Apice (Italia)
| Apice comune |
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Il castello normanno di Apice, con il nuovo centro sullo sfondo. |
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| Dati amministrativi | |||||
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| Regione | |||||
| Provincia | |||||
| Sindaco | Ida Antonietta Albanese (lista civica Un Futuro per Apice) dal 08/06/2009 | ||||
| Territorio | |||||
| Coordinate | 41°7′0″N 14°56′0″E / 41.11667°N 14.93333°ECoordinate: 41°7′0″N 14°56′0″E / 41.11667°N 14.93333°E | ||||
| Altitudine | 245 m s.l.m. | ||||
| Superficie | 48,8 km² | ||||
| Abitanti | 5 845[1] (31.12.2011) | ||||
| Densità | 119,77 ab./km² | ||||
| Frazioni | Alvino, Calvano, Castel di Fiego, Corsano, Cupazzo, Fulla, Giardinelli, Morroni, Tignano, Ripone, San Donato, San Martino, Santa Lucia, San Pompilio, San Teodoro, Selva, Starza | ||||
| Comuni confinanti | Ariano Irpino (AV), Bonito (AV), Buonalbergo, Calvi, Melito Irpino (AV), Mirabella Eclano (AV), Montecalvo Irpino (AV), Paduli, San Giorgio del Sannio, Sant'Arcangelo Trimonte, Venticano (AV) | ||||
| Altre informazioni | |||||
| Cod. postale | 82021 | ||||
| Prefisso | 0824 | ||||
| Fuso orario | UTC+1 | ||||
| Codice ISTAT | 062003 | ||||
| Cod. catastale | A328 | ||||
| Targa | BN | ||||
| Cl. sismica | zona 1 (sismicità alta) | ||||
| Cl. climatica | zona D, 1 523 GG[2] | ||||
| Nome abitanti | apicesi | ||||
| Patrono | san Giovanni Battista | ||||
| Giorno festivo | 24 giugno | ||||
| Localizzazione | |||||
Posizione del comune di Apice nella Provincia di Benevento |
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| Sito istituzionale | |||||
Apice è un comune italiano di 5.845 abitanti della provincia di Benevento in Campania.
Indice |
Geografia fisica [modifica]
Sorge a circa 11 km dal capoluogo di provincia sulla destra del Calore, la dove passavano le vie consolari Numicia e Appia.
Ha una superficie agricola utilizzata[3] di 2900,08 ettari.[4].
Clima [modifica]
| Per approfondire, vedi Stazione meteorologica di Apice. |
In base alla media trentennale di riferimento 1961-1990, la temperatura media del mese più freddo, gennaio, si attesta a +3,2 °C; quella del mese più caldo, agosto, è di +28,6 °C, mentre la media annuale si attesta a 10,3 °C.
La temperatura più alta mai registrata è stata di 44 °C nell'Agosto del 1981, mentre quella più bassa è stata di -12,6 °C nel Gennaio del 1981.
Storia [modifica]
Dai Romani alla fine del Medioevo [modifica]
La prima menzione del comune risale tuttavia all'VIII secolo, in un diploma di concessione del Principe longobardo Grimoaldo a Montecassino "sub Apice". Nell'XI secolo lo si trova sotto i Conti di Ariano.
Nel 1113 fu devastato dal conestabile beneventano Landolfo della Greca, per una rappresaglia contro i Normanni che molestavano i beneventani. Nel 1122, fu assediato da Guglielmo Guiscardo, nel 1138 era tenuto da Rainulfo di Alife, che vi fu assediato da Ruggiero Normanno, il quale se ne impadronì, e lo diede al conte di Buonalbergo.
Nel 1186 fu costituito in contea indipendente è dato ai Balbano. Successivamente passò ai Maletta ai San Giorgio, ai Shabran, ai Guevara, ai Carafa, ai Gallucci e agli Stuart di Toceo.
Sotto gli Angioini fu teatro di sanguinosi conflitti, e nel 1417 cadde per poco in mano ad Attendolo Sforza. Nel 1494, fu occupato dai francesi di Carlo VIII ma appena partito questi, tornò contea. Nel 1647 anche Apice tentò di scuotere il giogo feudale e spagnolo[non chiaro].
