dal Blackburn Rovers nel mercato di Gennaio 2002.Ma la più grande soddisfazione fu la vittoria nel derby dello stretto tornato dopo parecchi anni;difatti nell'Aprile del 2002 il Messina superò al Celeste per 1-0 la Reggina che al termine di quella stagione salì in Serie A. Nell'estate 2002 la proprietà passa all'imprenditore Pietro Franza.Nella Serie B 2002-03 il Messina allenato da Francesco Oddo poi sostituito nelle ultime sei giornate da "Maciste" Bolchi,riesce a salvarsi ancora una volta sul finale di campionato arrivando a quota 46 punti tre lunghezze sopra il Catania quartultimo e retrocesso sul campo assieme a Genoa,Cosenza e Salernitana;ma bisogna sottolineare che al termine della stagione 2002-03 le retrocessioni dalla B alla C1 furono bloccate(solo il Cosenza non venne riammesso in B per fallimento).Di questa stagione sono da ricordare l'exploit di Riccardo Zampagna con 17 centri, la presenza nelle file del Messina di un giovanissimo Amauri,ma soprattutto l'arrivo nel mercato di Gennaio 2003 di due giocatori che resteranno a lungo nel cuore dei tifosi messinesi ovvero il portiere Marco Storari e il difensore ivoriano Mark Zoro, giunti rispettivamente da Napoli e Salernitana;Storari in particolare arrivò in riva allo stretto a seguito di uno scambio tra Napoli e Messina in cui sotto il Vesuvio arrivò Emanuele Manitta portiere artefice del cammino trionfale del Messina dai Dilettanti alla Serie B(tranne per l'anno della promozione in B 2000-01 in cui tra i pali della porta giallorossa vi era Cecere).La stagione 2003-2004 si presenta con un campionato riformato a 24 squadre;tra queste, numerose squadre storiche e scudettate come Genoa,Torino,Napoli,Cagliari,Verona e Fiorentina(ripescata addirittura saltando la serie C1)ed altre squadre che avevano fatto ingenti investimenti come il Palermo di Zamparini,il Catania di Gaucci ed il Livorno di Spinelli oltre ad altre squadre ambiziose come Atalanta,Piacenza e la Ternana dell'ex Zampagna(ritornato a Terni nell'estate 2003 ma sempre in comproprietà tra peloritani ed umbri) .Il Messina allenato da Patania è tutt'altro che favorito per la promozione nella massima serie,addirittura nelle prime sette giornate si trova all'ultimo posto,ma la svolta è dietro l'angolo poiché al posto di Patania viene chiamato Bortolo Mutti autore di un autentico "miracolo sportivo";infatti il tecnico bergamasco comincia la sua avventura giallorossa nel migliore dei modi con tre vittorie consecutive rispettivamente contro l'Avellino al Partenio per 1-0(dopo che il Messina aveva fallito due rigori)e poi con due vittorie in casa contro Piacenza e Salernitana.Partita dopo partita le posizioni in classifica vengono scalate fino ad arrivare in piena zona promozione,togliendosi diverse soddisfazioni come le vittorie casalinghe sul Genoa per 4-0 o sulla Fiorentina e nel derby col Catania entrambe per 3-0.Alla penultima di campionato il 5 giugno 2004 dopo la vittoria per 3-0 allo Stadio Celeste contro il Como(già retrocesso)il Messina conquista la Serie A, a distanza di 39 anni dall'ultima apparizione del club peloritano in massima serie[29]. I protagonisti della storica promozione furono il bomber Di Napoli con 19 reti,il terzino "goleador" Parisi autore di 14 centri e specialista nei rigori e nelle punizioni,ma un po' tutti contribuirono alla storica impresa dal portiere Storari ai difensori Aronica,Fusco,Rezaei(iraniano ed ex Perugia),Zoro(ivoriano ed ex Salernitana),ed ancora i vari Carmine Coppola,Lavecchia,Mamede(portoghese ed ex Reggina),Sullo(il Capitano),oltre agli utilissimi innesti del mercato di Gennaio 2004 che furono per l'attacco il "Pampa"argentino Roberto Sosa prelevato dall'Ascoli mentre a centrocampo sulle fasce arrivò in riva allo stretto il "furetto" calabrese Mimmo Giampà prelevato in comproprietà dalla Ternana.

In Serie A[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Football Club Messina Peloro 2004-2005.

Nuovamente in massima serie, il Messina si presentò ai nastri di partenza della nuova stagione con una squadra composta da molti degli artefici della promozione, tra cui Parisi, Di Napoli, Storari, Aronica. I nuovi acquisti sono Zampagna(ritornato in giallorosso dopo un anno in Umbria perché riscattato alle buste a scapito della Ternana),il giapponese Yanagisawa presentato in grande stile all'Hotel Timeo di Taormina nell'estate del 2004, il brasiliano Rafael, Donati in prestito dal Milan, Zanchi, in prestito dalla Juventus, Nicola Amoruso, il serbo Iliev e il greco Eleftheropoulos. Il campionato si chiuse al 7º posto, con la squadra che sfiorò la qualificazione in Coppa Uefa; avrebbe la possibilità di disputare la Coppa Intertoto, ma il club non ottiene la licenza per parteciparvi[41].

La stagione 2005-2006 non fu altrettanto positiva. La stagione iniziò con la richiesta di esclusione del Messina dalla Serie A da parte della F.I.G.C., a causa di irregolarità fiscali[42]. Il Consiglio federale ratificò l'esclusione, su indicazione della COAVISOC[42]. La società si appellò alla Camera di Conciliazione del CONI, la quale il 26 luglio 2005 confermò l'esclusione del Messina dalla Serie A. Due giorni dopo viene intanto stilato il tabellone della Coppa Italia, che viene stabilito essere immodificabile anche con la riammessione in Serie A delle squadre escluse[42]. La società decide di ricorrere al TAR del Lazio, che il 2 agosto 2005 diede ragione ai siciliani, riammettendoli in massima serie; una settimana dopo il Consiglio di Stato confermò la decisione del TAR[42].

Il campionato non andò positivamente e il Messina retrocesse in Serie B in virtù del terzultimo posto finale. Tuttavia gli sviluppi dello scandalo di Calciopoli sconvolsero la classifica: Juventus retrocessa d'ufficio in Serie B, e riammissione in Serie A del Messina.

Retrocessione e fallimento[modifica | modifica sorgente]

Arturo Di Napoli con la maglia del Messina

L'appuntamento con la Serie B fu però rimandato di una sola stagione: i giallorossi chiusero all'ultimo posto la Serie A 2006-2007. La Serie B 2007-2008 si concluse con il 14º posto (pari punti con il Grosseto), ma l'estate 2008 vide la situazione societaria divenire insostenibile per i debiti accumulati.

