Arnaldo Pomodoro
| « Tutto è stato mercificato. La gente con i soldi vuole comprare l'arte mentre l'arte non si compra » | |
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(Selezione del Reader's Digest, marzo 2002)
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Arnaldo Pomodoro (Morciano di Romagna, 23 giugno 1926) è uno scultore italiano.
È considerato uno dei più grandi scultori contemporanei italiani, molto noto ed apprezzato anche all'estero. Fratello del noto scultore Giò Pomodoro.
Le sue opere adornano città importanti come Pesaro, Roma, Milano, Tivoli, Torino, Belluno, Terni, Copenaghen, Brisbane, Dublino (di fronte al famoso Trinity College), Los Angeles, oltre a figurare al Mills College in California, nel Cortile della Pigna dei Musei Vaticani, nei maggiori musei mondiali nonché al Cremlino e all'ONU.
È famoso soprattutto per le sue particolari sfere di bronzo, il materiale che predilige per le sue opere, che si scompongono, si "rompono" e si aprono davanti allo spettatore, che è portato alla ricerca ed alla scoperta del meccanismo interno, in un contrasto tra la levigatezza perfetta della forma e la complessità nascosta dell'interno.
Dal 1954 vive e lavora a Milano, accanto alla darsena di Porta Ticinese.
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[modifica] L'arte di Pomodoro
[modifica] La formazione
Pomodoro studia da geometra, per dedicarsi poi quasi subito alla scultura, per la quale sviluppò a poco a poco un'enorme passione, all'inizio degli anni cinquanta. Lentamente il suo linguaggio caratteristico, informale, si va evolvendo adattandosi di volta in volta alle caratteristiche del materiale usato: prima l'oro e l'argento, per dei monili, poi il ferro, il legno, il cemento ed il bronzo, che diverrà la sua materia base, prima per opere di piccole dimensioni e poi per le sculture monumentali che lo hanno reso celebre.
Nel 1961 e 1962, fa parte con Lucio Fontana ed altri del gruppo informale "Continuità", grazie al quale raffina una propria cifra stilistica, esprimendo la propria arte nell'equilibrio tra le geometrie esterne e i meccanismi interni delle sue opere monumentali, più adatte alle sue capacità espressive di quelle di dimensioni ridotte, che non gli permettono di indagare all'interno del soggetto rappresentato.
[modifica] Lo stile
Nella sua arte domina un rigoroso "spirito geometrico", per cui ogni forma tende all'essenzialità volumetrica della sfera, del cubo, del cilindro, del cono, del parallelepipedo e di altri solidi euclidei perfetti, nettamente tagliati, le cui ripetizioni in schiere o segmenti, rettilinei o circolari, sono paragonabili alla successione delle note in una composizione musicale, o ad ingranaggi di macchinari nascosti all'interno dei massicci contenitori, resi parzialmente visibili dalle spaccature e dai tagli che rompono le superfici levigate esterne.
La coerenza nell'associazione delle strutture interne alla monumentalità esteriore delle opere di grandi dimensioni dà vita all'opera di Pomodoro.
Lo spazio esterno non esiste: tutto si svolge all'interno, nelle "viscere" racchiuse dalle pareti lisce e lucenti, da nitidi volumi, perfettamente delineati.
L'autorevolezza e l'importanza di un artista derivano non soltanto dalla sincerità che gli regge la mano, ma anche da significato innovativo che riesce a conferire a uno o più elementi del suo discorso: sarebbe a dire dall'originalità che questi vengono ad assumere nel contesto espressivo. Nel caso di Arnaldo Pomodoro la scultura si porta dentro un'aspirazione e un destino di libertà. Fin dagli esordi le sue opere, i primi rilievi, celebrano una creatività di artigianato spontaneo e fantastico che rivela una gioia e una forza vitali, intrise, però, di una sacralità arcaica. L'alfabeto d'impronta cuneiforme all'origine della poetica espressiva di Pomodoro si concretizza in una dimensione in cui lo spazio del vissuto e la memoria si mescolano. Il segno plastico di Pomodoro è componente di un linguaggio che ha in sè potenzialità indefinite e indefinibili, che vuole prescindere dalle cose così come appaiono per giungere a una profondità che a volte è poco oltre l'immediato e che riassume e concentra in sè tutta l'essenza della realtà. Il fare artistico diventa creazione, creazione come in Klee di "forme e spazi" che vengono prodotti in "proporzioni scelte" con ricchezza d'invenzione secondo una minuscola e preziosa tessitura in sintonia con il ritmo interno delle proprie pulsioni. L'artista dunque, come un demiurgo, ha la facoltà di "generare" il reale e di farlo in forme nuove, in forme che vanno oltre l'ovvietà dell'apparente e del conosciuto per raggiungere nuovi accenti di poesia e di vita.[1]
[modifica] Le altre opere sparse nel mondo
Ma le opere di Pomodoro sparse per il mondo non si esauriscono con quelle della precedente elencazione.