Dalla fine del Medioevo ai giorni nostri [modifica]
Nel XIX secolo, lo storico beneventano Alfonso Meomartini[5] ipotizzò che il toponimo derivasse da un Marco Apicio, romano, incaricato dal senato di ripartire, tra i veterani legionari, alcune terre del Sannio. La congettura trova riscontro nel nome di una contrada apicese detta Marcopio.
Nel catasto onciario del 1753 sono in evidenza i luoghi della vecchia Apice, ossia la Terra di Apicij, il feudo di Lo Covante, Castiglione, San Lorenzo Vecchio, San Francesco, Corigliano e Monterone, quando il paese era abitato da 337 nuclei familiari (fuochi).
Gli Apicesi si distinsero anche in Terra santa sotto Guglielmo il Buono, che li premiò con privilegi.[non chiaro]
Il 21 agosto 1962 il centro fu duramente colpito da due scosse di terremoto del VI e VII grado della scala Mercalli, che colpirono il Sannio e l'Irpinia facendo 17 morti. Il Ministero dei Lavori Pubblici ordinò l'evacuazione dei 6500 abitanti, che si trasferirono in gran parte nel nuovo abitato sorto sulla collina prospiciente il vecchio paese.
Monumenti e luoghi di interesse [modifica]
Le sue origini sono molto antiche, alcuni storici la fanno risalire addirittura a popolazioni antichi come gli "Opici"; si dice che la cattiva pronuncia di tale parola sarebbe venuta al termine "Apice". Secondo altri, la parola Apice deriva da Marco Apicio, un console romano mandato dal Senato nel Sannio a dividere le terre conquistate per distribuirle ai Veterani ed ai Coloni. La presenza romana sul territorio è dimostrata da due ponti: uno di età Imperiale, l'altro, di Appiano, meglio conservato, di epoca Repubblicana. Scavi archeologici hanno portato alla luce resti di strutture abitative, di reti fognarie, attrezzi e monete. Tutto ciò fa pensare che in quel luogo, nel periodo romano, vi fosse una locanda per il ristoro e per il riposo dei viaggiatori. Non molto lontano da Appiano, verso Bonito, alla frazione Starza sono stati trovati i resti di un abitato romano e reperti quali monete, resti di vasellame, ecc. Si dice che la Starza sia stata una cittadina bruciata e cosparsa di sale per punizione e che il nome deriva dalla dicitura "Stat arsa"; questo significa che è bruciata e non si può costruire in questo luogo. Molte sono le testimonianze medievali, in particolare modo castelli, chiese e conventi di cui esistono per alcuni la memoria, altri si trovano in ottimo stato.
Il Castello dell'Ettore o Castello Medievale [modifica]
di epoca romana, si trova nel centro storico, è in ottime condizioni. Oggi le sue stanze sono sedi del museo civico della civiltà contadina, di esposizione di reperti archeologici, di mostre e di altre attività culturali, nonché la Biblioteca comunale. Il castello ha una pianta a forma decagonale e difeso da possenti mura, l'edificio nel passato era dotato di quattro torri; oggi ce ne sono solo due al di sotto delle quali c'erano i sotterranei, adibiti ai prigionieri e, secondo alcuni, gallerie che permettevano di uscire dal paese in caso di assedio. Dentro le mura c'è un grande cortile con una fontanella che serviva l'acqua agli abitanti e per abbeverare gli animali. Intorno al cortile c'erano le stanze dei servitori, salita una grande scalinata, al primo piano, c'erano i saloni di rappresentanza, mentre le camere padronali erano al piano superiore e nelle torri. Adibito per un certo periodo a civili abitazioni ora è in fase di ristrutturazione e molte sale hanno ripreso le antiche dimensioni. Ora è riconosciuto come monumento nazionale.