La famiglia Franza annunciò l'intenzione di lasciare la proprietà del Messina[43] e, coadiuvata dalle istituzioni messinesi, cercò nuovi acquirenti in grado di garantire l'iscrizione al campionato cadetto[44]. Nessuno si accollò l'enorme mole di debiti accumulata, e il 14 luglio 2008 venne ufficialmente ritirata la domanda di iscrizione alla Serie B 2008-2009[45]. La società non sparì, ma fu iscritta nel girone I della Serie D 2008-2009[46].

Il 27 novembre 2008 il Tribunale di Messina dichiarò fallito il Football Club Messina Peloro a causa delle gravi anomalie riscontrate dai magistrati nel bilancio del sodalizio messinese; alla squadra fu comunque garantita la regolare attività fino al termine della stagione[47][48].

Associazione Calcio Rinascita Messina[modifica | modifica sorgente]

Il 23 marzo 2009 la fallita "F.C. Messina Peloro" venne rilevata all'asta fallimentare dalla A.C.R. Messina S.r.l., di proprietà del romano Alfredo Di Lullo[49][50]. Nasce pertanto l’Associazione Calcio Rinascita Messina; il passaggio ufficiale avviene il 2 aprile 2009[48] e le figure chiave della nuova società diventano Arturo Di Mascio e Marcella Chierichella, oltre allo stesso Di Lullo.

Nel frattempo la squadra riesce a mantenere la categoria, grazie al 12º posto nel girone I. Il piazzamento viene confermato anche nella stagione 2009-2010.

Nonostante l'alto numero di fallimenti e le conseguenti rinunce ad iscriversi in Seconda Divisione 2010-2011 da parte di numerosi club, il Messina presieduto da Arturo Di Mascio rinuncia a presentare la domanda di iscrizione alla serie superiore. La proprietà decide inoltre di lasciare, e nell'agosto 2010 cede la società a Piero Santarelli[51]. I problemi societari aumentano, con la squadra che nell'ottobre 2010 viene addirittura sfrattata dall'albergo in cui alloggiava dal 30 agosto, a causa del mancato pagamento di decine di migliaia di euro[52].

Piero Santarelli non onorerà mai gli impegni societari assunti con la precedente proprietà, e pertanto nel novembre 2010 l'amministratore unico dell'A.C.R. Messina Marcella Chierichella, cede le quote societarie agli imprenditori Bruno Martorano e Vincenzo Principato[53]. Il passaggio delle quote si complica quando si scopre che, a causa di un complesso iter giuridico, il presidente formale dell'A.C.R. Messina risulta essere ancora Santarelli[54]. I tentativi di mediazione andati in scena nel dicembre 2010 risultano vani: Santarelli rifiuta anche di presentarsi ad un incontro con il nuovo acquirente Martorano e la precedente proprietà; Martorano stesso dichiarerà poi la propria volontà di rinunciare all'acquisto[55]. La situazione si risolve finalmente il 4 gennaio 2011, giorno in cui si svolge un ennesimo incontro nella capitale tra le parti interessate e viene concretizzata, a fronte di un ulteriore esborso economico, la cessione della società al gruppo Martorano[56].

Nel frattempo, in campionato, le prime due giornate vengono giocate dai ragazzi delle giovanili, successivamente viene organizzata una "vera" squadra che successivamente, come forma di protesta per i problemi societari, decide di non scendere in campo per tre partite; il Messina viene così penalizzato di 3 punti (in totale saranno 4: 1 per inadempienze economiche). L'acquisto formale della società da parte di Martorano avviene nel gennaio 2011; il Messina conclude il campionato al 7º posto nel girone I.

Il 14 agosto 2011 il gruppo Martorano trasferisce le quote della società a Raffaele Manfredi. La guida dell'area tecnica della prima squadra viene affidata a Francesco La Rosa e come allenatore viene nominato Andrea Pensabene, poi esonerato e sostituito da Alessandro Bertoni. Col tecnico emiliano il Messina raggiunge il quarto posto del campionato di Serie D 2011-2012 (girone I), accedendo così ai play-off; dopo aver superato per 3-1 in trasferta la Battipagliese in semifinale, perde la finale contro il Cosenza per 3-0 allo Stadio San Vito.

Il 12 giugno 2012 la società annuncia di aver ceduto il 100% delle quote al gruppo industriale di Pietro Lo Monaco[57]. Sotto la gestione Lo Monaco, con Gaetano Catalano come allenatore e Fabrizio Ferrigno come direttore sportivo, il Messina vince il campionato di Serie D (girone I) tornando nel calcio professionistico. Il 5 maggio 2013, dopo aver superato al San Filippo la Nissa per 8-1, la società viene ufficialmente promossa in Lega Pro Seconda Divisione, dopo cinque anni trascorsi in Serie D[58].

Nel girone d'andata della stagione 2013-2014 in Lega Pro Seconda Divisione il Messina si trova presto nelle ultime posizioni, e ciò portò all'esonero del tecnico Gaetano Catalano nei primi giorni di dicembre del 2013 (dopo una sconfitta per 1-4 contro la Vigor Lamezia al San Filippo) sostituito da Gianluca Grassadonia, che porta la squadra fuori dalle zone basse della classifica piazzandola al primo posto del girone e conquistando la promozione in terza serie[59], che avverrà il 13 aprile 2014, sancita dalla vittoria in casa contro il Sorrento per 1-0. Per la società messinese è la seconda promozione consecutiva.

Il 2 luglio 2014 la proprietà, principalmente nel nome di Pietro Lo Monaco, comunica il proprio disimpegno da qualsivoglia attività sportiva in seno alla squadra in polemica con il sindaco Renato Accorinti reo, secondo la società, di aver concesso lo stadio San Filippo a un'agenzia che organizza eventi musicali anziché renderlo a godimento esclusivo della squadra.[60].L'8 luglio 2014 il proprietario del Messina Pietro Lo Monaco rilascia un videomessaggio,dove dichiara che la proprietà dell'ACR Messina continuerà il lavoro svolto negli anni scorsi nonostante lo screzio con il Sindaco.[61]

Associazioni Calcio Riunite Messina 1947[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Associazioni Calcio Riunite Messina 1947 2014-2015.

19 dicembre 2013,questa data è destinata a restare nella storia del calcio messinese e nei cuori di ogni tifoso. Infatti, nella sala 9 dell'UCI Cinemas di Messina, il patron Pietro Lo Monaco alla presenza del notaio Nunzio Arrigo, del Direttore Generale Vincenzo Lo Monaco e dei responsabili dell’Area Comunicazione Alessandro Di Bella e Vittorio Fiumanò, ha posto la propria firma nell’atto che ridà alla società la propria denominazione naturale: Associazioni Calcio Riunite Messina. In una sala stracolma di tifosi emozionati e commossi, si sono ripercorsi tutti i momenti storici della società giallorossa fatto di rovinose cadute e grandiose risalite.Nonostante anche alla Camera di Commercio la società figura con la denominazione Associazioni Calcio Riunite Messina, la squadra ha disputato il campionato di Lega Pro Seconda Divisione 2013-2014 con la denominazione Associazione Calcio Rinascita Messina, in quanto per la federazione il nome poteva essere cambiato solo a partire dalla stagione 2014-2015, poiché il cambio di denominazione avrebbe dovuto essere fatto entro maggio, mentre lo staff dirigenziale non è riuscito entro quella data ad acquisire il titolo. A partire dalla stagione 2014-2015, il vecchio nome viene cambiato in Associazioni Calcio Riunite Messina 1947[62]

Cronistoria[modifica | modifica sorgente]

Cronistoria dell'A.C.R. Messina 1947
  • 1900 - 1º dicembre, fondazione del Messina Football Club.
  • 1900-1905 - Attività in ambito regionale.
  • 1905 - Vince la Coppa Whitaker.
  • 1906 - Vince la Coppa Whitaker.
  • 1907-1909 - Attività in ambito regionale.

