Arluno
| Arluno comune |
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| Dati amministrativi | |||||
| Stato | |||||
| Regione | |||||
| Provincia | |||||
| Sindaco | Luigi Losa (lista civica) dal 08/06/2009 | ||||
| Territorio | |||||
| Coordinate | 45°30′0″N 8°56′0″E / 45.5°N 8.93333°ECoordinate: 45°30′0″N 8°56′0″E / 45.5°N 8.93333°E | ||||
| Altitudine | 156 m s.l.m. | ||||
| Superficie | 12,35 km² | ||||
| Abitanti | 11 601[1] (31-12-2010) | ||||
| Densità | 939,35 ab./km² | ||||
| Frazioni | Cascina Poglianasca, Rogorotto, Cascina Malpensa, Cascina Frisasca | ||||
| Comuni confinanti | Casorezzo, Corbetta, Nerviano, Ossona, Parabiago, Pogliano Milanese, Santo Stefano Ticino, Sedriano, Vanzago, Vittuone | ||||
| Altre informazioni | |||||
| Cod. postale | 20010 | ||||
| Prefisso | 02 | ||||
| Fuso orario | UTC+1 | ||||
| Codice ISTAT | 015010 | ||||
| Cod. catastale | A413 | ||||
| Targa | MI | ||||
| Cl. sismica | zona 4 (sismicità molto bassa) | ||||
| Cl. climatica | zona E, 2 563 GG[2] | ||||
| Nome abitanti | arlunesi | ||||
| Patrono | Pietro e Paolo | ||||
| Giorno festivo | 29 giugno | ||||
| Localizzazione | |||||
| Sito istituzionale | |||||
Arluno (Arlùn oppure Arlün in dialetto milanese) è un comune italiano di 11.444 abitanti della provincia di Milano. Dal 16 settembre 2007 è gemellato con il comune di San Justo (Argentina).
Indice |
[modifica] Storia
Con molta probabilità il nome Arluno deriva dal latino Ara Lunae (altare della luna), di origine latina o addirittura celtica; nella Corografia dell'Italia (1832), Giovanni B. Rampoldi[3], fa risalire il nome agli Aruleni, un'ipotetica antica e possente famiglia insubre, dove qui il termine starebbe per lombardi occidentali o al massimo gallo-romani, che possedevano una villa dotata di frutteti; a parziale conferma della presenza di un insediamento di epoca romana, nel 1951, vennero ritrovate oltre duecento monete di rame e resti di vasi risalenti al II secolo, oltre ad urne cinerarie.
Dal Liber Sanctorum Mediolanensis di Goffredo da Bussero, apprendiamo che l'abitato, intorno al 1200, disponeva di tre piccole chiese che si stagliavano lungo l'abitato. Ciò porta ad ipotizzare una consistenza abitativa ipotizzabile intorno alle 400 unità; mentre la più antica iscrizione si rintraccia su una formella sul lato orientale della chiesa in cui è incisa, in cifre romane la data MCCCCLV-/-dm (anno domini 1455).
Al primo Rinascimento risalirebbe invece la presenza di un primo antico cortile che svolgeva essenzialmente il ruolo di centro commerciale ed amministrativo del paese e come tale era detto Bruett (quasi ad imitare nell'assonanza il ben più famoso "Broletto" milanese), che venne costruito per ordine della famiglia Litta, che si era distinta nel periodo medioevale come una delle più ricche e potenti del posto, in particolare per l'attività fondiaria.
Fu feudo della famiglia Pozzobonelli, e uno dei suoi più illustri appartenenti, il cardinale Giuseppe Pozzobonelli, nonché vescovo settecentesco di Milano, incaricò l'architetto Giulio Galliori di ricostruire, nel 1775, la sobria chiesa dei SS. Pietro e Paolo.
Personaggi di rilievo calcarono il suolo arlunese: Giuseppe Parini trascorse alcuni momenti di svago a Villa Marliani e poi a Villa Taroni e Silvio Pellico, in qualità di precettore, fu ospite a lungo del conte Luigi Porro-Lambertenghi nel Palazzo Pozzobonelli.
Nella prima metà dell'Ottocento, iniziò l'attività industriale che consisteva essenzialmente nella presenza di filande lungo il territorio comunale, per la lavorazione della seta e del cotone, attività che venne affiancata dal diffondersi intensivo dell'allevamento del bestiame da latte.
La conseguente crescita edilizia, favorì lo sviluppo dell'abitato, che ad ogni modo ancora oggi conserva nel centro storico l'impianto seicentesco.
[modifica] Simboli
Lo stemma di Arluno viene datato intorno al 1500 come simbolo araldico della nobile famiglia di Bernardino Arluno, storico della corte degli Sforza di Milano.
