Apostolo
Gli apostoli di Gesù Cristo (dal greco απόστολος, apóstolo: 'inviato'), come descritto nel Nuovo Testamento, sono i dodici costituiti da Gesù.
| « Chiamò a sé i suoi discepoli e ne scelse dodici, ai quali diede il nome di apostoli. » (Luca 6,13) |
| « Chiamò presso di sé quelli che volle; ed essi si avvicinarono a lui. Quindi ne costituì dodici perché stessero con lui e potesse mandarli a predicare, e perché avessero il potere di guarire le infermità e di scacciare i demoni. » (Marco 3,13-15) |
A questi dodici, tradizionalmente si aggiunge Paolo di Tarso (Gal 2,8).
Indice |
[modifica] Gli apostoli nel Nuovo Testamento
[modifica] Gli apostoli negli Atti degli Apostoli
L'inizio degli Atti degli Apostoli parla di undici apostoli. Manca, rispetto al Vangelo di Luca, Giuda Iscariota che è morto dopo aver tradito Gesù; dopo l'Ascensione di Gesù un dodicesimo apostolo, Mattia, viene integrato per sorteggio:
- Pietro (sepolto a Roma nella basilica di San Pietro)
- Giovanni (sepolto ad Efeso)
- Giacomo (sepolto a Santiago de Compostela)
- Andrea (sepolto in parte a Patrasso, reliquie ad Amalfi e a Pienza)
- Filippo (sepolto a Roma insieme a Giacomo di Alfeo nella basilica dei XII Apostoli)
- Tommaso (sepolto a Ortona)
- Bartolomeo (sepolto a Benevento, Chiesa di San Bartolomeo (Benevento))
- Matteo (sepolto a Salerno, nella cattedrale)
- Giacomo di Alfeo (sepolto a Roma insieme a Filippo nella basilica dei XII Apostoli)
- Simone lo Zelota (sepolto a Roma insieme a Giuda Taddeo nella basilica di San Pietro)
- Giuda di Giacomo detto Giuda Taddeo (sepolto a Roma insieme a Simone lo Zelota nella basilica di San Pietro)
- Mattia, (sepolto a Padova, nella basilica di Santa Giustina, vicino all'evangelista Luca)
[modifica] Gli apostoli nel Vangelo di Giovanni
Il Vangelo di Giovanni non riporta l'elenco degli apostoli, e ne cita esplicitamente sette, più altri due la cui identificazione non è univoca:
- Simone, da Gesù soprannominato Pietro in 1,42, è citato come Pietro in 1,44;6,68;13,6-9;13,24;13,36-37 oltre che in un intero episodio a lui riferito 18,10-27, nel racconto della visita alla tomba di Gesù 20,1-10, nell'ultimo capitolo del vangelo 21, e anche in 1,40;6,8 dove Andrea viene detto "fratello di Pietro" (mostra tutti)
- Giacomo
- Andrea, citato in 1,40;6,8 come fratello di Pietro
- Filippo, citato in 1,43-49;6,5-7;12,21-22;14,8-9
- Tommaso, viene dichiarato più volte che egli era detto "dìdimo" (11,16;20,24;21,2), parola che significa gemello
- Giuda Iscariota, citato in 6,70-71;12,4;13,2;13,26
- Natanaele di Cana (1,45-49;21,2), tradizionalmente identificato con Bartolomeo
- un discepolo prediletto, che viene tradizionalmente identificato con Giovanni, al quale Gesù, dalla croce, affidò sua madre, (13,23-25;21,20-22),
- viene citato anche "Giuda, non l'Iscariota" in 14,22.
Non è presente esplicitamente il numero degli apostoli, ma si dice che Giuda Iscariota era "uno dei Dodici"
| « Rispose Gesù: «Non ho forse scelto io voi, i Dodici? Eppure uno di voi è un diavolo!». Egli parlava di Giuda, figlio di Simone Iscariota: questi infatti stava per tradirlo, uno dei Dodici. » (Giovanni 6,70-71) |
[modifica] Caratteristiche degli apostoli
Undici apostoli erano sicuramente galilei; in quanto a Giuda potrebbe essere stato giudeo (vedi "Etimologia di Giuda Iscariota" alla voce Giuda Iscariota).
Dopo la resurrezione e l'ascensione di Gesù, ed il suicidio di Giuda Iscariota, gli undici apostoli restanti si riunirono e dopo un sorteggio nominarono Mattia completando nuovamente il numero di dodici.
Nel Nuovo Testamento sono citati anche altri uomini che agirono come apostoli oltre ai Dodici. Il più noto è certamente Paolo di Tarso, la cui autorità apostolica fu talvolta contestata dagli altri apostoli; con lui, anche Barnaba viene ricordato negli Atti con la qualifica di apostolo (... quod ubi audierunt apostoli Barnabas et Paulus conscissis tunicis suis exilierunt in turbas clamantes, 14,14).