  • 1910 - 3º posto nella Coppa Lipton.
  • 1910 - Fondazione della sezione calcio della Società Ginnastica Garibaldi, la quale assorbe il Messina F.C.
  • 1911 - Attività in ambito regionale.
  • 1912 - 3ª nella Coppa Lipton.
  • 1913 - Vince la Coppa Agordad e la Coppa Restuccia.
  • 1914-1915 - Attività in ambito regionale.
  • 1915-1919 - Attività sospesa per cause belliche.
  • 1919 - 10 novembre, nasce l'Unione Sportiva Messinese.
  • 1919 - 2ª nella Coppa Maggiacomo.

  • 1920 - 2ª nella Coppa Federale Siciliana.
  • 1921 - 1ª nella Coppa Sant'Agata.
  • 1921-1922 - 3ª in Prima Divisione Lega Sud.
  • 1922 - 28 novembre, la fusione tra l'U.S. Messinese e la S.S. Umberto I in precedenza, ed il Messina S.C. da vita al nuovo Messina Football Club.
  • 1922-1923 - 1ª nel campionato di Prima Divisione Sicilia, poi annullato. 2ª nella ripetizione del campionato.
  • 1923-1924 - 2ª nel campionato regionale di Prima Divisione Sicilia.
  • 1924 - Il Messina F.C. viene assorbito dall'Unione Sportiva Messinese, rinata nel 1923.
  • 1924-1925 - 1ª nel campionato regionale di Prima Divisione Sicilia. 4ª nel girone B delle semifinali di Lega.
  • 1925-1926 - 1ª nel campionato regionale di Prima Divisione Sicilia. 5ª nel girone A delle semifinali di Lega. Red Arrow Down.svg Retrocessa in Seconda Divisione.
  • 1926-1927 - 1ª nel girone D della Seconda Divisione Sud. 3ª nel girone finale.
  • 1927-1928 - 1ª nel girone D della Seconda Divisione Sud. 4ª nel girone finale.
  • 1928 - L'U.S. Messinese assume la denominazione Associazione Calcio Messina, venendo ammessa al Campionato Meridionale.
  • 1928-1929 - 2ª nel sottogirone D (Sicilia) del Campionato Meridionale. 4ª nella fase finale (Campania-Sicilia).
  • 1929-1930 - 2ª nel girone D della Prima Divisione Sud.


  • 1940-1941 - Ritirata dopo due giornate a causa del fallimento finanziario.
  • 1941 - 7 aprile, nasce l'Unione Sportiva Mario Passamonte. La squadra non è ammessa in Serie C dalla F.I.G.C.
  • 1942-1943 - 5ª nel girone N della Serie C.
  • 1943-1945 - Attività sospesa per cause belliche.
  • 1945 - Nasce l'Associazione Sportiva Messina dalla fusione dell'U.S. Arsenale, dell'U.S. Peloro e dell'U.S. Passamonte.
  • 1945-1946 - 6ª nel girone F della Lega Centro-Sud di Serie C.
  • 1946 - L'A.S. Messina si fonde con l'A.C. Gazzi, dando vita alla nuova Associazione Calcio Messina.
  • 1946-1947 - 5ª nel girone finale della Lega Sud di Serie C.
  • 1947 - L'A.C. Messina e l'U.S. Giostra si fondono dando vita all'Associazione Calcio Riunite Messina.
  • 1947-1948 - 7ª nel girone T della Lega Sud di Serie C. Ripescata per il Caso Napoli.
  • 1948-1949 - 4ª nel girone D della Serie C.
  • 1949-1950 - 1ª nel girone D della Serie C dopo spareggio col Cosenza. Green Arrow Up.svg Promossa in Serie B.





A.S. Messina - 3ª nel girone I del C.N.D.
U.S. Peloro - 4ª nel girone B di Eccellenza.
  • 1995-1996
A.S. Messina - 2ª nel girone I del C.N.D.
U.S. Peloro - 1ª nel girone B di Eccellenza. Vince spareggio col Vittoria. Green Arrow Up.svg Promossa nel C.N.D.
A.S. Messina - 20º posto nel girone I di C.N.D. Red Arrow Down.svg Retrocessa in Eccellenza.
U.S. Peloro - 6º posto nel girone I di C.N.D.
  • 1997 - L'U.S. Peloro assume la denominazione di Football Club Messina Peloro e diventa la prima squadra di Messina (l'A.S. Messina sparirà nel 1998).
  • 1997-1998 - 1ª nel girone I di C.N.D. Green Arrow Up.svg Promossa in Serie C2.
  • 1998-1999 - 2ª nel girone C della Serie C2. Perde i playoff col Benevento.
  • 1999-2000 - 1ª nel girone C della Serie C2. Green Arrow Up.svg Promossa in Serie C1.


Primo turno di Coppa Italia Lega Pro.
Finalista della Supercoppa di Lega Pro di Seconda Divisione.
  • 2014 - Cambia denominazione in Associazioni Calcio Riunite Messina 1947.
  • 2014-2015 - nel girone C della Lega Pro.
Primo turno di Coppa Italia.
Partecipa alla Coppa Italia Lega Pro.

Evoluzione[modifica | modifica sorgente]

1900
Messina F.C.
1906
S.S. Umberto I
U.S. Peloro
1910
Ginnastica Garibaldi
1911
S.S. Aurora Giostra
Audace F.C.
1915
scioglimento
1919
U.S. Messinese
U.S. Peloro (2)
1921
Messina S.C.
1922
Messina F.C.
1923
U.S. Messinese
1928
U.S. Aquila Giostra
A.C. Messina
U.S. Gazzi
1940
scioglimento
1941
U.S. Ten. Mario Passamonte
1944
U.S. Arsenale
U.S. Peloro (3)
1945
U.S. Giostra
A.C. Gazzi
A.S. Messina
1946
A.C. Messina
1947
A.C. Riunite Messina
1993
A.S. Messina
1994
U.S. Peloro (4)
1997
F.C. Messina Peloro
1998
scioglimento
scioglimento
2009
A.C. Rinascita Messina
2014
A.C. Riunite Messina 1947

Colori e simbolo[modifica | modifica sorgente]

Colori[modifica | modifica sorgente]

Lo stemma del Messina sulle tribune del San Filippo

I colori del Messina sono tradizionalmente il giallo ed il rosso; essi si rifanno allo stemma della città, rappresentato da una croce d'oro su campo rosso.