[modifica] Le Chiese
[modifica] Chiesa dei Santi Pietro e Paolo
Costruita tra il 1762 ed il 1769 da Pietro Galliori (futuro sovrintendente dell'opera del Duomo di Milano), la Chiesa dei Santi Pietro e Paolo di Arluno venne commissionata dal Cardinale Giuseppe Pozzobonelli, vescovo di Milano per quattro decenni ed appartenente ad una famiglia a cui la cittadina ha legato gran parte della propria storia. La chiesa si presenta in forme e stili settecenteschi, con strabilianti esempi di architettura scenografica quali le splendide vetrate dell'abside (in stile rococò) e l'altare maggiore in legno, decorato con puttini laccati di bianco che affiancano le colonne doriche che fanno da copertura al tempietto del tabernacolo.
[modifica] Chiesa di Sant'Ambrogio
La chiesa di Sant'Ambrogio, risalente al XV secolo, venne usata nei secoli successivi come ricovero per gli appestati (data anche la sua vicinanza con il luogo che veniva usato come lazzaretto), ed il terreno circostante si proponeva come un cimitero straordinario in occasione delle gravi epidemie che colpirono il paese nel corso di tutto il Seicento. Gravemente danneggiata dall'incuria e dal tempo, nel 1646 venne restaurata e dal 1904 venne incorporata a servizio dell'oratorio maschile di Arluno. Negli ultimi mesi del 2007 e nel corso del 2008 è in atto una nuova ristrutturazione della chiesa che nel frattempo è divenuta parte del centro diurno per anziani 'Sant'Ambrogio' essendosi spostato l'oratorio presso l'ex collegio delle Figlie del Sacro Cuore. (vedi voce sottostante)
[modifica] Edifici Notevoli
[modifica] Palazzo Pozzobonelli Scala
Il Palazzo Pozzobonelli Scala, di origini settecentesche, presenta ancora oggi il classico impianto a "U" con i corpi laterali congiunti da una lunga cancellata in ferro battuto. Voluto dal marchese Pozzobonelli (antenato dell'Arcivescovo milanese Giuseppe Pozzobonelli) che era divenuto feudatario di Arluno sin dal 1647, il complesso è posto lungo la strada principale del paese e vi si accede da un portale a botte di notevole fattura. Il porticato centrale del corpo nobile, si affaccia su un piccolo cortile lineare come l'impianto della facciata, semplice e dotata di numerose finestre, rifinita da una meridiana a muro affrescata. Il complesso è sormontato da una torretta belvedere che aveva un tempo la funzione di piccionaia.
[modifica] Palazzo Pestalozza
Caratterizzato nel corso dei secoli da denominazioni diverse (Palazzo Valentini, Villa Pestalozza, Palazzo Pestalozza-Dal Verme), il Palazzo Pestalozza, sito in Piazza Pozzobonelli, si trova in pieno centro storico, prospiciente la chiesa parrocchiale. La costruzione, settecentesca, presenta un classico impianto formale a "U" con tre portoni nell'area della casa padronale, completati sul laterale da due ali terminanti sulla pubblica via, sormontate da timpani e dotate di balconcini.
[modifica] Villa Bolognini
Villa Bolognini venne edificata nel 1689 dal Marchese Giuseppe Bolognini, come abitazione nei pressi della vicina Cascina Poglianasca da lui acquistata in loco. All'estinzione della casata dei Bolognini, il complesso passò per eredità all'Ospedale Maggiore di Milano nel 1937, il quale lo cedette in seguito all'associazione "Amici di Giovanni Marcora", la quale accoglie ancora oggi nel complesso della cascina una serie di cooperative ed associazioni sociali.
[modifica] Palazzo Pozzobonelli Lambertenghi Dell'Acqua
Fatto costruire nel Settecento dalla famiglia Pozzobonelli, fu questa la residenza di Silvio Pellico come precettore del Conte Luigi Porro Lambertenghi.
[modifica] Collegio delle Figlie del Sacro Cuore
Edificio della seconda metà dell'Ottocento, fu qui che maturò la propria vocazione religiosa Santa Francesca Saverio Cabrini. La struttura è arricchita dalla presenza di un quadriportico di buona fattura e progettazione. Attualmente la struttura è sede dell'oratorio parrocchiale.
[modifica] Molino Moroni Mario
Storico Molino ad acqua della seconda metà dell'Ottocento. Ne prende il nome una contrada del Palio.