Nel 1991, la sua opera Disco Solare è stata collocata davanti al Palazzo della Gioventù di Mosca, come dono all'Unione Sovietica del governo italiano nel periodo di disgelo post-guerra fredda; l'anno seguente, 1992, un'altra opera di grandi dimensioni, Papyrus, è stata collocata a Darmstadt, in Germania, nei giardini del nuovo Palazzo delle Poste e Telecomunicazioni; nel 1995 ha realizzato una scultura in memoria del grande regista scomparso Federico Fellini, su commissione del Comune di Rimini; sempre nel 1995 ha realizzato a Terni la Lancia di Luce, un'imponente obelisco in acciaio, cromo e rame, che simboleggia l'evoluzione tecnologica moderna della città e delle sue celebri acciaierie; nel 1996, l'opera Sfera con sfera, di oltre tre metri di diametro, è stata collocata nel piazzale delle Nazioni Unite a New York; nel 1998 ha progettato il portale del Duomo di Cefalù, Sicilia. Sono presenti sue opere (l'altare e la croce sopra di esso) nella chiesa di Sant'Anna di Sciara, Sicilia realizzate nel 1986, opere realizzate successivamente in altri materiali anche nella chiesa di Padre Pio e. La grande sfera bronzea presente nel piazzale del lungomare di Pesaro.
[modifica] Le esposizioni principali
Tra le maggiori personali dedicate allo scultore nel mondo, vanno ricordate quella alla Rotonda della Besana di Milano (1974), al Musée d'Art Moderne de la Ville de Paris (1976), al Forte Belvedere di Firenze (1984), a Palazzo dei Diamanti di Ferrara (1987), all'Hakone Open-Air Museum in Giappone (1994), alla Rocca Malatestiana di Cesena (1995), al Museo della Città di Rimini (1995), alla Marlborough Gallery di New York (1996), a San Leo (1997), alla Torre di Guevara di Ischia nel 2003, a Palazzo Crepadona di Belluno (2006), a Fortezza del Priamar di Savona (2007). Ha tenuto esposizioni itineranti nei musei europei, americani, australiani e giapponesi. Nel 2008 è stata ospitata un'esposizione di sue sculture, "en plein air", ad Orta San Giulio, in provincia di Novara.
[modifica] I premi
La lunga carriera di Pomodoro è stata riconosciuta e premiata per la prima volta a San Paolo, Brasile, nel 1963, al quale seguirono numerosi altri premi:
- a Venezia nel 1964;
- nel 1967 uno dei sei premi internazionali del Carnegie Institute;
- nel 1981 il Gran Premio Henry Moore (in Giappone);
- nel 1990 il Praemium Imperiale dalla Japan Art Association per la scultura (in quell'anno Federico Fellini lo vinse per il cinema ed il teatro).