Nel corso degli anni le varie squadre messinesi hanno vestito divise di colori differenti. Il Messina Football Club vestiva infatti divise bianco-blu[4]; la Ginnastica Garibaldi utilizzava maglie di colore rosso[11]; l'U.S. Messinese adottò invece maglie bianche a collo nero, con applicato lo stemma della città[14], così come più avanti farà l'A.C. Messina[17]; anche il Messina F.C. fondato nel novembre 1922 indossava maglie bianco-nere[16]. La Tenente Mario Passamonte non si differenziò, adottando anch'essa divise bianche con colletto a scacchi bianco-neri[19].

L'A.C.R. Messina confermò la divisa: maglia bianca, e stemma di Messina (con i classici colori giallo e rosso) sul petto[63]. Nel corso degli anni verranno utilizzate divise analoghe, o che comunque manterranno sempre evidenti i colori sociali giallo e rosso (come ad esempio la divisa a strisce verticali giallo-rosse adottata nel corso degli anni ottanta[64], o le divise interamente rosse listate di giallo indossate negli anni duemila[65].

Evoluzione delle divise del Messina
Manica sinistra
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni

1900
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni

1910
Manica sinistra
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni

1911-1915
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Inizio anni '20
Inizio anni '30
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni

Fine anni '20
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni

Fine anni '30
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni


Anni '40
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
1947-1980
1983-1993
1997-2010
2012-2014
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni


1981-1983
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni


1993-1996
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni


1996-1997
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni


2010-2011

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Stemma[modifica | modifica sorgente]

Lo stemma societario attuale è rappresentato da uno scudo bianco bordato d'oro, con all'interno una versione semplificata dello scudo crociato giallo-rosso, la denominazione sociale in giallo, due bande orizzontali giallo - rosse e la dicitura "dal 1900".

Stadio[modifica | modifica sorgente]

Il Messina gioca le partite interne allo stadio "San Filippo", che hauna capienza di 37.895 spettatori[66], anche se però l'impianto in alcune occasioni e riuscito a raggiungere i 42.000 spettatori. Il "San Filippo", inaugurato nell'estate 2004, sostituì lo Stadio Giovanni Celeste, impianto storico della città, utilizzato dal Messina già negli anni trenta.

Fino alla metà degli anni dieci la squadra disputava le partite interne nello spiazzo di San Raineri. Il primo incontro disputato sul terreno di San Raineri fu giocato il 2 maggio 1901 tra Messina F.C. e Royal Yacht Catania, e terminò 1-1[4].

Tra il 1920 ed il 1922 giocò invece al campo di "Piano Moselle"[14][67]. L'impianto venne costruito grazie agli sforzi del presidente Giovanni Vento e del suo vice Augusto Salvato (già portiere della Ginnastica Garibaldi)[14]. La gara d'esordio fu giocata nel gennaio 1920, e vide di fronte l'U.S. Messinese e l'Ausonia Reggio Calabria; l'incontro terminò 6-0 per i siciliani[14].

A partire dalla stagione 1922-1923 venne utilizzato l'impianto di gioco "Enzo Geraci" presso la Cittadella, dove la squadra rimase fino al 1932[68]. Nel settembre 1932 venne inaugurato lo Stadio Gazzi di via Oreto[69], che nel 1948 verrà intitolato a Giovanni Celeste. L'inaugurazione del "Gazzi" avvenne nel 1932, con un incontro amichevole tra Messina e Catania, conclusosi 1-1[69]. Il "Gazzi" venne poi ufficialmente intitolato a Giovanni Celeste il 19 luglio 1948[70].

Società[modifica | modifica sorgente]

L'attuale società di proprietà di Pietro Lo Monaco è formalmente una società a responsabilità limitata, denominata ufficialmente "A.C.R. Messina s.r.l." con sede in Via Comunale San Filippo, presso lo Stadio San Filippo, a Messina[71]. Il numero di matricola dell'"A.C.R. Messina" è 930315[71].

Organigramma societario[modifica | modifica sorgente]

Acrmessina stemma.svg
Organigramma societario A.C.R.Messina 1947
  • Propietario: Pietro Lo Monaco
  • Presidente: Isidoro Torrisi
  • Vice Presidenti: Nicola Patti; Sergio Marullo
  • Amministratore Delegato: Alessandro Failla
  • Direttore Generale con delega al Marketing: Vincenzo Lo Monaco
  • Direttore Sportivo: Fabrizio Ferrigno
  • Segretario Generale: Alessandro Raffa
  • Segretario Settore Giovanile: Antonino Minutoli
  • Responsabile comunicazione: Vittorio Fiumanò
  • Responsabile settore giovanile: Roberto Buttò
  • Area Legale:Annalisa Roseti; Alessio Robberto
  • Area amministrativa: Antonio Morgante
  • Area Media; Web e Social: David Di Bartolo
  • Fotografo Ufficiale: Francesco Saya
  • Delegato ai rapporti con la tifoseria: Giovanni di Bartolo
  • Delegato alla sicurezza: Giuseppe Bellantoni
  • Collaboratore (Area Comunicazione): Fabio Formisano
  • VideoMaker: Roberto Travia

[72]

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Acrmessina stemma.svg
Cronologia degli sponsor tecnici
  • 1982-1986 NR
  • 1986-1988 Adidas
  • 1988-1992 ABM
  • 1992-1993 Asics
  • 1996-1997 Hummel
  • 1997-2000 Kelme
  • 2000-2003 Asics
  • 2003-2011 Legea
  • 2012- Givova
Acrmessina stemma.svg
Cronologia degli sponsor ufficiali
  • 1982-1983 Eurass
  • 1984-1986 Italvest
  • 1986-1987 Porte Imic
  • 1987-1988 Bella Macina
  • 1988-1991 Porte Imic
  • 1991-1993 Messina Porta della Sicilia
  • 1995-1996 Vecchio Amaro del Capo
  • 1997-1998 Caffè Barbera
  • 1998-2000 Sirauto
  • 2000-2003 Jonax
  • 2003-2005 Caffè Miscela D'oro (Coppa Italia: Confcommercio)
  • 2005-2006 Caffè Miscela D'oro e Air Malta
  • 2006-2007 Air Malta / Framon Hotel Group / Castello Sicily / Legea / Sponsoring Group / Radio Margherita / Mazda Napoli / Hermes Media / Amref.it / Sporteconomy / Chevrolet Roberto Capitelli
  • 2007-2008 Framon Hotel Group / Chevrolet
  • 2008-2009 Davai / Birra del Sole
  • 2009-2010 IRW International Rent Wash
  • 2011-2012 Sigma
  • 2012-2013 Bagaglino Resort
  • 2013-2014 Qmotors.it


Il Messina e le Nazionali di calcio[modifica | modifica sorgente]

Il primo calciatore italiano del Messina ad essere stato convocato in Nazionale è stato Fernando Benatti nel 1964-65, sebbene non abbia mai esordito. Il primo a vestire la maglia azzurra è stato Alessandro Parisi. Il difensore scese in campo in occasione dell'amichevole tra Italia e Finlandia, disputata proprio allo Stadio San Filippo di Messina il 17 novembre 2004 (risultato finale: 1-1)[73].