Altre figure neotestamentarie con la qualifica di apostolo sono Andronico e Giunia (Romani 16,7), quest'ultima una donna.
In senso proprio, il ministero e la funzione dell'apostolo (come quello dei profeti) è limitato, dopo la chiusura del canone della Bibbia, soltanto alle persone specificatamente designate come tali nel Nuovo Testamento e non è trasmissibile. La funzione dell'apostolo infatti è quella di essere stato testimone diretto della vita, morte e risurrezione di Cristo e quindi di riportarne autorevolmente l'insegnamento. Nel libro degli Atti degli apostoli, infatti, dovendo sostituire Giuda Iscariota nel numero degli apostoli, è scritto:
| « È necessario dunque che un altro si unisca a noi per farsi testimone della risurrezione del Signore Gesù. Deve essere uno di quelli che ci hanno accompagnato mentre il Signore Gesù è vissuto con noi, da quando Giovanni predicava e battezzava fino a quando Gesù è stato portato in cielo, mentre era con noi (...) per prendere in questo ministero apostolico il posto che Giuda ha abbandonato per andarsene al suo luogo. » | |
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(At 1,21.22.25)
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Saulo di Tarso (Paolo), costituisce un'eccezione a tale principio. Benché questi non facesse parte del numero originale degli apostoli, a questi pure Gesù risorto apparve.
La comunione dei cristiani di epoche successive con gli apostoli è legata e definita alla fedeltà al loro insegnamento (Gal 1,9; 1 Corinzi 15,1.2).
La Chiesa cattolica e alcune altre chiese considerano i vescovi i successori degli apostoli.
[modifica] Apostoli e fratelli di Gesù
| Per approfondire, vedi la voce Fratelli di Gesù. |
Secondo numerosi accenni nei testi a noi pervenuti sulla figura di Gesù Cristo alcuni studiosi hanno ipotizzato che avesse dei fratelli, di cui vengono riportati i nomi Giacomo, Giuseppe, Simone e Giuda.
Secondo la tradizione delle chiese cristiane questi non sono identificati con gli apostoli che hanno lo stesso nome ma con persone diverse, in particolare Giacomo sarebbe Giacomo il Giusto. Alcuni studiosi ritengono invece che alcuni degli apostoli fossero fratelli di Gesù. Tenendo sempre presente il significato di fratello nel popolo ebraico del I secolo a.C. termine con il quale si annoverano anche i soggetti appartenenti al medesimo clan familiare.
Non esiste una trasmissione diretta del ministero apostolico. Loro sono chiamati apostoli, ma non come diretta trasmissione del ministero apostolico dei dodici il quale è unico e irripetibile.
[modifica] Gli apostoli nell'islam
La religione islamica considera Gesù uno dei più grandi profeti, e nel mondo islamico sono molto diffuse le narrazioni della sua vita e delle sue opere. Anche l'islam, quindi, riconosce gli apostoli (in arabo ḥawāriyyūn). Una lista, riportata nel racconto sulla vita di Gesù di al-Tha'labi, li elenca in quest'ordine e con queste denominazioni[1]:
- Simone al-Ṣafā ("il Puro"), detto Pietro,
- suo fratello Andrea,
- Giacobbe, il figlio di Zebedeo,
- Giovanni, suo fratello,
- Filippo
- Bartolomeo
- Tommaso
- Matteo il pubblicano,
- Giacobbe il figlio di Ḥalfā,
- Labbā detto Taddeo,
- Simone al-Qānawī,
- Giuda l'Iscariota.
La stessa fonte[2] ricorda anche le località in cui essi si diressero per diffondere la loro predicazione: Pietro a Roma; Andrea e Matteo nella "terra dei cannibali"; Tommaso e Labbā ad oriente; Filippo e Giuda a Qayrawan e nella provincia Africa; Giovanni a Efeso, "la città di quelli della caverna"; i due Giacobbe a Gerusalemme e in Palestina; Bartolomeo in Arabia ed in particolare in Hijaz; Simone nella terra dei Berberi.
In queste narrazioni, per analogia, anche al Profeta Maometto vengono attribuiti 12 apostoli, che nella stessa fonte sono elencati così:
- Abū Bakr
- ʿUmar
- ʿUthmān
- ʿAlī
- Ḥamza
- Ǧaʿfar
- Abū ʿUbayda b. al-Ǧarrāḥ
- ʿUthmān b. Maẓ'ūn
- ʿAbd al-Rahmān b. ʿAwf
- Saʿd b. Abī Waqqās
- Talḥa b. ʿUbayd Allāh
- al-Zubayr b. al-ʿAwwām
Come si può vedere, questa lista si avvicina a quella dei Dieci Benedetti, che costituiscono un'altra classificazione dei discepoli più vicini a Maometto.
[modifica] Note
- ^ Si veda Roberto Tottoli, Vita di Gesù secondo le tradizioni islamiche, Palermo, Sellerio, 2000, - ISBN 88-389-1587-3, p. 83-84.
- ^ Ivi, p. 124.