[modifica] Onorificenze e riconoscimenti
Ha ricevuto la "Laurea in Lettere honoris causa dal Trinity College dell'Università di Dublino, davanti al quale si erge una sua statua, donata proprio per quest'occasione, e quella honoris causa in Architettura e Ingegneria dall'Università di Ancona, e nello stesso anno ha ricevuto il "Premio Ubu" grazie alle scenografie di "Nella solitudine dei campi di cotone" di Bernard-Marie Koltès. È socio onorario dell'Accademia di Brera, di Milano, dal 1993, e nel 1994 ha ricevuto il Premio della Presidenza del Consiglio dei ministri. Per i meriti conseguiti nell'ambito della sua attività artistica, è stato inoltre eletto Accademico Ordinario dalla prestigiosa Accademia delle Arti del Disegno di Firenze. Ha partecipato alla rassegna 'Mercoledì da NABA' come Visiting Professor, in collaborazione con la Scuola di Scenografia di NABA Nuova Accademia di belle Arti di Milano
| Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubbica italiana | |
| — Roma, 26 giugno 1996[2] |
| Grande ufficiale dell'Ordine al merito della Repubblica italiana | |
| «Di iniziativa del Presidente della Repubblica» — 17 marzo 1986[3] |
| Commendatore dell'Ordine al merito della Repubblica italiana | |
| — 2 giugno 1982[4] |
| Medaglia d'oro ai benemeriti della cultura e dell'arte | |
| — 17 giugno 2005[5] |
[modifica] L'insegnamento
Pomodoro ha anche insegnato, per un breve periodo, nei dipartimenti d'arte di diverse università statunitensi, tra le quali risultano quella di Stanford, quella della California, quella di Berkeley ed il "Mills College". Dirige il "Centro TAM" (Trattamento Artistico dei Metalli) per la formazione dei giovani, istituito in collaborazione con il Comune di Pietrarubbia nel Montefeltro, dove ha passato gran parte della sua infanzia, dal '90.
[modifica] Le scenografie per il teatro e per l'opera
Pomodoro, nella sua lunga e prestigiosa carriera, si è dedicato anche alla scenografia teatrale, realizzando gli allestimenti per grandi spettacoli, tra i quali:
- Semiramide di Gioacchino Rossini (1982), Teatro dell'Opera di Roma
- Orestea di Gibellina di Emilio Isgrò, tratta da Eschilo (1983-1985)
- Didone di Christopher Marlowe (1986)
- Alceste di Christoph Willibald Gluck (1987), Teatro dell'Opera di Genova - scene e costumi
- Oedipus rex di Igor Stravinsky (1988), Siena
- La Passione di Cleopatra di Ahmed Shawqi, poeta egiziano (1989)
- I Paraventi di Jean Genet (1990), Teatro Comunale di Bologna - scene e costumi
- Nella solitudine dei campi di cotone di Bernard-Marie Koltès (1992)
- Più grandiose dimore di Eugene O'Neill (1993)
- Oreste di Vittorio Alfieri (1993)
- Stabat Mater, La passione secondo Giovanni e Vespro della Beata Vergine di Antonio Tarantino (1994-1995)
- Moonlight di Harold Pinter (1995)
- Drammi Marini di Eugene O'Neill (1996)
- Antigone di Jean Anouilh (1996)
- Tempesta di William Shakespeare (1998) - scene e costumi
- Un ballo in maschera di Giuseppe Verdi (2005), Opernhaus di Lipsia - scene e costumi
- Teneke di Fabio Vacchi (2007), Teatro alla Scala di Milano - scene e costumi
- Šárka di Leoš Janáček e Cavalleria rusticana di Pietro Mascagni (2009), Teatro La Fenice di Venezia - scene
[modifica] Opere
- La colonna del viaggiatore, bronzo
- Lancia di luce, acciaio
[modifica] Note
- ^ Arnaldo Pomodoro, a cura di Rudy Chiappini, Ed. Skira
- ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.
- ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.
- ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.
- ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.
[modifica] Bibliografia
- Arnaldo Pomodoro, Libro per le sculture di Arnaldo Pomodoro, immagini di Ugo Mulas, conversazione con Francesco Leonetti, interventi di Guido Ballo, Alberto Boatto, Gillo Dorfles, presentazione di Sam Hunter, Milano, G. Mazzotta, 1974, e successive edizioni;
- Arnaldo Pomodoro, la tipografia universale. Dialogo con Aldo Nove. alfabeta2 n.2, ottobre 2010, pag.23
- Aldo Colonetti, Scultura v/s architettura. alfabeta2 n.2, ottobre 2010, pag.26
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