Arte assira

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Categoria:Storia dell'arte
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1leftarrow.pngVoce principale: Assiria.

L'arte assira si diffuse in due fasi storiche determinate, quali il periodo proto-assiro (dal 1243 al 1074 a.C.) e quello dell'arte assira, propriamente detta, (dal 1074 a.C. al 612 a.C.).[1]

Le opere d'arte assire giunte sino ai nostri giorni appartengono, nella maggior parte dei casi, al periodo del Nuovo Impero, mentre dell'arte proto-assira, sviluppata soprattutto nella città di Assur, sono sopravvissuti solo pochi frammenti e le raffigurazioni dei sigilli, tramite i quali gli studiosi hanno pouto ricostruire scenari storici e artistici, secondo i quali, le città dell'epoca erano caratterizzate da numerosi santuari in stile mesopotamico, spesso completati da enormi ziggurat. Le pareti interne degli edifici erano impreziosite da decorazioni.

Indice

[modifica] Scultura e raffigurazioni

L'arte assira, come tutta la sua cultura, deve un forte tributo a Babilonia, ma durante l'ultimo periodo mostra una certa originalità. Molte immagini rappresentano scene di guerra e spesso mostrano nel dettaglio e con crudo realismo le torture subite dai popoli sottomessi al potere assiro. Si tratta di un'arte che ha come fine la celebrazione del potere dell'imperatore e scopo di propaganda. Inoltre, nei bassorilievi, sono spesso raffigurati i passatempi preferiti dai re, ossia le battute di caccia, rese però con scene sanguinarie altrettanto crudeli, quindi in linea con uno dei gusti artistici preminenti per gli assiri.[1]

La raffigurazione del re era di tipo simbolico, priva di qualsiasi espressività ed emozioni, per avvicinare il più possibile la sua immagine a quella del dio. Molti di questi bassorilievi raffigurano anche il re che presiede a riti religiosi, insieme a diverse divinità. Numerosi di questi bassorilievi sono stati scoperti nei palazzi reali a Nimrud (Kalhu) e Khorsabad (Dur-Sharrukin). Abitualmente le figure umane sono rappresentate con la testa di profilo e il busto di fronte, i muscoli sono evidenziati a dismisura per indicare la forza e perciò la visione delle decorazioni umane è per lo più simbolica, mentre le figure animali sono maggiormente realistico-espressive. Lo stile delle sculture ha subito qualche variazione nel tempo, visto che nel periodo più antico le raffigurazioni hanno un rilievo minimo e dimensioni grandi, mentre successivamente, ai tempi di Sargon II, sporgono quasi come altorilievi e assumono una maggiore eleganza, un miglior senso della prospettiva e una dimensione ridotta.
Tra le raffigurazioni più significative vi è quella maestosa di Sargon II con uno stambecco destinato al sacrificio, la scena marinara raffigurante le navi che trasportano il legno dalla Fenicia e la Leonessa ferita.

Una rara scoperta di piatti di metallo che appartenevano a porte di legno è stata fatta a Balawat (Imgur-Enlil).

Uno dei tori alati con volto umano, posti a guardia del palazzo di Sargon II a Dur-Sharrukin (Khorsabad), ca. 713-716 a.C., Museo del Louvre

La scultura assira raggiunse un alto livello di raffinatezza durante il periodo del Nuovo Impero come dimostrano chiaramente i tori alati a volto umano (detti lamassu), o gli shedu che proteggevano gli ingressi alla corte del re, secondo una usanza proveniente da Babilonia. Questi avevano una funzione apotropaica, cioè di allontanare gli spiriti maligni. C.W. Ceram afferma in "The March of Archaeology" che i lamassi erano solitamente scolpiti con cinque zampe in modo tale che quattro zampe erano sempre visibili mantenendo l'integrità della figura, anche se questa veniva vista frontalmente o di profilo.[senza fonte]

Opere di gioielleria assira sono state ritrovati in tombe reali a Nimrud.

[modifica] Architettura

Per quanto riguarda l'architettura, sono stati portati alla luce i resti di grandiosi palazzi, il più fastoso dei quali è quello di Sargon II, nell'odierna Khorsabad. Questi palazzi erano composti da un gran numero di stanze divise secondo regole ben precise: gli ambienti ufficiali si ergevano attorno a un cortile d'accesso, mentre le stanze private erano erette attorno a cortili interni.

Erano inoltre caratterizzati da immensi portali, a lato dei quali sorgevano le già citate gigantesche sculture di leoni o tori alati con testa d'uomo. La sala del re (che raggiungeva anche gli oltre 10 metri di larghezza) era sempre collegata con un vano-scala che permetteva la discesa del sovrano dagli appartamenti privati, posti al piano superiore.

La tecnica costruttiva dei palazzi prevedeva l'utilizzo del mattone crudo, secondo la tradizione mesopotamica, con l'aggiunta della pietra, per le fondamenta, le porte, le terrazze, i basamenti.

I templi, avendo la funzione di ospitare la divinità, da un punto di vista architettonico ripetevano la struttura delle dimore private circondanti i cortili.

[modifica] Note

  1. ^ a b "Le muse", De Agostini, Novara, vol.I, 1964, pag.416-418

[modifica] Bibliografia

  • A. Parrott, Gli Assiri, Milano, 1961
  • R.D. Barnett, Assyrische Palastrielefs, Praga, 1959

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