Parisi non è il solo italiano ad aver vestito la maglia azzurra della Nazionale nel periodo di militanza nel Messina. Insieme a lui figura anche il centrocampista Carmine Coppola, che scese in campo in occasione dello stage negli Stati Uniti nell'estate 2005. Coppola debuttò l'8 giugno contro la Serbia e Montenegro, e tre giorni dopo partì titolare contro l'Ecuador[74].

Di più sono stati i calciatori stranieri che, dal dopoguerra in poi, sono stati convocati nelle rispettive Nazionali durante la propria militanza messinese. Essi sono: Edgar Álvarez (Honduras)[75], Julio Gutiérrez (Cile)[76], Rahman Rezaei (Iran, medaglia di bronzo alla Coppa d'Asia 2004)[77], Hany Said (Egitto)[78], Atsushi Yanagisawa (Giappone)[79], Marco André Zoro (Costa d'Avorio, medaglia d'argento alla Coppa d'Africa 2006)[80].

Allenatori e presidenti[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Categoria:Allenatori dell'A.C.R. Messina.
Acrmessina stemma.svg
Allenatori [81][82]

Messina F.C.

Ginnastica Garibaldi

U.S. Messinese

Messina F.C.

U.S. Messinese

A. C. Messina

U.S. Tenente Mario Passamonte

  • 1941-1942 Italia Domenico Mazzotta
  • 1942-1943 Italia Trapani (d.t. Domenico Mazzotta)

A.S. Messina

A.C.R. Messina

A.S. Messina

  • 1993-1994 Italia Angelo Busetta, poi Vincenzo Domingo, poi Marcello Prima, poi Giuseppe Cannavò
  • 1994-1995 Italia Nino Barone, poi Angelo Busetta, poi Carmelo Miceli, poi Nino Barone
  • 1995-1996 Italia Giuseppe Sabadini, poi Pino Aneri
  • 1996-1997 Italia Alfredo Ballarò, poi Antonino Aloi, poi Loris De Carolis, poi Pino Irrera, poi Loris De Carolis, poi Pino Irrera, poi Bruno Caneo, poi Loris De Carolis

U.S. Peloro

  • 1994-1995 Italia Nicola Trimarchi, poi Francesco La Rosa
  • 1995-1996 Italia Pino Irrera, poi Dario Golesano, poi Francesco La Rosa
  • 1996-1997 Italia Francesco La Rosa, poi Leo De Gennaro, poi Piero Mosti

F.C. Messina Peloro

A.C.R. Messina

  • 2008-2009 Italia Gaetano Di Maria
  • 2009-2010 Italia Pietro Infantino, poi Sergio Pirozzi, poi Eugenio Labonia, poi Pietro Infantino, poi Eugenio Labonia
  • 2010-2011 Italia Giovanni Cirino, poi Manuele Domenicali, poi Giovanni Cirino, poi Loris Beoni, poi Giovanni Cirino, poi Sergio Campolo, poi Giovanni Cirino
  • 2011-2012 Italia Andrea Pensabene, poi Alessandro Bertoni
  • 2012-2013 Italia Gaetano Catalano
  • 2013-2014 Italia Gaetano Catalano, poi Gianluca Grassadonia
  • 2014-2015 Italia Gianluca Grassadonia
Acrmessina stemma.svg
Presidenti [35][83]

Messina F.C.

  • 1900-luglio 1901 Inghilterra Walter F. Becker
  • luglio 1901-1910 Inghilterra Arthur Barret Lascelles

Ginnastica Garibaldi

  • 1911-1915 non conosciuta

U.S. Messinese

  • 1919-1922 Italia Giovanni Vento

Messina F.C.

  • 1922-1924 Italia Augusto Salvato

U.S. Messinese

  • 1924-1927 Italia Augusto Salvato e Giovanni Vento
  • 1927-1928 Italia La Corte

A. C. Messina

  • 1928-1929 Italia Augusto Salvato
  • 1929-1930 Italia cav. comm. Sgoj-Savoja
  • 1930-8 luglio 1932 Italia cav. rag. Francesco Lombardo
  • 8 luglio 1932-11 luglio 1932 Italia Turchi (Segr. Fed. del Fascio)
  • 11 luglio 1932-19 luglio 1932 Italia barone Salleo
  • 19 luglio 1932-27 luglio 1932 Italia cav. Garufi
  • 27 luglio 1932-7 ottobre 1932 Italia cav. Salvatore
  • 7 ottobre 1932-16 febbraio 1934 Italia Scaglione
  • 16 febbraio 1934-1940 Italia cav. rag. Francesco Lombardo
  • 1940 Italia comm. straord. Francesco Grosso

U.S. Tenente Mario Passamonte

  • 1941-1943 Italia Carmelo Garofalo

A.S. Messina

  • 1945-1946 Italia Vincenzo Nicotra, poi Giuseppe Gensabella

A.C. Messina

  • 1946-1947 Italia Giuseppe Gensabella

A.C.R. Messina

  • 1947-1948 Italia Francesco Sajia
  • 1948-17 ottobre 1950 Italia Carlo Stagno Villadicani d'Alcontres
  • 17 ottobre 1950-1953 Italia Giuseppe Melazzo
  • 1953-1954 Italia Comitato di reggenza
  • 1954-1955 Italia Giuseppe Melazzo e Francesco Lombardo
  • 1955-1956 Italia cav. Patti, Pavone, Crisafulli, Giuseppe Melazzo e Francesco Lombardo
  • 1956-19 luglio 1956 Italia Pistorino, Giovanni Gulletta e Romeo
  • 19 luglio 1956-1957 Italia comm. straord. Domenico Caprì
  • 1957-9 luglio 1958 Italia Giuseppe Nunnari
  • 9 luglio 1958-1970 Italia Goffredo Muglia
  • 1970-1971 Italia Giuseppe Fusco
  • 1971-7 febbraio 1977 Italia Giovanni Gulletta
  • 7 febbraio 1977-gennaio 1978 Italia comm. unico Angelo Presti
  • gennaio 1978-1978 Italia Lamberto Sapone
  • 1978-1980 Italia Angelo Presti
  • 1980-1981 Italia Lamberto Sapone
  • 1981-13 marzo 1982 Italia Michelangelo Alfano
  • 13 marzo 1982-23 maggio 1982 Italia resp. unico Emanuele Aliotta
  • 23 maggio 1982-9 giugno 1982 Italia Giuseppe Mondello
  • 9 giugno 1982-1983 Italia Lamberto Sapone
  • 1983-1984 Italia Michelangelo Alfano
  • 1984-1º marzo 1991 Italia Salvatore Massimino
  • 1º marzo 1991-1991 Italia Maria Leone
  • 1991-1993 Italia Maria Leone e Giovanni Massimino