Il Castello di Federico II [modifica]
il Castello di Federico II, detto "Casino del Principe" si trova sulla cima di una piccola collina in località cubante. Esso è del XIII sec. e fu fatto costruire dall'Imperatore Svevo; secondo alcuni perché doveva servire come sosta di riposo durante i suoi trasferimenti a Melfi; secondo altri per poter essere presente sul luogo durante le trattative di pace con i beneventani nel periodo dei conflitti con il Papato di forma circolare; l'edificio in pietra grigia ha ancora la struttura intatta anche se un po' malandata. Fino a qualche anno fa era abitato ma oggi una parte del castello è stata ristrutturata e adibita a centro agrituristico. Poiché è molto bello e gode di una posizione panoramica eccellente accorrerebbe riportarlo all'antico splendore per farne centro di cultura di pubblica utilità.
Chiesa di Santa Maria assunta in Cielo [modifica]
di origine longobarda, la chiesa ha forma di croce latina ed è divisa in tre navate da colonne di stile ionico. Gli altari rimasti,nel 1400 erano 18, sono di marmo pregiato, quello maggiore ha due angeli del 1700 scolpiti ai lati. In fondo alla chiesa c'è un magnifico coro ligneo di pregiata fattura. I dipinti alle pareti sono del XVI sec. e rappresentano la risurrezione di Cristo e Lui che sale alla destra del Padre. La facciata conserva ancora due nicchie all'interno della quali sono raffigurati una suora e un abate,quest'ultimo è vestito con abiti pontificati e ha in mano un bastone pastorale. Il campanile originario della chiesa fu completamente distrutto dal terremoto del 1930 e quello che si vede è di origine recente.
I Conventi e le Abbazie [modifica]
nei secoli scorsi nei dintorni di Apice esistevano ben cinque conventi:
- San Francesco (1222);
- San'Antonio( 1500);
- San Giovanni (1600);
- San Guglielmo (XIIsec.);
- L'abbazia di San Lorenzo al bosco (VIIsec.).
Oggi di alcuni rimangono le rovine, di altri come quello di San Francesco, conservano in parte la struttura originaria. Il convento di Sant'Antonio domina incontrastato il borgo ed il nuovo centro. 1) San Francesco: fu fatto costruire su una collina poco distante dal centro storico dallo stesso santo nel 1222. Il convento era per i frati luogo di preghiera e di lavoro; esso ha la pianta quadrata e all'interno conserva le celle dei monaci. Unita al convento c'è la chiesa, la cui facciata è ben conservata, di stile gotico. Durante la costruzione del convento i frati non riuscendo a spostare una roccia enorme e molto pesante si rivolsero al santo, che con solo tre dita la sollevò facendo sgorgare in quel luogo acqua limpida e fresca. La sorgente esiste ancora oggi e viene chiamata "Fonte Miracolosa"; si trova sotto le mura del convento, di fronte al luogo dove c'era la cella di San Francesco e vi si accede passando per una grotta. a sinistra della fonte ancora oggi c'è la pietra sulla quale si possono notare, benché corrose dal tempo, le impronte delle dita del santo.
Ponte Appiano [modifica]
situato a circa 3 km da Apice, posto poco distante dal castello di FedericoII, il ponte Appiano(ponte Rotto per i paesani) con i suoi resti ancora oggi sfida il tempo e gli uomini. Esso nell'antichità permetteva alla via Appia di superare il fiume Calore per continuare verso il porto di Brindisi. In origine era formato da 9 arcate, lungo 150m ed alto 9m; oggi è in buone condizioni solo la parte centrale mentre i resti dei pilastri si trovano poco distanti.
Società [modifica]
Evoluzione demografica [modifica]
| Evoluzione storica della popolazione prima del 1861 | |
| 1597 | 10.964 |
| 1611 | 10.311 |
| 1655 | 8.078 |
| 1663 | 7.802 |
| 1741 | 5.913 |
| 1792 | 4.693 |
L'evoluzione demografica di Apice dal 1861 al 2001 è la seguente:
Abitanti censiti[6] 
Etnie e minoranze straniere [modifica]
Al 31 dicembre 2010 risiedevano ad Apice 164 persone con cittadinanza non italiana.[7]. Le comunità più numerose erano:
Romania 51
Ucraina 27
Bangladesh 25
Cultura [modifica]
Personalità legate ad Apice [modifica]
- Stanislao Bozzi (Apice, 1951), allenatore ed ex giocatore di calcio.