[modifica] Geografia
Il comune comprende due frazioni:
- Rogorotto, sulla via per Vanzago, a ridosso di Mantegazza (fraz. del comune confinante);
- Cascina Poglianasca o più semplicemente Poglianasca, sviluppatosi intorno al 1900 sulla strada per Pogliano Milanese, nei pressi dell'omonima cascina.
[modifica] Natura
I boschi e le campagne a nord del comune, verso C.na S. Giacomo, C.na Passerona, C.na Poglianasca e C.na Frisasca, fanno parte del Parco Agricolo Sovracomunale del Roccolo. Istituito nel 1991 tra i Comuni di Parabiago, Busto Garolfo, Casorezzo, Arluno, Canegrate e Nerviano (solo dal 1997), riconosciuto tale nel 1994 dalla Regione Lombardia, si estende per circa 15.000.000 di m2, ed è atto alla difesa di fauna, flora e attività agricole locali. Viene caratterizzato dalla presenza di specie arboree autoctone (quercia, ciliegio, pino silvestre) ed altre specie introdotte dall'uomo (robinia, castagno, quercia rossa, prunus serotina). Attualmente è in progetto una sua estensione fino all'Oasi WWF del bosco di Vanzago.
[modifica] Trasporti e collegamenti
Il comune è posizionato sulla direttrice dell'autostrada A4 Milano-Torino di cui è presente un proprio casello autostradale. A 3 km dal centro storico è presente la stazione ferroviaria di Arluno-Vittuone che fornisce il collegamento tra Novara – Magenta – Rho – Milano Porta Garibaldi tramite passante ferroviario (S6). Inoltre Arluno è ben collegata con il trasporto pubblico su gomma gestita dalla società MOVIBUS le cui linee la collegano con i più importanti centri cittadini del magentino, del legnanese e del castanese e con Milano alla stazione metropolitana Molino Dorino:
- z642: Magenta – Arluno – Busto Garolfo – Legnano;
- z643: Vittuone (FS) - Arluno – Parabiago (FS);
- z647: Cornaredo – Arluno – Busto Garolfo – Castano Primo (scol.);
- z648: Castano Primo – Busto Garolfo – Arluno – Milano Molino Dorino via autostrada;
- z649: Busto Garolfo – Arluno – Cornaredo – Milano Molino Dorino.
[modifica] Eventi
- Terzo sabato di marzo: Fiera di marzo
- Ultimo sabato di giugno: Notte bianca, serata di concerti e avvenimenti culturali fino alle ore 03.00
- Prima domenica di settembre: Festa delle contrade – con tornei, cena, concerto e fuochi d'artificio
- Terzo sabato di settembre: Fiera di settembre con Sagra della Buseca
- Quarta domenica di settembre: Palio delle Contrade – sfilata di carri allegorici e staffetta fra le vie del paese
- Il mercato si svolge tutti i Mercoledì dalle ore 8 alle ore 13 in via Deportati di Mauthausen
[modifica] Personaggi notabili
[modifica] Personalità nate ad Arluno
- Ambrogio II di Arluno, vescovo di Lodi
- Bernardino Arluno, nato a Pavia nel 1478, cronista del Ducato di Milano.
- Cardinale Giuseppe Pozzobonelli, Arcivescovo di Milano.
- Cesare Castiglioni, primo presidente della Croce Rossa Italiana.
- Rodolfo Gambini (Arluno, 1855 – Alessandria, 1928), pittore e cavaliere del lavoro.
- Paolo Bellegotti, pittore e allievo del Gambini.
[modifica] Personalità legate ad Arluno
- Alessio Rimoldi (4 luglio 1976), atleta vincitore della medaglia d'oro ai mondiali militari di Beirut del 2001 (residente).
- Silvio Pellico, patriota e scrittore (soggiornò a villa Porro Lambertenghi).
- Giuseppe Parini, scrittore illuminista (soggiornò a villa Marliani).
- Santa Francesca Cabrini, religiosa (maturò la sua vocazione al locale Collegio del Sacro Cuore).
[modifica] Gemellaggi
La città di Arluno è gemellata con:
[modifica] Evoluzione demografica
Abitanti censiti 
[modifica] Etnie e minoranze straniere
Secondo i dati ISTAT[4] al 31 dicembre 2010 la popolazione straniera residente era di 939 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:
[modifica] Amministrazione
Sindaco: Luigi Losa (lista civica) dal 08/06/2009
[modifica] Note
- ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
- ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, pp. 151. Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011. URL consultato il 25 aprile 2012.
- ^ G. B. Rampoldi, "Corografia dell'Italia volume 1" (anno MDCCCXXXII, editore A. Fontana) a pagina 121 la voce Arluno digitalizzato da google
- ^ Statistiche demografiche ISTAT
[modifica] Altri progetti
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