A.S. Messina

  • 1993-1995 Italia Pietro La Malfa
  • 1995-5 dicembre 1996 Italia Antonino Trimarchi
  • 5 dicembre 1996-1997 Italia Antonio Ingemi

U.S. Peloro

  • 1994-1995 Italia Barrace M.
  • 1995-30 dicembre 1995 Italia Antonino Crupi
  • 30 dicembre 1995-1997 Italia Emanuele Aliotta

F.C. Messina Peloro

A.C.R. Messina

  • 27 novembre 2008-2 aprile 2009 Italia curatore fallim. Domenico Cataldo
  • 2 aprile 2009-2010 Italia Alfredo Di Lullo
  • 2010-agosto 2010 Italia Arturo Di Mascio
  • agosto 2010-gennaio 2011 Italia Piero Santarelli
  • gennaio 2011-14 agosto 2011 Italia Bruno Martorano
  • 14 agosto 2011-15 giugno 2012 Italia Raffaele Manfredi
  • 15 giugno 2012-oggi Italia Isidoro Torrisi


Giocatori[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Categoria:Calciatori dell'A.C.R. Messina.

Organico[modifica | modifica sorgente]

Rosa[modifica | modifica sorgente]

Rosa aggiornata al 29 agosto 2014.

N. Ruolo Giocatore Acrmessina stemma.svg
Italia P Rino Iuliano
Italia P Ettore Lagomarsini
Albania P Lidio Hoxhaj
Italia D Errico Altobello
Italia D Marco Cane
Italia D Samuele Stampa
Italia D Alex Benvenga
Italia D Alessio De Bode
Italia D Daniele Donnarumma
Italia D Enrico Pepe
Italia D Luigi Silvestri
Italia D Mirko Stefani
N. Ruolo Giocatore Acrmessina stemma.svg
Italia C Loris Damonte
Italia C Rosario Bucolo
Italia C Vito Migliore
Italia C Francesco Sciotto
Italia C Vincenzo Pepe
Italia C Elio Nigro
Croazia A Saša Bjelanović
Italia A Giorgio Corona (capitano)
Italia A Nicolas Izzillo
Venezuela A Gustavo Páez
Italia A Tommaso Bonanno

Staff tecnico[modifica | modifica sorgente]

Acrmessina stemma.svg
Organigramma area sportiva
  • Allenatore:Gianluca Grassadonia
  • Allenatore in 2ª: Vincenzo Criscuolo
  • Preparatore portieri: Vincenzo Di Muro
  • Collaboratore Prima Squadra: Antonello Altmura
  • Preparatore atletico: Salvatore Malafronte
  • Magazzinieri: Maurizio Barbera; Vincenzo Sorrenti
  • Responsabile Area Medica: dr. Nino Puglisi
  • Medici Sociali: dott. Domenico Fugazzotto; Dott.ssa Angela Maria Consolo
  • Fisioterapisti: Mirko Natoli; Angelo Mangano
  • Collaboratori: Mauro La Rosa; Francesco Vitali

Maglie ritirate[modifica | modifica sorgente]

Palmarès[modifica | modifica sorgente]

Trofei minori[modifica | modifica sorgente]

1905, 1906
  • Coppa Agordad: 1
1913
  • Coppa Restuccia: 1
1913
  • Coppa Sant'Agata: 1
1921

Statistiche e record[modifica | modifica sorgente]

Partecipazione ai campionati[modifica | modifica sorgente]

La tabella fa riferimento a tutte le partecipazioni del Messina e delle società ad essa collegate nel corso della storia, a partire dalla Prima Divisione 1921-1922, disputata dall'Unione Sportiva Messinese. In particolare, per il periodo compreso tra il 1994 ed il 1997 in cui figuravano due società (A.S. Messina e U.S. Peloro) si è considerata la squadra che disputava il campionato di livello superiore (1994-1995 e 1995-1996: A.S. Messina; nel 1996-1997 entrambe le squadre militavano in CND).

Livello Categoria Partecipazioni Debutto Ultima stagione Totale
Prima Divisione 5 1921-1922 1925-1926 10
Serie A 5 1963-1964 2006-2007
Campionato Meridionale 1 1928-1929 1928-1929 33
Serie B 32 1932-1933 2007-2008
Seconda Divisione 2 1926-1927 1927-1928 26
Prima Divisione 3 1929-1930 1931-1932
Serie C 17 1938-1939 2013-2014
Serie C1 5 1983-1984 2000-2001
Lega Pro 1 2014-2015
Serie D 2 1973-1974 1977-1978 9
Serie C2 7 1978-1979 1999-2000
CND 5 1993-1994 1997-1998 10
Serie D 5 2008-2009 2012-2013

Statistiche di squadra[modifica | modifica sorgente]

Serie A[modifica | modifica sorgente]

Il Messina ha disputato 182 partite ufficiali in Serie A, la prima delle quali venne disputata il 15 settembre 1963 contro la Sampdoria (vittoria dei genovesi per 3-1). L'ultimo incontro disputato in massima serie è datato 27 maggio 2007, e venne disputato contro la Roma (incontro perso dai messinesi per 4-3).

Di seguito il dettaglio statistico dei campionati di Serie A disputati dal Messina[85].

Partite Vittorie Pareggi Sconfitte Gol fatti Gol subiti Punti
182 39 54 89 165 170 155

Derby[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Derby dello Stretto e Derby calcistici in Sicilia.

Coppa Italia[modifica | modifica sorgente]

Il Messina ha disputato per la prima volta la Coppa Italia nella stagione 1935-1936. L'allora A.C. Messina disputò la competizione per cinque edizioni consecutive, sino al 1939-1940; fu l'A.C.R. Messina a disputare nuovamente la competizione, partecipando consecutivamente dal 1958-1959 al 1967-1968. La stessa A.C.R. Messina disputò la Coppa Italia Semiprofessionisti (poi denominata Coppa Italia di Serie C) in 12 occasioni, ed altre 8 volte la Coppa Italia a cavallo tra anni ottanta e novanta. L'A.S. Messina disputò per la prima volta anche la Coppa Italia Dilettanti nel 1993-1994 (in totale 4 partecipazioni, fino al 1996-1997), così come l'F.C. Messina Peloro nel 1997-1998. L'F.C. Messina disputò anche la Coppa Italia di Serie C dal 1998 al 2001, riuscendo a disputare la Coppa Italia professionisti a partire dal 2001-2002. Tornata tra i Dilettanti, la nuova A.C.R. Messina ha disputato due edizioni della Coppa Italia Serie D sino al 2010-2011[86].

Di seguito il dettaglio statistico delle partecipazioni alla Coppa Italia del Messina, aggiornate all'edizione 2010-2011[86].