- John Frusciante (New York, 1970), a lungo chitarrista dei Red Hot Chili Peppers, pronipote di un apicese emigrato negli Stati Uniti.
Eventi [modifica]
- Festa di sant'Antonio di Padova (13 giugno), presso l'omonimo santuario in contrada Santa Lucia.
- Festa di san Giovanni Battista (24 giugno), nell'omonima parrocchia.
- Rievocazione dell'Antica Trebbiatura (file luglio-inizio agosto) in contrada San Lorenzo.
- Festa di san Donato d'Arezzo nella contrada omonima (7 agosto).
- Festa di san Lorenzo (10 agosto).
- Festa di san Rocco (16 agosto).
- Festa di Santa Lucia da Siracusa (13 dicembre).
Trasporti [modifica]
Strade statali e autostrade [modifica]
Il Comune sorge a breve distanza da:
Strada statale 87 Sannitica, che collega a Benevento, a Arzano e quindi a Napoli;
Strada statale 88 dei Due Principati, che collega a Benevento, a Morcone e quindi a Campobasso;
Strada statale 90 bis delle Puglie, che collega a Benevento, a Savignano Irpino e quindi a Foggia;
Strada statale 372 Telesina, che collega a Benevento, a Caianello e, grazie all'
Autostrada A1 Milano-Napoli, a Napoli, a Roma e tutta l'Italia Settentrionale;
Autostrada A16 Napoli-Canosa, che collega a Napoli e a Bari;
Ferrovie [modifica]
Apice dispone di una stazione ferroviaria, Apice Centrale, nel rione di Tignano, lungo la linea Napoli-Foggia e della stazione Apice San Donato, nel rione di San Donato[senza fonte].
Per le ferrovie passano circa 30 treni al giorno verso: Napoli, Salerno, Foggia, Bari, Roma, Campobasso, Pescara e Reggio Calabria.
Sperimentazione da parte delle Ferrovie dello Stato negli anni venti - trenta [modifica]
| Per approfondire, vedi Trazione ferroviaria#La trazione elettrica a corrente continua nelle ferrovie italiane. |
Le Ferrovie dello Stato decisero di fare esperimenti di trazione a corrente continua a 3000 V sulla Benevento - Foggia ottenendo brillanti risultati (soprattutto grazie ai raddrizzatori a vapori di mercurio installati ad Apice).
Tra le prime locomotive elettriche a corrente continua in Italia vi furono le E.626 costruite per effettuare i primi servizi sulla Benevento - Foggia nel 1927. Il punto di forza di questo tipo di trazione era la possibilità di impiegare più motori di trazione, a differenza dei classici due del trifase; ciò, essendo ogni singolo asse mosso dal proprio motore, permetteva di eliminare i complessi biellismi motori di accoppiamento. Le E.626 avevano una velocità massima di 90 km/h e avevano una cassa rigida in livrea castano-isabella.
Amministrazione [modifica]
Il Comune fa parte della Comunità montana del Fortore.
Gemellaggi [modifica]
Apice è gemellata con 3 città:
Note [modifica]
- ^ ISTAT data warehouse
- ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, p. 151. Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011. URL consultato in data 25 aprile 2012.
- ^ Dato riferito all'anno 2000
- ^ Fonte Camera di Commercio, Benevento, dati e cifre, maggio 2007
- ^ Ne "I Comuni della provincia di Benevento. Storia, cronaca, illustrazione", editore Giuseppe De Martini, 1907, pag. 91.
- ^ Statistiche I.Stat ISTAT URL consultato in data 28-12-2012.
- ^ Dati ISTAT al 31 dicembre 2010.
Bibliografia [modifica]
- Arturo Bascetta, Apice nel Regno di Napoli, 2000.
- Augusto De Bellis, La Storia di una importante Contea, 1977.
- Antonio Iamalio, La Regina del Sannio, Ed. Ardia, 1938.
- Margherita Merone, Apice, un futuro dal cuore antico, 2008.