Aquila di sangue

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Una sezione della Stele di Stora Hammar, in Gotland, Svezia. L'illustrazione mostra un uomo che giace sulla sua pancia mentre un altro usa un'arma sulla sua schiena. Vi è Valknut sopra di lui, con due aquile, una delle quali trattenuta dall'uomo sulla destra.

L'aquila di sangue è stato un metodo di tortura e di esecuzione che è a volte menzionato nelle saghe norrene. Consisteva nel separare le costole della vittima dalla spina dorsale, rompendole in modo tale da farle assomigliare ad un paio di ali insanguinate, ed estrarre i polmoni dalla cassa toracica. Del sale era spruzzato sulle ferite. Vittime di questo metodo di esecuzione sono menzionate nella poesia scaldica e nelle saghe norrene, e si ritiene che anche il Re Ælle II di Northumbria, Halfdan figlio del Re Haraldr Hárfagri di Norvegia, Re Edmondo, Re Maelgualai di Munster, e forse l'arcivescovo Ælfheah abbiano subito questa tortura.

L'atto di effettuare questo supplizio è descritto come "tagliare l'aquila di sangue".

[modifica] Nei media

  • Questa tecnica è stata citata nel romanzo L'ipotesi di Copenhagen scritto da Oscar Caplan (2009). In questo libro il cattivo utilizza varie tecniche per uccidere le sue vittime, ed una di queste subisce l'aquila di sangue.
  • La tortura è citata dal Dr. Walter Bishop nell'episodio 9 della terza serie del telefilm Fringe
  • La tortura è citata da vari personaggi per un omicidio nella quarta stagione della serie tv Bones.
  • La tortura è citata nel romanzo Il segreto della Genesi scritto da Tom Knox (2009). In questo libro è l'antagonista ad utilizzare questa tecnica per uccidere una delle sue vittime.

[modifica] Bibliografia

  • Roberta Frank. “Viking Atrocity and Skaldic Verse: The Rite of the Blood-Eagle.” The English Historical Review. Vol. 99, No. 391 Apr., 1984.
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