Trofeo Edizioni Partite Vittorie Pareggi Sconfitte Gol fatti Gol subiti
Coppa Italia 29 81 32 16 33 98 113
Semiprofessionisti / Serie C 16 98 41 34 23 129 90
Dilettanti / Serie D 7 22 7 7 8 27 30

Statistiche individuali[modifica | modifica sorgente]

Le statistiche tengono in considerazione i campionati dal 1922 per le presenze, dal 1929 per le reti messe a segno.

Giocatori[modifica | modifica sorgente]

Presenze[87][88]

Nome Campionato Coppa Italia Totali
Salvatore Schillaci 219 37 256
Angelo Stucchi 235 10 245
Nicolò Napoli 175 33 208
Costantino Lo Bosco 189 12 201
Agostino Maglio 177 24 201

Reti[88][89]

Nome Campionato Coppa Italia Totali
Renato Ferretti 90 (?) 2 (?) 92 (?)
Salvatore Schillaci 61 16 77
Arturo Di Napoli 63 3 66
Vittorio Torino 48 10 58
Romolo Re 55 0 55

Allenatori[modifica | modifica sorgente]

Nome Campionato Coppa Italia Totali
Franco Scoglio 181 43 224
Tonino Colomban 197 4 201
Umberto Mannocci 154 6 160
Bruno Arcari 114 3 117
Bortolo Mutti 108 5 113
Engelbert König 99 2 101
Pietro Ruisi 84 12 96
Oronzo Pugliese 72 0 72
Alfredo Ballarò 56 15 71
Carlo Rigotti 71 0 71

Tifoseria[modifica | modifica sorgente]

Storia[modifica | modifica sorgente]

Il primo gruppo organizzato di tifosi messinesi nacque nel 1973 con la fondazione dei Fedelissimi[90]; altri gruppi ultras sono e/o sono stati: Gioventù Giallorossa 1980[90], Nocs 1983[90], Uragano CEP[91], Testi Fracidi[91], Fighters[91], Bordello[91], Ultras 90[92], Corazzata Giallorossa, Assidui, Giants, Rebels e Mods.

Al 2011 sono rimasti attivi[93]: Fedelissimi, Gioventù Giallorossa 80, Lions, Uragano Cep, Nocs 1983, Ultras 90.

Gemellaggi e rivalità[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Derby dello Stretto e in Sicilia.

Gemellaggi:[91]

Amicizie:

Rivalita:

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Impianti superiori a 7500 osservatoriosport.interno.it
  2. ^ a b c d e f g Messina 1900-1901, Messinastory. URL consultato il 3 giugno 2011.
  3. ^ a b c d Messina 1901, Messinastory. URL consultato il 9 giugno 2011.
  4. ^ a b c d S. Leonardi, op. cit., p. 13
  5. ^ Messina 1902, Messinastory. URL consultato il 3 giugno 2011.
  6. ^ Messina 1905, Messinastory. URL consultato il 3 giugno 2011.
  7. ^ Messina 1906, Messinastory. URL consultato il 3 giugno 2011.
  8. ^ Messina 1908, Messinastory. URL consultato il 3 giugno 2011.
  9. ^ Messina 1909, Messinastory. URL consultato il 3 giugno 2011.
  10. ^ a b Messina 1910, Messinastory. URL consultato l'8 giugno 2011.
  11. ^ a b c Società Ginnastica Garibaldi, Messinastory. URL consultato l'8 giugno 2011.
  12. ^ Nel 1924 fu ricreata la società Ginnastica Garibaldi, della quale però non si hanno notizie ulteriori
  13. ^ a b c d Unione Sportiva Messinese, Messinastory. URL consultato l'8 giugno 2011.
  14. ^ a b c d e S. Leonardi, op. cit., p. 18
  15. ^ a b Messina Football Club, Messinastory. URL consultato l'8 giugno 2011.
  16. ^ a b S. Leonardi, op. cit., p. 22
  17. ^ a b c d A.C. Messina, Messinastory. URL consultato l'8 giugno 2011.
  18. ^ a b Messina 1928-1929, Messinastory. URL consultato l'8 giugno 2011.
  19. ^ a b c d e U.S. Mario Passamonte, Messinastory. URL consultato l'8 giugno 2011.
  20. ^ a b c d A.S. Messina, Messinastory. URL consultato l'8 giugno 2011.
  21. ^ A.C. Gazzi, Messinastory. URL consultato l'8 giugno 2011.
  22. ^ U.S. Giostra, Messinastory. URL consultato l'8 giugno 2011.
  23. ^ a b Messina 1947-1948, Messinastory. URL consultato l'8 giugno 2011.
  24. ^ S. Leonardi, op. cit., p. 31
  25. ^ Il singolare "Associazione" è confermato dalla comunicazione ufficiale di cambio denominazione del 1947, oltreché dall'atto notarile del 1966 con cui venne trasformata in società di capitali.
  26. ^ Messina 1963-1964, Messinastory. URL consultato l'8 giugno 2011.
  27. ^ Fra cui la più celebre fu al Celeste contro la Juventus, vittoria per uno a zero grazie ad un autogol del bianconero Renato Caocci.
  28. ^ Messina 1973-1974, Messinastory. URL consultato l'8 giugno 2011.
  29. ^ a b c d Cronistoria del Messina, Messinastory. URL consultato l'8 giugno 2011.
  30. ^ Messina 1982-1983, Messinastory. URL consultato l'8 giugno 2011.
  31. ^ Messina 1984-1985, Messinastory. URL consultato l'8 giugno 2011.
  32. ^ Messina 1988-1989, Messinastory. URL consultato l'8 giugno 2011.
  33. ^ Messina 1989-1990, Messinastory. URL consultato l'8 giugno 2011.
  34. ^ Messina 1990-1991, Messinastory. URL consultato l'8 giugno 2011.
  35. ^ a b c Tutti i presidenti del Messina, Messinastory. URL consultato l'8 giugno 2011.
  36. ^ Messina 1991-1992, Messinastory. URL consultato l'8 giugno 2011.
  37. ^ a b Messina 1992-1993, Messinastory. URL consultato l'8 giugno 2011.
  38. ^ a b c d U.S. Peloro, Messinastory. URL consultato l'8 giugno 2011.
  39. ^ Messina 1997-1998, Messinastory. URL consultato l'8 giugno 2011.
  40. ^ Messina 2000-2001, Messinastory. URL consultato l'8 giugno 2011.
  41. ^ Elisabetta Esposito, La Lazio riparte dall'Intertoto Ora Lotito pensa a Delio Rossi in La Gazzetta dello Sport, 1° giugno 2005. URL consultato il 10 giugno 2011.
  42. ^ a b c d Messina stagione 2005-2006, granmirci.it. URL consultato il 10 giugno 2011.
  43. ^ Orazio Raffa, Rischia il Messina in vendita in La Gazzetta dello Sport, 7 giugno 2008. URL consultato l'8 giugno 2011.
  44. ^ Orazio Raffa, Il Messina in crisi. Nessuno lo vuole in La Gazzetta dello Sport, 5 luglio 2008. URL consultato l'8 giugno 2011.
  45. ^ Orazio Raffa, Il Messina ha rinunciato in La Gazzetta dello Sport, 15 luglio 2008. URL consultato l'8 giugno 2011.
  46. ^ Marco Iaria, Ritorna il Messina di Franza. Oggi nasce il nuovo girone I in La Gazzetta dello Sport, 2 settembre 2008. URL consultato l'8 giugno 2011.
  47. ^ Orazio Raffa, Troppi debiti dei Franza Messina: c'è il fallimento in La Gazzetta dello Sport, 28 novembre 2008. URL consultato l'8 giugno 2011.
  48. ^ a b Messina 2008-2009, Messinastory. URL consultato l'8 giugno 2011.
  49. ^ Il Messina all' asta in La Gazzetta dello Sport, 24 marzo 2009. URL consultato l'8 giugno 2011.
  50. ^ CALCIO: ACR MESSINA ACQUISTA ALL'ASTA FC MESSINA DEI FRANZA, asca.it, 23 marzo 2009. URL consultato l'8 giugno 2011.
  51. ^ Calcio: l'Acr Messina ceduto a Piero Santarelli, messina.98cento.it, 31 agosto 2010. URL consultato l'8 giugno 2011.
  52. ^ Orazio Raffa, Messina sfrattato pure dall'albergo in La Gazzetta dello Sport, 10 ottobre 2009. URL consultato l'8 giugno 2011.
  53. ^ L'Acr Messina adesso è di Bruno Martorano, infomessina.i, 10 novembre 2010. URL consultato l'8 giugno 2011.
  54. ^ Il giorno della verità, messinacommerce.com. URL consultato l'8 giugno 2011.
  55. ^ ACR Messina Santarelli ipotizza un ripensamento, Martorano conferma il suo disimpegno, cittametropolitana.it. URL consultato l'8 giugno 2011.
  56. ^ UFFICIALE: Il Messina è di Martorano, otiziariocalcio.com. URL consultato l'8 giugno 2011.
  57. ^ Lo Monaco acquisisce il 100% delle quote dell’Acr Messina Infomessina.it
  58. ^ A Messina scatta la festa: è il ritorno in Lega Pro, Corriere dello Sport, 5 maggio 2013.
  59. ^ Il Messina celebra la C unica battendo anche il Sorrento, Messinasportiva.it, 13 aprile 2014.
  60. ^ Comunicato N.01/2014 del 02/07/2014 Acrmessina.it
  61. ^ http://www.acrmessina.it/multimedia/videogallery/video/latest/videomessaggio-del-patron-pietro-lo-monaco
  62. ^ http://www.acrmessina.it/news2/item/262-associazioni-calcio-riunite-messina Associazioni Calcio Riunite Messina 1947
  63. ^ Messina 1948-1949, Messinastory. URL consultato il 9 giugno 2011.
  64. ^ Messina 1982-1983, Messinastory. URL consultato il 9 giugno 2011.
  65. ^ Foto delle squadre dal 1996 ad oggi, messinacalcio.org. URL consultato il 9 giugno 2011.)
  66. ^ Impianti superiori a 7500 (PDF), Ministero dell'Interno. URL consultato il 9 giugno 2011.
  67. ^ Statistiche dal 1901 al 1929, messinacalcio.org. URL consultato il 9 giugno 2011.
  68. ^ Statistiche dal 1929 al 1940, messinacalcio.org. URL consultato il 9 giugno 2011.
  69. ^ a b S. Leonardi, op. cit., p. 27
  70. ^ S. Leonardi, op. cit., p. 33
  71. ^ a b Annuario Serie D 2010-2011, Lega Nazionale Dilettanti, 2010, a pag. 43.
  72. ^ Organigramma Societario
  73. ^ Scheda di Alessandro Parisi, FIGC. URL consultato il 9 giugno 2011.
  74. ^ Scheda di Carmine Coppola, FIGC. URL consultato il 9 giugno 2011.
  75. ^ Scheda di Edgar Álvarez, national-football-teams.com. URL consultato il 9 giugno 2011.
  76. ^ Rosario Pasciuto, Il centravanti giallorosso convocato in nazionale in La Repubblica, 27 dicembre 2001. URL consultato il 9 giugno 2011.
  77. ^ Scheda di Rahman Rezaei, national-football-teams.com. URL consultato il 9 giugno 2011.
  78. ^ (EN) France vs Egypt, worldfootball.net. URL consultato il 9 giugno 2011.
  79. ^ Le meteore. Yanagisawa, l'erede di Zico, tuttomercatoweb.com. URL consultato il 9 giugno 2011.
  80. ^ Scheda di Marco Zoro, national-football-teams.com. URL consultato il 9 giugno 2011.
  81. ^ Gli allenatori dal 1901 al 2010, Messinastory. URL consultato il 9 giugno 2011.
  82. ^ Gli allenatori dal 1922 ad oggi, messinacalcio.org. URL consultato il 9 giugno 2011.
  83. ^ Tutti i presidenti del Messina, messinacalcio.org. URL consultato l'8 giugno 2011.
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  85. ^ Statistiche dal 1929 ad oggi, messinacalcio.org. URL consultato il 9 giugno 2011.
  86. ^ a b Coppa Italia, messinacalcio.org. URL consultato il 9 giugno 2011.
  87. ^ Presenze dei calciatori del Messina dal 1922, messinacalcio.org. URL consultato il 9 giugno 2011.
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  89. ^ Marcatori del Messina dal 1929, messinacalcio.org. URL consultato il 9 giugno 2011.
  90. ^ a b c Eckhard Römer, Italienische Mediensprache. Handbuch/ Glossario del Linguaggio dei Mass Media: Italiano- Tedesco, Walter de Gruyter, 2009, a pag. 362, ISBN 978-3-89949-644-4.
  91. ^ a b c d e f Stefano Pozzoni, Dove sono gli ultrà?, Baldini Castoldi Dalai, 2005, a pag. 149, ISBN 978-88-6018-083-4.
  92. ^ FC MESSINA, I TIFOSI VOGLIONO GARANZIE, radiomessinasud.com. URL consultato il 9 giugno 2011.
  93. ^ Confronta immagini della tifoseria messinese in occasione dell'incontro Nissa-Messina del 9 marzo 2011.
  94. ^ immagini della tifoseria avellinese, in cui sono evidenti gli stendardi della tifoseria messinese NOCS.
  95. ^ immagine in cui lo stemma dei tifosi della Cavese figura tra quelli della tifoseria messinese, in occasione dell'incontro Messina-Casertana del 10 aprile 2011.
  96. ^ immagini n.57 e n.58 relative ai festeggiamenti della tifoseria del Pescara nel maggio 2011, in cui figurano gli stendardi messinesi, pescaresi e vicentini.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Piero Zagami, 100 anni di calcio a Messina, Zig-Zag, 2002.
  • Sergio Colosi, Grande Messina, La Campanella, 2000.
  • Pippo Midili, Messina... Una stella in più..., AG Edizioni, 2004.
  • Piero Zagami, Serie B 2001/2002 La storia continua, Zig-Zag, 2002.

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